Cause di famiglia: la fase iniziale e i suoi termini
Si inizia col ricorso.
La volta scorsa, ti ho parlato, in questo post, di come funzionano le fasi finali dei procedimenti in materia di famiglia. Oggi ti parlo di come funziona la fase iniziale. Anche in questo caso purtroppo ci sono delle memorie da scrivere e da leggere. Alla faccia dell’oralità, il processo, specialmente quello di famiglia, sembra essere basato soprattutto sullo scambio di memorie scritte.
Il processo di famiglia comincia, comunque, con il deposito di un ricorso da parte del soggetto che prende l’iniziativa, quella appunto di cominciare il procedimento. Questo soggetto viene poi chiamato «ricorrente» (o, in alcuni casi, attore: è un termine tecnico che viene direttamente dal diritto romano e che non ha niente a che fare col cinema).
Una volta ricevuto il ricorso iniziale, tramite deposito telematico, il tribunale fissa il giorno della prima udienza.
Fissando l’udienza, il tribunale fissa anche un termine entro il quale la parte che riceve il ricorso, cioè l’altra parte rispetto a quella che lo ha scritto, deve depositare un proprio atto, che si chiama comparsa di risposta o memoria, in cui svolge le proprie difese in relazione a quello che era scritto nel ricorso.
Le memorie successive agli atti introduttivi.
Potrebbe essere finita qui, purtroppo… non finisce qui ?.
Infatti, dopo le due memorie iniziali, il ricorrente e il resistente sono chiamati a depositare altre tre memorie. Questi tre termini non sono per ciascuna delle parti, ma ognuna delle due parti ha i propri termini in sequenza rispetto all’altra. Più in particolare, il ricorrente deposita una propria (prima) memoria entro 20 giorni dalla data della prima udienza, il resistente deposita una sua (prima ed unica) memoria entro 10 giorni prima la data della prima udienza e il ricorrente deposita una sua (seconda) memoria entro giorni cinque prima della prima udienza.
Perchè il ricorrente può depositare due memorie e il resistente solo una? Bisogna andarlo a chiedere alla Cartabia, io onestamente non ti so rispondere.
Ad ogni modo, la fase iniziale del processo di famiglia è infatti regolata dall’articolo 473 bis 17 del codice di procedura civile che ti metto di seguito:
Entro venti giorni prima della data dell’udienza, l’attore può depositare memoria con cui prendere posizione in maniera chiara e specifica sui fatti allegati dal convenuto, nonché, a pena di decadenza, modificare o precisare le domande e le conclusioni già formulate, proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza delle difese del convenuto, indicare mezzi di prova e produrre documenti. Nel caso in cui il convenuto abbia formulato domande di contributo economico, nello stesso termine l’attore deve depositare la documentazione prevista nell’articolo 473 bis 12, terzo comma.
Entro dieci giorni prima della data dell’udienza, il convenuto può depositare un’ulteriore memoria con cui, a pena di decadenza, precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni già proposte, proporre le eccezioni non rilevabili d’ufficio che siano conseguenza della domanda riconvenzionale o delle difese svolte dall’attore con la memoria di cui al primo comma, indicare mezzi di prova e produrre documenti, anche a prova contraria.
Entro cinque giorni prima della data dell’udienza, l’attore può depositare ulteriore memoria per le sole indicazioni di prova contraria rispetto ai mezzi istruttori dedotti nella memoria di cui al secondo comma.
La scansione temporale degli atti che vengono depositati dunque è la seguente, almeno tipicamente:
- Ricorso della parte che prende l’iniziativa
- Comparsa di risposta dell’altra parte, detta resistente
- Prima memoria del ricorrente
- Prima memoria del resistente
- Seconda memoria del ricorrente
In ogni atto successivo, ciascuna parte replica a quanto ha affermato l’altra parte nell’atto precedente: nella prima memoria il ricorrente replica alla comparsa del resistente, nella sua prima memoria (n. 4 nello schema sopra), il resistente replica al ricorrente e così via.
Un esempio.
Facciamo un esempio che magari può essere utile per focalizzare meglio queste situazioni.
Una moglie decide di separarsi dal marito e gli notifica un ricorso per separazione giudiziale. Il tribunale fissa la data della prima udienza in cui i coniugi dovranno comparire davanti al tribunale stesso.
Entro il termine stabilito dal tribunale, il marito deve depositare un atto contenente le sue difese.
Nota che tutto questo avviene anteriormente alla prima udienza quindi è solo un gioco burocratico, un deposito telematico, il giudice non ha ancora visto i coniugi e probabilmente non ha neanche aperto il fascicolo, anche se in teoria dovrebbe farlo.
Dopo la costituzione del marito, che avviene col deposito della sua comparsa di risposta, ci sono ulteriori tre documenti difensivi.
Il primo lo deposita la moglie entro 20 giorni prima quello indicato dal tribunale per la prima udienza. Il secondo lo deposita il marito entro 10 giorni prima quello indicato per la prima udienza. Il terzo lo deposita di nuovo la moglie entro cinque giorni prima del giorno indicato per la prima udienza da parte del tribunale.
Una sola domanda: perché?
Perché una complicazione del genere?
Perché, secondo chi ha scritto questa legge processuale, il giudice potrebbe leggersi, prima di arrivare all’udienza, tutti i documenti scritti dalle parti e quindi arrivare all’udienza perfettamente informato sulla situazione.
In realtà questa riforma è già andata davvero malissimo, le occasioni per scrivere sono purtroppo altrettante occasioni di prolissità e per ribadire sempre le stesse cose, quindi, tutto al contrario di quello che dovrebbe essere lo scopo del processo civile, che sono la snellezza e la sintesi, molto spesso il giudice arriva all’udienza senza avere aperto il fascicolo prima – e io non mi sento nemmeno di biasimarlo per questo, perché la riforma mette le cose letteralmente a rovescio: bisognerebbe prima che il giudice parlasse con le parti e solo dopo eventualmente andasse a vedere tutte le disposizioni in diritto.
Comunque, al momento i processi di famiglia funzionano in questo modo, per cui le memorie vanno fatte.
Come gestiamo questa fase.
Come le gestiamo noi queste memorie?
Esattamente come ti ho spiegato riguardo alle memorie della fase finale, nel precedente post già citato, cioè inserendo immediatamente tutte le scadenze dentro a Google calendar, creando un evento in cui viene chiamato come invitato anche il nostro cliente – cioè tu se sei il nostro cliente – e fissando degli appuntamenti, direttamente e subito, in cui scrivere insieme queste memorie, che è il metodo a mio giudizio migliore come spiego in questo breve video.
Se sei un nostro cliente, per un procedimento di questo tipo, può darsi dunque che ti arrivino degli inviti di Google calendar che parlano di memorie da scrivere.
Questo post ti spiega un po’ di cosa si tratta, ma non aver paura perché comunque la mia assistente ti chiamerà e ti spiegherà meglio al telefono e più approfonditamente, in modo che tu capisca bene la situazione che c’è da gestire. In ogni caso, ci troveremo insieme agli appuntamenti per scrivere la memoria e in quella situazione potrai confrontarti con me per qualsiasi dubbio, tu possa avere.
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Molto interessante, come sempre. Grazie Tiziano!
Grazie di cuore Andrea. Credo che sul tema farò anche un video.