Il recupero crediti.

Il recupero crediti

Il recupero crediti in generale. *

A tutti nella vita capita di dover procedere al recupero di un credito.

Per le aziende, purtroppo, un certo numero di casi all’anno è routine o quasi, ma può capitare anche ai privati, per un prestito tra familiari, per la vendita di un oggetto con pagamento posticipato, per un mutuo tra amici, per il mantenimento di un coniuge o di un figlio e così via.

In alcuni casi, non provvedere al pagamento ha anche rilievo penale, come appunto nel caso del mancato pagamento del mantenimento per coniuge e figli, cosa che offre un’ulteriore possibilità di azione al creditore.

Vediamo in questa scheda le cose fondamentali da sapere per chi si è trovato con un insoluto.

Vale la pena sottolineare che il recupero crediti si ha anche in casi diversi da quelli cui si pensa di solito, ad esempio nel caso si sia subita una truffa su internet, per recuperare quanto estorto si fa una specie di recupero crediti. Oppure quando si è subito un danno. O ancora quando si deve esercitare un’azione di regresso verso un ex socio perché si è provveduto a pagare, da soli e per intero, debiti sociali.

In tutti questi casi, in cui occorre per qualsiasi motivo ottenere un pagamento da altri, si ha sempre, alla fine, un recupero crediti, con la conseguenza che si applicano quasi tutte le considerazioni che seguono, in particolare quelle relative alla necessità di valutare con adeguata attenzione la solvenza del debitore.

Il primo passo: la diffida *

Il primo passo della vertenza di recupero credito è sempre una lettera di diffida, preferibilmente fatta da un avvocato.

Alcune aziende fanno fare queste diffide al proprio commercialista, così non spendono niente perché è compresa nel contratto annuale, e anche i privati, a volte, scrivono da soli.

In realtà, è consigliabile investire il centino necessario (attenzione: io parlo di prezzi di riferimento, voi chiedete sempre prima un preventivo!) per far fare la lettera da un legale, per svariati motivi tra cui principalmente il rischio che si possano scrivere cose che poi possono essere ritorte contro il debitore e il fatto che, se il debitore porta la lettera al suo avvocato, questi sarà più portato a rispondere, se si tratta dell’intervento di un collega.

La lettera di diffida, essendo appunto solo un primo passo, ed avendo un costo tutto sommato contenuto, si può fare anche senza approfondire previamente più di tanto la situazione, anche come tentativo per vedere se e che cosa risponde la controparte.

Se, naturalmente, il debitore paga o, a seguito della diffida, si raggiunge un accordo, il problema è ad un buon punto, anche se nel secondo caso bisogna poi vedere se l’accordo verrà rispettato.

Se, invece, il debitore non paga o nemmeno risponde, bisogna ovviamente valutare che cosa fare.

Le possibilità, a questo punto, sono due: o introdurre una procedura giudiziaria, di solito nelle forme del ricorso per decreto ingiuntivo, oppure utilizzare strumenti di mediazione.

Il recupero tramite mediatore. *

Si tratta di tentare il recupero con un approccio negoziale, anziché direttamente con strumenti giudiziari, un tentativo che si può fare appunto prima di passare a questi ultimi.

L’utilizzo della mediazione per i recuperi crediti è una cosa in cui il nostro studio è stato ed è un po’ pioniere nel nostro paese, nel senso che la mediazione di solito viene usata, e nei non numerosi casi in cui lo è, dal momento in cui siamo ancora indietro nel nostro Paese, per vertenze più complesse, come successioni, responsabilità medica e così via, mentre per i recuperi crediti, considerate situazioni più «semplici», quasi tutti gli avvocati preferiscono usare gli strumenti giudiziari classici.

Comunque, la mediazione funziona così: se dopo la diffida occorre procedere oltre perché non c’è stato un risultato soddisfacente, si può incaricare un mediatore. In questo caso, il vantaggio per il cliente è che non ci sono spese vive e in molti casi si può pattuire un compenso a percentuale, che è un ulteriore vantaggio perché significa mancanza di spese per compensi sempre per il cliente.

Il mediatore contatta la controparte e se riesce a stabilire un dialogo cerca di approfondire la situazione allo scopo di raggiungere un accordo per recuperare in tutto o in parte il dovuto.

