2 commenti su “Esame anti droga… stupefacente: che fare?”

  1. Daniele Vandelli

    Buongiorno, mi permetto di aggiungere alcune delucidazioni da Tossicologo forense. E’ fondamentale, per poter rispondere in modo corretto alla domanda posta dall’ascoltatore, essere a conoscenza di ogni aspetto tecnico che riguarda il caso. Innanzitutto “chi” e “perchè” ha richiesto l’analisi. E’ importante soprattutto per inquadrare la normativa di riferimento e valutare come eventualmente fare ricorso e/o richiedere le analisi di revisione. E’ necessario sapere inoltre quale matrice biologica è stata utilizzata, se è stato prelevato un controcampione per le analisi di revisione (non avviene sempre) e da chi e per quanto tempo verrà conservato. Infine serve sapere chi ha effettuato le analisi e con quale tecnica e se è stata effettuata l’analisi di conferma in spettrometria di massa. Nello specifico le analisi di screening forniscono solamente un risultato presuntivo (soggetto anche a falso positivo) e per questo deve seguirsi sempre una analisi di conferma con l’utilizzo di una metodica specifica che fornisca la difendibilità legale del risultato. Esistono linee guida nazionali ed internazionali e norme giuridiche che disciplinano il settore e vanno rispettate, purtroppo non è sempre così.
    Il primo step comunque è sempre avere più informazioni possibili (il…”positivo non so a che cosa” è inconcepibile, il laboratorio deve fornire un referto che contenga tutte le informazioni necessarie!) il secondo è la richiesta di controanalisi, a cui hanno diritto di assistere, in tutte le sue fasi, oltre al soggetto, anche il legale di fiducia e l’eventuale consulente tecnico. Sconsiglio infine di rivolgersi ad un medico legale, semplicemente perchè non è il suo mestiere…
    Grazie, buona giornata.

Tu che cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: