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Negoziazione assistita: devo partecipare di persona?

Sono stato invitato dalla mia controparte a partecipare ad una negoziazione assistita. Ho accettato l’invito e ho firmato la convenzione, adesso dovrebbero cominciare le riunioni. Devo partecipare personalmente o posso incaricare il mio avvocato di rappresentarmi?

Devi partecipare personalmente, sia perché, anche se la legge non lo dice espressamente, secondo molti giudici se la parte non partecipa personalmente la negoziazione assistita, essa è nulla, sia perché se non partecipi di persona la negoziazione non ha senso.

Il secondo punto rappresenta un aspetto che nemmeno molti avvocati comprendono come sarebbe opportuno, infatti molto spesso mi sento dire da colleghi che vorrebbero fare incontri «solo tra avvocati» o addirittura amenità come «bastiamo noi», quando invece per avere molte maggiori speranze di un buon esito della trattativa è indispensabile che ci siano anche i protagonisti della situazione di cui si discute, in assenza dei quali le difficoltà aumentano.

In realtà, chi non vuole comparire personalmente ad una trattativa quasi sempre è perché vuole più farla fallire che farla andare avanti, ma non c’è da aver paura di nulla: anche in trattativa nessuno può mai convincerti ad accettare cose che non ritieni corrette se non concordi anche tu, anche considerando che non compari mai da solo ma sempre insieme ad un avvocato.

In ogni caso, come cennato, secondo i giudici la partecipazione personale è richiesta. L’ordine del giudice di fare la negoziazione assistita o, nei casi in cui è prevista dalla legge, l’obbligo di svolgerla è da ritenersi osservato soltanto in caso di presenza della parte, accompagnata dal difensore e non anche in caso di comparsa del solo difensore, anche quale “delegato della parte” dal momento che “l’attività che porta all’accordo conciliativo ha natura personalissima e non è delegabile.

In questo senso, si sono pronunciate Trib. Vasto 09.03.2015; Trib. Firenze, ordinanza 19.3.2014; Trib. Milano, ordinanza 07.05.2015; Trib. Firenze sent. n. 3497/2015; Trib. Firenze sent. n. 3902/2016; Trib. Roma, sent. n. 8554/2016.

Se il problema a partecipare alle sedute di negoziazione assistita è di natura logistica, nel senso che hai difficoltà a spostarti, per i più svariati motivi, puoi chiedere che le sedute stesse si svolgano tramite piattaforma telematica, come ad esempio zoom, skype e così via; ormai questi sistemi sono diventati, diciamo anche «grazie» alla pandemia, di uso comune, tanto che aggiorno sono molte di più le procedure che si svolgono per via telematica di quelle in presenza.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di assisterti, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

Puoi anche acquistare online direttamente da qui: in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

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Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.


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La Cartastraccia mantiene le promesse.


La riforma Cartastraccia ™ si sta rivelando giorno per giorno ancor molto peggio di quel che già appariva sin dall’inizio.

Già i giudici mal sopportavano gli scritti degli avvocati, qui poveretti – non solo i giudici, che devono pur fare la fatica di ignorarci, a volte anche riuniti in #collegio, ma anche noi avvocati – si arriva alla prima udienza con già diverse memorie scritte, con un totale, a sommarle, che da oltre 50 pagine alle 100 ed oltre…

È una vera fiera dell’inutilità e del non senso, anche perché una memoria un magistrato la può leggere molto meglio se ha già incontrato almeno una volta le parti e si è già fatto un’idea, sia pur minima, della situazione.

A cosa serve il principio di sintesi se ti fanno scrivere due o tre memorie prima ancora che le parti vedano il giudice? La sintesi sarebbe innanzitutto scrivere un solo atto per parte.

Temo, e un po’ già vedo, che con questa malefica e demenziale riforma andremo ad incontrare in prima udienza giudici ancor più scoglionati di quanto già non fossero prima – e non mi sento nemmeno di dar loro torto a riguardo.

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VPN e scelta di un avvocato: verifica che la usi.

Sembra quasi fantascienza, a parlarne oggi, e sicuramente se te ne avessi parlato in questi termini una quindicina di anni fa mi avresti chiamato un’ambulanza, ma in realtà sono tutte cose vere e molto importanti.

