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Vicino che lamenta immissioni per il cane: che cosa fare?

ho un problema che non vorrei andasse ad incrinare troppo i rapporti con il proprietario dell’appartamento sotto al mio. Io sono in affitto. Abito al primo piano e ho un solo balcone che affaccia sul giardino – a suo dire privato (il contratto di affitto non ne fa menzione) su cui batte ogni volta che si prende l’argomento, per cui a me viene fatto pesare se spazzolo il mio cane e cadono giù i peli. Oggi mentre spazzolavo all’interno del balcone il cuscino del cane mi ha ripresa dicendo che nn lo posso fare perchè “E’ PROPRIETA’ PRIVATA”. Gli ho fatto notare che ero sul mio balcone non ero appoggiata nemmeno sulla ringhiera. Ora mi chiedo…il balcone nn fa parte della casa? Nn ci pago la Tari? La superficie calpestabile è di mia pertinenza? Posso fare quel che voglio o mi devo sentire la solita solfa? Aggiungo che c’è una finestra in un’altra stanza che nn insiste sulla sua proprietà e vorrebbe che io da lì facessi tutto ma sotto c’è un letto e non è di facile utilizzo.

Il balcone del condominio, salvo rare eccezioni, costituisce parte di proprietà individuale e non parte comune, almeno per i prospetti interni, per cui al suo interno puoi, in linea di principio, fare quello che vuoi.

Il problema temo siano le immissioni di peli che probabilmente lamenta il vicino di sotto.

Qui non c’è molto da dire di giuridico, basta semplicemente adottare quegli accorgimenti necessari per evitare che vi siano immissioni di questo genere sulle consistenze immobiliari altrui.

Se il vicino dovesse avanzare pretese, invece, in assenza di immissioni, ti consiglierei di spedirgli una diffida tramite un avvocato in cui ribadisci la correttezza del tuo comportamento e che, in fatto, tutte le operazioni si svolgono all’interno delle consistenze di cui hai la disponibilità in modo da non generare immissioni nelle proprietà altrui.

Questa diffida si potrebbe valutare di inviare in copia anche all’amministratore del condominio, chiedendo che l’argomento venga inserito nella prossima riunione dell’assemblea.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi di scrivere la diffida, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; puoi anche acquistare direttamente da qui: in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è qui, a Vignola, provincia di Modena, in Emilia – questo primo appuntamento potrà tranquillamente avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o anche tramite telefono, se lo preferisci. Ormai più della metà dei miei appuntamenti quotidiani sono videocall.

Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

Ti lascio alcuni consigli finali che, a prescindere dal problema di oggi, ti possono sempre essere utili.

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Cane del vicino e immissioni: che fare?

vivo in condominio ed è simile a una casa di corte. La mia vicina di casa, per entrare in casa sua, deve passare davanti al mio balcone. Poi c’è un cancellino che separa il mio balcone dal suo, lei ha un cane. Tutti i giorni il cane fa i bisogni sul suo balcone e secondo me non è igienico. Ho parlato con l amministratore ma nulla cambia. Che cosa posso fare?

È un problema di immissioni e il primo passo per trattare un problema di questo genere è sempre far inviare una diffida tramite un avvocato.

Naturalmente, se si pensasse che potrebbero esserci profili ulteriori rispetto a quelli di vicinato, come ad esempio di maltrattamento del cane o di rischi per la salute pubblica, che non mi pare emergano dalla tua descrizione del caso, si potrebbe valutare di coinvolgere gli enti preposti alla tutela di questi interessi.

In mancanza, direi che rimanga una vertenza tra privati, per cui la diffida mi pare sia proprio lo strumento da utilizzare, almeno in questa fase.

Se vuoi incaricare il mio studio per la diffida, chiama ora il numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; puoi anche acquistare direttamente da qui: in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è qui, a Vignola, provincia di Modena, in Emilia – questo primo appuntamento potrà tranquillamente avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o anche tramite telefono, se lo preferisci. Ormai più della metà dei miei appuntamenti quotidiani sono videocall.

