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rassegna stampa

Una lieve imprecisione.

Questo il «Carlino» di venerdì 2 febbraio che ricostruisce tutta la vicenda.

Purtroppo, a diritto vigente, il ragionamento logico – giuridico seguito dagli uffici che hanno irrogato la sanzione potrebbe anche apparire corretto, questioni di notifica a parte.

Ovviamente abbiamo subito impugnato una sanzione mostruosa del genere, ma quello che mi interessa evidenziare in questo post è che la legislazione vigente in materia è purtroppo troppo pasticciata e consente la verificazione di simili mostruosità giuridiche.

Siamo tutti d’accordo che le violazioni del codice della strada debbano essere sanzionate in modo serio, ma non è assolutamente accettabile che la proprietaria di un veicolo venga colpita da una sanzione di importo enorme per una violazione, di fatto, commessa da un altro, come se l’avesse commessa lei.

A parte che sarebbe già assurda per chi ha commesso in prima persona la violazione, a maggior ragione per chi ha la sola «responsabilità» di essere proprietario dell’immobile.

Abbiamo chiesto al giudice di pace di mandare gli atti alla Corte costituzionale.

Il messaggio finale da portare a casa è questo: le leggi italiane sono sempre state buone, almeno sulla carta, e le conseguenze inique si verificavano semmai perché venivano applicate male. Adesso la situazione è cambiate: ora sono cattive anche le leggi stesse.

Tieniti sempre stretto un bravo avvocato, non solo per intervenire a frittata già fatta, ma anche per cercare di prevenire disastri del genere: non viviamo più in un paese di buona civiltà giuridica.

Per qualsiasi problema legale, chiama il numero 059 761926 e chiedi il tuo appuntamento con me. 

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avvocato risponde

Patente revocata e falso per mancata dichiarazione precedenti: che fare?

DOMANDA – sono stata fermata per guida in stato di ebbrezza nel 2013 e revocata la patente successivamente perché continuavo a guidare seppur ritirata. Non mi è arrivata mai una multa o qualcosa da pagare ad oggi né la convocazione al processo. Nel 2018 ho vinto un concorso pubblico ma hanno visto che avevo questo procedimento in carichi pendenti (non avevo minimamente idea del doverlo certificare nella partecipazione dato che non mi è mai arrivato nulla). Mi hanno denunciata per falso ma non è successo nulla per tenuità del fatto… Nel 2019 ho ripreso patente e dopo iter la CM l’ha rinnovata per 10 anni.. premetto che sono un’operatrice sanitaria che ha sempre lavorato.. Ad oggi, risulterà qualcosa nella fedina penale? Non ho commesso dal 2013 nessun reato. Ho richiesto casellario e carichi pendenti da privata e risultano nulli… devo dichiarare nei concorsi pubblici qualcosa?

— RISPOSTA – È molto importante che tu ti rivolga appena possibile ad un avvocato per vedere che cosa c’è ancora di pendente a tuo carico, tramite il deposito di una istanza ex art. 335 cod. proc. pen., per poi vedere qual è la migliore strategia per trattare la situazione in generale e quella di ogni singolo procedimento in particolare.

Una volta visto che cosa effettivamente c’è a tuo carico, e deciso come affrontare la situazione, si passa poi a vedere se è pensabile fare concorsi pubblici e che cosa, in ipotesi, si può valutare di dichiarare.

Ti consiglio caldamente di non sottovalutare la situazione, perché potresti ricevere più condanne che, se assommate, potrebbero ulteriormente ingenerare conseguenze per te non trascurabili.

Se vuoi procedere e incaricarmi per fare questo lavoro, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

Puoi anche acquistare online direttamente da qui: in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è qui, a Vignola, provincia di Modena, in Emilia – questo primo appuntamento potrà tranquillamente avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o persino tramite telefono, se lo preferisci; ormai più della metà dei miei appuntamenti quotidiani sono videocall.

Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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Ti lascio adesso alcuni consigli e indicazioni finali che, a prescindere dal problema di oggi, ti possono sempre essere utili.

