Multe variabili: sconti e rincari sono già in vigore?

Multe variabili: sconti e rincari sono già in vigore?

1 – La novità più importante: per ora è una proposta.

Le multe stradali non sono ancora diventate variabili secondo il nuovo sistema di sconti e maggiorazioni di cui si sta parlando. Al momento esistono materiali di lavoro elaborati nell’ambito della revisione del Codice della strada e sottoposti al confronto con operatori e associazioni: non una legge già entrata in vigore.

Il Ministero ha comunicato il 3 settembre 2026 di avere trasmesso ai soggetti coinvolti nella consultazione una versione aggiornata della tabella delle sanzioni. Il documento comprende 795 fattispecie e, secondo i dati ministeriali, produrrebbe nel complesso una diminuzione dell’impatto sanzionatorio di circa il 7 per cento.

Questo significa che oggi, se ricevi un verbale, devi applicare le regole attualmente vigenti. Non puoi chiedere uno sconto del 50 per cento invocando una bozza e l’amministrazione non può raddoppiare la somma sulla base delle sole anticipazioni giornalistiche.

2 – Come funzionerebbero le multe variabili.

L’idea di fondo è rendere la sanzione più aderente alla pericolosità concreta della condotta. Alla somma prevista per la violazione verrebbero applicate circostanze aggravanti o attenuanti: chi crea un rischio maggiore pagherebbe di più, mentre chi tiene comportamenti capaci di ridurre il pericolo potrebbe ottenere una diminuzione.

Non si tratterebbe, almeno secondo i materiali sinora descritti, di una multa calcolata semplicemente in base al reddito. A incidere sarebbero soprattutto il modo in cui è stata commessa l’infrazione, il tipo di veicolo, la posizione del conducente e le conseguenze prodotte.

È un modello più articolato dell’attuale e, proprio per questo, richiederebbe regole molto chiare. Il verbale dovrebbe consentire al destinatario di comprendere quale sia la sanzione di base, quale circostanza sia stata applicata e quali fatti la giustifichino.

3 – Quali aumenti sono stati ipotizzati.

Le bozze illustrate dalla stampa prevedono diversi livelli di aumento. Tra le ipotesi circolate figurano:

  • una maggiorazione del 10 per cento per alcune violazioni in autostrada, per determinate condotte dei neopatentati, per la reiterazione o quando il conducente dispone di meno di venti punti;
  • un aumento del 20 per cento in situazioni connesse all’assunzione di alcol o sostanze, a danni alla strada o a particolari trasporti;
  • un incremento del 30 per cento quando dalla violazione deriva un incidente senza lesioni oppure in altre situazioni di rischio qualificato;
  • un aumento del 50 per cento per condotte come la guida con patente sospesa, l’uso di documenti falsificati, le irregolarità della targa o la circolazione con un mezzo sottoposto a sequestro;
  • il raddoppio della sanzione, quindi un aumento del 100 per cento, per chi guida senza avere mai conseguito la patente.

Queste percentuali non devono essere lette come un nuovo tariffario definitivo. Il testo è ancora in lavorazione e molte condotte indicate sono già oggi disciplinate da specifiche sanzioni, anche accessorie. Prima dell’approvazione servirà quindi un coordinamento accurato per evitare duplicazioni e incertezze.

4 – Come opererebbero gli sconti fino al 50 per cento.

Il progetto contempla anche riduzioni collegate a circostanze attenuanti o a comportamenti virtuosi. È stata menzionata, per esempio, la possibilità di premiare il motociclista che utilizza dispositivi di protezione ulteriori rispetto a quelli obbligatori.

Alcune circostanze potrebbero essere constatate direttamente dagli agenti. Altre, invece, potrebbero verificarsi o essere documentate soltanto dopo la contestazione: in questi casi il destinatario dovrebbe presumibilmente presentare una richiesta e fornire le prove necessarie.

È uno dei punti ancora da chiarire. Se la procedura fosse complicata o poco accessibile, il beneficio rischierebbe di restare teorico. Dovranno essere definiti termini, documenti, autorità competente e conseguenze dell’eventuale mancata risposta.

5 – Non tutte le sanzioni dovrebbero diminuire.

Il progetto non comporta un ribasso generalizzato. Nell’ultima comunicazione pubblica il Ministero afferma che soltanto 66 delle 795 fattispecie considerate aumenterebbero, mentre l’impatto complessivo scenderebbe. Gli incrementi più consistenti sarebbero riservati alle condotte ritenute socialmente più pericolose o oggi sanzionate in modo insufficiente.