Sono definitivamente tramontati i tempi in cui la professione di avvocato si faceva con la carta: oggi ci sono interi processi che si dipanano e svolgono, dall’inizio alla fine, senza che venga consumato un singolo foglio di carta: tutti i documenti – atti di parte, provvedimenti, notifiche via PEC, ecc. – esistono solo in formato digitale. Certo, li puoi stampare se vuoi ma il documento originale resta sempre l’esemplare digitale.

Anche negli studi non esistono quasi più le cartelle e i fascicoli cartacei, ma le pratiche dei clienti sono dentro ad una cartella del computer, auspicabilmente, come insegno agli avvocati del mio coaching «fare l’avvocato é bellissimo», replicata in un sistema di cloud computing come dropbox o altri.

Per questi motivi, l’uso di una VPN (Virtual Private Network) è diventato fondamentale per avvocati e professionisti legali, soprattutto che operano nelle reti pubbliche.


Ecco 10 punti chiave per comprendere i benefici e i potenziali problemi legati all’utilizzo di una VPN in questa professione.

1. Privacy e Riservatezza:

  • Vantaggio: Una VPN protegge la privacy degli avvocati crittografando le comunicazioni online, impedendo a terze parti di intercettare dati sensibili.
  • Problema: Senza una VPN, le informazioni riservate potrebbero essere esposte a potenziali minacce e hacker.

2. Accesso Sicuro alle Risorse:

  • Vantaggio: Una VPN consente agli avvocati di accedere in modo sicuro a documenti e risorse legali da qualsiasi posizione, garantendo che siano protetti da accessi non autorizzati.
  • Problema: Senza una VPN, la connessione a reti pubbliche potrebbe mettere a rischio la sicurezza dei dati legali.

3. Bypassare la Censura:

  • Vantaggio: In alcune giurisdizioni, una VPN può consentire agli avvocati di aggirare la censura su Internet, garantendo un accesso completo alle informazioni legali.
  • Problema: In mancanza di una VPN, l’accesso a contenuti rilevanti potrebbe essere limitato o censurato.

4. Protezione dalle Reti Pubbliche Insicure:

  • Vantaggio: Utilizzando una VPN, gli avvocati possono navigare in modo sicuro anche su reti Wi-Fi pubbliche non sicure, prevenendo attacchi informatici e furti di dati.
  • Problema: Senza una VPN, le reti Wi-Fi pubbliche sono vulnerabili a possibili intrusioni.

5. Crittografia delle Comunicazioni:

  • Vantaggio: Una VPN garantisce la crittografia delle comunicazioni, proteggendo le conversazioni e le email da intercettazioni indesiderate.
  • Problema: Senza una VPN, i messaggi e le comunicazioni potrebbero essere esposti a rischi di sicurezza.

6. Geolocalizzazione Anonima:

  • Vantaggio: Una VPN consente di nascondere la posizione fisica dell’utente, preservando l’anonimato durante la ricerca di informazioni legali sensibili.
  • Problema: Senza una VPN, la posizione dell’avvocato potrebbe essere tracciata.

7. Collaborazione Sicura:

  • Vantaggio: Gli avvocati possono collaborare in modo sicuro con colleghi e clienti utilizzando una VPN, garantendo che i dati condivisi siano protetti.
  • Problema: Senza una VPN, la condivisione di documenti e informazioni potrebbe essere a rischio.

8. Sicurezza delle Transazioni Online:

  • Vantaggio: Una VPN protegge le transazioni online, fondamentali per la professione legale, da possibili frodi e attacchi.
  • Problema: Senza una VPN, le transazioni potrebbero essere vulnerabili.

9. Accesso a Servizi Globali:

  • Vantaggio: Con una VPN, gli avvocati possono accedere a servizi legali online da qualsiasi parte del mondo, superando le restrizioni geografiche.
  • Problema: Senza una VPN, l’accesso potrebbe essere limitato alle giurisdizioni locali.

10. Conformità Legale:

  • Vantaggio: L’uso di una VPN può aiutare gli avvocati a rispettare le leggi sulla privacy e la sicurezza dei dati, riducendo il rischio di sanzioni legali.
  • Problema: Senza una VPN, potrebbero sorgere preoccupazioni sulla conformità legale nella gestione dei dati dei clienti.

In conclusione, l’utilizzo di una VPN offre numerosi vantaggi agli avvocati che lavorano su reti pubbliche, proteggendo la privacy, la sicurezza e la conformità legale.

Non utilizzarla potrebbe esporre i professionisti legali a rischi significativi per i dati sensibili e la sicurezza online.

