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trattare i problemi legali

7 vantaggi di avere un avvocato maschio.

1) Di solito é meno preparato, cosa che nella pratica legale si traduce quasi sempre in un vantaggio perché lo fa propendere per una definizione amichevole della vertenza il prima possibile, in modo da poter tornare velocemente a dedicarsi a ciò che gli preme davvero.

2) A differenza delle donne, non ama i conflitti, che non lo fanno «sentire vivo», ma che sono un fastidio cui é piacevole porre rimedio appena possibile: anche questo é un vantaggio.

3) Se un concetto richiede quattro parole per essere illustrato, ne utilizza di solito quattro e non ottomiladuecentocinquantasette.

4) Gli avvocati maschi di solito sono molto più pigri delle donne, questo significa tuttavia che tendono a ingegnarsi molto di più per trovare soluzioni intelligenti e poco faticose per i problemi che sono loro affidati.

5) Un avvocato maschio non dipende dal giudizio altrui, che é invece il principale difetto tradizionale delle donne: questo conferisce alcuni vantaggi, e magari anche qualche ruvidità, nei tuoi confronti come cliente.

6) I legali maschi tendono a vedere tutto intero lo spettro di sfumature che presenta ogni singolo caso o situazione, mentre le avvocatesse tendono a ragionare in maniera più binaria di ragione / torto, specialmente dopo che hanno «approfondito» le questioni sottostanti oppure – e questa spesso é una tragedia – trovato la sentenza di Cassazione che agognavano.

7) Un avvocato maschio é estremamente più disordinato nel management, ma finisce per compensare questa pecca con un’ottima padronanza degli strumenti informatici, che, attraverso gli strumenti dell’OCR e della ricerca per stringa ad esempio, consentono a chiunque oggigiorno di ritrovare velocemente il documento che serve.

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trattare i problemi legali

Lettera «riservata» di un avvocato: come va gestita.

Note dell’episodio.

In questo contenuto, ti parla di cosa significa che una lettera di un avvocato è riservata, cosa comporta e come bisogna gestire necessariamente situazioni in cui si riceve una lettera del genere.

Riferimenti.

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trattare i problemi legali

10 domande del razzo dei clienti agli avvocati.

Tutte tratte da storie vere.

1) «Ci sono novità?» É una domanda inutile, quando ce ne sono ti avverto io, eventualmente tramite il mio ufficio, é anche mio interesse, perché poi probabilmente dovremo fare un appuntamento a pagamento, quindi puoi stare tranquillo che di ogni novità vieni puntualmente avvisato. PS devo dire che a me capita molto raramente di ricevere una domanda del genere, l’ho inclusa solo perché a molti altri colleghi invece capita.

2) «Come andrà a finire la mia causa?» Non sono io che decido, non lo posso sapere. Considera che se ritenessi la tua causa priva di adeguate basi legali mi sarei rifiutato di farla, mentre se ho accettato di patrocinarla la vedo come una causa quantomeno con delle possibilità di accoglimento.

3) «Posso pagare a rate?» Fai attenzione, non è una domanda sbagliata per me, ma per te. Se non riesci a pagare un’annualità per intero, allora non dovresti fare una causa, dalla quale potresti uscire con l’obbligo di pagare 10/15.000 euro se dovesse andar male, come a volte capita anche avendo ragione. Se non hai capacità economica, o una polizza di tutela legale, devi stare lontano dal sistema giudiziario perché potrebbe tritarti come un hamburger.

4) «Posso portarti il testimone così gli diciamo cosa deve dire?» Per evidenti motivi, non posso parlare coi testimoni. Una testimonianza, inoltre, non è un esame, per il quale occorre andare preparati, basta dire solo la verità, per quello che si è in grado di ricordare.

5) «Puoi chiamarmi il giorno prima dell’appuntamento così me lo ricordi?» Non sono il tuo segretario, per il motivo di base per cui se lo facessi ti costerei un po’ troppo, ma soprattutto: dove razzo pensi di andare nel gestire una causa se non sei in grado nemmeno di ricordarti gli appuntamenti o gestire un’agenda? Riconsidera le tue priorità e il tuo rapporto con le realtà.

6) «Posso avere il tuo cellulare?» Se é per scopare, possiamo farlo qui e adesso. Se é per lavoro, no: sono sempre in appuntamento con altre persone e non posso essere interrotto da chiamate sul cellulare. In ogni caso: no. A meno che tu per cellulare non intenda proprio il mio apparecchio, in quel caso te lo do volentieri insieme a tutte le chiamate cui rispondere e al lavoro che c’è da fare.