Il vantaggio di questa soluzione è appunto che di solito non presenta costi da anticipare per il cliente, anche se una parte del recuperato dovrà essere destinata a pagare il mediatore in caso di esito positivo della vertenza (mentre in caso di esito negativo non si dovrà versare nulla).

Essendo un tentativo che si può fare senza costi per il cliente, nei casi in cui è praticabile consigliamo sempre di farlo, visto che appunto tentar non nuoce e si può sempre passare in seguito ad altri strumenti.

Il recupero credito giudiziale. *

Quando si deve passare al recupero giudiziale. *

Se non si raggiunge un accordo, tramite avvocato o mediatore, ovvero se un accordo viene raggiunto, ma non rispettato, e si pensa che non ci siano più margini per procedere al recupero in modo stragiudiziale, si deve valutare appunto di passare ad una fase giudiziale.

Prima di fare questo, però, è assolutamente necessario valutare la solvenza del debitore.

Cosa significa solvenza del debitore? *

La solvenza è la capacità del debitore di soddisfare i suoi debiti e, più in concreto, la presenza, in capo a lui, di risorse, utilità, attività, denaro, beni, altre entità utilmente pignorabili una volta che il creditore si è munito di un provvedimento giurisdizionale favorevole.

In sostanza, è di solito inutile ottenere un decreto ingiuntivo contro un debitore che è nullatenente, perché non possiede nulla di pignorabile. Significherebbe solo aggiungere danno al danno, meglio «mettere a perdita» il credito e non sprecarci altri soldi (cercando, per le aziende, di recuperare l’IVA eventualmente frattanto versata).

È evidente che questi accertamento vanno fatti prima di iniziare la vertenza giudiziale di recupero, perché è demenziale spendere soldi in spese di giustizia e compensi di avvocato per arrivare ad avere dopo mesi o addirittura anni un provvedimento che non è possibile utilizzare.

La valutazione del patrimonio del debitore può essere fatta sia dal creditore, raccogliendo informazioni informalmente nell’ambiente, che spesso è comune o condiviso, oppure commissionando apposite indagini ad una agenzia di investigazioni.

Attenzione che le risultanze delle indagini devono essere adeguatamente lette e interpretate dal proprio avvocato di fiducia: non significa niente sapere che il debitore «ha un conto in banca», o «ha un immobile». Può essere che il conto in questione, che di solito hanno tutti, sia incipiente, anzi di solito oggigiorno i conti correnti sono quasi tutti vicino al limite negativo; può darsi che l’immobile sia ipotecato a favore di una banca o di altri creditori, può anche darsi che pur non essendoci ipoteche intervenga in seguito un pignoramento da parte di un altro creditore e tante altre vicende.

Quindi anche le indagini sulla solvenza non ci forniscono certezze sul recupero, ma sono comunque da fare perché rappresentano una buona indicazione sulla situazione del debitore e ci danno elementi per decidere se procedere con l’investimento delle spese di recupero.

Il rischio di insolvenza o sottoposizione a procedura concorsuale o di composizione delle crisi da sovraindebitamento. *

Un altro rischio da valutare quando si decide di iniziare un recupero credito è che il debitore finisca assoggettato ad una procedura concorsuale o di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Questi sono i casi in cui il debitore non ha una o due singole pendenze, ma, per effetto di una crisi aziendale o personale, una situazione generalizzata di insolvenza nei confronti di tutti i fornitori o creditori.

In questi casi, la legge prevede che tutti i recuperi crediti individuali vengano paralizzati e che ognuno entri nella procedura, dichiarando il proprio credito, per poi aspettare, anche diversi anni, il completamento della procedura e la liquidazione, in percentuale, dell’attivo.

Se si ha il sentore che possa aprirsi una procedura di questo genere, è meglio non procedere al recupero giudiziale, perché un decreto ingiuntivo frattanto ottenuto sarebbe per lo più inutile e le spese affrontate per averlo rappresenterebbero soldi buttati.

