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Patente revocata e falso per mancata dichiarazione precedenti: che fare?

DOMANDA – sono stata fermata per guida in stato di ebbrezza nel 2013 e revocata la patente successivamente perché continuavo a guidare seppur ritirata. Non mi è arrivata mai una multa o qualcosa da pagare ad oggi né la convocazione al processo. Nel 2018 ho vinto un concorso pubblico ma hanno visto che avevo questo procedimento in carichi pendenti (non avevo minimamente idea del doverlo certificare nella partecipazione dato che non mi è mai arrivato nulla). Mi hanno denunciata per falso ma non è successo nulla per tenuità del fatto… Nel 2019 ho ripreso patente e dopo iter la CM l’ha rinnovata per 10 anni.. premetto che sono un’operatrice sanitaria che ha sempre lavorato.. Ad oggi, risulterà qualcosa nella fedina penale? Non ho commesso dal 2013 nessun reato. Ho richiesto casellario e carichi pendenti da privata e risultano nulli… devo dichiarare nei concorsi pubblici qualcosa?

— RISPOSTA – È molto importante che tu ti rivolga appena possibile ad un avvocato per vedere che cosa c’è ancora di pendente a tuo carico, tramite il deposito di una istanza ex art. 335 cod. proc. pen., per poi vedere qual è la migliore strategia per trattare la situazione in generale e quella di ogni singolo procedimento in particolare.

Una volta visto che cosa effettivamente c’è a tuo carico, e deciso come affrontare la situazione, si passa poi a vedere se è pensabile fare concorsi pubblici e che cosa, in ipotesi, si può valutare di dichiarare.

Ti consiglio caldamente di non sottovalutare la situazione, perché potresti ricevere più condanne che, se assommate, potrebbero ulteriormente ingenerare conseguenze per te non trascurabili.

Se vuoi procedere e incaricarmi per fare questo lavoro, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è qui, a Vignola, provincia di Modena, in Emilia – questo primo appuntamento potrà tranquillamente avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o persino tramite telefono, se lo preferisci; ormai più della metà dei miei appuntamenti quotidiani sono videocall.

Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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Ti lascio adesso alcuni consigli e indicazioni finali che, a prescindere dal problema di oggi, ti possono sempre essere utili.

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diritto

Condannato in contumacia: posso fare esposto per falso?

sono stato condannato in contumacia a pagare al condominio, che avevo costruito nel 1998, 262.000 euro per difetti costruttivi, il difetto principale riguarda l’impermeabilizzazione della soletta di copertura del piano interrato,la verità è che avevo rimediato a detti difetti eseguendo lavori vari sotto la direzione del ex D.L. all’epoca della costruzione e del tecnico del condominio che alla fine,nel 2003,redige una relazione quantificando le eventuali ulteriori opere in qualche migliaio di euro.Il condominio mi cita nel 2006, per un qualche motivo non vengo in possesso della notifica, la sentenza di condanna diventa esecutiva non per notificazione ma per decorrenza dei termini nel 2013.
Vorrei conoscere se è possibile fare un esposto alla Procura della Repubblica denunciando il condominio, i periti, il loro avvocato, per la produzione di documenti falsi, il falso è dimostrato dal fatto che il condominio in questi molti anni non ha effettuato alcun lavoro e non vi sono perdite

È una cosa che andrebbe approfondita molto di più, esaminando sia la situazione in fatto sia il fascicolo del procedimento.

In via generale, si possono fare le seguenti osservazioni.

Riferisci di non aver ricevuto la notifica «per un qualche motivo». Si tratta, però, di un aspetto fondamentale, il primo che è necessario chiarire per verificare la regolarità del procedimento e della sentenza che è stata emessa al termine del medesimo.

Quindi il primo consiglio è quello di incaricare un avvocato di estrarre le copie dei documenti dal fascicolo del procedimento per vedere come ti è stato notificato l’atto introduttivo e verificare se tale forma di notifica può considerarsi valida o meno.

Ovviamente, il da farsi, in seguito, dipende dall’esito che avrà questo accertamento.

Per sapere, poi, se possibile fare un esposto per falso, che è una vera e propria denuncia, ti sembrerà incredibile ma, ancora una volta, bisogna esaminare il fascicolo e vedere esattamente cosa è stato sostenuto dal condominio e che tipi di documenti sono stati prodotti.