7) «Puoi venire tu da me a vedere i miei documenti che sono tutti su un tavolo?» No. Ti costerebbe troppo, ma soprattutto una vertenza legale richiede necessariamente un minimo di capacità di maneggiare cose del genere: se non sei in grado riconsidera priorità, obiettivi e convienza.

8) «Puoi accompagnarmi alla riunione di condominio?» Una volta una persona mi ha dato 700€ per farlo: a metà riunione se avessi potuto restituirglieli e andarmene l’avrei fatto e io sono uno che ha sviluppato una notevole capacità di sopportazione. Non ti dico di no, comunque; se ne può parlare, con questa consapevolezza, e valutare caso per caso.

9) «Secondo te la mia ex moglie / marito lo paga il suo avvocato?» Non ho alcun modo di saperlo e non me ne frega assolutamente nulla.

10) «Secondo te il suo avvocato lo sa come stanno davvero le cose?» Ma cosa ce ne dovrebbe fregare?

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10 cose sulla diplomazia.

1) La diplomazia consiste nel sapersi relazionare con garbo, tatto e delicatezza con altre persone in situazioni difficili in modo da perseguire i propri scopi, che dipendono sempre almeno in parte dalla collaborazione altrui, in modo molto più efficace.

2) La diplomazia, nonostante quello che molte persone pensano, é probabilmente la dote più importante per un avvocato, che non deve essere bravo a litigare ma a comporre o risolvere i litigi.

3) La diplomazia é un’arte resa difficile dal fatto che la maggior parte delle volte va praticata con persone con cui ti verrebbe molto più facile comportarti esattamente all’opposto.

4) Con la diplomazia, si passa dal «io dico sempre quello che penso!», oggi sfortunatamente molto di moda, al suo esatto opposto e cioè al «io penso sempre a quello che dico», scoprendo che nelle relazioni funziona di gran lunga di più il secondo metodo del primo.

5) Se un avvocato non sa praticare l’arte della diplomazia anche solo un minimo deve immediatamente cambiare mestiere e in mancanza dovrebbe essere sbattuto fuori dall’ordine perché può produrre danni molto grossi per i suoi clienti e non solo.

6) Chi cerca il celebre «avvocato con le palle» finisce quasi sempre col ritrovarsi un c@@@@one di avvocato, cioè una persona che confonde l’occuparsi in modo funzionale ed efficace dei problemi legali con la maleducazione, l’insistenza, l’alzare la voce e la radicale mancanza di tatto e delicatezza e, ancora più a monte, della consapevolezza della loro utilità.

7) Va ricordato che l’avvocato é solo, in fondo, un intermediario: può trattare con la controparte per raggiungere un accordo; se non lo si trova deve rivolgersi ad un giudice e in questo secondo caso é sempre il giudice che decide, mai l’avvocato – di conseguenza, l’avvocato non è mai in una situazione che gli possa consentire di comportarsi anche un minimo da prepotente…

8) La diplomazia richiede molta più intelligenza, sia logica che emotiva, del suo contrario e si giova anche dell’autorevolezza e fama di serietà che un professionista si è guadagnato dopo tanti anni di lavoro svolto secondo certi criteri e metodi e non altri.

9) Nei conflitti ci sono spesso le miserie umane di tutti coloro che ne sono protagonisti, é più raro che in un conflitto ci siano un netto colpevole e un’altrettanto netta vittima, per cui l’avvocato che vi si accosta deve farlo iniziando a praticare la delicatezza, la diplomazia e la maieutica proprio nei confronti del suo stesso cliente.

10) Per la pratica della diplomazia é necessaria l’arte dell’ascolto dell’altro, che deve essere completo, non giudicante, focalizzato – per questo per ogni avvocato sono fondamentali le pratiche di crescita personale, tra cui ad esempio banalmente la meditazione.

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10 cose sui limiti delle specializzazioni in campo legale.

1) Le specializzazioni, nella trattazione dei problemi legali, né hanno senso né funzionano nella pratica, per diversi motivi.

2) Un primo limite é che gli utenti, coloro che hanno un problema legale, non sono nemmeno in grado di dire a quale specializzazione attiene il loro problema: ad esempio, di fronte ad un abuso edilizio, non sanno se cercare un civilista, un penalista o un
amministrativista.

