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Posso cancellare mia madre dalla mia vita?

DOMANDA – Vorrei interrompere ogni responsabilità economica nei confronti di mia madre sia per impossibilità mia nel far fronte a tale carico che per il fine di interrompere qualsiasi tipo di legame con lei. So che si può rinunciare all’eredità sollevandomi così da spese funerarie, di successione della casa e da eventuali debiti ma in caso di sua necessità ancora in vita posso sollevarmi dal dovere di mantenerla?

— RISPOSTA – Purtroppo non si può cancellare un legame di parentela, per quanto oneroso o poco gradito, e nemmeno un rapporto di ex coniugio, ad esempio, come ben sanno quegli ex mariti che sono tenuti per anni e qualche volta decenni a mantenere ex mogli che, oramai, detestano.

All’esistenza di un rapporto di parentale, senza che sia possibile alcun giudizio di merito a riguardo, la legge, per antichissima tradizione risalente sino ai nostri padri romani, ricollega un dovere di solidarietà.

Le disposizioni di riferimento, se vuoi leggerle per curiosità, sono quelle di cui agli artt. 433 e seguenti del codice civile in materia di «alimenti».

La rinuncia all’eredità è una cosa che si può fare solo la morte di una persona e la eventuale dichiarazione o persino promessa o impegno di farla in futuro, quando sarà possibile, non ha alcun valore e non è nemmeno vincolante per il divieto dei patti successori previsto nel nostro ordinamento.

C’è da dire che oggigiorno è abbastanza raro che vengano applicate, almeno nella loro interezza, le disposizioni in materia di alimenti, dal momento che solitamente intervengono prima le disposizioni in materia di assistenza pubblica.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di svolgere la trattativa, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Assegno di mantenimento e accettazione tacita dell’eredità.

mio padre ha 74 anni ed è divorziato da mia madre da 23 anni , allora lui mio padre ha solo debiti ed è nulla tenente ovvero non ha più alcuna eredità ma solo debiti, allora premesso che lui mi passa un assegno di mantenimento in quanto non ho lavoro, volevo sapere quando lui morirà e io farò di sicuro la rinuncia all’eredità l’assegno che percepisco ora influirà sull’accettare l’eredità passivamente dopo la sua morte? oppure decadrà una volta morto ed io così rinunciando mi tutelo non pagando debiti?

Bisognerebbe capire meglio come è configurato questo assegno di mantenimento, se è previsto ad esempio da una scrittura privata, un atto notarile, un provvedimento della magistratura ad esempio in materia di alimenti o cos’altro.

Ad ogni modo, sicuramente tutto ciò che viene compiuto prima del decesso di una persona, con conseguente apertura della relativa successione, non può avere alcuna influenza sull’accettazione dell’eredità, che potrà avvenire appunto solo in seguito all’apertura della successione stessa.

Quello cui devi fare attenzione è ciò che fai, dunque, una volta che la successione sarà stata aperta.

Peraltro, in materia di accettazione tacita, il codice civile prevede una formula molto rigorosa, richiedendo, per la stessa, che venga compiuto un atto che «necessariamente» presuppone la volontà di accettare.

Se non intendi, ad ogni modo, accettare l’eredità di tuo padre, una volta che si sarà aperta, potrai fare la pratica di rinuncia presso la cancelleria del tribunale.

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Padre scomparso: possono esserci conseguenze negative?

la mia domanda è molto semplice.
Nel 1987 mio padre ha abbandonato il tetto coniugale lasciando mia madre con debiti (al tempo lei era casalinga) ma soprattutto ha abbandonato me che avevo 11 anni e mia sorella che ne aveva 1.
In tutti questi anni non abbiamo avuto contatti e lui non ha mai dato nè una lira nè un euro a noi figlie..
Sappiamo da Facebook che abita a Bologna.
I carabinieri allora consigliarono a mia madre di lasciarlo stare che noi saremmo state molto meglio senza di lui.
Vorrei sapere se per legge nel caso lui avesse problemi economici,legali o di salute potrebbero venire a cercare noi figlie.
Cosa possiamo fare per tutelarci?

La semplicità di una domanda, o la sua apparente semplicità, ha ben poca rilevanza, spesso la risposta può essere complessa, quindi diciamo che conta poco.

Nel tuo caso, i principali possibili problemi direi che siano due: potresti essere chiamata ad una eredità piena di debiti, nel momento in cui tuo padre dovesse venir meno, e potresti invece, quando lo stesso fosse ancora in vita, essere chiamata per la prestazione degli alimenti.