Come funziona il recupero giudiziale. *

Come accennato, la gestione giudiziale del recupero può assumere forme diverse. Di solito, si procede tramite ricorso per ingiunzione di pagamento. Ma può essere più opportuno introdurre il giudizio ordinario con atto di citazione, ad esempio nei casi di recupero di importi contenuti davanti al giudice di pace, ovvero anche col ricorso per procedimento sommario ex art. 702 bis. È una valutazione tecnica che spetta al vostro avvocato fare.

La cosa importante da capire per il cliente è che iniziare una pratica di questo genere significa affrontare una serie di costi fissi, tra i quali i più importanti sono: – contributo unificato, in misura variabile a seconda del tipo di procedimento e dell’importo – la registrazione del decreto o della sentenza, anche in questo caso in misura variabile a seconda del tipo di procedimento o dell’importo – i compensi del proprio avvocato

Per quanto riguarda questa ultima voce, i sistemi tariffari da noi praticati al riguardo ad esempio sono per lo più di tipo flat o forfettari, per l’intero procedimento oppure per anno di durata dello stesso, ma si possono valutare anche altre opzioni tariffarie, compreso il compenso a percentuale, a condizione che il cliente comprenda adeguatamente lo spirito e il funzionamento di questo modo di determinazione del compenso.

In generale, è bene se vi rivolgete ad un avvocato chiedere sempre un preventivo per iscritto, cosa che la nostra legge attualmente prevede, che dovrà indicare anche la compagnia assicurativa del legale.

Sì, ma le spese saranno poi recuperate? *

Impossibile garantirlo, anzi.

Vediamo però cosa si può dire al riguardo.

Il giudice, in teoria, nel momento in cui condanna la controparte a pagare quanto dovuto, dovrebbe anche aggiungere la condanna alle spese, ma non è detto che lo faccia o che lo faccia in misura corrispondente a quello che ha pagato il cliente effettivamente.

Specialmente nella liquidazione dei compensi in sede monitoria, cioè quando emette un decreto ingiuntivo, i giudici stanno molto bassi, per cui magari un cliente ha pagato 1.000€ al proprio avvocato, poi il giudice condanna il debitore a rimborsargli 500€. Non vale neanche allegare fatture, documenti di spesa e cose del genere… In sede monitoria, la cura prestata dai giudici al caso è molto sommaria, di solito ogni giudice segue un criterio generale (ad esempio, per un recupero di tot importo condanna sempre ad un tot di rimborso) senza stare ad esaminare più di tanto i documenti del fascicolo.

Al di là di questo, comunque, che rappresenta un primo problema, bisogna poi sempre vedere se, anche avendo ottenuto una condanna al rimborso delle spese legale, in tutto o in parte corrispondente a quanto effettivamente speso, si riesce a metterla in esecuzione.

Solitamente, quando si riesce a recuperare il credito, si riescono a recuperare anche le spese legali e viceversa in caso contrario, per i problemi relativi alla messa in esecuzione del provvedimento del giudice cui abbiamo accennato prima.

I tipi di pignoramento praticabili. *

Una volta che il creditore ha ottenuto un titolo, cioè un provvedimento del giudice che dice che il debitore deve pagare, può in teoria fare diversi tipi di pignoramento: presso terzi, mobiliare, immobiliare, ecc..

Il pignoramento più efficace e di gran lunga migliore di tutti è sicuramente il presso terzi. È il famoso pignoramento del conto in banca, dello stipendio, di tutto quello che un terzo deve pagare al debitore. Può essere anche un cliente, ad esempio il committente di un appalto di una certa dimensione affidato al debitore.

Questo è il pignoramento migliore perché ha per oggetto direttamente il denaro, che il giudice, all’udienza, ordina che il terzo, anziché pagare al debitore, paghi direttamente al creditore.

Naturalmente, per praticarlo occorre che il debitore abbia un conto in banca, che ci sia del denaro sufficiente, oppure che ci sia un’altra situazione su cui agire, come un rapporto di lavoro, un appalto e così via.

Tutte le volte in cui è possibile è bene iniziare con un pignoramento presso terzi.