Pertanto, investire in una VPN è una decisione saggia per garantire un ambiente di lavoro sicuro e protetto per gli avvocati.

Quando cerchi un legale, verifica che non sia rimasto indietro su questi aspetti: é molto importante.

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Il miglior avvocato lo può solo creare il cliente.

Il «miglior avvocato», l’ho detto tante volte, é una figura che non esiste in rerum natura.

Se proprio uno volesse a tutti i costi identificarne uno che almeno ci assomiglia, ebbene allora il miglior avvocato sarebbe quello che assiste un cliente centrato, consapevole, in grado di capire con precisione quale può essere il suo contributo alla trattazione del suo stesso caso, di mettere in fila i fatti che lo compongono e di esporli ordinatamente e di fornire le celebri «prove» necessarie ed opportune, così finendo per collaborare in modo estremamente funzionale col suo legale di fiducia.

Questo è l’unico modo in cui si può creare qualcosa che assomigli alla figura di «miglior avvocato».

Pensare, al contrario, che il miglior avvocato ce lo si possa procurare a suon di quattrini é solo la solita superbia materialistica che avvelena la nostra epoca.

Chi ne è affetto, ritiene, di solito poco consapevolmente, di essere esonerato dall’onere di evolvere e comprendere appieno le cose, potendo sopperire a tutto ciò col denaro di cui dispone.

É un errore grave e tragico, che non si compie solo in relazione alla scelta dell’avvocato, ma che si verifica un po’ in tutti i settori, oggi, col dilagare del benessere.

Rappresenta il puntuale verificarsi di una delle tante leggi dell’anima enunciate da Cristo, quella per cui la ricchezza non è certo un male in sé, ma – lungi dall’esonerare dall’onere, gravante su ogni essere umano per tutto il corso della sua vita, di evolvere – tutto al contrario gli impone di raggiungere un livello evolutivo ancora maggiore, necessario per la gestione della ricchezza di cui dispone, altrimenti tale ricchezza, anziché beneficiarlo, lo corromperà.

Questo vale per tutte le forme di ricchezza, non solo il denaro, ma anche la bellezza, l’intelligenza e così via: tutti i talenti che riceviamo in dono richiedono, per evitare che finiscano per
danneggiarci, che ci sia il raggiungimento di un livello evolutivo superiore che ci consenta di gestirli.

Molti non accettano questa legge dell’anima e finiscono per dilapidare il denaro, dilapidare la bellezza con, ad esempio, i disturbi del comportamento alimentare, dilapidare l’intelligenza non coltivandola o dandosi alle sostanze voluttuarie per tenerla perennemente annebbiata.

Nota bene che questo è quello che fa non una parte della popolazione, ma la maggior parte…

Torniamo ai problemi legali.

L’esercizio che ti suggerisco é quello di pensare per una settimana che il problema legale che devi affrontare non sia colpa degli altri che sono cattivi, ma sia solo colpa tua: chiederti cosa hai sbagliato, come puoi rimediare e, soprattutto, come puoi evolvere per evitare di sbagliare di nuovo in futuro.

Solo se farai questo, in modo genuino e autentico, troverai il celebre «miglior avvocato». Mettendoti davvero in discussione, lo farai comparire come il genio dopo aver strofinato la lampada.

Tutto il resto sono menzogne della modernità.

Rock n’ roll baby.


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Guarda questo

(https://youtu.be/ksoPba2DM1A) per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.


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Le informazioni si chiedono ai vigili urbani e ai passanti, non agli avvocati.

Agli avvocati, se mi dai retta, puoi solo chiedere ascolto, tempo e attenzione.

Se tu ti accosti ad un avvocato per chiedergli una informazione, non hai capito niente né di come funziona un avvocato, né di come funziona il tipo di conoscenza di cui disponi e il problema che devi trattare.

Nei problemi legali, le informazioni non servono quasi mai a niente.

Ti faccio un esempio, un paragone.

Ti ammali di qualcosa: hai mal di gola, mal di testa, mal di stomaco.

Vai dal dottore per «chiedergli informazioni»?

Cioè entri dentro al suo ambulatorio e ti metti a discutere con lui di sintomi, possibili significati dei medesimi, potenziali farmaci applicabili, studi sperimentali, contenuti di PubMed, come se foste ad un convegno medico, solo che a te cola in continuazione il naso e ti tieni i pantaloni in mano perché ogni dieci minuti devi scappare nel suo bagno?

Oppure gli dici i tuoi problemi e gli chiedi di darti una cura e farti una ricetta?

