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Stalking: la maggior parte dei casi è gestibile.

Stalking, perdonato dopo il recupero

E vissero felici e… distanti.

Il giorno 17.2.2024 la Gazzetta di Modena si occupa di un caso che è stato seguito dal mio studio in cui siamo riusciti ad ottenere una sentenza di non luogo a procedere per una persona cui era stato contestato il delitto di atti persecutori, che così ha potuto uscire dal processo penale senza nè una condanna nè un precedente.

Naturalmente non è uscito «indenne» dalla vicenda: ha dovuto affrontare un percorso presso un centro antiviolenza e ha provveduto al risarcimento del danno nei confronti della vittima del reato.

È importante sapere che situazioni di questo genere, che purtroppo sono sempre più frequenti, in connessione, a mio giudizio, con lo scadimento spirituale che caratterizza ogni giorno di più la società in cui ci troviamo a vivere, sono gestibili, sia dal lato di chi ne rimane vittima sia da quello di chi, purtroppo, se ne rende autore.

È importante sempre essere disponibili a mettersi in gioco, non trascurare situazioni di questo tipo, essere disponibili ad un cambiamento e ad un percoros evolutivo, che è sempre utile nella vita di ognuno di noi.

Per qualsiasi problema legale, il numero magico da chiamare è lo 059 761926. Chiama e prenota il tuo primo appuntamento con me.

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Figlio che si fa male all’asilo: che fare?

Buonasera possibile su informazioni per favore mio figlio caduto all’asilo Poi è aperta sopra l’occhio un po’ sono andata al Pronto Soccorso e sono fatto la colla per chiudere la bocca e voler sapere posso prendere la separazione o no

La domanda non è chiara, se intendi dire se puoi richiedere il risarcimento del danno la risposta è probabilmente positiva, anche se bisognerebbe capire meglio come sono avvenuti i fatti.

Di solito, ci sono due polizze assicurative attivabili, una della scuola e e una volontaria che le scuole fanno sottoscrivere ai genitori per avere una tutela in più.

Il primo passo, comunque, è far valutare il danno subito da tuo figlio da un medico legale, che potrà apprezzarlo solo una volta che sarà intervenuta la guarigione: solo in quel momento, infatti, si potrà vedere cosa residua e che cosa no.

Intanto, si può fare la lettera di richiesta danni, anche per conoscere le generalità della o delle compagnie assicurative e iniziare la trattativa con le stesse.

Se vuoi procedere con la richiesta danni, chiama lo studio al numero 059 761926 e concorda il tuo primo appuntamento, che ovviamente potrà essere anche in videochiamata se vivi e lavori lontano dalla nostra sede; oppure acquista direttamente da qui, in questo caso sarà il mio ufficio a contattarti per concordare giorno ed ora dell’appuntamento.

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Facebook: mettergli il sale sulla coda.

La maggior parte della gente pensa che «mettere il sale sulla coda» a facebook quando compie violazioni e abusi nei tuoi confronti – come rimozione di contenuti, sospensioni, cancellazioni pagine e account e così via – sia difficile, se non impossibile.

Bird

In realtà, le cose non stanno così.

La società che opera per l’Italia nella gestione del popolare social network è Facebook Ireland e i giudici italiani hanno ritenuto di esser dotati di giurisdizione e quindi di poter intervenire nei confronti appunto di Facebook Ireland, a volte difendendo i cittadini e gli utenti italiani da abusi e soprusi perpetrati da questo social network, come cancellazione arbitraria di contenuti, pagine, profili, per lo più a causa di stupidi algoritmi e spesso senza nemmeno intervento umano e tantomeno preavvertimento.

Ti allego di seguito, ad esempio, un’ordinanza del mio tribunale di Bologna in cui il magistrato condanna facebook ad accogliere le richieste di un utente ed al risarcimento del danno.

Tribunale-Bologna-ord.-10-marzo-2021.pdf

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Ex marito mi mette fuori macchina non assicurata: che fare?

Note dell’episodio.

Oggi rispondo alla domanda di una nostra ascoltatrice che riguarda il sequestro di un veicolo senza assicurazione messo da un terzo senza consenso del proprietario sulla strada pubblica.

Di seguito la domanda originaria della nostra lettrice.