In generale, comunque, un reato di falso non ricorre semplicemente quando si sostiene in giudizio un fatto infondato, altrimenti in ogni causa civile ci sarebbe almeno un reato di falso, dal momento che ogni parte della stessa sostiene la verità di fatti diversi e spesso contrapposti, ma occorrono requisiti e circostanze ulteriori previsti dalle disposizioni del codice penale che prevedono diverse figure di reati di falso.

Ulteriormente, va poi considerato che, a mio giudizio, quand’anche ci fosse effettivamente un reato o più di falso e quand’anche si presentasse una denuncia e si aprisse un procedimento terminante con condanna penale dei responsabili, la sentenza civile emessa nei tuoi confronti rimarrebbe perfettamente valida ed efficace e di certo non verrebbe caducata per effetto di una sentenza penale, salva solo l’ipotesi di revocazione, uno speciale mezzo di impugnazione praticabile in alcuni casi anche contro sentenze già passate in giudicato, che è comunque tutto da valutare sulla base di quello che sarà stato accertato, sempre in ipotesi, nel procedimento penale.

In conclusione, mi sembra che ci siano davvero pochi spazi e che si tratti di una ipotesi in cui purtroppo sarebbe stato opportuno attivarsi a suo tempo.

L’unica possibilità con un minimo di concretezza sarebbe quella relativa all’invalidità della notifica, che va tuttavia studiata e approfondita con cura.

Direi che, per fare questi accertamenti, con una sentenza che ti obbliga a pagare quasi 300.000 euro, un po’ di soldi da investire per far fare questo lavoro ad un avvocato potrebbe essere opportuno appunto decidere di spenderli.

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Avvocato incassa assegni del cliente: che fare?

Un legale mi ha chiuso una pratica di un sinistro lo stesso legale nel 2009 ha ricevuto gli assegni di 6.500 intestati a me e nn trasferibili da allianz .io questi assegni non li ho mai ricevuto.facendo delle indagini mi hanno informato che gli assegni sono stati cambiati e incassati dallo stesso avv.con firme di traenza fasulle e documenti falsi.mi sono recato da un altro legale per fare causa al legale che aveva incassato gli assegni ma abbiamo fatto l udienza e lo persa .il legale di qui ho messo in secondo momento ha sbagliato tutto citando solo allianz. quando prima dell udienza mi contatto per un accordo con l avvocato che difendeva. La banca di qui pago gli assegni . L accordo era di risarcirmi 3000 euro quando poi gli assegni erano di 6.500 euro più le spese che avevo pagato rifiutò. oggi mi ritrovo a pagare 4000euro ai difensori di allianz.

Paradossale, ma è anche vero che la compagnia di assicurazioni Allianz non ha nessuna colpa se il tuo precedente avvocato ha commesso dei reati e si è intascato il risarcimento che sarebbe stato dovuto a te.

La compagnia di assicurazioni ha emesso degli assegni e li ha spediti a colui che avevi nominato difensore e che in quel momento ti rappresentava.

Credo che il secondo legale avrebbe dovuto agire solo nei confronti del primo legale e, se ve ne fossero stati i presupposti, da verificare accuratamente, dell’istituto di credito che aveva scambiato gli assegni nonostante la falsità dei documenti, ma temo in ogni caso non contro la compagnia di assicurazione.

A questo punto, non dovresti aver perso – ma va verificato con attenzione – i tuoi diritti nei confronti del primo legale. Inoltre, potresti aver diritto ad un risarcimento del danno nei confronti del secondo legale per responsabilità professionale, aspetto questo ugualmente da verificare e approfondire attentamente.

Nel primo caso, ovviamente hai anche la possibilità di presentare una apposita denuncia querela, oltre che un un esposto di natura disciplinare, se già non vi hai provveduto.

Attenzione che entrambe queste posizioni potenzialmente attive sono destinate a trasformarsi, una volta che le avrai eventualmente coltivate, in altrettante pratiche di recupero crediti, con tutti i problemi del caso, tra cui la solvenza, per cui ti invito a leggere con attenzione la relativa scheda.

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L’amministratrice del condominio ci truffa: che fare?

L’amministratrice di condominio con l’inganno, ci ha fatto nominare un architetto come direttore dei lavori per un intervento in cui non era necessario: in assemblea ci ha dato un’informazione sbagliata, secondo la quale per i lavori occorreva che un tecnico predisponesse la SCIA. Ha verbalizzato il falso e ci ha fatto pervenire il verbale 29 giorni dopo l’assemblea, ormai scaduti i termini per l’impugnazione. Ha rifiutato di rettificare il verbale. Il rendiconto verrà approvato (il marito della amministratrice si presenta con le deleghe dei condomini assenti, per cui ha sempre la maggioranza a suo favore). Possiamo denunciarla per truffa? Abbiamo una registrazione audio dell’assemblea che prova ciò che diciamo e la richiesta di rettifica del verbale è stata fatta con raccomandata a.r.

