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Che cos’è l’avviso della conclusione delle indagini preliminari?

Conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis c.c.p reato p.e.p ex art 609 bis c.p art 572 c.p
È già condannato?
Sono previsti il pagamento di danni morali alla parte lesa?

La conclusione delle indagini preliminari, che viene notificata alla persona sottoposta a procedimento penale ex art. 415 bis, non è ancora la condanna e non significa necessariamente che arriverà una condanna, ma indica semplicemente che si è chiusa una fase del procedimento.

La fase conclusa da questo avviso è quella delle indagini preliminari, quella all’interno della quale sono raccolte le prove e gli altri elementi circa l’eventuale esistenza del reato.

Una volta terminata questa fase, si ha il rinvio a giudizio vero e proprio, cioè l’apertura della fase in cui la materia viene discussa nel merito, cosa che avviene, salvo che l’imputato non opti per un rito alternativo, all’interno del dibattimento.

Dal punto di vista di una eventuale prognosi sull’esito finale, il rinvio a giudizio può essere apprezzato come il segnale che il pubblico ministero, con l’avallo in qualche modo del GIP, ritiene che possa esserci responsabilità penale e che la materia sia utilmente coltivabile in giudizio, ma questo significa poco perché ogni situazione è diversa dall’altra e quindi occorre comunque attendere lo sviluppo successivo del procedimento.

Un effetto importante dell’avvenuta conclusione delle indagini preliminari è l’apertura del fascicolo, per cui alle parti del processo è consentito andare a fare le copie dei documenti che vi sono contenuti. Dall’analisi di questi documenti, spesso, si ricavano elementi fondamentali o comunque molto preziosi per capire la situazione processuale.

Naturalmente, in questo momento è assolutamente indispensabile munirsi al più presto di un bravo difensore e definire una strategia difensiva adeguata, sia per l’investigato che per le eventuali persone offese dal reato.

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diritto

Se patteggio per spaccio rischio di perdere l’affido?

Un mia cara amica ha subito un’accusa di spaccio di stupefacenti, accusa motivata solo da telefonate ambigue e nient’altro. L’avvocato gli ha proposto di patteggiare vista la difficoltà nello smentire le telefonate, secondo lui se la può cavare con un anno o al massimo 14 mesi. C’è un problema ha in corso la causa di affidamento della figlia e l’altro avvocato gli ha detto che sarebbe meglio un’assoluzione per evitare di perdere l’affidamento. E’ possibile appellarsi alla non efficacia nei giudizi civili della sentenza penale? Oppure evitare che venga menzionata?

Il legale che si occupa dell’affido ha ragione: una condanna, anche se frutto di un patteggiamento (che è comunque per legge equiparato ad una pronuncia di condanna), per un reato come la detenzione e lo spaccio degli stupefacenti può influenzare l’andamento dell’affido stesso. Parliamo di un reato abbastanza grave già di per sé, se poi commesso a livello di organizzazione la gravità aumenta ancora.

Detto questo, come se ne esce?

Non è facile valutare se patteggiare o discutere un procedimento penale, ma è necessario farlo nel miglior modo possibile e per farlo bisogna iniziare ad esaminare in modo approfondito proprio quelle telefonate che tu dici «ambigue». Leggendo la trascrizione, si può vedere se una condanna è probabile o meno.

Anche ad altri miei clienti sono capitate cose del genere e a seconda dei casi abbiamo valutato se il coinvolgimento era tale da rendere più conveniente la strada del rito alternativo oppure non così forte e quindi tale da rendere possibile una discussione. Certamente vanno considerati anche i costi, il patteggiamento, esaurendo subito il procedimento, costa molto meno in termini di spese legali rispetto ad un dibattimento.

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Lo sapevate che superare i limiti di velocità di un certo range in Svizzera è reato?

Volevo raccontarvi che Franca, la mia associata e moglie, nei giorni scorsi è dovuta andare con un cliente per un interrogatorio dalla polizia giudiziaria. La «colpa» di questo cliente è stata quella di violare, superando il limite consentito di un determinato intervallo, il limite di velocità previsto in una zona della Svizzera che stava attraversando con la propria auto.

Nella confederazione elvetica per questo tipo di illeciti è prevista una sanzione di tipo penale.
Gli Svizzeri, quindi, hanno identificato il trasgressore e hanno chiesto una rogatoria internazionale alle Autorità italiane perché venisse interrogato, al fine di svolgere il procedimento penale. Noi Italiani quindi siamo obbligati, per legge, a dar corso a questa richiesta e così ci siamo trovati a fare questo interrogatorio.

Ho pensato di raccontarvi questa piccola esperienza professionale perché non tutti si rendono conto del fatto che ogni Stato, anche molto vicino a noi sia territorialmente che nell’immaginario come la Svizzera, ha il potere di disciplinare come meglio ritiene i fatti che avvengono sul suo territorio e che ogni persona, indipendentemente dalla propria nazionalità, deve rispettare le leggi dello Stato al cui interno si trova, esattamente come si osservano le abitudini di una casa in cui si è entrati. Prima di partire per un viaggio, è sempre meglio informarsi un attimo e, in generale, osservare più prudenza di quanto si fa in ambito domestico perché la legislazione può variare ed una cosa che è punita in modo lieve in Italia, o non è punita affatto, all’estero potrebbe esserlo molto più gravemente.

Il diritto riflette la cultura, e le culture possono essere molto diverse!