Se stai male e hai un problema di salute, le informazioni non ti servono a niente: ti serve una cura, una ricetta, di andare in farmacia e di iniziare a prendere la benedetta medicina e metterti a letto.

Tutto il resto è curiosità, con la quale non solo non risolvi niente, ma perdi e fai perdere tempo, anche tempo che hai già pagato proprio tu stesso, spesso caramente.

Il tuo compito, nel lavoro di trattazione dei problemi legali, inizia e finisce con la descrizione dei sintomi e cioè del tuo problema.

Non è un compito da poco e infatti nel 90% dei casi, per descrivere un problema che, in mano ad una persona centrata e in grado di formulare ed esprimere i propri pensieri correttamente, richiederebbe pochi minuti, non di rado ce ne vogliono 30, 40 o anche di più.

La realtà è che vorresti andare alla ricerca di informazioni giuridiche, ma non sei spesso neanche in grado di raccontare un fatto dall’inizio alla fine, in maniera ordinata, mettendo in fila le cose, distinguendo ciò che rileva da ciò che non ha nessuna importanza.

Vorresti conoscere cosa dice la Cassazione sul tuo problema, ma la verità ancora è che non sei neanche in grado di parlare ed esprimerti in modo corretto, tanto che bisogna mettersi lì con tanta pazienza e cavarti le cose una dopo l’altra, in ordine ovviamente sempre sparso, per poi rimettere, di nuovo pazientemente, tutto in ordine.

Se io ti dicessi cosa dice la Cassazione sul tuo problema, cosa per la quale comunque dovrei prima capire il tuo problema stesso, ciò che, come ti sto spiegando, richiederebbe almeno 20/30 minuti a causa dei tuoi limiti linguistici, non te ne faresti comunque nulla, perché, mancando di una preparazione sistematica giuridica, quell’informazione che io ti avrei dato non saresti neanche lontanamente in grado di leggerla.

Non sono, dunque, gli avvocati che vogliono approfittarsi di te, é solo che le cose non funzionano, non possono funzionare mai, come vorresti tu.

Come si fa a poter pensare anche solo alla lontana che un problema legale possa essere affrontato «chiedendo informazioni», così come si fa per la strada quando guidando si accosta, si abbassa il finestrino e si chiede a un malcapitato dov’è via del Merlo?

Se hai un problema legale, devi rassegnarti a relazionarti con un avvocato, non ci sono altre strade.

Prima lo capisci, prima puoi dedicarti alla cosa davvero importante, cioè sceglierne uno onesto, preparato, bravo e funzionale.

Il tempo che trascorri su google a cercare informazioni convertilo nella ricerca di un avvocato oppure vedilo da quel punto di vista; poi, appena avrai trovato una persona che ti ispira, prendi
appuntamento e vacci a parlare, di persona o tramite videocall.

Non dire mai che hai bisogno «solo 5 minuti» perché quella è una autentica dichiarazione di disabilità, prendi coscienza della realtà, della situazione e di come funziona la trattazione sia dei problemi legali che più in generale di tutti gli incidenti della vita.

Rock n’ roll!

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Appuntamenti a video: che comodità!

Oggi ti parlo dei vantaggi degli appuntamenti in videochiamata e dei principali software a confronto.