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Spazzatura lasciata vicino al balcone: come fare?

abito in condominio con il balcone comunicante con il mio vicino e diviso solo da un vetro divisorio e la spazzatura del vicino emana cattivo odore. A volte siamo costretti a chiuderci in casa. Poi volte abbiamo sollecitato il signore a spostare i secchi o a chiudere ermeticamente la spazzatura ma invano! Da noi batte il sole tutto il giorno e i secchi di umido o differenziata diventando tipo una discarica a cielo aperto lui per non tenerla fuori la sua finestra la mette nella.parye finale del suo balcone e che invece è l’uscita principale di casa nostra costringendoci in estate a restare batticati in casa…

Il primo passo per trattare una situazione del genere è spedire una diffida all’altro condomino, mettendo in copia anche l’amministratore.

Per ulteriori dettagli sulla diffida, ti invito a leggere la nostra scheda pratica, oltre che quella in materia di immissioni.

Purtroppo, non ci sono soluzioni magiche per i problemi legali, soprattutto per uno come questo: l’unico modo per agire è iniziare a lavorarci sopra, come insegna la «filosofia» del mio approccio strategico.

Se vuoi procedere con la diffida, chiama ora lo studio al numero **059 761926** e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; puoi anche acquistare da [qui](https://blog.solignani.it/assistenza-legale/consulenza/): in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

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Guarda questo (https://youtu.be/ksoPba2DM1A) per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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Cattivi odori in condominio: come agire?

nel nostro condominio è subentrato un proprietario di un locale ad uso ufficio, il quale ha adibito il suddetto locale per deposito cibi, quali pesce, per la sua attività di ristorazione sita a 150 mt dal locale stesso.
sono stati apposte delle celle frigorifere. Nel condominio ci sono degli odori nauseanti provenienti dal pesce. possiamo fare qualcosa per evitare questa situazione? il proprietario può utilizzare questo locale all’interno del condominio per conservazione cibi?

La possibilità di svolgere questa attività deve essere verificata con riferimento a diversi aspetti, sia di natura civilistica che urbanistica che altro, tra cui il regolamento di condominio, che potrebbe vietare questo tipo di lavoro, e che tuttavia può avere diversa natura e origine, dal regolamento predisposto dal costruttore a quello deliberato a sola maggioranza dai singoli condomini.

Il primo passaggio comunque per trattare una situazione di questo genere è incaricare un avvocato di confezionare e spedire una diffida in cui si lamenta il problema e si chiede la cessazione delle condotte che si ritengono illegittime o dannose.

Se vuoi procedere e farmi fare questo lavoro, chiama lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

Puoi anche acquistare on line direttamente da https://blog.solignani.it/assistenza-legale/consulenza/“>qui: in questo secondo caso, sarà lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso. Aprendo questo link, senza obbligo di acquisto, puoi anche visualizzare il costo.

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Caldaia che fa rumore: che fare?

Ho acquistato un appartamento piano terra dove c’è una veranda coperta dal 1970
Il vicino ha una finestra nn apribile con vetro trasparente.
E la sua caldaia prende aria dalla mia parte essendo una caldaia vecchia fa abbastanza rumore.
Sto facendo i lavori ho appoggiato dalla mia parte una porta la sua caldaia si è spenta..
È normale tutto ciò? Non vorrei andare via legale. Ma solo sapere se ho delle ragioni.

Sul tuo problema, in prima battuta mi sentire di fare le seguenti considerazioni.

  1. La prima cosa che devi fare è verificare se la tua veranda è regolarmente edificata rispetto alle normative vigenti.
  2. Inoltre, è importante verificare se la costruzione del vicino sia conforme alla legge, inclusa la finestra che non può essere aperta.
  3. Potresti anche contattare un tecnico del suono per vedere se il rumore prodotto dalla caldaia del vicino è eccessivo o supera i limiti di legge.
  4. Se la tua veranda è regolarmente edificata e non interferisce con la proprietà del vicino, allora non hai nulla da temere.
  5. Se il vicino ha costruito una finestra non apribile in modo non conforme alla legge, allora hai diritto di chiedere che venga rimossa.
  6. Se il rumore prodotto dalla caldaia del vicino supera i limiti di legge, hai il diritto di chiedere al vicino di installare una nuova caldaia più silenziosa, o comunque di cessare le immissioni.
  7. Se la tua porta ha interferito con la caldaia del vicino, potresti tuttavia essere tenuto a pagare i danni arrecati dalla tua porta.
  8. Se il vicino ha costruito una finestra o una caldaia non conformi alla legge, potresti anche chiedere un indennizzo.
  9. In ogni caso, è importante che tu prenda in considerazione tutti i possibili scenari legali prima di prendere qualsiasi decisione.
  10. Se hai ancora dubbi, la cosa migliore da fare è fare un approfondimento.

