Offese online: il consulente informatico dello studio
1 – Le offese online sono anche un problema tecnico.
Quando vieni insultato, diffamato o minacciato su internet, il primo impulso può essere quello di rispondere oppure di chiedere subito la cancellazione del contenuto. Spesso, però, il passaggio decisivo viene prima: bisogna conservare bene ciò che è stato pubblicato e cercare le tracce utili a individuare chi lo ha fatto.
È per questo che, nei casi più delicati, affianco al lavoro legale quello di un consulente informatico forense. La legge indica quali strumenti possono essere utilizzati; la tecnica aiuta a raccogliere e interpretare correttamente le evidenze digitali sulle quali quegli strumenti dovranno operare.
Ho già spiegato in modo approfondito come difendere la reputazione e identificare gli autori delle offese sui social. Qui voglio presentarti il professionista al quale mi rivolgo quando un fascicolo richiede competenze tecniche specialistiche.
2 – Chi è Alexandro Irace.
Il consulente informatico forense con cui collaboro è Alexandro Irace. Si occupa di informatica forense, analisi delle evidenze digitali e Open Source Intelligence, più comunemente chiamata OSINT.
Il suo lavoro riguarda la ricerca, l’acquisizione, la conservazione, l’analisi e la valorizzazione tecnica dei dati digitali. Può intervenire in procedimenti civili e penali, nelle controversie stragiudiziali e nelle attività investigative, preparando relazioni tecniche e supportando lo studio nella lettura di elementi che, senza competenze specifiche, rischierebbero di essere trascurati o interpretati male.
Le sue esperienze anche nei settori della sicurezza e dell’investigazione privata si integrano con l’attività tecnica. Per me il punto essenziale è il metodo: integrità del dato, tracciabilità delle operazioni e possibilità di verificare successivamente come un’informazione sia stata acquisita e analizzata.
3 – Come lo utilizzo nei casi di offese su internet.
Mi rivolgo ad Alexandro soprattutto per individuare i possibili responsabili delle offese pubblicate su internet e per trasformare le tracce reperibili online in elementi ordinati, documentati e tecnicamente verificabili.
Un profilo anonimo non contiene necessariamente un nome vero, ma può lasciare numerosi indizi: nomi utente riutilizzati altrove, fotografie, orari, collegamenti con altri account, domini, recapiti pubblici, metadati, abitudini di pubblicazione e relazioni tra diverse presenze digitali. L’analisi OSINT serve a cercare, correlare e verificare queste informazioni senza accedere abusivamente a sistemi o dati riservati.
Il consulente può inoltre cristallizzare pagine web, post, commenti, profili e altri contenuti destinati forse a essere modificati o cancellati. Questo consente di partire da una base probatoria più robusta di un semplice screenshot ritagliato e privo di contesto.
4 – Che cosa significa davvero OSINT.
OSINT non significa “hackerare” un account. Significa utilizzare in modo metodico informazioni provenienti da fonti aperte e legittimamente accessibili, verificarle e metterle in relazione.
Un singolo dato può non dire quasi nulla. Più elementi indipendenti e coerenti, invece, possono restringere il campo, indicare una pista precisa o aiutare a formulare richieste tecniche corrette alla piattaforma e all’autorità giudiziaria. Il valore non sta soltanto nel trovare informazioni, ma nel documentare da dove provengono, quando sono state viste e perché possono essere rilevanti.
Questa distinzione è importante: una ricerca improvvisata sul web produce facilmente supposizioni; un’attività tecnica strutturata mira a ottenere risultati controllabili e utilizzabili nel confronto giudiziario.
5 – Perché un semplice screenshot può non bastare.
Lo screenshot è spesso il primo modo con cui la vittima conserva un’offesa, ed è certamente meglio di niente. Può però non mostrare l’indirizzo esatto della pagina, il profilo completo, la data, l’ora, la sequenza dei commenti o altri dati necessari per attribuire il contenuto e comprenderne la diffusione.
Inoltre, un’immagine può essere contestata, modificata o privata del suo contesto. Nei casi seri occorre quindi valutare un’acquisizione più completa, capace di conservare non soltanto la frase, ma anche gli elementi tecnici e ambientali che la accompagnano.
La tempestività conta moltissimo. Un post può essere cancellato, una storia può scadere, un account può cambiare nome e alcuni dati conservati dalle piattaforme o dagli operatori possono non rimanere disponibili indefinitamente. Per questo consiglio di evitare iniziative impulsive e di far esaminare subito il materiale.