Un altro tipo di pignoramento è quello mobiliare, cioè il pignoramento delle cose mobili che si trovano presso la sede del debitore, cioè la sua casa o la sua azienda. È una forma di esecuzione generalmente sconsigliabile, perché dopo il pignoramento bisogna procedere alla vendita e solitamente non si ricava nemmeno abbastanza per coprire le spese di procedura. Le cose pignorate vengono infatti di solito vendute a valori irrisori. Si procede a pignoramento mobiliare quando si spera che il debitore, sotto il pericolo di veder vendute le sue cose, venga a pagare (e abbia ovviamente la capacità economica di farlo), ma se si spera di ricavare il dovuto tramite la vendita è meglio onestamente lasciar perdere.

Il pignoramento immobiliare a differenza di quello mobiliare è spesso efficace, perché viene venduto un bene che, per quanto possa essere svenduto, consente sempre un certo ricavato, a differenza dei beni mobili, però ha il difetto di essere davvero molto costoso per via delle spese di pubblicità della vendita che sono poste a carico del creditore procedente e che sono di diverse migliaia di euro. Questo tipo di pignoramento, infatti, di solito viene promosso dalle banche o da società di una certa dimensione, anche perché le spese di pubblicità sono poi da ripetersi ogni volta che il bene immobile viene rimesso in vendita, per cui spendere 10-15.000€ è molto facile, solo in pubblicità.

In conclusione, l’unico pignoramento su cui puntare davvero è quasi sempre solo il presso terzi. Questi sono comunque tutti aspetti che, come anticipavo, sono da valutare bene prima di iniziare la vertenza giudiziale.

I casi in cui l’inadempimento ha rilievo penale. *

In alcuni casi, come cennato, il mancato pagamento di un debito ha un rilievo anche penale, oltre che civile. Il caso tipico è quello del mancato pagamento degli alimenti per i figli.

In questi casi, il creditore ha a disposizione uno strumento in più per tentare di recupero il suo credito, anzi per cercare di fare in modo che il debitore inizi a corrisponderlo e continui periodicamente, che è appunto la denuncia querela per mancato pagamento degli alimenti, che concreta una violazione dell’art. 570 cod. pen..

Si tratta di una iniziativa da valutare come sempre con attenzione, con l’assistenza di un bravo avvocato, le cui conseguenze sono molto diverse a seconda dell’assenza di precedenti penali in capo al denunciato o meno. Nel primo caso, infatti, è facile che al debitore venga concessa la sospensione condizionale della pena, mentre negli altri casi è più difficile.

Ci sono molti creditori che presentano più denunce nel corso del tempo, proprio per riuscire ad arrivare ad un risultato concreto grazie alla sovrapposizione di condanne.

È evidente però che la presentazione di una denuncia compromette sempre la possibilità di raggiungere un accordo tramite strumenti alternativi, come la mediazione familiare, ragione per cui la situazione va sempre valutata con attenzione in riferimento al caso concreto.

Occorre anche fare attenzione al fatto che la querela, se presentata per il mancato pagamento di mantenimento per figli minori di età, non è più rimettibile, cioè non si può più in seguito ritirare se ci si ripensa, perché il reato è perseguibile d’ufficio.

Considerazioni conclusive. *

Il mancato pagamento di un credito rappresenta una perdita secca per il creditore, che ha spesso anche una ricaduta emotiva, nel senso che ci si sente truffati, si prova un senso di ingiustizia e impotenza di fronte alla scorrettezza altrui.

Però non bisogna agire d’impulso o emotivamente, perché in non pochi casi si finirebbe solo per arricchire noi avvocati o lo Stato italiano.

Bisogna dire che ci sono non pochi casi in cui la cosa migliore è lasciar perdere e non procedere al recupero. Se lo si facesse, si aggiungere danno al danno.

A tutti noi capita nella vita di aver a che fare con un idiota o un disonesto, è matematico, anzi di solito diversi di essi.

In questi casi, non si può pretendere di essere proprio noi quelli che, finalmente, gli danno una lezione.

Bisogna solo contenere il danno, recuperare se possibile il recuperabile e pensare a tornare alla nostra vita, aziendale, e quindi produttiva, o privata, di tutti i giorni.

Quindi il mio consiglio è: valutate attentamente, con l’assistenza di un avvocato serio, onesto e adeguatamente preparato, se vale la pena procedere al recupero di un credito. Acquistate una consulenza da un legale, e diffidate di quelli che propongono i famosi primi incontri gratuiti, perché saranno più portati a consigliarvi di procedere anche con scarse possibilità di realizzo.