Per quanto riguarda la nomina di un tecnico per una pratica per la quale sarebbe poi non necessaria, c’è da dire che la legislazione urbanistica non è affatto chiara, anzi tutto il contrario non è facile capire qual è lo strumento da utilizzare volta per volta, per cui potrebbe trattarsi di una nomina avvenuta anche in buona fede; infatti per chi amministra è sempre meglio, in linea generale, seguire un principio conservativo e di prudenza.

Per quanto riguarda il falso che sarebbe stato commesso, avresti dovuto dare maggiori dettagli: così non si capisce granché. Bisognerebbe infatti vedere che cosa è stato verbalizzato e che cosa invece di diverso è stato fatto o detto.

Per quanto riguarda la trasmissione del verbale, sicuramente il tempo per effettuare la stessa è eccessivo e contrario alla prassi normalmente seguito in questi casi, tuttavia c’è anche da dire che chi avesse voluto prenderne copia ai fini della valutazione di un eventuale impugnazione avrebbe potuto fare un accesso presso gli uffici dell’amministratore. Per fare questo, sarebbe stato necessario fare una richiesta formale tramite posta elettronica certificata.

Per quanto riguarda le deleghe, il principio per cui i condomini si amministrano a maggioranza non può essere ovviamente superato: potreste semmai parlarne con chi conferisce delega, ma naturalmente si tratta di una loro libera decisione.

Per quanto riguarda la possibilità di presentare una denuncia per truffa, in linea generale io credo che problemi di questo genere siano di natura più civile che penale e vadano di conseguenza trattati nel loro alveo naturale. Se proprio si volesse presentare una denuncia, direi che probabilmente il reato sarebbe un reato di falso, mentre mi parrebbe più difficile sostenere addirittura una truffa, anche se al riguardo la cosa si dovrebbe approfondire molto di più per poter dare un giudizio corretto.

Viste le problematiche varie e complesse, vi consiglierei di farvi assistere da un legale bravo e degno di fiducia, che possa consigliarvi volta per volta le cose più opportune da fare per la vostra tutela.

Sapete che, se non avete una polizza di tutela legale, lo dovrete compensare voi, per cui chiedete sempre prima un preventivo.

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Se il mio datore insinua che potrei aver falsificato un documento commette un’ingiuria?

Il mio ex datore di lavoro mi ha inviato una errata certificazione CUD in quanto non ha considerato i dati relativi ad alcuni rimborsi IRPEF. L’ho contattato e mi ha risposto di non aver ricevuto comunicazione di tali rimborsi dal CAF che ha elaborato il mio 730. Ho contattato il CAF recuperando la comunicazione necessaria al datore e glil’ho poi inviata inoltrandogli direttamente la mail del CAF. Dopo varie mail tergiversa e dice che vuole ricevere tale comunicazione direttamente dal CAF “per avere garanzia che quel documento sia lecito e regolare, per non commettere un illecito nei confronti dello stato dandoti somme che magari non ti sono dovute”.Mi dice quindi in una mail che ha dubbi sull’autenticita’ dei documenti che gli ho inoltrato. Se non fossero autentici vorrebbe dire che io gli ho inviato dei documenti falsi, che presumibilmente prima ho prodott o, per ottenere un rimborso fiscale non spettante. Insomma che avrei commesso diversi reati.Puo’ configursi il reato di ingiuria?

È sicuramente abbastanza offensivo, ma dal punto di vista dell’esistenza del reato direi, onestamente, che sia un classico caso limite, dove un giudice potrebbe decidere in un modo e un altro giudice, eventualmente anche in gradi successivi di giudizio, in un modo completamente diverso.

Se tu volessi comunque fare la querela, diciamo che i presupposti potrebbero anche esserci, anche se naturalmente il caso andrebbe approfondito maggiormente sotto il profilo della situazione e del contesto in cui sono avvenuti i fatti, ma poi circa l’esito comunque non ci sarebbero proprio garanzie.