6 – Dall’analisi tecnica alla strategia legale.
Il tecnico e l’avvocato svolgono compiti diversi, ma devono dialogare. Il consulente individua e documenta le tracce digitali; io valuto il loro significato giuridico, la possibile qualificazione della condotta e gli strumenti da attivare.
Il lavoro può servire, per esempio, a preparare una querela contro ignoti più circostanziata, indicare con precisione profili e contenuti, chiedere la conservazione dei dati, formulare quesiti tecnici, contestare una ricostruzione avversaria o predisporre una domanda risarcitoria.
Quando occorrono dati non pubblici, il consulente privato non può obbligare una piattaforma o un operatore a consegnarli. Servono gli strumenti previsti dalla legge e, nei casi appropriati, i poteri dell’autorità giudiziaria. Un buon accertamento tecnico aiuta però a chiedere i dati giusti, riferiti agli identificativi e agli intervalli temporali corretti.
7 – Identificare un collegamento non significa ancora identificare la persona.
L’indirizzo IP, quando è disponibile, può condurre a una connessione o a un’utenza, ma non dimostra automaticamente chi abbia materialmente scritto il messaggio. Una rete può essere condivisa da più persone; un dispositivo può essere stato usato da altri; un account può essere stato compromesso.
Per attribuire seriamente una condotta bisogna incrociare i dati tecnici con il contenuto dei messaggi, la disponibilità dei dispositivi, le circostanze concrete, eventuali testimonianze e gli altri riscontri. Il compito del consulente non è dare un nome a ogni costo, ma aiutare a distinguere ciò che è tecnicamente dimostrabile da ciò che è soltanto possibile.
Non prometto quindi che ogni autore anonimo possa essere sempre identificato. Prometto invece che, quando il caso lo giustifica, sarà affrontato con un metodo coordinato tra diritto e informatica forense, senza scorciatoie illecite e senza confondere un sospetto con una prova.
8 – Non soltanto social network.
Le competenze di Alexandro riguardano anche smartphone, tablet, computer, server, supporti di memoria, account cloud, sistemi di messaggistica, videosorveglianza e dispositivi connessi.
L’attività può comprendere il recupero e l’analisi di dati cancellati, l’esame di metadati e file, la verifica di immagini e filmati, la ricostruzione di accessi non autorizzati, frodi, phishing, malware o compromissioni di account. In tutti questi casi l’obiettivo resta lo stesso: trasformare un insieme confuso di dati in una ricostruzione comprensibile, documentata e verificabile.
La collaborazione è disponibile anche per attività compatibili con il lavoro a distanza, mentre dispositivi e supporti fisici richiedono modalità di consegna, acquisizione o intervento definite in base al singolo incarico.
9 – Un miglioramento concreto per chi si rivolge allo studio.
Ho scelto di presentarti Alexandro perché il rapporto stabile con un consulente informatico forense migliora concretamente il servizio dello studio. Mi permette di valutare prima gli aspetti tecnici, riduce il rischio di perdere evidenze importanti e rende più preciso il dialogo con autorità, piattaforme e controparti.
Quando ricevo un caso di offese online, non mi limito quindi a leggere le parole pubblicate. Valuto anche come acquisirle, quali tracce cercare, quali dati potrebbero essere richiesti e quali limiti tecnici devono essere spiegati con sincerità al cliente.
Il vantaggio non è la promessa di un risultato automatico. È la possibilità di costruire sin dall’inizio un fascicolo nel quale diritto e tecnica procedano insieme.
10 – Due video utili prima di pubblicare o reagire.
Sul canale YouTube di avvocati dal volto umano trovi anche due brevi approfondimenti collegati al tema:
11 – Se vuoi far valutare il tuo caso.
Se sei stato offeso, minacciato o diffamato online, conserva tutto e non aspettare che i contenuti scompaiano. Telefona allo 059 761926 per fissare un primo incontro con me: esamineremo il problema e valuteremo se coinvolgere subito il consulente informatico. L’appuntamento può svolgersi anche a distanza.
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Hai già avuto a che fare con un profilo anonimo o con prove digitali difficili da conservare? Raccontami la tua esperienza nei commenti o lascia la tua domanda: ti rispondo volentieri.
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