3) Un secondo grande limite delle specializzazioni é che i problemi in cui incorrono le persone sono estremamente indisciplinati e spesso non si fanno inquadrare in un solo ramo di specializzazione, ma in due o anche più.

4) Un esempio di situazioni del genere é proprio l’abuso edilizio, che deve essere trattato sia dal punto di vista civilistico, per i rapporti coi vicini, sia penale, se costituisce reato, sia
amministrativo ed urbanistico, per i profili relativi.

5) Ci sono innumerevoli altri esempi: una coppia che si separa e deve dividersi un’azienda che possiede beni immateriali, un’aziona di rivendica della proprietà contro una procedura concorsuale, persino un banale sinistro stradale può presentare aspetti civilistici, penali e amministrativi per l’impugnazione delle sanzioni.

6) Le specializzazioni non sono previste nemmeno dalla legge degli avvocati: ogni avvocato può seguire qualsiasi tipo di pratica, valutando lui stesso se ne possiede la competenza.

7) Un avvocato, comunque, deve essere in grado di dare una risposta e di indicare una strada per tutti i problemi che gli portano i clienti; ciò anche per una ragione di posizionamento nella mente dei clienti, un concetto e uno strumento di markering fondamentale.

8) Un avvocato, peraltro, non conosce neanche il 2% dello scibile attinente alla materia di cui si occupa più frequentemente e riesce ad occuparsi bene ugualmente del resto semplicemente per il fatto che sa dove andare a cercare le informazioni e le soluzioni che gli servono.

9) Il metodo migliore per poter dare sempre una risposta a tutti i problemi legali é quello di collaborare volta per volta con altri avvocati dotati di competenze specifiche, facendo rete con loro in modo snello e leggero sui singoli casi.

10) L’unico avvocato che devi cercare quando hai un problema legale non é un avvocato «specializzato» ma un avvocato che non abbia la testa piena di segatura e che sia onesto con te e con la gestione delle sue competenze e di quelle della sua rete.

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trattare i problemi legali

15 cose su acquistare una mia consulenza.

1) Acquistare un’ora di consulenza é spesso il primo passo per iniziare a trattare un problema di natura legale.

2) Prenotare un’ora é comunque l’unico modo per avere un contatto in diretta con me, dal momento che non parlo da anni con i prospetti, come spiego meglio in questo post:
https://blog.solignani.it/2020/11/13/colloquio-telefonici-preliminari-anche-no/

3) Ovviamente sono sempre disponibile via modulo per le domande, ma in questo caso rispondo solo nei ritagli di tempo e con il grado di approfondimento relativo ad un’attività che svolgo gratuitamente e che pertanto è minore di quello prodigato in quella professionale.

4) La consulenza si può acquistare anche direttamente on line, collegandosi a questo modulo e pagando con paypal, bonifico, ecc.: https://blog.solignani.it/assistenza-legale/consulenza/

5) Dopo l’acquisto on line, verrai contattato dalla mia assistente per concordare giorno ed ora dell’appuntamento e la trasmissione dei documenti da esaminare.

6) L’appuntamento potrà essere di persona presso lo studio di Vignola oppure tramite videoconferenza o telefono a seconda di quello che preferisci in base alla situazione.

7) In alternativa all’acquisto diretto on line, puoi chiamare al mattino la mia assistente Ileana al n. 059 761926 e concordare direttamente con lei sia le modalità di acquisto, che di pagamento che la combinazione di giorno ed ora.

8) Questa modalità telefonica piace alle persone che prima di fare un acquisto e un investimento preferiscono «parlare con un umano»: questo io lo capisco bene, anche in piena rivoluzione digitale si ha bisogno di sentire che dall’altra parte del filo c’è una realtà effettiva e non solo un sito web, magari disattivo da mesi o anni come a volte purtroppo capita.

9) Quasi sempre all’interno della consulenza che hai acquistato si passa alla fasedelfare: dopo averti ascoltato, faccio insieme a te una telefonata, spedisco una lettera o faccio comunque le cose che servono per iniziare a trattare il tuo problema.

10) Il mio approcciostrategico per la trattazione dei problemi legali insegna infatti che é importante che i problemi siano trattati prima possibile, senza perdere troppo tempo nell’analisi degli stessi; puoi approfondire qui:
https://blog.solignani.it/2018/01/23/un-approccio-strategico-per-i-problemi-legali/

11) Per le attività di trattazione del problema non devi pagare nessun extra, avendo già pagato l’ora o le ore di consulenza e/o assistenza, sempre che ovviamente si rimanga all’interno delle stesse.