Se vuoi procedere chiama lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente. Puoi anche acquistare on line direttamente da qui: in questo secondo caso, sarà lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso. Aprendo questo link, senza obbligo di acquisto, puoi anche visualizzare il costo. Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è a Vignola, provincia di Modena, in Emilia, questo primo appuntamento potrà avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o anche tramite telefono, se lo preferisci. Per inviarmi i documenti, potrai usare questa semplice guida. Iscriviti oggi stesso, in ogni caso, al blog in modo da ricevere, sempre gratuitamente, tutti i futuri contenuti come questo, utili per sapere come meglio gestirsi nelle situazioni legali della vita di tutti i giorni. Iscriviti anche al podcast e al canale YouTube, dove trovi altri contenuti, sempre gratuiti e utili per capire come meglio gestire e soprattutto prevenire i problemi legali.

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Quelli del piano di sopra fanno rumore: come fare?

Tutti i giorni nel piano di sopra è un continuo di correre e fare rumore ho chiamato anche i carabinieri senza una soluzione . Cosa posso fare altro . ? Sopra i vicinati se ne fregano . Cosa posso fare ?

Abbiamo parlato dozzine di volte di situazioni del genere e abbiamo persino una scheda di approfondimento, che puoi consultare qui.

Ovviamente, i Carabinieri non hanno nessuna competenza, non essendoci alcun reato, ma un problema di vicinato, che ha rilevanza solo civile, almeno al momento.

Ad ogni modo, il primo passo per trattare un problema del genere è quello di inviare, tramite un avvocato, una diffida ai responsabili dei rumori e dei comportamenti illegittimi, in cui tenere in copia, se del caso, l’amministratore del condominio.

Se vuoi procedere con la diffida, chiama subito il numero 059 761926 e concorda data e ora del primo appuntamento, che potrà ben essere anche in videochiamata se vivi e lavori lontano dalla nostra sede principale. Oppure acquista direttamente da qui, in tale secondo caso sarà poi il mio ufficio a chiamarti per concordare il momento del primo appuntamento.

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Casa acquistata piena di mosche: che fare?

ho acquistato casa a gennaio di quest’anno e sono entrata a marzo. Purtroppo ad inizio primavera mi sono accorta di una situazione grave di mosche…d’estate è impossibile tirare su le zanzariere per andare sul terrazzo perché la casa si riempie di mosche in pochi secondi. Ora che fa freddo tentano di entrare in casa nonostante abbia sempre le zanzariere giù…e ci riescono! Il vicino di casa tiene animali di diverso tipo (ora pare abbia i maiali) ma la situazione è molto grave. Ho chiesto al comune a all’Asl di fare dei controlli ma sono quasi rassegnata nel voler vendere casa. La proprietaria precedente si è guardata bene dall’avvertirmi di questo problema. Come mi posso muovere se la situazione mosche non dovesse migliorare? Posso fare causa al vicino o alla precedente proprietaria o è impossibile ottenere qualcosa?

Prima di vendere casa, proverei a lavorare sul problema, ci sono tante cose che si possono tentare di fare, il primo passo è scrivere una diffida al vicino che è il primo responsabile di queste immissioni di insetti, la cui proliferazione è dovuta alle attività svolte sul suo fondo. Questa diffida può essere mandata anche in copia alle autorità che hanno tra le loro competenze la cura e il governo della salute pubblica.

Parallelamente a ciò, si può aprire anche una vertenza nei confronti della venditrice, ma in quel caso i profili di responsabilità sono più sfumati e, di conseguenza, difficili da coltivare.

Insomma, prima di gettare la spugna ci sarebbero alcune cose che si potrebbero fare, anche a livello stragiudiziale e quindi con costi tutto sommato abbastanza contenuti o circoscritti.

