quando si perde la causa in primo grado la sentenza è provvisoriamente esecutiva?

Ho intentato una causa dal giudice di pace per un sinistro occorsomi in autostrada, causato da una persona poi fuggita e mai rintracciata. Ho fatto causa sia al fondo vittime della strada che alla mia assicurazione per risarcimento a terzi da me trasportati. Il giudice di pace mi ha dato torto e mi condanna a pagare sia il Fondo che la mia assicurazione. Ovviamente il mio avvocato ha deciso di appellarsi al tribunale ordinario ma sia il Fordo Vittime che l’assicurazione chiedono di essere pagati subito. La mia domanda è questa: in caso di appello non viene in un certo senso “sospesa” la sentenza emessa dal giudice di pace? E’ legale chiedere il pagamento immediato di risarcimento alle assicurazioni sentenziate dal giudice di pace?

La sentenza di primo grado è provvisoriamente esecutiva, per cui è perfettamente legale chiederne l’esecuzione immediata. Si può chiedere una sospensione al giudice d’appello, ma è abbastanza difficile ottenerla, occorrono motivi gravi e solitamente la necessità di pagare spese legali non è ritenuta tale.

Categorie
diritto

Il giudice si è «riservato»: ma che significa esattamente?

Il mio avvocato mi ha scritto una lettera per informarmi di come è andata l’ultima udienza del mio processo, civile, e mi ha detto che il giudice al termine si è riservato. Ma che cosa vuol dire?

E’ molto semplice, vuol dire che il giudice si è limitato a prendere atto di quanto hanno scritto o fatto le parti, ma non ha ancora deciso niente e lo farà solo in seguito con un provvedimento, che di solito è una ordinanza, a parte.

E’ un sistema che i giudici usano molto spesso, quando c’è da decidere una questione, o una serie di questioni, più complicate del solito, oppure quando si prevede una decisione più spiacevole del solito, oppure anche semplicemente come metodo di lavoro standard.

Una udienza dove solitamente i giudici si riservano è quella prevista dall’art. 184 cod. proc. civ., dove si dovrebbe decidere sulle prove da ammettere e da raccogliere nel corso del processo. A questa udienza si arriva dopo che ciascuna parte ha depositato le tre memorie previste dall’art. 183, comma 6°, cod. proc. civ. quindi è naturale che il giudice voglia leggersi tutto per bene prima di decidere ed è molto difficile che possa prendere questa decisione all’udienza. Un’altra udienza in cui solitamente c’è la riserva è la prima o seconda udienza del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, quando c’è da valutare se concedere o meno la provvisoria esecutorietà del decreto opposto. Oppure le udienze dei procedimenti cautelari urgenti, tra cui anche la CTU preventiva. Ma non solo, questi sono solamente alcuni esempi.

Non è possibile sapere in generale quali sono i tempi che il giudice impiegherà per “sciogliere la riserva” cioè per fare il provvedimento, perchè questi variano da giudice a giudice e, anche per lo stesso giudice, da momento a momento, si può solo rimanere in attesa. Purtroppo, non ci sono tempi standard di riferimento.

Alcuni giudici fanno in un paio di settimane, altre in alcuni mesi, altri purtroppo possono impiegare anche più di un anno, anche fino a tre mi è capitato, senza che abbia rilevanza al riguardo nemmeno la complessità delle questioni che devono vedersi, ma il loro carico complessivo di lavoro. Quando il giudice decide, comunque, e fa l’ordinanza, questa viene notificata, oggigiorno di solito tramite pec o fax, all’avvocato, oppure tramite ufficiale giudiziario. Vedrai che quando l’ordinanza gli verrà notificata, il tuo avvocato ti aggiornerà.

Noi, come studio, controlliamo anche tutti i giorni l’eventuale scioglimento delle riserve all’interno del sistema polis web, dove risulta appunto quando i giudici fanno i provvedimenti, quindi possiamo venire a conoscenza dello scioglimento della riserva anche prima che ci sia notificato il provvedimento.