Codice della strada: le novità non sono ancora in vigore
1 – Prima di tutto: queste modifiche non sono ancora in vigore.
Le novità del Codice della strada di cui si sta parlando non sono ancora regole applicabili. Non puoi già usare la corsia di emergenza in moto invocando la riforma, né calcolare una multa con il nuovo sistema, né considerare eliminati gli obblighi sui documenti solo perché hai letto un titolo di giornale.
Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema del nuovo Codice in esame preliminare, come precisa il comunicato del Governo. È un passaggio importante, ma non l’approvazione finale di un decreto già efficace.
Il procedimento è quello della legislazione delegata, non quello di una legge ordinaria che deve essere votata nello stesso testo da entrambe le Camere. La base è l’articolo 35 della legge 25 novembre 2024, numero 177, nel testo modificato dalla legge del 23 settembre 2026, numero 171.
Alla consultazione estiva con operatori e associazioni è dunque seguito il primo via libera governativo. Devono ancora intervenire i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, per i quali la delega stabilisce trenta giorni dalla trasmissione. Successivamente lo schema passa alle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari: il termine per i loro pareri è di novanta giorni dalla trasmissione.
Trascorsi i termini senza parere, il Governo può procedere nei casi previsti dalla delega. Se non intende conformarsi al parere parlamentare, è previsto un nuovo invio alle Camere con osservazioni e possibili modifiche, seguito da un ulteriore termine di venti giorni.
Poi occorrono l’approvazione finale, l’emanazione e la pubblicazione del decreto. Per sapere quando ciascuna disposizione sarà applicabile bisognerà leggere anche le norme sull’entrata in vigore e quelle transitorie. Non esiste, per il conducente, un’autorizzazione anticipata basata sul comunicato stampa.
Il termine ordinario della delega è di ventidue mesi dall’entrata in vigore della legge del 2024, con un possibile scorrimento di centocinquanta giorni legato ai tempi dei pareri parlamentari. Questo meccanismo non va scambiato per una data già certa di entrata in vigore del nuovo Codice.
2 – Che cosa cambierebbe nella vita di chi guida.
Le proposte riguardano tanto i comportamenti sulla strada quanto controlli, documenti e sanzioni. Alcune cercano di semplificare, altre introducono obblighi o conseguenze più severe. Vediamo i punti più utili, distinguendo sempre la proposta dalla disciplina attuale.
2.1 – Senza assicurazione: il progetto punta sul divieto di circolazione.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti annuncia un divieto di marcia a tempo indeterminato per i veicoli senza assicurazione. I materiali della consultazione prevedevano anche controlli rafforzati tramite le banche dati della Motorizzazione e un divieto di marcia digitale, con sequestro al controllo su strada in caso di mancata regolarizzazione.
La direzione è chiara: intervenire sulla possibilità stessa di utilizzare il veicolo, non soltanto sul pagamento di una somma. «A tempo indeterminato» non significa, però, che sia stata annunciata la perdita della patente per tutta la vita. Il divieto di circolazione del mezzo e l’abilitazione personale a guidare sono cose diverse; condizioni, procedure e rimozione del divieto andranno lette nel testo definitivo.
Già oggi l’articolo 193 del Codice della strada vieta la circolazione senza copertura e prevede una sanzione da 866 a 3.464 euro, oltre alla cessazione della circolazione e al sequestro secondo la procedura stabilita. Sono previste conseguenze ulteriori per la reiterazione. Non stiamo quindi passando da una condotta tollerata a una condotta vietata.
La tabella ministeriale di settembre proponeva di portare l’importo di riferimento per questa violazione da 866 a 1.000 euro. È un dato della proposta, non il nuovo minimo già applicabile.
Il messaggio pratico è semplice: non aspettare la riforma per controllare la copertura. E se la polizza è sospesa, non confondere il fatto di averne una con il fatto che sia operante per circolare.
2.2 – Moto sulla corsia di emergenza: una possibilità condizionata, non una corsia in più.
Il progetto contempla l’utilizzo della corsia di emergenza in autostrada da parte dei motociclisti in caso di incidenti o rallentamenti. La finalità annunciata è gestire le situazioni di blocco, senza impedire il passaggio dei soccorsi.
Non è l’annuncio di una corsia preferenziale sempre aperta alle moto. I dettagli sulle condizioni d’uso, sulla velocità e sulle manovre necessarie per liberare il passaggio dovranno essere controllati nel testo che entrerà effettivamente in vigore. Nel frattempo non puoi anticipare la nuova eccezione perché ti sembra ragionevole o perché altri la stanno già usando.