12) Per l’invio dei documenti puoi seguire le istruzioni che ho definito anni fa e che mantengo aggiornate man mano, in modo da velocizzare il lavoro e sfruttare meglio il tempo che acquisti; puoi trovarle qui:
https://blog.solignani.it/info/strumenti-di-comunicazione/invio-files-e-documenti/

13) Puoi acquistare una o più ore di consulenza / assistenza con me all year round: quando sono in ferie, lavoro comunque un paio d’ore al giorno, in caso d’urgenza ci sono poi comunque i miei colleghi di studio o della mia rete; anche durante il periodo estivo, o durante le feste, acquista dunque con fiducia, ti darò comunque la risposta di cui hai bisogno.

14) Se hai un reddito familiare inferiore ai 10.000€ all’anno, la tariffa per la consulenza é dimezzata, é il mio modo per venire incontro un minimo alle persone meno abbienti.

15) Se sei un collega avvocato e vuoi una consulenza da me, perché riguarda una materia che non frequenti abitualmente, anche per te la tariffa è dimezzata: la ragione in questo caso é che coi colleghi mi spiccio prima perché la fase dell’illustrazione dei problemi é più facile e veloce.

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Come funziona una consulenza con me.

Note dell’episodio.

In questo contenuto, ti parlo di come funziona una consulenza con me:

  • quanto dura
  • quanto costa
  • quanto è importante la gestione dei documenti
  • con che modalità si svolge: in presenza, in videocall o al telefono
  • che cosa si fa al suo interno: il famoso primo passo
  • come sia senza interruzioni per tutto il tempo

Ascoltare in consulenza

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trattare i problemi legali

Nuovi documenti delle pratiche: come li gestiamo.

I documenti nuovi: come te li mando?

Questo post per illustrarti, se sei cliente – anche solo potenziale – dello studio, come avviene la trasmissione a tuo favore dei documenti che ricevo durante la conduzione di una pratica o di una vertenza.

Può trattarsi di lettere – ovviamente quando non sono riservate – oppure di provvedimenti, anche banali come un rinvio o spostamento di udienza, o anche importanti, come ordinanze di ammissione di prove o addirittura la sentenza o il provvedimento che conclude una causa o, ancora, di qualsiasi altra cosa.

lavorare su documenti

Il metodo che ho scelto e che dunque pratico di default all’interno del mio studio è quello di inviarti il documento non appena lo visualizzo, senza alcuna nota accompagnatoria, lasciando a te cliente decidere se vuoi, prenotare un appuntamento, anche solo di 15 minuti, per esaminare insieme lo stesso.

Successivamente all’invio del documento, comunque, ti chiamerà la mia assistente per concordare eventualmente con te un appuntamento, anche telefonico o videocall, per lavorare insieme sul documento.

L’unica cosa che aggiungo è il mio suggerimento circa l’opportunità di concordare un appuntamento, le forme e la durata, ma tu rimani libero di decidere di fare l’appuntamento, con che durata e modalità.

Ai tempi in cui scrivevo le note di accompagnamento al documento, per illustrarne meglio il contenuto, mi ero presto accorto che la maggior parte dei clienti comunque non capiva niente, o non capiva abbastanza bene, sia di quello che avevo scritto sia del significato e del contenuto del documento.

In seguito, peraltro, avrei dovuto constatare in maniera ancora più larga i grandi limiti della comunicazione scritta, decidendo di chiudere tutta la messaggistica, per cui ciò non fondo ora non mi stupisce affatto, anzi mi stupisce di più come potessi essere così ingenuo da poter credere di esser capace di comunicare efficacemente con alcune note accompagnatorie, ciò non tanto per limiti miei o tuoi come cliente, quanto per la tecnicità della materia e delle situazioni che andiamo ad affrontare, che, per chi non è del settore, richiede spiegazioni dettagliate.

Il problema, nello scrivere le – quasi sempre inutili – note accompagnatorie era poi anche un altro: la necessità di prendersi sia il tempo che il modo di redigerle, cosa che, nei casi in cui ricevevo il documento ad esempio mentre ero al cellulare, richiedeva di sospendere il lavoro e riprenderlo una volta tornato ad un computer da scrivania, cosa che si traduceva in una perdita di tempo, a volte anche non trascurabile.