Sentite che cosa vi consiglia e in ogni caso procedete con prudenza: fate prima una lettera di diffida, che servirà anche a sondare il terreno. Poi passate alla fase successiva, se possibile di mediazione e solo in seguito, in caso di fallimento della stessa, al recupero giudiziale.

Se il vostro avvocato di fiducia vi consiglia di lasciar perdere, apprezzatelo per l’onestà e mettete via tutto con grande serenità, tornando alla vostra vita di sempre, a costruire e creare, per voi, la vostra azienda e la vostra famiglia.

Approfondimenti. *

Per ulteriori approfondimenti, potete consultare:

Comments

  1. Direi guida perfetta e precisa, hai dato con chiarezza tutte le informazioni che cerchiamo di far arrivare quando approntiamo un nuovo cliente che ha bisogno di recuperare del credito, ma anche verso i debitori che ci vedono come dei temuti banditi ed invece svolgiamo il nostro lavoro seguendo delle regole e norme ben precise.

  2. Anna Giannelli says:

    Buonasera avv. Solignani, la mia ditta ha ricevuto una lettera di diffida al pagamento di una fattura (mai ricevuta) di materiale che però ho ricevuto con relativi documenti di trasporto. Normalmente le fatture di questo fornitore , come del resto di ogni altro nostro fornitore, sono pagate tramite ri.ba. Ho fatto delle ricerche nella mia banca e non ho trovato traccia di ri.ba, né tantomeno ri.ba rimandate indietro per svista. Nella lettera di diffida mi si richiede non l’importo intero della fattura ma solo una sua parte, risultando l’altra parte già pagata (non si sa da chi e in che modo) . Ho deciso di pagare comunque per non incorrere in ulteriori spese. Mi è stato chiesto di provvedere al pagamento al fornitore tramite assegno circolare non trasferibile maggiorato delle spese legali. E’ corretto questo? Il legale dovrà poi inviarmi una notula delle spese legali che ho pagato? la ringrazio

  3. Toni La Camera says:

    Buon giorno avv. Solignani,
    ho letto con attenzione quanto sopra e Le pongo brevemente il mio quesito.
    Trattasi di un credito verso una associazione culturale la quale nello scorso agosto, mi commissionò un noleggio di uno strumento musicale. L’importo di 1150 euro non è stato mai saldato nonostante i miei solleciti, fra cui una raccomandata a cui non è stata data nessuna risposta.
    Uno dei collaboratori dell’associazione, lo stesso che mi commissionò il noleggio, mi disse che non potevano pagare perchè non avevano ancora ricevuto i finanziamenti necessari.
    Da allora sono passati molti mesi…
    Ho così fatto una breve indagine presso i due enti che di solito finanziano queste cose, ovvero il comune e la regione.
    Sul sito della regione si può vedere chiaramente che vi è una “determina” a favore del comune di un importo pari a 40.000 euro per la realizzazione dell’evento. Il comune a sua volta incarica l’associazione per la realizzazione.
    La determina ha una data antecedente alla manifestazione musicale e quindi si presume che i soldi siano arrivati a destinazione… ma, e qui comincia lo scarica barile, parlando al telefono con l’incaricata della regione, vengo a sapere che i soldi sono stati stanziati, parlando invece con il comune, questi non sono mai arrivati e di conseguenza neanche alla associazione.
    Io però, so per certo che gli artisti sono stati pagati anticipatamente, come sempre del resto…
    Fra l’altro il presidente dell’associazione da me cercato al tel più volte non si fa trovare…
    La domanda è: a chi e in che modo dovrei rivolgermi per ottenere il pagamento?
    E’ la determina un atto con cui si finanziano eventi con i soldi della spesa corrente?

    Grazie mille per la Sua gentilezza.

    • Non possono opporti il mancato finanziamento ma devono rispettare il contratto. Vale inoltre l’art. 38 cod. civ. a mente del quale «per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione».