Oggi l’articolo 176 del Codice della strada vieta, in generale, di circolare sulla corsia di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia. Esiste già un’eccezione precisa: in caso di ingorgo puoi transitarvi al solo fine di uscire dall’autostrada, dal cartello di preavviso posto a cinquecento metri dallo svincolo.
Questa eccezione vigente non autorizza a percorrere chilometri di coda sulla corsia di emergenza.
Il Governo annuncia inoltre, per conducenti e passeggeri dei motoveicoli in autostrada, protezioni per schiena e mani. Anche questo obbligo appartiene allo schema, non va presentato come già introdotto da queste nuove disposizioni.
2.3 – Eccesso di velocità: la multa crescerebbe per ciascun chilometro di troppo.
Il comunicato governativo descrive un criterio progressivo: la sanzione aumenterebbe per ciascun chilometro orario oltre il limite, al posto del sistema per scaglioni.
L’idea è distinguere più finemente violazioni che oggi possono ricadere nella stessa fascia. Superare il limite di poco e superarlo molto non dovrebbe comportare, entro uno stesso scaglione, un importo identico soltanto perché entrambi i casi si trovano tra due soglie.
Attenzione al significato di «variabile»: in questo punto si parla dell’entità del superamento della velocità, non di una multa automaticamente proporzionale allo stipendio. Non confondere neppure questo criterio con il progetto più generale di aggravanti e attenuanti delle sanzioni, del quale ho parlato nell’articolo sulle multe variabili.
Per valutare il nuovo sistema serviranno i coefficienti definitivi, le soglie, le conseguenze sui punti e gli eventuali divieti di guida. Non basta dire «si paga per ogni chilometro»: un importo più basso in un caso può convivere con un importo maggiore in un altro.
Non ti propongo un tariffario ricavato dalle bozze estive come se fosse quello finale. Il principio annunciato è verificato; il calcolo da applicare a un futuro verbale richiederà la disposizione definitiva. E la velocità rilevante sarà quella accertata secondo le regole applicabili, non semplicemente la cifra letta sul tachimetro.
2.4 – Importi più bassi in molti casi, ma non uno sconto su ogni verbale.
La revisione ministeriale prevede arrotondamenti al ribasso: per esempio, minimi di 26 e 42 euro scenderebbero a 25 e 40 euro. Non è un taglio uniforme da applicare con una percentuale a qualsiasi multa.
Il dato diffuso a settembre, secondo cui l’impatto complessivo diminuirebbe di circa il 7 per cento, riguarda la valutazione ministeriale della tabella proposta. Non significa che la tua prossima sanzione sarà inferiore del 7 per cento. Alcune fattispecie aumenterebbero, come la circolazione senza assicurazione.
Il comunicato più recente parla inoltre di sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione. È diverso da promettere che gli importi non potranno mai più cambiare.
2.5 – Notifiche degli accertamenti a distanza: ora la proposta indica 45 giorni.
Il riepilogo ministeriale presenta la riduzione da novanta a quarantacinque giorni per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti a distanza senza contestazione immediata.
Nelle anticipazioni di agosto comparivano trenta giorni. Il numero da riferire alla versione ora annunciata è quarantacinque: ripetere quello estivo significherebbe raccontare una fase superata.
Non è comunque un nuovo termine generale già valido per ogni multa. Se ricevi un verbale adesso, la verifica della tempestività si fa con le regole vigenti, tenendo conto della fattispecie e del momento dal quale decorre il termine. La futura riduzione non rende automaticamente tardiva una notifica precedente.
2.6 – Documenti digitali: meno carta non significa poter guidare senza requisiti.
Il progetto prevede verifiche telematiche dei documenti di guida e di circolazione, superando l’obbligo di portarli con sé in formato cartaceo.
È una semplificazione dell’esibizione e del controllo, non l’abolizione della patente o dei documenti del veicolo. Una patente scaduta, sospesa o mai conseguita non diventa valida perché i dati si trovano in una banca dati.
Anche qui bisognerà verificare ambito di applicazione e modalità operative, soprattutto quando si viaggia all’estero. Fino ad allora, non lasciare a casa i documenti sulla sola base dell’annuncio della riforma.
2.7 – Persone con disabilità: riconoscimento del contrassegno senza ostacoli locali.
Il progetto impone ai Comuni l’adesione alla piattaforma nazionale dei contrassegni per le persone con disabilità. L’obiettivo, spiegato dal Ministro per le disabilità, è evitare di dover chiedere autorizzazioni ripetute per l’accesso alle zone a traffico limitato nei diversi Comuni.
È una novità importante perché la possibilità di spostarsi non dovrebbe trasformarsi in una successione di pratiche locali da decifrare prima di ogni viaggio. L’efficacia concreta dipenderà anche dall’adesione degli enti e dal corretto funzionamento delle banche dati.