Ora, non so quale sia il tuo interesse in questa storia e quali siano i tuoi obiettivi nella gestione del rapporto con il datore di lavoro, ma mi sembra possa magari essere utile ricordare che in alcuni casi simili è stato utilizzato con buoni risultati lo strumento della mediazione sul luogo di lavoro.

quando si viene beccati a circolare con l’assicurazione «fatta in casa»

Un mio parente girava con l’assicurazione auto contraffatta (fatta da lui), i vigili lo hanno fermato, sequestrato l’auto, preso patente e anche denuncia penale credo. Nel primo verbale di identificazione e dichiarazione, fatta sul luogo dove è stato fermato dai vigili, c’era scritto “per il reato di cui art. 193 c. 4-bis CDS”. I vigili sono tornati qualche giorno dopo e hanno dato un altro verbale di identificazione con stavolta scritto “per il reato di cui art. 485 C.P.”, chiedendo se lui aveva ancora l’altro verbale (quello con l’art. 193). Cosa si rischia? Anche la reclusione? La reclusione c’è sempre in tutti i casi? Si può chiedere delle attenuanti o gli arresti domiciliari? Inoltre ha diritto al patrocinio gratuito avendo un reddito inferiore ai 10.000€ annui, con moglie e figlia?

Sì, direi che abbia diritto al patrocinio a spese dello Stato. Visto che c’è un procedimento pendente, direi che la cosa migliore sia per lui fare, eventualmente con l’aiuto di un avvocato, la relativa domanda di ammissione al beneficio, per poi «avere un avvocato» che gli possa spiegare la situazione, che non è così semplice.

È un reato di falso, per cui in linea di principio è molto difficile che possa essere irrogata la sanzione del carcere senza sospensione, tuttavia ciò va valutato in relazione ai precedenti della persona: se ce ne sono molti e la possibilità di sospensione condizionale è oramai esaurita la condanna potrebbe anche non essere sospesa, anche se poi facilmente potrebbero venire disposti gli arresti domiciliari. In ogni caso, la cosa migliore è partire dalla domanda di patrocinio.

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quando si falsifica la firma del datore di lavoro per pagarsi lo stipendio

Mi sono licenziato da una ditta di trasporti il 16 settembre del 2011 per giusta causa in quando il titolare non mi pagava puntualmente e ho circa 9 stipendi arretrati. Ho sollecitato piu’ volte il mio datore di lavoro affinche mi pagasse la liquidazione e gli arretrati ma a tutt’oggi quasi non mi ha ancora pagato, non rispondendo alle mie raccomandata e email inviate. La mia mansione era quello di impiegato e gli stipendi mi venivano pagati attraverso contanti, assegni della ditta e assegni di clienti che io giravo apponendo la firma del mio titolare su sua autorizzazione solo verbale. Faccio presente che dal 1994 data della mia assunzione al 2006 gli stipendi mi sono stati pagati solo escluisivamente attraverso contanti e assegni di clienti intestati alla mia ditta che io poi mi giravo, apponendo la firma del mio titolare su sua autorizzazione verbale. Solo a partire del 2006 poiche’ gli incassi erano molto pochi anche con gli assegni del mio ex datore di lavoro. Adesso il mio ex datore di lavoro nega di avermi mai autorizzato verbalmente alla girati degli assegni e mi accusa di denunciarmi per aver firmato quegli assegni di cui l’ultimo risale ad aprile 2008, solo perche’ non vuole pagarmi la liquidazione e gli arretrati. Vorrei fargli causa per il mio Tfr e gli stipendi arretrati, ma la mia paura e quella che mi denunci per falso materiale. Cosa mi consiglia di fare io ero in buona fede intascando gli assegni dei clienti e solo per pagarmi lo stipendio.

Ovviamente, in un pasticcio del genere una risposta sicura per te non esiste. Come sai, per fare le operazioni che hai fatto avresti dovuto farti dare una delega dal tuo datore di lavoro e poi firmare gli assegni a tuo nome, non falsificando la firma del datore di lavoro. È ovvio, e risaputo, che cose di questo genere accadono in quasi tutte le aziende tutti i giorni, ma questo non fa venir meno necessariamente il reato. A tuo favore, sta il fatto che sicuramente il datore fa fatica a sostenere di non averti mai autorizzato, dal momento che poi avrà sicuramente visto le operazioni compiute tramite quegli assegni sul suo conto e che i medesimi venivano utilizzati per pagarti lo stipendio, che era un suo obbligo preciso. Però non so se questo possa convincere un giudice dell’assenza dell’elemento soggettivo nella falsificazione…

L’unico consiglio possibile, a mio giudizio, in una situazione del genere è quello di cercare di negoziare, altrimenti potreste farvi male entrambi. Ti consiglio di farti seguire da un legale degno di fiducia.