Penso invece, tutto al contrario, che tu che sia mio cliente abbia diritto di ricevere al più presto possibile ogni nuovo documento che arriva relativamente alla tua pratica.

Ritardare potrebbe avere un senso se servisse a fare qualcosa di utile; considerando tuttavia che nella maggior parte dei casi le note sono inutili ed occorre sempre poi sentirsi a riguardo, non vale la pena perdere del tempo per redigerle e farti aspettare, mandandoti il documento con ritardo solo per accompagnarlo con osservazioni scritte che, come tali, servono a poco.

Come funziona più in particolare.

Ho capito così dunque che il metodo più funzionale è:

  • inviarti immediatamente (appena lo vedo, ovviamente) il documento, in modo che tu possa vederlo prima possibile;
  • suggerirti una ipotesi di appuntamento per discuterne «in diretta», lasciando comunque a te decidere.

In questo modo, io e te otteniamo diversi vantaggi:

  1. tu ricevi il documento prima possibile;
  2. se non hai bisogno di chiarimenti – ad esempio si tratta di un mero differimento di udienza, cosa rispetto alla quale la maggior parte delle persone non necessita di particolari approfondimenti – non c’è bisogno di sentirsi e di spendere tempo a riguardo;
  3. in ogni caso, la decisione se commentare, «leggere» e interpretare il documento nuovo insieme a me viene lasciata a te, che così valuti se vuoi farlo o meno a seconda di come preferisci;
  4. facendo un appuntamento insieme sul nuovo documento, finalmente puoi capire bene il contenuto, il significato, la portata e le implicazioni dello stesso.

Cosa puoi fare tu.

I miei clienti ai quali condivido un nuovo documento arrivato per una delle loro pratiche ricevono una mail – di solito – con il documento in allegato e un link a questo post, con l’avvertimento che verranno contattati dalla mia assistente per un appuntamento.

In questo modo, possono appunto valutare il da farsi.

Ovviamente, se sei mio cliente, ti consiglio di crearti una cartella nel computer in cui inserire man mano tutti i documenti che ti trasmetto, in modo da avere anche tu un tuo «archivio» che può essere utile, correntemente o anche in futuro per consultazione. Ovviamente, conserva la cartella in un dominio replicato sul cloud, per ragioni di backup e copie di sicurezza, come ad esempio dropbox o google drive o altri.

Domande frequenti.

Perché mi mandi una pec ricevuta in data 12 se oggi ne abbiamo 14?

Perché l’ho visualizzata il 14.

Non vivo attaccato al computer, grazie a Dio, e non vedo i documenti che arrivano immediatamente. Un tipo di vita di questo genere sarebbe improponibile.

Potrei, è vero, attivare ad esempio le notifiche delle nuove mail ricevute sul cellulare, ma le sole notifiche non sarebbero utili a niente: con una notifica, ad esempio, vedrei che mi è arrivata una pec, sempre ad esempio, dal tribunale di Modena. Per sapere di cosa si tratta dovrei aprirla e leggerla immediatamente.

Molto spesso non posso farlo perché sono in appuntamento con una persona e devo ascoltarla senza interrompermi, se anche potessi però non vorrei farlo. Non si può vivere in balia delle notifiche: ne arriva uno, sospendi tutto quello che stai facendo per aprirla.

Il mio metodo è consultare la pec ogni due o tre giorni e vedere e lavorare tutto quello che è arrivato di nuovo.

Quindi io ti mando le cose appena le vedo, ma può essere che le veda un paiuo di giorni dopo quello in cui sono arrivate.

Perché mi consigli un appuntamento per un documento che sembra insignificante?

A volte posso consigliare un appuntamento, magari solo di 15 o 30 minuti, anche in occasione dell’arrivo di un documento che può sembrare, e magari è, poco significativo, ma può rappresentare un’occasione utile per parlarne due minuti e fare poi un punto della situazione sulla pratica più in generale, di cui magari non si ha occasione di parlare da un po’ di tempo. Considerato che per molti appuntamenti si usano il telefono o le app di videocall e che quindi non c’è la perdita di tempo necessaria per spostarsi, può essere utile sentirsi in alcuni momenti per ricapitolare un po’ come stanno andando le cose. Sei sempre tu che comunque decidi quello che vuoi fare.

Per le lettere invece che sono riservate come funziona?