Per quanto riguarda l’eredità, se dovesse verificarsi questa ipotesi si potrà valutare di fare la rinuncia all’eredità. La rinuncia non si può fare, invece, finché una persona è in vita, la cosa è esclusa dal noto divieto dei patti successori. Pertanto, su questo al momento non puoi fare niente, ma puoi già stare tranquilla che, quando sarà, potrai tutelarti appunto con una rinuncia.

Per ciò che concerne, invece gli alimenti previsti, per antica tradizione, dall’art. 433 cod. civ. e seguenti, non c’è niente che tu possa fare per tutelarti, nel senso che non esistono modi per recidere, nonostante la situazione e il vissuto di abbandono, il rapporto di parentela tra voi, che è dalla legge posto alla base dell’applicazione della normativa relativa.

C’è da dire che oggi una applicazione, almeno una applicazione pura e semplice, dell’istituto degli alimenti è piuttosto rara, per via dell’esistenza di molteplici provvidenze da parte dello Stato e degli enti pubblici per coloro che si trovano in stato di bisogno, cui tuo padre attingerebbe prima di venire a rivolgersi eventualmente a te.

Inoltre, la regolamentazione degli alimenti è comunque ben dosata e calibrata, considerando anche la situazione economia della persona tenuta all’obbligo.

In una situazione come la tua, onestamente io al momento non farei niente. Se proprio vuoi, si può approfondire il secondo aspetto, quello relativo agli altrimenti, per capire se e come potrebbe essere applicato in una situazione come la vostra.

Se vuoi procedere con questo approfondimento, o vuoi comunque consulenza o assistenza professionale da parte mia, chiama il numero dello studio 059 761926 e prenota il tuo appuntamento.

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Mi risposo e compro casa: come lasciarla a mia figlia?

io ed il mio nuovo compagno vorremmo sposarci. Abbiamo entrambi dei figli da precedenti relazioni (la mia convivenza, la sua matrimoniale). Acquisterò, solo io, un’immobile con l’aiuto dei miei genitori e naturalmente vorrei che rimanesse di esclusiva proprietà di mia figlia dopo la mia morte. Cosa posso fare per tutelare i suoi interessi? Basterà la separazione dei beni ed un lascito testamentario con dichiarazione di rinuncia da parte del mio futuro marito oppure ci sono altre soluzioni?

[la risposta è nel podcast]

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Veicolo con fermo amministrativo: che fare?

ho un fratello malato seriamente di 73 anni single, ora è in una casa di cura, viveva da solo con la pensione sociale quindi non possiede nulla, solo un auto, siamo preoccupate io e le altre due sorelle più grandi che vivono di pensione, io la più giovane ho solo un invalidità civile, il nostro timore è che cercando di vendere la sua auto data la situazione di salute abbiamo scoperto che ha 3 fermi amministrativi uno con cifra importante, cosa possiamo fare per tutelarci quando non ci sarà più? quando una persona muore com’è la prassi, chiedono sempre se si accettano eventuali beni esistenti? e con l’auto cosa si deve fare visto che non si può vendere e demolire?

Per vedere che cosa si può fare riguardo all’auto, bisogna vedere i motivi per cui è stato applicato il provvedimento del fermo amministrativo, quindi è indispensabile un accertamento sulla documentazione relativa, che vi consiglierei di fare anche perché con il provvedimento della pace fiscale può ben darsi che la situazione possa essere risolta in modo agevole, approfittando appunto di questo condono.

Come sorelle, un domani che si dovesse aprire la successione di vostro fratello, quando cioè morirà, potrete valutare la rinuncia all’eredità.

Se desiderate approfondire maggiormente le due problematiche, specialmente quella relativa al fermo amministrativo e alla possibilità di risolverlo tramite la pace fiscale, cosa che poi consentirebbe di vendere o demolire il veicolo, potete valutare di acquistare una consulenza Ti raccomando, con l’occasione, di iscriverti alla newsletter del blog, o, se non ti piace la mail, al gruppo Telegram, in modo da non perderti importanti e utili aggiornamenti quotidiani.

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Abusi edilizi dei genitori: ne rispondono anche i figli?

