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avvocato risponde

Mi hanno dato un tutore anzichè un amministratore di sostegno.

DOMANDA – Sono una signora di 62 anni, invalida al 76% affetta da diverse patologie. Le più importanti sono diabete, patologia psichiatrica e obesità.sono seguita dai servizi sociali della mia regione che circa 2 anni inviarono una richiesta di interdizione /inabilitazione al giudice tutelare. Inizialmente mi fecero credere che avrei avuto solo un ammin. di sostegno e invece ora mi ritrovo con tutto il mio patrimonio bloccato ida un tutore mpossibilitata a fare i pagamenti ordinari casa, bollette etc.. io ho lavorato 35 anni in asl e percepisco una pensione di inabilità. Nella relazione inviata al giudice la sociale ha elencato una serie dei miei problemi ma molte cose non corrispondono al vero. Ora vorrei fare ricorso alla sentenza del giudice e denunciare la sociale ma il mio avvocato non mi vuole aiutare e le forze dell’ordine vogliono una relazione dell’avvocato per poter procedere. Io sono stata abbandonata anche dai miei famigliari e da due mesi sono anche senza badante.

— RISPOSTA – Mi dispiace per la tua situazione.

A parziale chiarimento della stessa, c’è da dire che alla fine non c’è poi così tanta differenza tra interdizione e inabilitazione, da un lato, e amministrazione di sostegno dell’altro. Anzi, in alcune situazioni la differenza è destinata a diventare estremamente sottile, sino quasi a scomparire, se non scomparire del tutto.

Piuttosto mi sembra strano che siano stati utilizzati i vecchi istituti dell’interdizione e inabilitazione, che sono di carattere e natura residuale, nel senso che tutte le volte in cui è possibile è sempre preferibile utilizzare l’amministrazione di sostegno.

Anche nel caso dell’amministrazione di sostegno, tuttavia, le bollette sarebbero pagate dall’amministratore, così come gli altri pagamenti. L’importante, peraltro, è che i pagamenti siano effettuati, non si capisce come mai sia importante per te farli tu in prima persona, una volta che comunque hai accettato di avere un amministratore, che sia poi chiamato amministratore o tutore da questo punto di vista non cambia molto.

Se hai bisogno di una badante, la persona alla cui cura sei stata affidata è tenuta a procurartene una in tempi congrui. Se non provvede, puoi provare a scrivere al giudice tutelare.

Al momento non sembra che ci possa essere un interesse vero e proprio ad impugnare il provvedimento di nomina, bisognerebbe approfondire molto di più.

Se vuoi appunto approfondire ulteriormente la questione, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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diritto

Contratto concluso dal minorenne: è valido o no?

mia figlia minorenne ha firmato un pre contratto con un agenzia che si occupa di animazione turistica per la stagione estiva. ora a causa di un intervento mio e problemi di salute miei ha mandato una mail dicendo che non parte. (partenza prevista per il 28 maggio ancora ad oggi a destinazione ignota ). loro le han detto che arriverà la lettera dell’avvocato e richiesta risarcimento danni.la mia domanda è: il contratto è valido essendo la ragazza minorenne e non avendo firmato nulla noi genitori?

Dal punto di vista giuridico, i contratti stipulati dai minorenni funzionano in questo modo. L’argomento è un po’ tecnico, ma provo a spiegarlo in termini un po’ più semplici.

Il minorenne non ha capacità di agire, cioè capacità di stipulare validi atti giuridici, quindi tutti i contratti cui partecipa, in teoria, dovrebbero essere nulli.

Egli però ha una sua capacità naturale di intendere e di volere, cioè non è mica completamente scemo, ma spesso può capire benissimo quello che sta facendo, ovviamente a seconda dell’età.

Così ad esempio anche un bambino di 10 anni può comprendere perfettamente ciò che è necessario sapere quando acquista un quaderno o del materiale di cancelleria per la scuola.

Siccome per la rappresentanza nel contratto non è, dalla legge, richiesta la capacità di agire, ma solo la capacità naturale, di cui il minorenne dispone, i contratti stipulati dai minorenni si considerano validi in quanto conclusi dai minorenni in rappresentanza dei genitori.

Così, nell’esempio precedente del bambino di 10 anni che acquista un quaderno, si ha la validità del contratto perché il bambino interviene nel contratto in quanto rappresentante del papà e della mamma i quali pagano il prezzo del quaderno, avendogli fornito il denaro, e ne acquistano la proprietà.

Seguendo questo schema, il contratto stipulato da tua figlia può essere valido e quindi negoziato da lei in vostra rappresentanza, a seconda dell’età: se tua figlia ha 10 anni, si può anche sostenere che non capisse quello che stava facendo; se invece ha 16 anni, a mio giudizio si fa molta fatica e il contratto probabilmente è valido e vincolante.

In conclusione, non credo che la minore età possa essere un argomento per sfilarsi da questo contratto. Piuttosto si può valutare il caso fortuito o la forza maggiore, dopo i dovuti approfondimenti.

Se doveste ricevere una diffida da parte di un avvocato, vi consiglio di portarla immediatamente da un altro legale e di non commettere l’errore di rispondere da soli.

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diritto

cosa fare se si notano vizi dopo una permuta di telefoni?

Vi scrivo perchè ieri, avevo scambiato un mio telefono in ottime condizioni, con un altro che dopo averlo portato a casa, ho notato che esteticamente presentava dei problemi, non visibili alla prima impressione e non facilmente fattibili da me, visto che è di metallo e vetro. Il tizio  mi aveva assicurato che era in ottime condizioni ma poi si è rivelato che non lo è. Gli ho proposto di ri-scambiare il telefono che mi ha dato , con quello che gli ho ceduto ma non ne vuole sapere. Che cosa devo fare ? una querela ? se si poi come mi devo muovere? Vorrei un risarcimento o il telefono di prima. Informazioni aggiuntive : posso stampare la conversazione della email, ho il suo numero di telefono e conosco il suo nome e cognome e sono minorenne.

Non so che valore avessero questi due telefoni, ma a meno che non si trattasse di due edizioni speciali dell’iPhone placcati in oro o altro metallo pregiato, direi che la vicenda rientri pienamente in quell’area in cui non conviene assolutamente, salvo che non si disponga di una forma di tutela giudiziaria, muoversi tramite il ricorso alle leggi e agli avvocati.

In teoria, ci potrebbero essere diverse cose a tuo favore, a cominciare dalla minore età che ti vede, per legge, incapace di agire (anche se comunque sei dotato di capacità naturale…), poi anche la disciplina sui vizi, applicabile oltre che alla vendita, ovviamente anche alla permuta, anche se non si capisce bene la natura di questi vizi che non sei riuscito a vedere alla prima impressione ma che poi hai notato una volta arrivato a casa senza però fare analisi specifiche diverse da quelle che avevi già potuto fare al momento dello scambio…

Ovviamente, una querela non la puoi proprio fare perchè non c’è nessun reato, al massimo un illecito civile. L’unico approccio che possa avere un senso è quello negoziale. Se proprio hai soldi da investire su questa cosa, puoi incaricare un legale di fare una diffida, ma sarebbe solo un tentativo e niente garantisce che sia risolutivo.