se convivo in un posto mi conviene tenere la residenza da un’altra parte?

Io e la mia ragazza, attualmente residenti ognuno con i propri genitori, abbiamo intenzione di andare a convivere (no matrimonio) in un appartamento in affitto. Il contratto di locazione lo metteremo a mio nome. Ci chiedevamo se è conveniente, per diversi motivi, cambiare entrambi la residenza, per usufruire di possibili vantaggi (fiscali, bollette isee ecc …). Io sono titolare di una ditta individuale e ovviamente non sono a carico dei miei genitori, faccio il mio modello unico come pers. fisica e ditta individuale. La mia ragazza invece sta finendo l’università e non lavora ed è a carico di suo padre. Cosa ci consigliate in merito alla residenza?

Cosa volete che vi consigliamo di diverso dal rispetto della legge? L’avvocato, purtroppo, in diversi casi non è considerato, come dovrebbe, come colui che interpreta la legge e la illustra agli utenti, ma come quella figura che la distorce e trova degli escamotage per aggirarla a beneficio dei propri clienti. Il nostro modo di concepire la professione, però, non è questo; a nostro giudizio, l’avvocato deve essere il primo a rispettare la legge, altrimenti se, nonostante tutto, non ci crede è meglio che cambi lavoro.

A nostro giudizio, dunque, non potete fare altro che prendere la residenza anagrafica nel luogo in cui abitate effettivamente, mentre tutti i vantaggi che potreste avere tenendola in altri luoghi sarebbero conseguiti illegittimamente, con tutte le conseguenze di legge del caso in ipotesi di accertamento a vostro carico.

Per ulteriori dettagli sulla nostra policy al riguardo, potete consultare questa pagina.

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