Diesel Euro 5: cosa cambia in Emilia-Romagna
1 – **La novità riguarda espressamente l’Emilia-Romagna.**
Dal 1° ottobre 2026 i veicoli diesel Euro 5 potranno continuare a circolare ordinariamente nei nove Comuni emiliano-romagnoli con più di centomila abitanti che sarebbero stati interessati dal nuovo blocco strutturale. La Regione Emilia-Romagna ha infatti scelto di sostituire quella limitazione con un pacchetto di misure ambientali alternative. È una buona notizia per circa 90.000 veicoli, ma va letta bene: non significa che un diesel Euro 5 possa circolare sempre, ovunque e in qualunque condizione.
2 – **Quale divieto è stato evitato.**
Il quadro nazionale, contenuto nell’articolo 1 del decreto-legge 121/2023, consente alle Regioni del bacino padano di adottare misure compensative capaci di produrre una riduzione delle emissioni equivalente. La legislazione emiliano-romagnola aveva previsto, dal 1° ottobre al 31 marzo, il blocco strutturale dei diesel Euro 5 nei centri abitati dei Comuni sopra i centomila abitanti interessati, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30. Con la deliberazione regionale del 7 settembre 2026, quel blocco strutturale è stato sospeso e sostituito.
I nove Comuni interessati erano Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini. È dunque sbagliato presentare la decisione come l’abolizione, in tutta Italia, di ogni limitazione per questa classe di veicoli: è una scelta dell’Emilia-Romagna entro il margine consentito dalla disciplina nazionale.
3 – **Attenzione: nelle emergenze gli Euro 5 possono ancora fermarsi.**
La sospensione riguarda il nuovo divieto strutturale feriale. Restano invece le regole già previste per le domeniche ecologiche e per le fasi emergenziali dovute alla qualità dell’aria. Secondo la pagina ufficiale della Regione, nei Comuni con più di 30.000 abitanti, nell’agglomerato bolognese e nei Comuni che aderiscono volontariamente, le restrizioni possono comprendere anche i diesel Euro 5:
- durante le domeniche ecologiche, normalmente nella fascia 8.30-18.30;
- quando scattano le misure emergenziali, nella nuova fascia 8-19.
Continuano inoltre a valere i blocchi strutturali già previsti per i veicoli più vecchi. Quindi il messaggio corretto non è «fine di ogni stop», ma «niente nuovo blocco strutturale ordinario degli Euro 5, ferme restando le altre limitazioni».
4 – **Che cosa prende il posto del blocco.**
La comunicazione regionale dell’11 settembre 2026 descrive tre misure compensative principali:
- nelle aree di pianura, rinvio al 1° novembre dell’accensione ordinaria degli impianti di riscaldamento civile, con le eccezioni previste per ospedali, scuole e strutture assistenziali;
- ampliamento dalle 8 alle 19 delle limitazioni al traffico durante le fasi emergenziali;
- nelle stesse fasi, divieto di utilizzare impianti domestici a biomassa che non raggiungano almeno la classe emissiva 5 stelle.
La Regione ha inoltre candidato al finanziamento ministeriale un progetto da 10 milioni di euro per sostituire impianti di riscaldamento inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici. Alla data in cui scrivo, però, il progetto è ancora in attesa dell’approvazione ministeriale: non va quindi confuso con un bando già aperto al quale sia già possibile presentare domanda.
5 – **Anche il riscaldamento ha eccezioni.**
Il rinvio dell’accensione non è una proibizione assoluta destinata a valere senza riguardo per la temperatura reale. In presenza di comprovate esigenze, comprese particolari condizioni meteorologiche, i sindaci possono intervenire con ordinanza sui periodi e sugli orari di esercizio degli impianti termici. Anche per questa ragione devi controllare sempre l’ordinanza del tuo Comune: il quadro regionale fissa la cornice, ma il provvedimento locale rende operative molte regole sul territorio.
6 – **Come capire se puoi usare davvero la tua auto.**
Prima di partire non limitarti alla classe ambientale scritta sul libretto. Verifica insieme questi elementi:
- Comune e zona nella quale devi circolare;
- giorno della settimana e fascia oraria;
- eventuale domenica ecologica;
- attivazione di misure emergenziali per il superamento degli inquinanti;
- categoria e alimentazione esatte del veicolo;
- eventuali deroghe previste dall’ordinanza locale;
- condizioni del servizio Move-In, se vi hai aderito.
Il riferimento pratico più utile è il portale regionale Liberiamo l’aria, insieme al bollettino aggiornato e all’ordinanza del Comune interessato. Una notizia letta alcuni giorni prima, un post sui social o la situazione del Comune confinante non sono sufficienti: le misure emergenziali possono cambiare rapidamente.
7 – **Che cosa succede se arriva una multa.**
La sospensione del blocco strutturale non annulla le sanzioni per la violazione di un diverso divieto ancora vigente. Se ricevi un verbale, devi quindi controllare quale ordinanza si assume violata, il luogo, la data, l’orario, la classe del veicolo e l’eventuale stato emergenziale di quel giorno. Solo dopo si può capire se la multa è corretta o se esistono motivi di ricorso.
Conserva il libretto di circolazione, il verbale, eventuali fotografie e la documentazione relativa alle deroghe o a Move-In. I termini per impugnare non si sospendono mentre chiedi chiarimenti informali all’amministrazione: evita di aspettare una risposta telefonica se la scadenza del ricorso si avvicina.
8 – **Una soluzione più flessibile, non un lasciapassare.**
La scelta dell’Emilia-Romagna prova a distribuire la riduzione delle emissioni tra traffico e riscaldamento, evitando che il costo ricada soltanto su famiglie e imprese proprietarie di un diesel Euro 5. La sua efficacia ambientale dovrà però essere misurata sui risultati concreti. Per chi guida, intanto, il vantaggio è reale ma circoscritto: l’auto non è colpita dal nuovo blocco strutturale feriale previsto dal 1° ottobre 2026, mentre può restare soggetta agli stop emergenziali e alle domeniche ecologiche.
9 – **Se il verbale non ti convince, controlliamolo subito.**
Se hai ricevuto una sanzione oppure non capisci quale disciplina si applichi al tuo veicolo, telefona allo studio allo **059 761926** per concordare un primo incontro con me, anche a distanza. Verificheremo l’ordinanza effettivamente vigente e i termini entro i quali puoi tutelarti.
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