In questo caso, fare un appuntamento è indispensabile, perché non posso dartene una copia. In tali situazioni non ti arriverà la mail con il documento in allegato, ma verrai chiamato direttamente per un appuntamento.

Come fai per i documenti di grandi dimensioni?

Ti mando intanto uno screenshot del frontespizio come allegato alla mail, poi vedremo come mandartelo o prima dell’appuntamento o durante lo stesso.

Conclusioni.

Grazie per la tua attenzione, se hai osservazioni lasciami un commento, lo leggerò e risponderò volentieri.

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Rivolgersi ad un avvocato: un errore da non fare.

Note dell’episodio.

In questa puntata, ti parlo di un errore che commettono tutte le persone che si rivolgono, specialmente se per la prima volta, ad un avvocato e che è bene evitare se vi vuole trarre il massimo possibile dalla consulenza che si è acquistata e quindi dal proprio investimento.

Guarda il video o ascolta la puntata del podcast per saperne di più.

Parlare, ascoltare

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La trappola del «primo incontro gratuito».

Un avvocato col suo cliente.

Qualcuno ogni tanto ci chiede perché non offriamo un primo incontro gratuito in studio come fanno sempre più avvocati ultimamente.

Come sai, noi siamo sempre molto sensibili all’esigenza di «rompere il ghiaccio» tra utenti e professionisti, tanto che la cifra del nostro lavoro, sin dal blog, è sempre stata quella di mettere tanta umanità in ogni cosa che facciamo.

Ma il primo incontro gratuito è una cosa poco corretta in generale e comunque sbagliata per uno studio come il nostro, che tende a dissuadere più che a persuadere i clienti dal proseguire nelle iniziative giudiziarie.

Infatti, che cosa credi che ti possa consigliare un avvocato, dopo un’ora, o magari di più, che è stato con te gratuitamente: di proseguire o no con la vostra causa?

Lui ci guadagna solo se tu vai avanti…

Anche se gli avete parlato del fatto che volete far causa al fornaio perché il suo pane dopo 3 giorni è diventato vecchio, che cosa credete che vi dirà? Che è normale che il pane faccia così, che avete perso tempo e di tornare a casa, tanti saluti e riverenze, grazie, prego, non c’è di che? O che è contro la legge, da Salomone in poi, vendere pane che dopo alcuni giorni diventa raffermo, e che gli dovete portare un fondo spese per andare avanti?

Noi ti facciamo pagare perché innanzitutto è giusto che, se ti dedichiamo un’ora di tempo di qualità, cosa che per noi rappresenta sia un costo sia un investimento, questo tempo ci sia compensato, anche perché le indicazioni che ti daremo ti saranno utili, quantomeno per capire molto meglio i contorni del vostro problema.

Ma ti facciamo pagare soprattutto perché vogliamo conservare la nostra piena libertà di dirti se, nel tuo caso, un’azione giudiziaria è sconsigliabile o presenta un certo livello di rischio.

Che poi è infatti quello che accade nella pressoché totalità dei casi, dal momento che una certa quota di rischio è ineliminabile in qualsiasi iniziativa e questo bisogna appunto essere pienamente liberi di valutarlo e discuterlo in modo oggettivo e disinteressato, senza invece un interesse particolare alla prosecuzione.

Come avvocati, pensiamo peraltro davvero molto male del sistema giudiziario attuale e diciamo a tutti, e lo scriviamo anche qui, che la regola principale al riguardo è cercare di evitarlo a tutti i costi, provando prima tutte le soluzioni alternative, sia quando si ha torto, che quando si ha ragione, anzi per certi versi soprattutto in questo secondo caso – e sempre ammesso che questi due concetti abbiano una qualche validità.

Spesso il valore del nostro tempo, quello che ci paghi per avere, consiste proprio nello spiegarvi con estrema franchezza come (non) funziona la nostra macchina della giustizia, in modo che possiate prendere le vostre decisioni in modo libero.

Tutto questo, quelle persone che vanno alla ricerca di un avvocato che offre un primo incontro gratuito non l’hanno capito.

Credono di risparmiare, e invece si procurano spesso solo (altri) danni.

La verità è che non di rado il primo incontro gratuito è solo una trappola: ti offro una cosa gratis perché, se sei così sprovveduto da prenderla, poi ti bastonerò 10 volte tanto. Un po’ come con la droga, la cui prima dose è sempre gratis.

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