La trappola del «primo incontro gratuito».

Un avvocato col suo cliente.

Qualcuno ogni tanto ci chiede perché non offriamo un primo incontro gratuito in studio come fanno sempre più avvocati ultimamente.

Come sai, noi siamo sempre molto sensibili all’esigenza di «rompere il ghiaccio» tra utenti e professionisti, tanto che la cifra del nostro lavoro, sin dal blog, è sempre stata quella di mettere tanta umanità in ogni cosa che facciamo.

Ma il primo incontro gratuito è una cosa poco corretta in generale e comunque sbagliata per uno studio come il nostro, che tende a dissuadere più che a persuadere i clienti dal proseguire nelle iniziative giudiziarie.

Infatti, che cosa credi che ti possa consigliare un avvocato, dopo un’ora, o magari di più, che è stato con te gratuitamente: di proseguire o no con la vostra causa?

Lui ci guadagna solo se tu vai avanti…

Anche se gli avete parlato del fatto che volete far causa al fornaio perché il suo pane dopo 3 giorni è diventato vecchio, che cosa credete che vi dirà? Che è normale che il pane faccia così, che avete perso tempo e di tornare a casa, tanti saluti e riverenze, grazie, prego, non c’è di che? O che è contro la legge, da Salomone in poi, vendere pane che dopo alcuni giorni diventa raffermo, e che gli dovete portare un fondo spese per andare avanti?

Noi ti facciamo pagare perché innanzitutto è giusto che, se ti dedichiamo un’ora di tempo di qualità, cosa che per noi rappresenta sia un costo sia un investimento, questo tempo ci sia compensato, anche perché le indicazioni che ti daremo ti saranno utili, quantomeno per capire molto meglio i contorni del vostro problema.

Ma ti facciamo pagare soprattutto perché vogliamo conservare la nostra piena libertà di dirti se, nel tuo caso, un’azione giudiziaria è sconsigliabile o presenta un certo livello di rischio.

Che poi è infatti quello che accade nella pressoché totalità dei casi, dal momento che una certa quota di rischio è ineliminabile in qualsiasi iniziativa e questo bisogna appunto essere pienamente liberi di valutarlo e discuterlo in modo oggettivo e disinteressato, senza invece un interesse particolare alla prosecuzione.

Come avvocati, pensiamo peraltro davvero molto male del sistema giudiziario attuale e diciamo a tutti, e lo scriviamo anche qui, che la regola principale al riguardo è cercare di evitarlo a tutti i costi, provando prima tutte le soluzioni alternative, sia quando si ha torto, che quando si ha ragione, anzi per certi versi soprattutto in questo secondo caso – e sempre ammesso che questi due concetti abbiano una qualche validità.

Spesso il valore del nostro tempo, quello che ci paghi per avere, consiste proprio nello spiegarvi con estrema franchezza come (non) funziona la nostra macchina della giustizia, in modo che possiate prendere le vostre decisioni in modo libero.

Tutto questo, quelle persone che vanno alla ricerca di un avvocato che offre un primo incontro gratuito non l’hanno capito.

Credono di risparmiare, e invece si procurano spesso solo (altri) danni.

La verità è che non di rado il primo incontro gratuito è solo una trappola: ti offro una cosa gratis perché, se sei così sprovveduto da prenderla, poi ti bastonerò 10 volte tanto. Un po’ come con la droga, la cui prima dose è sempre gratis.

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