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Pratiche commerciali scorrette on air.

Attenzione, pratiche commerciali non condivisibili a Vignola e forse in altre zone d’Italia 🇮🇹.

Iniziano con una telefonata in cui dichiarano di voler effettuare un semplice sondaggio, poi con un pretesto mandano un funzionario a casa per finire poi per richiedere la sottoscrizione di una specie di abbonamento.

Al momento non posso dirti di più, segui il blog degli avvocati dal volto umano per futuri aggiornamenti e nel frattempo stai in campana.

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Indi Gregory é morta.

C’è qualcuno che ha ancora dubbi circa il fatto che l’eutanasia non sia più un diritto – cosa che già rappresentava una bestialità – ma sia ormai addirittura un dovere, dovere che se non sei disposto ad adempiere spontaneamente é coercibile da parte dello Stato?

I genitori volevano portarla in Italia 🇮🇹, dove avrebbe potuto sopravvivere, e l’Italia si era tempestivamente dichiarata disponibile tramite il governo e il sistema sanitario nazionale, ma non c’è stato niente da fare.

Sono molto fiero del mio Paese che, nonostante tutto, quando accadono tragedie di questo genere, é ancora in grado di impartire fondamentali lezioni di civiltà ad altri ordinamenti ed altri popoli, che si considerano sia evoluti sia democratici, senza poi esserlo nella sostanza e nelle cose che importano davvero, perché un sistema che non solo non protegge i più deboli, ma li elimina pur in presenza di soluzioni alternative, non è mai un sistema civile, ma solo un apparato di morte.

É appena il caso di notare che con provvedimenti di questo genere si va oltre il nazismo: sotto quella dottrina, infatti, i più deboli venivano eliminati per non farli gravare sul bilancio pubblico, lo Stato inglese invece, considerato che la bambina sarebbe stata a carico di quello italiano, non avrebbe avuto più alcuna spesa.

É estremamente chiaro che si tratta di ordinamenti satanici che desiderano la morte a prescindere, come valore in sé, e rappresentano la negazione della vita. Purtroppo il mondo contemporaneo si trova da decenni sotto il dominio anglosassone, con questi e altri bei risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Spero che ognuno faccia una adeguata riflessione e sempre evviva noi.

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8 cose su separarsi e divorziare all’estero.

1) Mi sono capitati, via via nel corso degli anni e ultimamente con frequenza sempre maggiore, numerosi casi di persone residenti in Italia, che tuttavia si erano separati o avevano divorziato in altri Stati.

2) In questi casi, generalmente l’Italia 🇮🇹 riconosce il
provvedimento «straniero» e lo iscrive nei registri di stato civile, come se la separazione e il divorzio fossero avvenuti in Italia per opera di un giudice italiano.

3) Ovviamente occorre una traduzione e in molti casi anche
l’apposizione del timbro apostille, la situazione naturalmente é diversa a seconda che si tratti di uno stato facente parte della Unione Europea o meno.

4) Il problema, dumque, non è questo ma un altro e cioè che troppo spesso i provvedimenti di separazione e divorzio resi all’estero sono fatti male, a volte anche molto.

5) Lo so che cosa pensi, che peggio della giustizia italiana non può esserci niente: invece la realtà oggettiva é, tutto all’opposto, che il sistema giudiziario nazionale esprime una civiltà giuridica molto più avanzata di quella di molti Stati esteri.

6) I provvedimenti resi in materia familiare in Italia, infatti, per quanto a volte possano essere in tutto o in parte non condivisibili, sono articolati e si occupano, ad esempio, di tutti gli aspetti della vita dei figli dopo la separazione dei genitori.

7) I provvedimenti di molti Stati esteri, invece, sono fatti male, non contengono le disposizioni che invece servono alla famiglia e ai figli, tanto che troppo spesso é stato necessario fare una nuova procedura in Italia per modificare e soprattutto integrare le condizioni e i contenuti previsti dalle sentenze straniere.

8) Se devi vivere, dopo la separazione o il divorzio, in Italia, il mio consiglio dunque é quello di fare la pratica in Italia, con un bravo legale italiano, senza cedere alla tentazione di farla all’estero, perché facilmente poi ti troverai a dover rifare il lavoro in Italia, perdendo tempo, denaro e, come dico in questi casi, consumandoti il fegato.

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Sinistra brum brum.