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diritto

Sinistro senza assicurazione e patente: che succede?

sono un ragazzo di 39 anni ho fatto un incidente grave con invalidita al piede di cui ho perso le dita con una moto non mía e non assicurata. Le spiego la dinámica dei fatti , io ero in una strada a due corsie normale sul lago di iseo ho sorpassato un camión che al momento del mio sorpasso ha svoltato a sinistra inbucandosi in una strada privata di campagna per giunta senza freccia indicativa,Il problema e che io ho patente b e non ho quella della motocicletta ed un piu la moto del mio amico non era assicurata. Ora sono preoccupato sul fatto che non so se vengo risarcito almeno per curarmi il piede in quanto dovro fare altre operazioni

Mi dispiace molto per quanto ti è accaduto.

Il fatto che la moto non fosse tua non dovrebbe avere proprio alcuna rilevanza, nemmeno – per la parte di ragione a te spettante – la mancanza di assicurazione.

La mancanza, tuttavia, di un idoneo titolo di guida potrebbe incidere sull’an e sul quantum del risarcimento, anche se, a quanto capisco, la responsabilità del sinistro non è tua, ma dell’autocarro, in ogni caso tu non avresti potuto essere alla guida di quel veicolo.

Ti consiglio di fare seguire l’intera vicenda da un bravo avvocato, ci sono molte «eccezioni» che sicuramente la compagnia del responsabile solleverà, inoltre ci sono gli aspetti penali da curare.

Se vuoi un preventivo, puoi richiedermelo compilando il modulo apposito nel menu del blog.

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diritto

Se ricevo un decreto penale per guida senza patente posso chiedere la sostituzione con il lavoro di pubblica utilità?

Mi è arrivata una multa per guida senza patente con un ‘decreto penale di condanna’, posso fare i lavori socialmente utili al posto di pagarla?

La prima cosa da dire è che non è affatto una multa, come quelle che si prendono ad esempio per divieto di sosta, ma una vera e propria condanna penale che prevede, come pena, l’applicazione di una sanzione pecuniaria.

Il lavoro di pubblica utilità come «pena alternativa» era stato originariamente previsto solo per i procedimenti penali del giudice di pace, dall’art. 54 del decreto legislativo 274/2000, che dispone quanto segue:

«1. Il giudice di pace può’ applicare la pena del lavoro di pubblica utilità’ solo su richiesta dell’imputato.

  1. Il lavoro di pubblica utilità’ non può’ essere inferiore a dieci giorni ne’ superiore a sei mesi e consiste nella prestazione di attività’ non retribuita in favore della collettività’ da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.

  2. L’attivita’ viene svolta nell’ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non più’ di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalità’ e tempi che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato. Tuttavia, se il condannato lo richiede, il giudice può’ ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità’ per un tempo superiore alle sei ore settimanali.

  3. La durata giornaliera della prestazione non può’ comunque oltrepassare le otto ore.

  4. Ai fini del computo della pena, un giorno di lavoro di pubblica utilità’ consiste nella prestazione, anche non continuativa, di due ore di lavoro.

  5. Fermo quanto previsto dal presente articolo, le modalità’ di svolgimento del lavoro di pubblica utilità’ sono determinate dal Ministro della giustizia con decreto d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281»

L’istituto è stato poi esteso anche ai reati di competenza del tribunale dall’art. 33 della legge 29 luglio 2010, n. 120, che ha introdotto un nuovo comma 9 bis all’art. 186 del codice della strada, che vale la pena leggere nel suo testo integrale:

«9-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all’articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricopribile in cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell’esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all’articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta».

Per espressa disposizione di legge, risultante dai richiami operati in questo comma, che non stiamo a riportare nuovamente, è importante capire che la sostituzione non può essere richiesta nei due seguenti casi:

  • casi di cui all’art. 186 lett. a) e cioè guida con tasso compreso tra 0,5 e 0,8 g/l

  • casi di cui al comma 2-bis, cioè quelli in cui il conducente in stato di ebbrezza abbia provocato un incidente.

Se non ti trovi in una di queste due condizioni, puoi probabilmente chiedere la sostituzione. L’istituto non è ancora chiaro e definito nei suoi termini applicativi, ma secondo alcuni interpreti la sostituzione si può chiedere addirittura in secondo grado cioè in appello per cui a maggior ragione si può fare in sede di opposizione a decreto penale di condanna, a mio giudizio.

Attenzione che per fare questo devi presentare opposizione al decreto penale di condanna, cosa per la quale sono previsti termini brevissimi, per cui ti conviene rivolgerti prima possibile ad un avvocato.