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Etichette scambiate per spendere meno: se si viene beccati?

DOMANDA – Sono stato beccato da Leroy Merlin ho cambiato 2 etichette di 2 vasi che costavano 69,00 con etichetta da 19,00.. sorpreso dalla vigilanza hanno chiamato i carabinieri che hanno preso i documenti .. i carabinieri hanno chiesto al responsabile di farmi pagare la differenza ma quest’ultimo ha detto che il direttore non voleva. E poi avrebbero valutato. Cosa mi potrebbe succedere? Comunque io alla fine ho pagato la differenza ed ho comprato i vasi …


RISPOSTA – Per rispondere in modo corretto alla tua domanda, ho chiesto l’aiuto della collega Francesca Scalia, con la quale abbiamo fatto un video, che puoi vedere https://www.youtube.com/watch?v=34y5WPyMEw0&t=57s“>qui, nel canale YouTube degli avvocati dal volto umano, al quale ovviamente ti invito ad iscriverti.

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Guarda questo https://youtu.be/ksoPba2DM1A“>video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.


Ti lascio adesso alcuni consigli e indicazioni finali che, a prescindere dal problema di oggi, ti possono sempre essere utili.

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Auto acquistata non consegnata: che fare?

ho acquistato un’auto a km zero e in pronta consegna con la promessa (orale) del concessionario che l’avrei ritirata in 10 gg. Nel contratto (spedito da me via pec) e sulla fattura (ricevuta subito, saldando integralmente il veicolo) sono riportati marca, modello e num. di telaio. Dopo un mese di rinvii gli ho diffidati (via pec) ad adempiere in 15 gg ma mi hanno nuovamente spostato la consegna di altri 30 gg dicendomi che l’auto, essendo una demo, era “non consegnabile” in tempi brevi. Ho chiesto (sempre via pec) la restituzione integrale di quanto pagato invocando l’annullabilità del contratto in cui non vi era menzione dello status di “demo” del veicolo e, in ogni caso la valenza del diritto di recesso (l’auto è stata acquistata da remoto, fuori dal concessionario).
Quale via è sarebbe più veloce/economica? Un decreto ingiuntivo o una denuncia per frode, che per evitare condanne, spingerebbe il concessionario a risarcirmi del dovuto?

Il primo passo per trattare una situazione del genere è una diffida tramite avvocato.

Come ho già detto centinaia di volte, una diffida in proprio trasmette un messaggio disfunzionale, un po’ come dire «non sono abbastanza interessato a questa vertenza da incaricare un legale di occuparsene», di fronte al quale ogni controparte tende a rassicurarsi e a crogiolarsi ancora di più nella propria inerzia.

auto d'epocaPrima di pensare a rimedi fantascientifici, bisognerebbe tentare di utilizzare quelli classici, appunto iniziando da una diffida, formulata a regola d’arte (si tratta in fondo di una diffida ad adempiere), da un bravo avvocato.

Quando al decreto ingiuntivo, non credo proprio sia praticabile in un caso del genere. Per ciò che concerne, invece, la frode: dove sarebbe la frode? Potrebbe al massimo esserci una truffa, ma occorrono «artifizi e raggiri» che vadano al di là di un semplice inadempimento come quello di cui sembra trattarsi nel tuo caso.

Io resterei nel contesto di quello che si pratica di solito in casi del genere, prima di pensare a «velocizzare» forse è meglio pensare in generale al modo migliore in cui affrontare il problema, mentre i tempi si possono valutare comunque in seguito.

Non c’è bisogno che ricordi ancora una volta come velocità e qualità siano due termini antitetici, specialmente nel lavoro artigianale, come è in fondo quello della trattazione dei problemi legali.

Se vuoi valutare la nostra offerta per quanto riguarda la diffida, puoi consultare la pagina relativa. Clicca qui.

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Merce mai consegnata: come tutelarsi?

Nel 2015 mi ero accordato(tramite e-mail che ancora custodisco) con un commerciante di legnami la cui ditta,sita in Spezzano Della Sila, (Cs) per l’acquisto di 7 bancali di pellet per un importo di Euro 1470,00 (spese di spedizioni comprese),pagamento che effettuavo tramite bonifico bancario come concordato con il predetto commerciante in data 25/08/2015. Il materiale acquistato sarebbe dovuto giungere presso la mia abitazione ,dopo circa nove /dieci giorni dal pagamento. Dopo un ragionevole tempo ho chiesto allo stesso il motivo di tale ritardo. Comprendendo i disguidi esposti dal venditore,ho atteso circa 10 giorni e in mancanza di un riscontro positivo, ho fatto querela in data 05/11/2015 alla Staz.cc di Fiume Veneto(Pn). Da allora non ho più notizie.Devo andare dai carabinieri per chiarimenti?