«sono siciliana per 40 anni sono stata sposata con un uomo che non mi ha mai fatto pagare mai nulla es. bollo auto e da qualche anno non mi faceva pagare l’assicurazione, idrico ecc ecc, sono con proprietaria con i miei fratelli dello stabile che abitavo col mio ex marito finalmente, 5 anni fa ho avuto il coraggio di lasciarlo mi sono trasferita al nord e lui e rimasto nello stabile mensionato pocanzi, lasciando i miei averi e una macchina che era parcheggiata dentro il garage, quindi sicura dove si trovava visto che era senza assicurazione. In questi giorni mi hanno informato che il mio ex ha messo la macchina fuori con una chiamata anonima ha fatto venire i vigili e fatto portare via la macchina con il carro attrezzi. li si sul posto si trovava mio fratello che era in vacanza e ha chiesto spiegazioni hai vigili urbani ma molto sgarbati gli hanno detto che devo andarci io, io ho dificoltà economiche infatti mi aiuta mia figlia che anche lei e sola con 2 figli. cosa posso fare»

Riferimenti.

Conclusioni.

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Sinistro stradale: dopo quanto va in prescrizione?

Ad ottobre 2017 ho avuto un incidete stradale, come da verbale della polizia in allegato ho una ragione al 100%.Vivendo all’estero tuttora e all’epoca dei fatti, ho affidato la pratica ad un avvocato, la compagna di un mio caro amico, in tutto questo lasso di tempo l’avvocato avrebbe dovuto soltanto richiedere i soldi per i danni subiti all’autovettura, ad oggi soo riuscito a cotatatrla e sentirla poche volte, è sempre stata vaga, allorchè lunedi ho chiamato l’assicurazione della controparte, la quale mi duce che non è tenuta a darmi informazioni on merito, nonostante ho detto esplicitamente loro che nn sono piu’ rappresentato da alcun avvocato. La mia questione è questa: 1) a distanza di tutto questo lasso di tempo, essendo la prescrizione di 2 anni per gli incidenti stradali, ho ancora diritto a pretendere il risarcimento del danno dall’assicurazione? 2) l’assicurazione è tenuta per legge a rilasciarmi gli atti riferito al sinistro?

Innanzitutto, l’avvocato che avevi inizialmente incaricato dovrebbe aver fatto una richiesta danni ai responsabili che, come tale, dovrebbe aver interrotto la prescrizione.

La prima cosa che devi fare, dunque, è chiedere all’avvocatessa copia della lettera – che oggi, probabilmente, è una pec – con cui è stato richiesto il risarcimento del danno e interrotta la prescrizione.

Questo potrebbe già essere sufficiente.

Se non lo fosse, potrebbe soccorrere la regola per cui, nel caso in cui nel sinistro ci sia anche un’ipotesi di reato, in alcune situazioni il termine biennale di prescrizione si allunga.

Per sapere se questo si può essere verificato anche nel tuo caso è assolutamente necessario approfondire, studiando il caso in tutti i suoi dettagli.

Per quanto riguarda il diritto di accesso ai documenti dell’amministrazione, è un aspetto che non si può trattare così genericamente, dipende sempre dai documenti che richiedi. Puoi comunque tentare con una richiesta di accesso per iscritto, via pec o personalmente o tramite un nuovo avvocato.

Se vuoi procedere con l’approfondimento sopra indicato, valuta l’acquisto di una consulenza.

Valuta, per il futuro, di munirti di una forma di tutela legale.

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Mi fanno appello: che cosa può succedere?

ho vinto una causa di lavoro con un risarcimento di circa €40000 ed adesso l’azienda è andata in appello. Se dovessi vincere anche in appello mi spetterebbe un ulteriore risarcimento oppure confermerebbe i €40000?

L’appello è una forma di impugnazione che comporta l’investitura, in capo al giudice di secondo grado, che nel tuo caso immagino sia la sezione lavoro della corte d’appello del capoluogo, di tutta la materia già decisa in primo grado, nell’ambito dei motivi di impugnazione avanzati dalle parti.

Questo significa che la causa può essere decisa in modo anche completamente diverso da quanto avvenuto nel grado precedente di giudizio.

Il giudice di appello, insomma, non è in alcun modo vincolato da quanto deciso dal giudice precedente e può tanto confermare integralmente la sentenza precedente, quanto modificarla in parte, quanto cambiarla in ogni suo singolo aspetto.

In sostanza, con questo sistema del doppio grado di giudizio, la causa viene «ri-decisa».

Il giudizio di appello di solito avviene «in vitro», cioè sulla base di un fascicolo già cristallizzato, già chiuso, senza che possano essere acquisiti nuovi documenti nè tantomeno dar corso all’acquisizione di prove, come magari avvenuto in primo grado. Ben difficilmente in sede di appello, ad esempio, vengono sentiti testimoni o ammessi nuovi documenti, se avrebbero potuto essere prodotti nel grado precedente.

A volte, ho visto ammettere CTU, ma molto raramente.

Dunque, se tu dovessi vincere l’appello, la somma quantificata dal primo giudice a titolo di risarcimento potrebbe essere confermata, ridotta, aumentata, a seconda della discrezionalità del giudice di secondo grado.