  1. Risparmio di tempo: Le videochiamate permettono di risparmiare tempo evitando gli spostamenti per raggiungere la sede dell’appuntamento. È possibile partecipare a una riunione da qualsiasi luogo con una connessione internet.
  2. Riduzione dei costi: I costi di viaggio e alloggio possono essere notevolmente ridotti grazie alle videochiamate, rendendo gli incontri più accessibili e sostenibili economicamente.
  3. Flessibilità: Le videochiamate offrono flessibilità nella pianificazione degli appuntamenti, consentendo di adattarsi facilmente agli impegni e ai fusi orari dei partecipanti.
  4. Sicurezza: In tempi di emergenze sanitarie, le videochiamate consentono di mantenere il distanziamento sociale e di ridurre i rischi per la salute associati agli incontri di persona. Questo lo dico più che altro per te, io non ho mai avuto problemi a ricevere nessuno anche durante la pandemia.
  5. Collaborazione a distanza: Grazie alle videochiamate, team e professionisti possono collaborare facilmente da luoghi diversi, superando le barriere geografiche. Spesso si fanno così anche incontri di mediazione e trattativa che sono molto utili.
  6. Zoom: Zoom è uno dei software di videochiamata più popolari. Offre una qualità audio e video elevata e numerose funzioni di collaborazione. Tuttavia, ha affrontato problemi di sicurezza e privacy in passato, che sono stati in gran parte risolti con aggiornamenti successivi.
  7. Microsoft Teams: Microsoft Teams è una soluzione integrata per la comunicazione e la collaborazione, che include videochiamate, chat e condivisione di file. È particolarmente adatto per le organizzazioni che utilizzano gli altri prodotti Microsoft. Alcuni utenti hanno segnalato una curva di apprendimento più ripida rispetto ad altre piattaforme.
  8. Google Meet: Google Meet fa parte della suite di prodotti Google Workspace e offre videochiamate di alta qualità e semplicità d’uso. La sua integrazione con gli altri servizi Google lo rende una soluzione conveniente per gli utenti di Gmail e Google Calendar. Tuttavia, alcune funzionalità avanzate sono disponibili solo per gli abbonati a Google Workspace.
  9. Cisco Webex: Cisco Webex è un servizio di videoconferenza sicuro e affidabile, utilizzato spesso in ambito aziendale. Offre numerose funzionalità di collaborazione e integrazioni con altri strumenti. Il suo principale svantaggio è un’interfaccia utente meno intuitiva rispetto ad altre soluzioni.
  10. Skype: Skype è un software di videochiamata veterano, noto per la sua semplicità d’uso e la sua disponibilità su molteplici piattaforme. Tuttavia, la qualità delle videochiamate può variare a seconda della connessione internet e del dispositivo utilizzato.

Se vuoi un appuntamento in video chiamata, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo slot, concordando giorno ed ora con la mia assistente; puoi anche acquistare direttamente da qui: in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

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Conversazione in tempo reale: é la strada.

Oltre un anno fa, dismettevo tutta la messaggistica – mail, whatsapp, sms, telegram – sul lavoro a favore del caro, vecchio telefono e delle videocall tramite zoom, skype o altro.

Lo comunicavo con questo post su questo stesso blog.

Una delle decisioni migliori che io abbia mai preso in venticinque anni di professione forense e di lavoro in generale.

Passando a modalità di comunicazione sincrona, o «in diretta», ho incrementato di molto l’efficienza e la funzionalità dei miei servizi e il grado di soddisfazione dei clienti.

Scritta così, sembra una frase managerial-burocratese, tuttavia riflette una realtà precisa.

É il caso di spiegarlo meglio e in termini elementari.

Se io parlo al telefono con un mio cliente, un collega avvocato o un altro interlocutore, riesco quasi sempre subito a capire la natura del problema o della situazione che c’è da trattare e a decidere, insieme sempre al mio interlocutore, in che modo intervenire, che cosa c’è da fare.

Di conseguenza, passo subito a fare quel che si è deciso di fare.

Se la stessa situazione viene trattata per messaggistica non si riesce innanzitutto bene a capire la situazione su cui intervenire quale sia, dopodiché non si riescono a mettere a fuoco i possibili modi di intervento.

In conclusione, la messaggistica non è quasi mai uno strumento funzionale per comunicare, perché la comunicazione umana deve avvenire in diretta, cioè tutti i protagonisti devono poter parlare nello stesso momento, confrontandosi tra loro.

Sostituire una conversazione con uno scambio, dilazionato nel tempo, di bigliettini, confidando che la comunicazione possa essere efficace ugualmente é davvero demenziale.

Su questi problemi strutturali della «comunicazione per messaggi» intervengono infatti poi ulteriori problematiche consistenti nel fatto che le persone non sono in grado di comunicare in modo efficace per iscritto, né di comprendere adeguatamente un testo scritto, oltre che nel fatto che il mondo dei messaggi é largamente inflazionato, per cui l’attenzione che si può dedicare a ogni singolo «bigliettino» é sempre meno.

Abbiamo confidato troppo nella messaggistica, adesso è il momento di tornare sulla terra, tornare alla conversazione in tempo reale, usando la messaggistica solo per limitati e ben circoscritti scopi, connessi sempre e comunque a una conversazione in real time, come ad esempio l’invio di un documento in allegato.

Quando hai bisogno di me, dunque, chiama il numero 059 761926.

Ci vediamo lungo la strada 👋

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Tutela legale: 10 cose su questa assicurazione.