Una denuncia querela non è il modo più indicato per trattare una situazione come questa.

Farla non ha fatto male, e può anche starci, sotto l’eventuale, e da accertare con più approfondimento, profilo dei delitti di truffa o insolvenza fraudolenta, però la giustizia penale riguarda aspetti tendenzialmente diversi da quelli che interessano a te, relativi al recupero di quanto versato.

Per avere informazioni sullo stato del procedimento penale, non credo possa essere utile rivolgerti ai Carabinieri, né andare presso la segreteria della Procura, è più probabilmente utile depositare un’istanza ex art. 335.

Quello che ti suggerirei io, tuttavia, è di lasciar perdere, almeno al momento, il procedimento penale ed attivare, valutando ovviamente la convenienza, una vertenza di recupero credito di tipo civilistico.

Il primo passo, da questo punto di vista, sarebbe l’invio di una diffida, per maggiori approfondimenti sulla quale ti rimando alla lettura della scheda relativa. Dopo la diffida, se senza esito, si potrà valutare un’iniziativa giudiziale. Leggi però a riguardo la nostra scheda sul recupero crediti, con particolare attenzione al concetto di solvenza.

Se vuoi approfondire maggiormente, valuta di acquistare una consulenza.

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Artigiano pagato e scomparso: che fare?

Un artigiano ha preso dei soldi per fare un lavoro a casa mia ma non si è mai presentato e si è reso irreperibile. ho fatto mandare la messa in mora dall’avvocato e ho sporto querela verso i carabinieri. tutto questo succedeva 4 mesi fa, ad oggi non ho risposta da nessuno e non ho modo di monitorare l’avanzamento della querela. Come posso fare per riavere il mio credito? si parla di €1700. posso rivolgermi ad una società di recupero crediti?

Per capire se effettivamente c’è stato un reato, e se quindi una querela in una situazione del genere ha un senso, bisognerebbe capire meglio come sono andate le cose, avere più dettagli, per vedere se ci possono essere i requisiti della truffa, che richiede specifici «artifici e raggiri», o dell’insolvenza fraudolenta ovvero non si tratti, invece, di un mero inadempimento contrattuale, che è sicuramente un illecito, ma solo civile e non anche penale.

Generalmente, posso per esperienza dire che in procura tendono a ritenere situazioni di questo genere come problemi aventi rilevanza esclusivamente civilistica, richiedendo dunque l’archiviazione e lasciando la tutela del soggetto che ne è rimasto vittima alle sue stesse iniziative, anche se comunque come dicevo a riguardo bisognerebbe conoscere meglio il caso e vedere come è stata redatta la querela.

Sul piano penale, comunque, non riporrei molte speranze e valuterei già da ora quello che si può fare su quello civile.

Se la diffida non ha prodotto effetti, il passo successivo è solo quello di valutare iniziative giudiziarie, è inutile pensare di invitare una parte in mediazione in una situazione del genere e dopo che si è comportato in questo modo.

Anche qui mancano nella tua descrizione del caso dettagli che sarebbero stati necessari per capire se possibile, ad esempio, procedere in via monitoria richiedendo un decreto ingiuntivo o se, invece, bisogna ripiegare sul più lungo rito ordinario, nelle forme dell’atto di citazione o del ricorso ex art. 702 bis. Come gli sono stati dati, infatti, questi soldi? Gli sono stati dati all’interno di una cornice contrattuale? E così via.

In ogni caso, rimane centrale il problema della solvenza, sul quale ti rimando ad una attenta lettura della nostra scheda sul recupero crediti.

Può anche darsi che la scelta più conveniente, alla fine, sia lasciar perdere il recupero e dare questi soldi per persi, pena il perderne altri inutilmente.

Chiedi comunque un preventivo ad un avvocato per il recupero crediti e poi valuta. Se vuoi un preventivo da parte nostra, puoi chiedercelo compilando la voce apposita nel menu principale del blog.