Tra gli esempi ufficialmente indicati vi sono la circolazione senza assicurazione, per la quale l’importo di riferimento passerebbe da 866 a 1.000 euro, e alcune manovre pericolose di immissione, retromarcia o inversione, per le quali la somma passerebbe da 42 a 80 euro.

Sono inoltre allo studio nuove fattispecie per comportamenti che oggi creano problemi interpretativi: tra queste vengono menzionati l’accensione di fuochi vicino alla strada, l’intralcio ai pedoni provocato da determinati mezzi e la circolazione sul marciapiede di veicoli a due o tre ruote.

6 – Quali regole valgono oggi.

Il sistema vigente è meno uniforme di quanto possa sembrare. L’articolo 195 del Codice della strada prevede già che, quando la sanzione può essere determinata tra un minimo e un massimo, si considerino la gravità della violazione, l’attività svolta per eliminarne o attenuarne le conseguenze, la personalità del trasgressore e le sue condizioni economiche.

Nella maggior parte dei verbali stradali, però, il pagamento in misura ridotta avviene sulla base dell’importo stabilito dalla legge. L’articolo 202 del Codice della strada consente normalmente una riduzione del 30 per cento se si paga entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione, ma esclude il beneficio in alcune ipotesi caratterizzate da particolari sanzioni accessorie.

Esistono già maggiorazioni collegate a specifiche circostanze, come l’orario notturno per determinate violazioni, la recidiva o la produzione di un incidente. La riforma vorrebbe rendere questo metodo molto più esteso e sistematico.

7 – Multe diverse non significano necessariamente ingiustizia.

Il principio di uguaglianza non impone che situazioni diverse siano trattate sempre nello stesso modo. Una violazione che rimane priva di conseguenze e la stessa condotta che provoca un incidente possono esprimere un grado di pericolo differente.

Un sistema variabile può quindi essere ragionevole se i criteri sono stabiliti dalla legge, verificabili e applicati senza arbitrii. I problemi nascerebbero se le percentuali dipendessero da valutazioni vaghe, se casi equivalenti ricevessero trattamenti differenti o se il cittadino non potesse conoscere e contestare il calcolo.

La vera garanzia non è l’assoluta identità degli importi, ma la prevedibilità della sanzione, la proporzione rispetto al fatto e la possibilità di difendersi davanti a un’autorità imparziale.

8 – Cosa dovrà contenere un verbale con aggravanti o attenuanti.

Se il sistema sarà approvato, non dovrebbe bastare scrivere soltanto la cifra finale. Per consentire una difesa effettiva, il verbale dovrebbe indicare almeno:

  • la norma violata e l’importo di partenza;
  • i fatti concreti accertati dagli agenti;
  • la circostanza aggravante o attenuante applicata;
  • la percentuale utilizzata e il calcolo della somma finale;
  • le modalità e i termini per far valere eventuali circostanze favorevoli;
  • gli strumenti disponibili per contestare l’accertamento.

Un errore nella qualificazione del fatto, nell’applicazione della percentuale o nel calcolo potrebbe diventare un motivo di opposizione. Non ogni inesattezza formale rende però nullo il verbale: bisognerà verificare se l’errore abbia inciso sulla legittimità della sanzione o sul diritto di difesa.

9 – Cosa fare se ricevi una multa adesso.

Non aspettare l’esito della riforma. Controlla subito la data di contestazione, quella di notifica, la targa, il luogo, la norma richiamata, la descrizione della condotta e le eventuali fotografie. Poi scegli consapevolmente tra pagamento e opposizione.

Il ricorso al prefetto è disciplinato dall’articolo 203 del Codice della strada; l’opposizione davanti al giudice di pace trova invece la propria base nell’articolo 204-bis. Termini, costi e rischi sono diversi, quindi è sbagliato scegliere soltanto sulla base di un modello trovato online.

Se hai ricevuto più verbali per condotte ravvicinate, il problema è ancora diverso: ne ho parlato nell’approfondimento sulle multe ripetute.

10 – Prima di pagare o fare ricorso, controlla il caso concreto.

Una notizia su una riforma futura non modifica i termini di una multa già notificata. Se il verbale è importante, comporta punti o sospensione della patente oppure presenta elementi dubbi, chiama lo studio al numero 059 761926: fisseremo un primo incontro, anche a distanza, per esaminare documenti e possibilità di tutela.

Per altri aggiornamenti giuridici e pratici puoi seguire avvocati dal volto umano anche su X.

Ti convince l’idea di graduare le multe in base alla pericolosità concreta? Scrivi la tua opinione o la tua domanda nei commenti: leggerò e risponderò volentieri.

Per termini, autorità competente e scelta del rimedio puoi consultare anche la guida su multe e sanzioni amministrative.

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