Siamo tre figli ai quali è stato donato dai genitori nel 1992 un terreno agricolo mantenendone l’usufrutto. Circa 5 anni dopo la donazione,in seguito ad una concessione edilizia da loro richiesta, hanno costruito una piccola casetta nel terreno che poco tempo dopo è stata bloccata e revocata perchè i metri quadrati del terreno dichiarati dai genitori risultavano superiori a quanto effettivamente risultava al catasto. Di conseguenza i metri cubi della casa in precedenza concessi sono risultati superiori rispetto a quanto consentiva la legge in quel momento. Dopo il processo sono stati accusati con pena con richiesta di spese da pagare di oltre 120.000 euro. Faccio presente che non c’è stato un nostro consenso per la costruzione, quindi nessun documento firmato da parte nostra. Chiedo se, quando mancheranno, possiamo prendere possesso della proprietà e se le spese sopra indicate verranno riversate su di noi.

Per poter dire qualcosa di sensato, bisognerebbe quantomeno leggere la sentenza con cui sono stati condannati a pagare questa somma, capendo quale illecito era stato contestato di preciso e quale tipo di sanzione è stata loro applicata.

Su un piano generale, c’è da dire che dovreste essere estranei a questi fatti, dal momento che in caso di usufrutto il «potere di fatto», il godimento, della cosa rimane al titolare del diritto di usufrutto, con la conseguenza che giuridicamente gli illeciti commessi dai vostri genitori non dovrebbero o non potrebbero essere ritenuti estensibili anche a voi in quanto nudi proprietari.

C’è poi, ulteriormente, da dire che potreste subentrare nell’obbligo di corrispondere la somma portata dalla sanzione per effetto di successione ereditaria. Cioè, pur non potendo essere ritenuti responsabili dell’illecito, la sanzione potrebbe passare a voi per effetto dell’accettazione dell’eredità dei vostri genitori, accettazione che – si noti – non è necessaria per poter prendere possesso del fondo, dal momento che tale pienezza si verificherà già per effetto del decesso dei vostri genitori, in occasione del quale si determinerà l’estinzione del diritto di usufrutto con conseguente «riespansione» del vostro diritto di proprietà.

Vi consiglio di acquistare una consulenza di approfondimento da un bravo avvocato per verificare innanzitutto la natura e le caratteristiche della sanzione applicata e, di conseguenza, la sua trasmissibilità agli eredi, nonché, ulteriormente, nel caso tale trasmissibilità vi sia, valutare ipotesi di rinuncia all’eredità.

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Cartella INPS e successione: l’erede deve pagarla?

io non sono erede di mio padre deceduto nel 1993, sono figlio unico, sono in possesso della rinuncia all’eredità fatta a suo tempo.sono divorziato e ho due figli minori. Mia mamma è erede e dal 2004 ha sulla pensione una trattenuta dalla ufficio legale dell’inps.Ultimamente a causa dell halzeimer mia mamma se aggravata se venisse ha mancare come posso tutelarmi e tutelare i miei figli?l inps potreppe chiedermi estinzione del debito residuo?

Dipende sempre dall’accettazione o meno dell’eredità. Se non si verifica l’accettazione, non si determina la confusione tra il tuo patrimonio e quello del de cuius, cioè, in ipotesi, tua mamma.

Quando si verificherà purtroppo il decesso di tua mamma, potrai valutare di rinunciare all’eredità.

La cosa però potrebbe essere più complicata di così se hai due figli ancora minori. Infatti, in quel caso la devoluzione dell’eredità dovrebbe passare a loro, in tale ipotesi anche loro dovranno contemplare la rinuncia all’eredità, che però dovrà essere autorizzata dal giudice tutelare.

Ti consiglio, successivamente al decesso, di chiedere la consulenza di un avvocato, visti i valori in ballo e il rischio di conseguenze spiacevoli nel caso in cui non fosse gestito tutto bene.

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Debiti Equitalia e casa in eredità: come fare?

io ho parecchi debiti con equitalia, per me insanabili, e il problema e’ che mia madre ha una casa di proprieta’, e mi chiedeva se mancasse lei io ereditandola rischierei di perderla.
come potrei fare? ho moglie e figli e una sorella.
pensavo di rifiutare l’eredita’ ma mi dicono che non si puo’, oppure intestarla a mia sorella, ma come?

Nel momento in cui tu dovessi ereditare questa casa, la stessa verrebbe a far parte del tuo patrimonio e quindi aggredibile da uno o più dei tuoi creditori, compresa Equitalia.