Le città a 30 km/h sono l’ennesimo frutto marcio della psicopedagogia e degli insegnamenti della sinistra, basati sulla individuazione dei mali del mondo nell’uomo, nella sua voglia di possedere una casa, i beni essenziali, una macchina e usare tutto ciò di cui dispone in modo normale.

Naturalmente, questa psicopedagogia demenziale e ipocrita non attecchirà mai, perché la società, per quanti idioti possa mai contenere al suo interno, possiede una sua stabilità e impermeabilità inerziali rispetto alle boiate che possono essere volta per volta partorite dalla classe che vorrebbe dirigerla.

Tutti, dunque, continueranno, salvo grazie a Dio alcune eccezioni, a viaggiare alla velocità più opportuna a seconda delle condizioni della strada, del meteo, del veicolo e di tutte le altre circostanze, velocità che in alcuni casi sarà sicuramente superiore ai 30 che si vorrebbero imposti, ma in molti altri sarà anche inferiore, essendo esperienza comune di tutti quella per cui, in determinate situazioni stradali, si debba procedere ancora più lentamente.

Gli unici effetti che produrrà sulla realtà questa demenziale tendenza delle città a 30 km all’ora saranno che i politici di sinistra potranno continuare a vantare una loro presupposta superiorità etica e morale, esattamente come i vegani, in realtà totalmente inesistente e che ci saranno molte persone che prenderanno più multe, perché «la legge é legge», come si diceva già ai tempi di Hitler.

Per certo, tra quelli che prenderanno una multa di 150€ perché andavano ai 42 sui viali a Bologna ci saranno anche degli stagisti o delle partite iva che, grazie alla totale assenza di politiche di tutela del lavoro da parte della sinistra che avrebbe invece dovuto proteggerli, ricavano mensilmente uno stipendio di 7/800€.

Ma gli amministratori e la polizia municipale da loro sguinzagliata non desisteranno e diranno che sono tutte persone che hanno commesso «infrazioni», che non hanno a cuore la sicurezza stradale e quindi dei pericoli pubblici, quando invece l’unica cosa di cui sono responsabili é appunto il desiderio di avere un’auto e usarla per lo più per accedere e recedere dal lavoro.

Non ci sarà pietà per loro, perché la pietà dei sindaci di sinistra é oggi riservata solo agli omosessuali che si sono fatti fabbricare un bambino all’estero e poi lo hanno costretto in una famiglia
omogenitoriale, facendogli perdere per sempre la figura del padre o della madre.

Per loro la legge si infrange spesso e volentieri, e a favore di telecamera e di social, mentre per il pensionato a 800€ al mese dopo quarant’anni di lavoro che andava ai 35 con la Panda mi dispiace ma non può che applicarsi.

Nel nome del bene superiore, che solo chi dirige la sinistra in Italia può conoscere, i soldi di quelle infrazioni verranno poi versati ai comuni in modo che possano pagare un contributo affitto all’ultimo clandestino sbarcato a Lampedusa, in modo che possa fare concorrenza sul mercato del lavoro a chi risiede stabilmente e regolarmente in Italia.

A fine anno, gli amministratori presenteranno delle statistiche in cui dimostreranno che il numero di incidenti é diminuito del 5,03%, in realtà dovute a fattori completamenti diversi, tra cui il fatto che molti saranno costretti a rinunciare all’automobile, ma non importa.

Chi vota sinistra avvelena anche te: digli di smettere.

Rock n’ roll.

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Che droghe usano gli avvocati di amnesty?

Sul sito di amnesty, si trova compilata questa meravigliosa faq, in cui i preparatissimi giuristi di quell’associazione spiegano, in termini inclusivi, ecocompatibili e pacifistici, perché l’aborto sarebbe un «diritto umano».

Esso sarebbe previsto come tale dal «diritto internazionale dei diritti umani», una cosa tuttavia che, almeno in questo universo, non esiste.

In realtà, inoltre, l’aborto non è nemmeno un diritto, né in Italia né negli USA.

Per sincerarsene, basta leggere la legge 194 e tutti i provvedimenti correlati, che non definiscono mai in nessuna occasione l’aborto come un “diritto”.

Negli Stati Uniti, ugualmente, non c’è nessuna legge che preveda il diritto all’aborto, c’è solo una sentenza, la celebre Roe contro Wade, con cui sono di fatto state consentite pratiche abortive, senza appunto che diventassero mai un diritto.

Dunque, dire, che l’aborto è un diritto é già una gran bestialità in sé.