  4. Toni La Camera says:

    Grazie mille, chiarissimo.
    Cordiali saluti

  5. Daniela says:

    Grazie per la sua pazienza di rispondere a tutti. Leggendo i vari problemi di tanti di noi incappati nella spirale di questa nera crisi economica, ho trovato qualche risposta anche ai miei dilemmi. Saluti.

  6. salve avvocato,
    le scrivo a riguardo di una somma che non mi è stata corrisposta e volevo sapere come posso adire il giudice- tramite ricorso da un legale- leggo che si può fare sia con ricorso mediante decreto ingiuntivo e sia con atto di citazione ordinaria. Qual è la differenza?
    Cordiali saluti
    NellY

  7. Buongiorno Avvocato
    vorrei vendere un credito che vanto verso una società in cui una volta ero socio.
    Il mio credito (debito per la società) era stato regolarmente messo a bilancio, negli anni la società si è trasformata, mantenendo curiosamente il solito nome, ma io non sono mai riuscito a riavere indietro quello che era mio.
    Non ho più voglia di tribunali, leggi, sentenze e giudici che mi danno ragione ma che poi non riescono a risarcirmi.
    A chi mi posso rivolgere.
    Grazie per la sua attenzione.
    Sandro

    • La prima cosa che devi fare è trovare un acquirente, solo in seguito potrai eventualmente incaricare un avvocato per curare gli aspetti tecnici dell’operazione. Per il primo aspetto, io proverei a sentire dalla tua banca, magari. Ricordati che difficilmente troverai un compratore disposto ad assumersi il rischio dell’insolvenza, se non a condizioni molto svantaggiose per te (che comunque potrebbe per certi versi anche andarti bene).

  8. Giovanna says:

    Complimenti per il contenuto semplice e chiaro e per la sincerità e onestà che si percepisce!

  9. Buonasera Avvocato,
    Vorrei chiederLe un parere su una questione per me importante. Sto cercando di recuperare dei soldi dal mio ex fidanzato, che però non sembra abbia intenzione di rendere. Anni fa ha avuto un problema con una finanziaria per il pagamento dell’auto, non poteva più fare un prestito per il saldo dell’acquisto e sono intervenuta io aprendo un finanziamento a mio nome e su mio conto corrente per pagare le rate restanti. Lui diceva che mi avrebbe reso tutti i soldi ma ad oggi (5 anni dopo circa) mancano ancora 4800€ da rendermi. In teoria l’auto è stata cointestata anche a me dopo questo fatto, però io non ho nessun documento che lo attesti. Come posso muovermi per recuperare i miei soldi? Posso bloccargli l’auto in attesa di una soluzione?
    La ringrazio per il tempo dedicatomi, buona serata

  10. Francesca says:

    Buongiorno Avvocato,
    Le sottopongo brevemente il mio quesito, sperando che possa aiutarmi.
    Sono un medico e nell’agosto 2014 ho svolto delle prestazioni per conto di una casa di cura privata a favore di una paziente con assicurazione sanitaria. Ho rilasciato alla clinica due ricevute (non fatture perché avevo chiuso la partita Iva) intestate alla paziente e mi è stato detto che sarei stata pagata dalla clinica una volta avvenuto il rimborso da parte della compagnia assicurativa. Ad oggi dopo quasi un anno e dopo diverse telefonate di sollecito non ho ancora ricevuto nulla, anche se mi viene sempre detto che il rimborso non è ancora arrivato e che arriverà. Secondo lei posso procedere in qualche modo per recuperare questo credito o mi conviene darlo per perso? Grazie infinite se potrà rispondermi.

    • Il problema è capire con chi c’è stato il rapporto giuridico, se con la paziente o con la casa di cura o con entrambi, una buona idea potrebbe comunque essere quella di mandare la richiesta di pagamento appunto a tutti e due, questo potrebbe di fatto sbloccare, a prescindere dagli aspetti giuridici o meno.

      • Francesca says:

        In realtà non mi è chiaro con chi ci sia stato il rapporto giuridico, probabilmente con entrambi… Comunque oggi ho saputo che la Compagnia Assicurativa ancora non ha effettuato il rimborso alla casa di cura. Spero che lo faccia presto! Intanto la ringrazio molto per avermi risposto. Aspetterò ancora un po’ e in caso invierò una lettera alla clinica.