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Perdita di incentivo: posso chiedere i danni?

ho subito un danno per il comportamento negligente di un Concessionario. Per farla breve ho stipulato un contratto per l’acquisto di una vettura con l’incentivo della Regione Lombardia di € 8.000,00. Il bando prevedeva che l’incentivo venisse prenotato dal concessionario al momento dell’acquisto. I fondi stanziati sono andati esauriti in meno di due giorni, io ho sottoscritto il contratto quando erano ancora disponibili, ma il Concessionario, contrariamente a quanto previsto, non ha fatto sul momento la prenotazione dell’incentivo, ma ha attivato una procedura interna passando la pratica ad un altro ufficio. Il risultato è che hanno avviato la procedura di prenotazione solo diverse ore dopo la stipula del contratto, quando ormai i fondi erano esauriti. Ho perso perciò l’incentivo di € 8.000 e di conseguenza la possibilità di acquistare l’auto. Vorrei chiedere un risarcimento.

I presupposti potrebbero ben esserci.

Uso il condizionale perché ogni situazione deve essere attentamente verificata in ogni dettaglio prima di poter avere un maggior grado di probabilità circa il fondamento della richiesta.

Il primo passo – che, come insegna il mio approccio strategico può essere realizzato anche senza un approfondimento specifico – è comunque quello dell’invio della richiesta di risarcimento danni tramite una diffida.

Per vedere il nostro «prodotto» a riguardo, puoi consultare questa pagina dalla quale poi, se crederai, puoi anche effettuare l’acquisto.

Se deciderai di effettuare l’acquisto, dovrai mandarmi copia della documentazione del caso, a partire dal contratto che avevi sottoscritto, che è il primo aspetto da esaminare, seguendo se puoi queste ormai tradizionali nostre indicazioni, per velocizzare e migliorare il lavoro.

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Cicatrice e bocca che non si apre bene: danno lieve?

Ho avuto un incidente con la bici e adesso è rimasta una cicatrice tra il mento e la guancia di 6 cm. L’ assicurazione mi ha detto che si tratta di un danno estetico lieve, ma che significa ? la cicatrice si vede bene e inoltre non posso aprire la bocca ma solo 1. 5 cm , comunque devo ancora fare gli accertamenti per l’ apertura della bocca. Ma che significa danno lieve , io ho interpretato che non mi è successo nulla e così ?

Non mi sembra affatto lieve, né dal punto di vista estetico, né da quello funzionale, se come riferisci puoi aprire la bocca solo così leggermente.

Ad ogni modo, quello che devi fare è nominare un tuo medico legale di fiducia, è assolutamente inammissibile fare riferimento solamente a quello nominato dalla compagnia di assicurazione, che è in palese conflitto con il tuo interesse ad un risarcimento maggiore – e qui potrei raccontarti dozzine di storie dell’orrore prese dalla mia pratica reale.

Il tuo medico legale di fiducia, da te pagato, potrà farti una valutazione oggettiva e appunto più degna di fiducia di quella che potresti mai ricavare dalla compagnia di assicurazione.

Naturalmente, per un danno del genere, che non mi sembra affatto lieve come dicevo, ti consiglierei anche di nominare un avvocato, perchè la valutazione medico legale è solo il primo aspetto, il primo passo, poi ce ne sono molti altri che è bene siano seguiti da un professionista legalmente competente.

Se vuoi un preventivo dal nostro studio, puoi chiedercelo compilando il modulo apposito nel menu principale del blog, ovviamente è gratuito.

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Diffida per rifacimento del tetto: che fare?

Sono in alterco con un mio parente per un tetto che si deve ripristinare. Vengo al sodo. Dopo la morte dei miei suoceri abbiamo diviso l’immobile. A me è toccato il piano dove abitava mia suocera che era fornita di tutte le utenze. Il mio parente cioè il figlio abitava all’ultimo piano ma non aveva le utenze perchè usufruiva degli stessi contatori che erano allocati nell’appartamento dove abitava mia suocera. Dopo che abbiamo fatto l’atto e mi ha dato la chiave dell’appartamento con grande stupore notai che nell’appartamento mancavano tutte le utenze. Praticamente si è fatto la voltura di tutte le utenze trasferendoli nel suo appartamento senza dire niente a nessuno principalmente a me. Io ho dovuto fare tutti gli allacciamenti delle utenze con una spesa non indifferente. Adesso mi fa pervenire una diffida da un avvocato per il rifacimento del tetto.

Se hai già ricevuto una diffida da parte di un avvocato, è pressoché d’obbligo che tu metta la materia in mano prima possibile ad un tuo avvocato di fiducia, per confezionare una risposta adatta, ma soprattutto per gestire la situazione con la strategia migliore.