Dire che addirittura sarebbe un «diritto umano» cioè un diritto fondamentale di ogni essere vivente é voler esagerare e dire la bestialità più grande possibile, é candidarsi per vincere il premio per aver sparato la boiata più grossa di tutti i tempi.

I finissimi giuristi di amnesty però non si fermano qui.

Secondo loro, negare il «diritto umano all’aborto» sarebbe addirittura una violazione della privacy!

Ora, va bene che una delle cose più care all’uomo contemporaneo é la privacy, ma resta da capire davvero che cosa avrebbe a che fare la privacy con l’aborto.

Posso garantire che nell’intera e copiosissima legislazione italiana, europea ed estera in materia di privacy non si fa alcuna menzione e alcun riferimento alle pratiche abortive.

Né é pertinente il riferimento alle decisioni «sul proprio corpo», dal momento che nelle pratiche abortive si decide sempre e necessariamente di un corpo altrui che é solo ospitato all’interno di quello della donna ma resta innegabilmente e evidentemente dotato di alterità.

Non paghi della figura rimediata sino a qui, i bravissimi avvocati di amnesty ci tengono a informare il pubblico su chi sarebbero i titolari di questo «diritto umano»: essi sarebbero non solo le «donne, ragazze» ma anche «altre persone che possono rimanere incinte».

Un’altra cosa che non esiste.

Lo scopo di tutte queste vere e proprie boiate sarebbe, poi, raggiungere non solo la «giustizia sociale», come se abortire garantisse ad esempio stipendi più equi ai lavoratori, ma anche la «giustizia di genere».

Io mi chiedo a questo punto una cosa: premesso che é del tutto lecito essere a favore delle pratiche abortive, perché una opinione del tutto legittima la si deve giustificare e sostenere con una congerie di razzate del genere, quando ci sono diversi argomenti più seri o quantomeno reali?

Rendersi improbabili e ridicoli con tesi evidentemente strampalate e prive di fondamento che vantaggio può portare ad una causa?

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riflessioni

Quando ti serve un contratto.

E anziché prendere un bravo avvocato, tanto a te non serve, ne scarichi uno basta sia da google.

Draghi governo Occidemente Alzheimerstan Italia

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riflessioni

Ricerca avvocato a Cuba.

Un mio assistito, di cui é ovviamente giusto e pio tenere
riservatissime le generalità, vorrebbe emigrare dall’Italia, Stato di cui possiede la cittadinanza, a Cuba, con la sua famiglia.

Sono alla ricerca di un “avvocato” (le virgolette sono d’obbligo) cubano, o agenzia disbrigo pratiche di immigrazione, o altro ufficio con cui poter collaborare nella gestione di questa pratica.

Contatti in privato per favore.

Grazie.

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riflessioni

Domani alle 17 su Milano Etno tv.

Parlerò in diretta di come si possano fare separazione e divorzio a distanza, cosa utile soprattutto per chi – Italiano o straniero – si trova all’estero e non può rientrare facilmente in Italia.

Collegati per seguire e fare le tue domande.

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avvocato

Per andare dove dobbiamo andare…

Bongiorno io sono in tunisia vivono da 9 anni nn vaxx vorrei informazioni x venire in italia e poi tornare e un bel problema grazie x la sua risposta

Io ti risponderei volentieri, ma la domanda è incomprensibile.

Posso capire le difficoltà linguistiche, ma nel momento in cui ci si rivolge ad una qualsiasi persona bisogna premurarsi che la domanda che viene formulata sia intellegibile, altrimenti che cosa si può sperare di ottenere?

Tra l’altro la situazione di base coinvolge elementi internazionalistici che la rendono più complicata del solito, per cui a maggior ragione sarebbe stata necessaria una adeguata cura nella descrizione della stessa.

Io mi metto a disposizione per dare tutti i giorni spunti gratuiti, come si vede oggettivamente dagli articoli già contenuti nel blog in cui ho dato risposte a centinaia di persone, ma i miracoli non li posso e probabilmente non li voglio nemmeno fare.

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pillole

«Tutta questa voglia di esibire il tifo per l …

«Tutta questa voglia di esibire il tifo per l’Italia è lodevole. Sarebbe meglio mostrarla ogni volta in cui veniamo spogliati, privati, depredati della nostra sovranità. Cioè tutti i giorni, da quell’associazione a delinquere che si chiama Unione Europea»