  11. antonella says:

    Buonasera AVV.
    Sono una donna separata con un figlio
    Ho praticamente delle somme accumulate negli anni (differenza del mantenimento figlio non versate dal mio ex-marito)€ 4000,00 da recuperare.
    Il mio ex-suocero ha pensato di risolverla effettuando dei buoni fruttiferi a nome di mio figlio pur di non far pignorare lo stipendio del mio ex-marito e pur di non far giungere queste somme a mio nome.
    Cosa mi consiglia? Ovviamente io non sono d’accordo in quanto risulterebbe che un nonno,che non si e’ mai interessato del nipote sia il benefattore di questa somma,mentre e semplicemente una differenza sul totale del mantenimento di mio figlio mai versato dal mio ex-marito.
    Grazie se trovera’ il tempo per rispondermi

    • Senza sapere quali sono le alternative di recupero in capo al padre cosa ti potrei consigliare? È chiaro che devi fare una valutazione globale, ma di questi tempi pensaci bene prima di rifiutare una proposta…

  12. antonella says:

    GRAZIE DI AVERMI RISPOSTO
    Il recupero in capo al padre e’ presso terzi (lavora presso fiat)

  13. buongiorno,
    ho estinto un finanziamento per conto del mio ex e lui mi ha firmato un contratto con il quale si impegnava a restituirmi l’importo di 21.000,00 euro in rate mensili. ha pagato i primi 3 mesi e oramai è un anno che non mi versa più niente nonostante messaggi e telefonate. Nel contratto firmato aveva messo a garanzia la proprietà di un box e di 1/3 (a lui intestato) della casa di famiglia; C’è qualche possibilità di recuperare l’importo?
    La ringrazio anticipatamente

  14. ho letto con interesse le procedure per il recupero terzi, a questo punto mi conviene rinunciare ,tutta la faccenda mi ha portata ad avere una depressione, sono una donna sola Vedova) e questo muratore ha giocato d’astuzia con me. il mio legale ,per recuperare una parte del credito è riuscito a far firmare a questo farabutto delle cambiali che non ha pagato ,anzi si è fatto un mese di vacanza !! ma perché questi personaggi devono averla sempre vinta ? .scusate lo sfogo se potete darmi un consiglio su questa faccenda mi risollevate un po’ ,grazie ancora per l’attenzione nell’attesa vi porgo i miei saluti.

  15. Buonasera, nel 2012 ho dato una garanzia fidejussoria per un prestito presso una banca per avviare una attività per la mia ex-moglie. Il prestito è stato erogato ma l’attività è andata male. Adesso ho ricevuto un decreto ingiuntivo dalla banca il cui termine per fare opposizione scade domani e che ci condanna a pagare 50.000 euro. Io adesso vivo con mia madre ho un reddito netto di 2.200 euro da lavoro dipendente, ho una casa con una ipoteca per la quale pago un mutuo di 800 euro al mese e che è stata assegnata alla mia ex-moglie e ai figli di 12 e 14 anni. Ogni mese verso un assegno di mantenimento di 900 euro mi rimangono circa 500 euro per vivere aiutato da mia mamma.
    Cosa può succedere ora? Cosa farà la banca in queste condizioni? E’ possibile applicare la legge sul sovraindebitamento o è meglio cercare un accordo con la banca?

    Grazie

  16. Michele says:

    Buonasera avvocato

    Un anno fa ho prestato ad un mio amico 5.000 facendo un bonifico intestato alla moglie scrivendo nella causale del bonifico “ personale” e non prestito come avrei dovuto .
    Il mio amico per quello che mi risulta non lavora anche se in passato aveva un attività, mentre la moglie lavora tuttora in ospedale.Volevo sapere se ci sono possibilità’ di recuperare la somma anche se e’ un prestito personale .

