quando per evitare un tamponamento si invade la corsia opposta

Il 20/09/12 alle 17.45 sono rimasto coinvolto in un sinistro stradale. Davanti a me c’era una macchina che ha frenato all’improvviso e io per evitare di andargli addosso sono andato nell’altra corsia che era vuota. Appena nell’altra corsia mi sono fermato. Un motociclista è arrivato da davanti a una velocità allucinante che non mi sono neanche accorto e mi ha beccato in pieno frontalmente. Ora capisco che io ero dalla parte sbagliata ma ci sono andato per necessità. I carabinieri hanno praticamente dato tutta la colpa a me, ma c’è da notare che il motociclista andava a velocità insensata su una strada con il limite di 60 km/h; per questo ha sbattuto così forte contro il mio furgone, che era fermo. Se andava secondo il limite poteva fermarsi. La signora della macchina davanti (che aveva frenato all’improvviso) ha dato falsa testimonianza dicendo che io la stavo superando.

Al di là del problema della «falsa testimonianza», che puoi superare solo portando altri elementi di prova tesi a sostenere la tua versione dei fatti, rimane la circostanza per cui, da parte tua, c’è stata la violazione delle regole sulla distanza di sicurezza rispetto al veicolo che ti precedeva, un po’ come avviene nei casi di tamponamento: il conducente che segue un altro veicolo, infatti, deve sempre tenersi ad una distanza tale da potersi arrestare senza urtarlo in caso di bisogno.

Ora, può darsi che in capo al motociclista ci fosse una colpa concorrente per l’eccesso di velocità, ma rimane comunque un concorso anche in capo a te.

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diritto

si può far causa allo Stato per un procedimento penale ritenuto ingiusto?

mi trovo costretto ad affrontare un processo penale del quale pero’ mi sento (e sono) vittima. Mi spiego meglio, due anni fa’ sono stato tamponato da un camion mentre viaggiavo sullo scooter con la mia ragazza, tragicamente lei e’ deceduta(non voglio dilungarmi su questo,mi scuso). Ora vengo accusato (non potevo portare un passeggero), al pari dell’autista del camion, di omicidio colposo e costretto a sopportare le spese processuali che, purtroppo, pesano. Ho richiesto al mio avvocato (fiducioso nell’esito positivo del processo a mio carico) di “imbastire” una richiesta di risarcimento danni sia fisici che morali, al che’ mi sono sentito rispondere che i danni morali, non vengono piu’ risarciti, altresi’ il risarcimento delle spese processuali non e’ contemplato nel procedimento penale. Sono sfiduciato da tutto quello che e’ accaduto e sta accadendo ed inoltre sto perdendo fiducia nel mio legale.

Secondo me non puoi fare assolutamente nulla, non puoi rimproverare niente allo Stato se ti fa questo processo.

Nessuno sostiene che tu abbia voluto la morte della tua ragazza, che rimane una tragedia, ma resta il fatto che tu l’abbia fatta circolare su un veicolo giudicato non idoneo al trasporto di un passeggero e che lei è deceduta, ragione per cui legittimamente le autorità statali possono aprire un procedimento per accertare se vi è responsabilità, di tipo ovviamente colposo, da parte tua.

Le spese del processo penale le puoi recuperare solo se avevi, già da prima del sinistro, un contratto di tutela giudiziaria.