  1. La tutela legale è una forma di assicurazione che offre ai clienti una protezione per le eventualità legali che possono verificarsi nella vita quotidiana.
  2. La tutela legale può offrire una copertura finanziaria per le spese legali e le spese di giudizio.
  3. Può anche offrire consulenza legale gratuita e consulenza in materia di diritto civile, contrattuale e commerciale.
  4. Offre anche protezione contro le azioni legali, come le cause di lavoro, le cause commerciali e le cause penali. Nel caso delle penali, la copertura è prestata solo per i reati non dolosi e solo in caso di assoluzione.

  5. Può anche essere utile in caso di incidenti stradali o infortuni.

  6. La tutela legale può aiutare con la redazione e la revisione di documenti legali, come contratti, testamenti, testamenti e accordi di separazione, anche se, ad esempio, per la separazione c’è un periodo di carenza di due anni.

  7. La tutela legale può anche essere utile nel caso in cui si abbia bisogno di negoziare una transazione o un accordo con un’altra parte.

  8. La tutela legale non può, invece, offrire una protezione contro le truffe, i furti e le frodi, anche se ti consente di avere un avvocato per cercare di rimediare una volta che ne sei rimasto vittima.

  9. La tutela legale può anche fornire assistenza in caso di dispute contrattuali, come la disputa di un contratto di locazione o la disputa di una controversia su una proprietà.

  10. La tutela legale può anche fornire assistenza nella negoziazione delle condizioni di una transazione, come una transazione immobiliare, una transazione commerciale o un contratto di lavoro.

Come studio, non vendiamo polizze di tutela legale.

In caso di bisogno, chiama il tuo agente locale. Come compagnie, sono specializzate UCA, Arag e DAS.

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Le domande generiche non hanno senso.

nell’era della digitalizzazione dei flussi documentali e del valore legale dei messaggi di posta elettronica certificata, quale posto trova ancora il caro vecchio TELEGRAMMA come prova di avvenuta comunicazione formale, magari all’interno di un contenzioso tra privati?

È molto semplice, è una prova a valutazione libera del giudice, come peraltro accade con molte più prove di quello che comunemente si crede.

Parlarne in generale, peraltro, non ha molto senso. Ormai ho detto centinaia di volte che fare domande generiche serve a molto poco, bisogna parlare del fatto rilevante, del problema legale che ti interessa, aggiungendo tutti i dettagli possibili e rilevanti dello stesso, poi sarà l’avvocato a fare le valutazioni in diritto.

Come dicevano già gli antichi giuristi romani, nostri padri: da mihi factum, dabo tibi jus.

La parte si deve occupare sempre, dunque, del fatto, mentre le valutazioni giuridiche vanno lasciate all’avvocato.

Purtroppo google oggi non aiuta, perché fornisce l’illusione di conoscere ogni materia, tra cui il diritto, quando invece senza una adeguata preparazione sistematica di base, conseguibile solo con alcuni anni di formazione fatta bene e successiva esperienza sul campo, non si è quasi mai in grado di dare una adeguata «lettura» ai risultati di ricerca, al materiale che si raccoglie. Sarebbe come se io andassi a fare una ricerca su pubmed per poi trarne delle conclusioni: mi manca una preparazione di base in medicina, biologia e materie simili, per cui potrei anche azzardare qualche conclusione, ma sarebbero conclusioni di molto dubbia affidabilità, che dovrebbero poi essere sottoposte a chi dispone di quella preparazione generale ed esperienza clinica che a me manca.

Questo problema dell’illusione di conoscenza è oggi molto importante e credo che se ne dovrebbe parlare molto di più, perché le grandi reti ci consentono l’accesso a una quantità gigantesca di informazioni che tuttavia, senza disporre di un contesto in cui collocarle, non solo sono inutili, ma sono addirittura potenzialmente dannose.

La prossima volta che sottoponi un caso ad un avvocato limitati a descrivere il fatto e a dire come vorresti essere tutelato, lascia a lui ogni valutazione successiva.

Naturalmente, se vuoi approfondire ulteriormente il tuo problema, puoi chiamare lo studio al numero 059 761926 e concordare il tuo primo appuntamento, oppure acquistare direttamente da qui; se vivi e lavori lontano dal mio studio, questo primo appuntamento ovviamente sarà in videoconferenza, o tramite telefono o altri mezzi che consentono di lavorare da remoto.

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Conserva con cura i tuoi documenti delle cause.

Note dell’episodio.

Come conservare i documenti della tua pratica legale che il mio studio man mano ti invia in copia.

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