Per evitare ulteriori fregature in futuro, ti raccomando di iscriverti e restare iscritto alla newsletter del blog, che con un solo post al giorno, dal lunedì al venerdì, ti fa capire, direttamente dalla voce di un esperto come me disposto a condividere i segreti del mestiere con il grande pubblico a scopo divulgativo e di orientamento, come funziona la pratica legale e come è meglio comportarsi nella vita di tutti i giorni.

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Polizza di tutela legale per appello: si può fare?

necessito di una polizza che copra le spese legali e processuali ad un minore di anni 14.
Udienza avuta il 27 settembre, ora ricorso all’appello.

Per l’ennesima volta, «purtroppo» non si può fare una polizza, di qualsiasi genere, dopo che un sinistro si è già verificato.

Come potresti pensare di andare a sottoscrivere una polizza infortuni dopo essere, ad esempio, caduto dalle scale?

Se funzionasse in questo modo, nessuno andrebbe più a sottoscrivere contratti di assicurazione. Perché buttare via soldi inutilmente? Basterebbe aspettare di averne bisogno e poi uno pagherebbe solo in quel caso…

Ma se ammettessimo ciò, pensi che le compagnie di assicurazione esisterebbero ancora o pensi invece che andrebbero presto tutte in fallimento, costrette solo a pagare e impossibilitate ad incassare?

Le assicurazioni nascono per tutelarsi da imprevisti.

Tu paghi e acquisti la tua serenità che se succede qualcosa hai una copertura, sempre che ovviamente vada tutto bene e rientri nei limiti di polizza.

Però resta un contratto aleatorio, cioè tu paghi ma non sai se ti verrà concretamente dato qualcosa indietro a livello monetario, oltre alla serenità che acquisti per il fatto di avere copertura.

Non può funzionare diversamente.

Te lo ripeto: non può funzionare diversamente.

Non puoi andare a fare una polizza sanitaria quando sei già malato. Se lo fai, e sottaci la tua malattia all’agente di assicurazione, commetti un reato di truffa e la polizza è invalida e non è nemmeno difficile venire scoperti dal momento che ci sono le cartelle cliniche… Eppure la gente fa cose del genere tutti i giorni.

L’assicurazione di tutela legale funziona in modo del tutto analogo alle altre assicurazioni, la devi aver sottoscritta prima dell’insorgenza del caso assicurativo, addirittura per alcune cose c’è anche un periodo di carenza proprio per evitare ingiuste speculazioni da parte del cliente.

Ci sono dei casi in cui è difficile stabilire il momento esatto in cui è insorto un caso assicurativo, ma nel tuo caso addirittura c’è già stato l’intero prima grado del procedimento: qui è assolutamente certo che il caso assicurativo è già insorto e lo è da anni quindi è escluso nel modo più assoluto che tu possa fare ora una polizza di tutela legale utilizzabile per quel caso.

Puoi, se credi, fare una polizza di tutela legale per altre cose che ti dovessero capitare ed è una cosa che io ti consiglio assolutamente, come faccio con tutti da oltre due decenni.

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Serramenti consegnati non a norma: che fare?

ho subito una truffa -nell’appartamento a milano -ero e sono tutt’ora ammalato di cancro ai polmoni – mi hanno installato dei serramenti valore 15000.00 euri in pvc bianco senza descrivere di cosa contengano se sono nocive alla salute senza documenti di accompagno -senza marcatura CE -non rispondenti alla legge 02/02/2010-cosa faccio

Mi dispiace per la tua situazione.

Se ritieni che l’azienda appaltatrice ti abbia fornito del materiale non idoneo, devi, per prima cosa, contestare il relativo inadempimento.

Per fare questa contestazione, occorre una diffida, tramite lettera raccomandata a/r o posta elettronica certificata, in cui si indicano le «mancanze» o «vizi» della fornitura in maniera sufficientemente minuziosa da consentire di identificarli per bene.

Fai attenzione perché per la denuncia dei vizi in una compravendita o appalto o altro contratto la legge prevede dei termini entro cui la denuncia stessa deve, a pena di decadenza, essere fatta.

Per fare questa diffida, non sarebbe, a rigore, necessaria l’assistenza di un legale, potresti in teoria fartela anche da solo, ma io te lo sconsiglio per molteplici motivi, i più importanti dei quali sono:

  • l’alto rischio che tu possa finire per scrivere cose che poi potrebbero essere utilizzate contro di te;
  • il rischio, comunque concreto, che tu possa scrivere la denuncia in modo inidoneo;
  • la molta minor «forza» che un intervento personale presenta rispetto all’intervento di un legale: chi scrive da solo trasmette alla controparte il messaggio di non essere disposto ad investire sulla vertenza, cosa che può portare la controparte, in ultima analisi, a trascurarla.