Detto questo, in generale la questione dei contatori è e resta una questione diversa da quella del tetto, che evidentemente, almeno a giudizio del tuo parente, abbisogna di interventi di manutenzione, riparazione, rifacimento e così via.

Questa richiesta ovviamente non la puoi paralizzare sostenendo che in passato sono stati fatti degli illeciti riguardo le utenze, ma intanto devi valutare la situazione del tetto, anche perché potrebbero derivarne problemi anche di sicurezza, sia vostra come condomini sia di eventuali terzi.

Tutto quello che puoi fare, sempre che la questione riguardante le utenze sia fondata, sarà richiedere un risarcimento danni, coltivando una vertenza a parte, la cui opportunità e convenienza potrai valutare con il legale che sceglierai intanto comunque per la questione del tetto.

È importante capire che non si può operare compensazione di somme di denaro finché le somme che si vorrebbero mettere in compensazione non sono state entrambe liquidate, cioè determinate nel loro preciso ammontare, salvo che non si raggiunga, a riguardo, un accordo.

Anche per il raggiungimento di un accordo, tuttavia, credo che sia per te assolutamente indispensabile l’assistenza di un avvocato o, tutt’al più, di un mediatore.

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Gelateria non puntuale coi canoni: che fare?

ho affittato un locale commerciale ad una gelateria. Da mesi (ormai anni…) il canone non solo è sempre ritardato ben oltre la scadenza contrattuale del primo di ogni mese ma è sempre una frazione del dovuto. Ad esempio, il 10 dicembre ho ricevuto il 40% del canone dello stesso mese mentre a gennaio non ho ancora ricevuto niente (probabilmente mi arriverà un’altra frazione della mensilità di dicembre…). Sono mesi che sollecito per iscritto il rispetto del contratto, anche perché per motivi personali ho chiesto un prestito alla banca e quanto sopra mi crea un danno rispetto al piano di ripagamento con l’istituto. C’è poi un secondo aspetto.
Alcuni mesi fa i titolari dell’attività mi hanno inviato una raccomandata chiedendomi una riduzione del canone, giustificando poi i loro ritardi con la crisi economica e con il fatto che per loro è primario pagare i propri dipendenti per non mettere le loro famiglie sulla strada.
Adesso però ho scoperto che proprio nello stesso periodo, gli stessi soggetti hanno aperto altre 5 gelaterie in zone limitrofe… A questo punto le chiedo: – In merito al continuo ritardo e frazionamento dei canoni si può parlare di inadempimento contrattuale (il conduttore per pagare… paga … ma come gli pare) ,applicando magari il principio della cristallizzazione dell’inadempimento da lei spesso richiamato? – In considerazione del fatto che mi hanno mentito per iscritto sulla motivazione dei loro ritardi, chiedendo oltretuttto la riduzione del canone, ci sono i presuposti per grave violazione della buona fede contrattuale?

Stai complicando una situazione in realtà abbastanza semplice e che non solo non vale la pena rendere più complessa di quello che è, ma che va mantenuta nella sua linearità, pena l’ingestibilità della stessa.

Molto semplicemente, appunto, nel momento in cui, tra ritardi e pagamenti parziali ed eventuali altre voci (tra cui oneri condominiali, ad esempio), si dovesse verificare una morosità superiore all’ammontare di due mensilità di canone, potresti intimare uno sfratto per morosità.

A questo riguardo, non è tanto rilevante il principio della cristallizzazione dell’inadempimento, che eventualmente potrai invocare in seguito, qualora il conduttore tentasse maldestramente di sanare la morosità dopo l’intimazione dello sfratto, ma il fatto che il creditore può sempre rifiutare pagamenti parziali, anche se probabilmente questa è una regola di cui non avrai nemmeno bisogno, dal momento che, se il tuo inquilino procede regolarmente in questo modo, facilmente ha presto accumulato inadempimenti già sufficienti per lo sfratto.

Il tema della buona fede è davvero eccessivo in una situazione come questa, oltre che non strategico dal momento che attualmente il tuo scopo principale dovrebbe essere quello di recuperare la disponibilità dell’immobile per poterlo concedere di nuovo in godimento ad un altro conduttore più regolare nei pagamenti, mentre, solo in seconda battuta, puoi pensare al recupero dei canoni non pagati e all’eventuale risarcimento danni, nel cui novero rientrerebbe la violazione del dovere di buona fede – è molto importante capire che mentre per lo sfratto e il recupero crediti si dispone di una procedura agevolata e più veloce a livello processuale, non così per il risarcimento danni.

Il prossimo passo, per te, è quello di scegliere un buon avvocato. Se vuoi un preventivo da parte del nostro studio, puoi chiedercelo compilando il modulo apposito.