Se vuoi approfondire il discorso, e/o inviare la diffida, chiama il numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, oppure acquista direttamente, se preferisci, da qui: in questo secondo caso, sarà il mio ufficio a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso, anche ovviamente in videoconferenza.

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Immissioni in appartamento sovrastante a quello venduto: come tutelarsi?

a Luglio di questo anno ho venduto tramite agenzia un appartamento, abbiamo avvisato gli acquirenti in presenza di un testimone che al piano sovrastante abitasse una famiglia rumorosa con figli autistici e rumorosi, adesso noi siamo stati onesti ma l’acquirente ci sta chiedendo un rimborso non da poco tramite legale, possono farlo davvero? La situazione non gli è stata occultata.

Tutti i patti coevi, precedenti o successivi ad un contratto stipulato per iscritto e riguardanti il suo contenuto devono, per legge, essere inseriti nel contratto stesso.

Lo prevede il codice civile per lunga tradizione, di cui non è difficile comprendere la ragione: se si ammettesse la prova per testimoni di patti aggiunti ad un contratto, scrivere contratti non avrebbe molto più senso e i contratti stessi non avrebbero più tenuta, perché sarebbe sufficiente per chiunque tra i contraenti procurarsi un testimone compiacente per annullare una clausola, inserirne un’altra e così via.

Oltre a ciò, è evidente che quando si ha l’occasione di sedersi e mettere per iscritto un contratto, peraltro con l’assistenza di un professionista come il notaio, trattandosi duna compravendita immobiliare che lo richiede necessariamente, è molto più agevole inserire in quel contratto tutto quello che una parte deve comunicare all’altra, non essendo necessario fare una scrittura apposta, ma potendosi utilizzare quella che già si sta facendo per la vendita dell’immobile stesso.

La regola non è tassativa e il giudice può ammettere in alcuni casi la prova testimoniale di patti relativi al contenuto di un contratto, ma io su tale eventualità non farei davvero molto affidamento, per le ragioni sopra richiamate.

Piuttosto, è tutto da dimostrare che vi sia una responsabilità azionabile in capo a voi per le immissioni che, di fatto, sono svolte da terzi: questo credo che possa essere il vero tema di indagine.

Se avete già ricevuto una lettera di un legale, comunque, vi conviene rivolgervi, come ricordo sempre, ad un altro legale, non potete più gestire la situazione con il fai-da-te, per impostare la linea difensiva strategica migliore, anche eventualmente per raggiungere un accordo accettabile.

Se volete affidare al mio studio la gestione di questa situazione, chiamate il numero 059 761926 per concordare il primo appuntamento, oppure acquista direttamente da qui.

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Vicino che forse usa gasolio abusivo: come agire?

Siamo 2 appartamenti uno sopra l altro entrambi dotati di garage! Da quello del vicino si sente puzza di gasolio e il loro contatore del gas è bloccato! Come faccio ad assicurarmi che non abbia un serbatoio illegale? Grazie

Ci sono due metodi per trattare una situazione del genere, uno più «soft» e uno invece più duro, che ti suggerirei eventualmente di utilizzare in progressione tra loro partendo dal più morbido.

Il primo metodo è quello di inviare una diffida tramite legale. Questa iniziativa rimane privata e nel caso vi sia un illecito il responsabile può eliminarlo senza subire conseguenze spiacevoli.

La seconda cosa che puoi fare è una vera e propria denuncia, a seguito della quale saranno le autorità competenti a fare le verifiche del caso, con applicazione poi delle sanzioni previste dalla legge.

Potrebbero esserci altri metodi da valutare, ma per conoscerli è necessario approfondire il caso.

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riflessioni

4 cose su problemi di vicinato

1) Non sono illeciti penali o reati, di solito, per cui i Carabinieri, la Polizia e altre autorità non sono competenti ad aiutarti.

2) Il primo passo per trattarli é far spedire una diffida da un avvocato di fiducia.

3) Nella diffida si chiede la cessazione dei comportamenti ritenuti illeciti e sgraditi – come rumori, usi impropri aree comuni, mancati rimborsi spese, ecc. – precisando che in difetto si procederà con una causa.

4) Per le cause in materia di immissioni é di solito competente il giudice di pace.

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