Se vuoi far spedire a noi la diffida, puoi vedere i termini e i condizioni in questa pagina. Altrimenti, puoi chiedere un preventivo ad un altro avvocato.

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Modulo CAI compilato male: che conseguenze ci sono?

Sono stato interrogato dal giudice di pace per confermare la mia responsabilità in un sinistro stradale. Non ho confermato il CAI inviato all’assicurazione, adesso cosa può succedere ?

È una domanda davvero un po’ troppo scarna per potervi dare una risposta utile.

Si possono fare solo alcune osservazioni generali.

Intanto, l’interrogatorio del giudice di pace può essere libero o formale. Si tratta di due cose completamente diverse, il primo serve per tentare la conciliazione, il secondo tende a realizzare un vero e proprio mezzo di prova.

Gli effetti dell’uno o dell’altro, dunque, sono molto diversi.

Per quanto riguarda il modulo CAI, o constatazione amichevole di incidente, il suo valore probatorio effettivo nel giudizio civile è molto controverso, nonostante l’art. 143 del codice delle assicurazioni, che, a riguardo, non è stato riconosciuto esaustivo.

Volendo essere sintetici, si può forse dire che il modulo CAI è uno dei diversi elementi di prova che poi utilizza il giudice per la ricostruzione della verità dei fatti.

Se una persona compila in modo inesatto un modulo CAI, le conseguenze dipendono dalle circostanze.

Non credo che, in molti casi, possa esserci il reato di falso in scrittura privata, peraltro abrogato dal d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 7.

Piuttosto, se il sinistro non fosse genuino, se si trattasse cioè del classico «bidone» inventato allo scopo di lucrare soldi indebitamente da una compagnia assicurativa, ci potrebbe essere il reato di truffa.

Ovviamente, dipende dalle circostanze e quindi da tutti gli altri elementi del fatto.

Se vuoi approfondire la situazione, valuta di acquistare una consulenza da un avvocato.

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Preliminare non registrato: può essere annullato?

Ho sottoscritto un preliminare di vendita per un immobile commerciale, senza registrare lo scritto, ala buona, conoscendo i proprietari. La vendita dovrebbe avvenire a fine anno, dopo la sistemazione di alcune servitù. Ora sto già occupando l’immobile con contratto di locazione. A breve, la società che ora possiede l’immobile verrà acquisita da una holding straniera. Potrei rischiare di veder annullato il preliminare se il nuovo proprietario non ne approvasse le condizioni? E’ meglio registrare il compromesso per essere certi di riuscire ad acquistare?

La registrazione del preliminare, introdotta da una riforma legislativa di non molto tempo fa, serve per lo più ad evitare che lo stesso venditore alieni, ceda o venda lo stesso immobile a più persone contemporaneamente, realizzando quella che, di fatto, è una truffa, frequente nel settore immobiliare.

In questi casi, infatti, il venditore promette in vendita lo stesso immobile, poniamo, ad una dozzina di persone o società, facendosi dare da ognuna una caparra o un anticipo, solo che, ovviamente, uno solo di essi potrà poi acquistare definitivamente l’immobile.

Se il compromesso viene stipulato per scrittura privata, infatti, nessuno di coloro cui lo stesso immobile viene promesso, successivamente al primo soggetto, ha modo di sapere che il medesimo immobile è già stato promesso in vendita.

Facendo, invece, la registrazione nei registri immobiliari della conservatoria, tra i vari promissari acquirenti dello stesso immobile, prevale chi ha effettuato la registrazione. L’immobile, in effetti, rimane vincolato ufficialmente a costui, tant’è vero che chi agisce sul mercato per quell’immobile ha l’onere di consultare eventuali vincoli esistenti in conservatoria, con la conseguenza che se, nonostante la registrazione, conclude ugualmente il preliminare di compravendita, non può poi avere alcuna pretesa sull’immobile – salvo ovviamente il diritto al risarcimento del danno nei confronti del truffatore – dal momento che è stata una sua mancanza non verificare la situazione del bene.