Non va però tradotta nella promessa che da domani qualsiasi accesso sarà automaticamente riconosciuto: il procedimento normativo non è ancora concluso.
2.8 – Patenti: rinnovi più distanziati, ma niente patente automobilistica a 17 anni.
Il Governo propone di estendere da cinquanta a sessantacinque anni la fascia d’età entro cui il rinnovo delle patenti per auto e moto è decennale. Non vuol dire rendere automaticamente più lunga la validità di tutte le patenti esistenti, né eliminare le verifiche sanitarie.
Un’altra notizia merita di essere raccontata proprio perché non è più nel progetto: il Ministero ha precisato il 14 ottobre che la patente automobilistica a diciassette anni, presente nella prima stesura, è stata rimossa.
Sono state eliminate anche le proposte di sanzionare i pedoni che usano il telefono durante l’attraversamento. Chi ripubblica un elenco estivo senza controllarlo rischia di annunciare due misure che il testo presentato ora non contiene.
2.9 – Minicar, cicli a propulsione e monopattini.
Il Ministero annuncia una stretta sulle minicar alterate rispetto alle caratteristiche consentite: alle conseguenze previste si aggiungerebbe un divieto di marcia di trenta giorni.
Il progetto estende casco e contrassegno ai cicli a propulsione. Non trasformerei questa espressione in «targa obbligatoria per ogni bicicletta»: bisognerà considerare la definizione tecnica della categoria e distinguerla dalle normali biciclette e dai mezzi a pedalata assistita.
Per i monopattini il Governo indica anche il contrasto alle manovre improvvise e a zig-zag e, nel noleggio, una fotografia finale che documenti il corretto parcheggio. Sono misure che puntano a rendere verificabile il comportamento dell’utilizzatore; non sostituiscono il problema più generale degli spazi sicuri per pedoni e utenti delle due ruote.
2.10 – Richiami di sicurezza e prove degli incidenti.
Il Governo propone di completare entro ventiquattro mesi gli interventi dovuti a un richiamo di sicurezza del costruttore, pena l’impossibilità di effettuare revisione e passaggio di proprietà. Sarebbe quindi importante non ignorare queste comunicazioni e conservarne l’esito.
Il progetto contempla inoltre l’utilizzo come prova, nelle controversie risarcitorie, delle riprese fotografiche e video effettuate dalle parti sul posto e nell’immediatezza di un incidente. Non significa che prima della riforma tutte queste immagini fossero inutilizzabili, né che una fotografia dimostri da sola la responsabilità: autenticità, contesto e contenuto restano decisivi.
Documentare un incidente può essere utile, ma prima vengono il soccorso e la sicurezza. Non metterti in pericolo per fotografare una scena e non modificare i file originali che potrebbero servire a ricostruirla.
3 – Che cosa devi fare oggi.
Continua a rispettare le regole vigenti. Non usare una proposta come giustificazione di un comportamento che oggi è vietato e non aspettare l’esito della riforma se hai già ricevuto un verbale: i termini non si fermano perché è in preparazione un nuovo Codice.
Il criterio che uso per leggere queste notizie è semplice: distinguere l’annuncio politico, lo schema, l’approvazione definitiva e la data dalla quale la singola disposizione produce effetti. Una riforma può essere interessante e perfino condivisibile senza essere ancora applicabile.
Prima della pubblicazione definitiva possono cambiare importi, definizioni ed eccezioni. È già successo tra agosto e ottobre con le notifiche e con la patente a diciassette anni. Perciò diffiderei tanto di «è tutto già cambiato» quanto di un calendario che presenta come certa un’entrata in vigore non ancora stabilita.
4 – Un altro aspetto da approfondire.
Per un tema collegato alle nuove forme di mobilità, puoi guardare il mio video È legale sbloccare un monopattino elettrico?. È un approfondimento sul problema delle modifiche al mezzo, non una presentazione delle nuove disposizioni appena proposte.
5 – Se hai un verbale, parti dai documenti.
Una riforma futura non risolve da sola una contestazione attuale. Se hai ricevuto una sanzione importante, soprattutto con conseguenze sulla patente o sul veicolo, prepara il verbale completo, la notifica e gli eventuali documenti assicurativi prima di decidere che cosa fare.
Puoi chiamare lo studio al numero 059 761926 e concordare un primo incontro con me, anche a distanza: esamineremo il caso e valuteremo i passi utili sulla base delle norme realmente applicabili.
Segui gli aggiornamenti di Avvocati dal volto umano anche su X, per orientarti tra novità annunciate e regole effettive.
Quale proposta ti sembra più utile e quale ti lascia perplesso? Scrivilo nei commenti; se hai una domanda, la leggerò e risponderò volentieri.
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