Puoi effettuare la rinuncia all’eredità, che poi verrebbe messa a disposizione di altri parenti entro il sesto grado, ma i creditori potrebbero sempre impugnare la rinuncia, ai sensi dell’art. 524 del codice civile che ti invito a consultare per maggiori approfondimenti.

Detto questo, non ti posso dare poi però consigli diretti a sottrarre beni ai creditori, per ovvie ragioni deontologiche.

Una cosa legittima che potresti valutare è il ricorso per la composizione della crisi da sovraindebitamento, per maggiori dettagli sul quale ti rimando alla lettura della scheda relativa.

Leggi anche la scheda sul recupero crediti, ti può essere utile per capire come stanno le cose «a contrario».

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Eredità giacente e fastidi vari: come posso farli cessare?

Il fratello di mio padre è deceduto, esso aveva una moglie separata ed un figlio legittimo, ha lasciato una casa fatiscente, piena di ratti e igienicamente non adeguata. ora il mio comune e i vicini di casa non trovando la moglie e il figlio stanno tartassando di raccomandate mio padre. Ora ho già provveduto a trasmettere una lettera diffida redatta da me, al comune. Faccio notare che con questo fratello non avevamo nessun rapporto. il codice civile specifica, negli articoli 542 e 565 C.C., succedono la moglie e il figlio. Come posso far cessare il tutto? cosa mi consigliate.

Alla successione di una persona che lascia una moglie – sia pur in stato di separazione, considerato che la separazione non fa venir meno il rapporto di coniugio, che cessa solo con il divorzio – e un figlio sono chiamati in primo luogo esclusivamente appunto la moglie e il figlio superstiti.

L’eredità è quindi devoluta a queste due persone.

Ciò, tuttavia, non significa che queste due persone diventino effettivamente eredi, cosa per la quale occorre sempre l’accettazione dell’eredità. Con la devoluzione, l’eredità viene semplicemente messa a disposizione dei «primi in classifica» per la successione, mentre costoro non diventano automaticamente eredi.

Qualora costoro rinunciassero all’eredità, verrebbero chiamati i fratelli del defunto, cioè l’eredità verrebbe a loro devoluta, quindi messa a disposizione, con lo stesso, identico meccanismo. Nemmeno i fratelli diventano automaticamente eredi, ma occorre pur sempre un atto di accettazione, espresso o implicito.

Il problema dell’individuazione degli eredi, comunque, è di chi deve aver a che fare con l’eredità, per cui del comune e dei vicini, nel tuo caso, mentre voi potete limitarvi a dire che, intanto, l’eredità non è stata a voi ancora devoluta, perché nessuno ha ancora chiarito le intenzioni dei già chiamati, cioè delle moglie e del figlio del de cuius e che, qualora mai lo fosse, non avete la minima intenzione di accettare.

Il tuo errore è stato probabilmente solo quello di aver fatto una diffida tua in proprio, senza farla fare ad un avvocato, cosa che avrebbe avuto un peso sicuramente maggiore, sia per l’autore, sia perché sarebbe stata più chiara, circostanziata, articolata e munita dei giusti riferimenti giuridici.

Il primo passo, il prossimo passo, dunque è quello di far fare una diffida ad un avvocato. In seguito, bisognerà come al solito valuterà in base a come si sarà evoluta la situazione.

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Eredità di un immobile: come ci se ne può disfare?

dopo 50 anni che vivo in piemonte (nato in puglia)mi giunge che o ereditato un 1/2 di 2 pezzi di terreno agricolo io non li voglio come faccio x donarli o al comune o allo stato senza avere spese ne di prima e ne dopo di imposte

Un’eredità, alla morte del suo «titolare», non si trasmette mai automaticamente ad altre persone.

Ci sono solo alcune persone che, in ragione del vincolo di parentela, sono chiamate alla successione del defunto, ma ognuno conserva sempre il diritto di rinunciare all’eredità, senza che si verifichi appunto nessuna ipotesi di trasmissione automatica.

Questo anche perché un’eredità potrebbe contenere benissimo delle passività e cioè dei debiti.

Quello che devi fare, dunque, è la pratica di rinuncia all’eredità.

Qualora, invece, tu avessi già accettato, o esplicitamente o implicitamente, allora solo in quel caso si porrebbe il problema di cederlo, a titolo oneroso o gratuito, ad altri. Ma questo sarebbe tutto un altro paio di maniche.