Tutto questo per dirti che la registrazione del preliminare non conferisce più o meno validità al preliminare stesso. Il contratto conserva la forza che aveva originariamente, la differenza sta solo nell’opponibilità a terzi.

Direi, pertanto, che la registrazione non sia uno strumento che ti possa essere utile. Se questa nuova proprietà è interessata a sciogliere il preliminare, farà leva su altri aspetti, relativi al contenuto del contratto stesso e al suo adempimento o meno.

Se pensi che questa possa essere la situazione, ti consiglio di farti seguire sin da subito da un avvocato. Se vuoi un preventivo da parte del nostro studio, puoi chiederlo compilando il modulo apposito nel menu principale del blog.

PS: il termine «registrazione» è utilizzato qui impropriamente, in realtà si intende la «trascrizione» del contratto preliminare. Grazie a Francesco per avermelo fatto notare, meglio precisarlo 😉

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Notaio trattiene soldi in Francia: come fare?

nel mese di marzo c.a. ho venduto un immobile in francia (nice) .Brevemente: Dovendo rogitare qualche mese dopo , io e mia moglie abbiamo firmato una delega al notaio per vendere-incamerare i soldi e poi inviarceli. Il notaio ha venduto l’immobile , l’agenzia immobiliare e’ stata debitamente pagata, i soldi ( la maggior parte ) sono arrivati , ma il notaio ha pensato bene di trattenere piu’ di 4.000,00 euro.
Dopo numerose mail con la quale CHIEDEVO le fatture pagate a mio nome e moglie …naturalmente disattese , mi accingo a sporgere querela , per presunta truffa nei miei confronti

Purtroppo, quando si tratta di operazioni all’estero, l’inquadramento giuridico da parte di un giurista italiano che non abbia preparazione e competenze specifiche su quell’ordinamento diventa difficile e sicuramente non consigliabile.

L’ordinamento francese è molto simile a quello italiano, per la verità, essendo il nostro sistema stato copiato e derivato da quello francese, ma questo non può certo essere un motivo per ritenere esattamente rispondenti tutte le cose.

Il mio consiglio sarebbe dunque quello di incaricare un avvocato francese per seguire la cosa oppure un avvocato italiano che possa adeguatamente collaborare con un legale in Francia.

Chiaramente, immagino che anche in Francia esista il reato di calunnia per cui vi invito a verificare bene che queste somme che sono state trattenuta dal notaio lo siano state indebitamente o non si tratti piuttosto di compensi, tasse o altre voci del genere.

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Vittima di truffa: come posso riavere i miei soldi?

Due anni fa, in un periodo particolarmente infelice della mia vita, sono stato vittima di una “truffa alla nigeriana”. In cambio di assurde promesse, su indicazione di persone con cui ero in contatto via email (straniere, nomi falsi) ho fatto dei vaglia a due persone risultate poi italiane ed esistenti. Resomi conto della truffa ho richiesto indietro i miei soldi: mi ha risposto l’avvocato di una di queste due persone dicendo che la stessa vantava da tempo un credito da parte di una persona X (nome simile a una delle persone con cui parlavo io) e che ricevuto il mio vaglia l’aveva incassato rassicurato e preavvisato da X che le aveva detto “che era una delegazione di pagamento ai sensi dell’art 1269cc”. In sintesi ho pagato i debiti di qualcun altro. Dato che la delegazione di pagamento non e’ mai esistita (devo/devono dimostrarlo?non dovrebbe essere scritta?) posso richiedere indietro i miei soldi alle due persone italiane (uniche identificabili/solvibili) ad es. ex art 2033 o 2041cc?

Bisognerebbe conoscere meglio la situazione e i dettagli del caso, ma direi proprio che la motivazione addotta dal legale della tua controparte abbia la consistenza di una vera e propria supercazzola.

Se non c’è mai stato alcun rapporto tra te e un suo fantomatico debitore, non può certo sostenersi che vi fosse una delegazione di pagamento, che comunque non c’era nella realtà dei fatti, perché tu nemmeno sapevi dell’esistenza di quell’eventuale debitore del tuo debitore.

Questo significa che potresti procedere col recupero crediti, eventualmente nella solita forma del ricorso per decreto ingiuntivo.

Però fai attenzione ai problemi tipici di questo genere di pratiche, sui quali ti rimando alla apposita scheda, e soprattutto agli aspetti relativi alla solvenza, considerata la situazione.