    Grazie

  17. Buonasera avvocato.Mi serve aiuto.Avvrei una domanda.Sono stato truffato 5 anni fa e 2 anni e mezzo fa ho fatto la querela per firma falsa su atto pubblico, scambio di persona ecc. Sto ancora aspettando risposta. La persona denunciata se la prende comoda e ha debiti ovunque, ma non ostante continua con le truffe. Come è possibile che la legge italiana non riesca o vuole intervenire? Ho anche cambiali andate tutte protestate. Il mio avvocato non mi sembra tanto d’aiuto. Non so più cosa fare! Perché le leggi sono così e queste persone se non hanno niente da perdere non vengono fermate e invece la gente onesta e lavoratrice deve rimetterci? Se la querela venisse archiviata, come devo conportarmi? Grazie

    • Puoi valutare di iniziare una pratica civile di recupero, ma devi considerarne la fattibilità alla luce del concetto di solvenza. Probabilmente la prima cosa che dovresti fare è una indagine patrimoniale.

  18. Sabrina Terlizzese says:

    Buonasera Avvocato,
    volevo chiederle un aiuto su un problema annosa della Società dove lavoro. Io mi occupo di gestione e recupero crediti, in un azienda che vende a privati a rate (fino a 48). Molte volte ci troviamo davanti alla famosa domanda : proseguo con l’azione giudiziaria o mi fermo qui? Vorrei chiederle se per crediti fino a 10.000,00 è sufficiente fare un atto di citazione e in caso di esito negativo se è possibile passare a perdita il credito con un parere legale senza riprenderlo a tassazione.

    • Eh ma l’esito negativo dell’atto di citazione quando ce l’hai, al termine della causa, che se in tribunale, ma a volte anche dal giudice di pace, è dopo svariati anni? Forse volevi dire decreto ingiuntivo, ma anche quello è abbastanza oneroso, perché va registrato, specie se si vuole fare un tentativo di esecuzione. Le aziende nostre cliente mettono a perdita il credito direttamente con una mia lettera in originale, nei casi in cui non si ritiene utile proseguire con il recupero, a volte, ma non sempre, preceduta da accertamenti di consistenza patrimoniale tramite una agenzia investigativa, che costano comunque molto meno che fare un decreto ingiuntivo…

  19. roberta says:

    Salve avvocato volevo chiederle un aiuto perche ho chiesto un finanziamento di 10.000€ ad una finanziaria dopo qualche rata ho perso il lavoro e non riesco a pagare le rate sono in affitto mi possono pignorare qualcosa? Con una banca diversa ho un conto titoli che mi ha fatto mio padre a nome mio possono venire a conoscenza che ho quel conto, me lo possono bloccare? Grazie

  20. ho vinto la causa da un licenziamento ingiusto dopo 2 anni il giudice decide la ditta al pagamento di 5.400 euro più le spese ! Ma ricevo una telefonata dal mio avv. dicendomi che ho da pagare una somma di cui è stato fatto un atto pignoramento ! al quale il recupero rimane bloccato perché il 25 di Maggio bisogna andare al tribunale…non capisco perché non lavoravo più in quella ditta da 2 anni e avevo già un pignoramento che stavo pagando con un 5/% .Cosa posso fare ? Posso pagare a rate ? Può dirmi come devo fare ….

  21. lucy 664 says:

    Gentile Avvocato, sono creditrice di un pignoramento presso terzi da lavoro. il tribunale ha
    condannato la controparte ha risarcirmi le spese legali e quelle del pignoramento, tuttavia
    pur essendoci le condizioni favorevoli al risarcimento nella misuta del 5 dello stipendio
    a tutt’oggi dopo 2 mesi e mezzo non è pervenuto ancora niente nel mio conto corrente.
    il mio avvocato mi ha detto che deve arrivare un foglio da parte dell’agenzia dell’entrate ma non so se ho ben capito. sono demoralizzata,perchè dopo aver subito sette anni di causa infondata, ancora non siamo alla conclusione. non so se mi sono spiegata bene.
    grazie e cordiali saluti

  22. Giuseppe says:

    Egr. Avv. Solignani,
    anni fa, da perfetto coglione, prestai 20.000 euro con restituzione sulla parola. Quindi niente di scritto e nessun testimone. Mi ribadisce anche Lei che sono un coglione, oppure c’è qualche speranza e posso rivolgermi a qualche avvocato? Forse sono ancora più coglione a rivolgerLe questa domanda. Grazie e cordiali saluti. Giuseppe

    • Può capitare a tutti di dare immeritatamente fiducia, Giuseppe, anche a me ad esempio è capitato, fa parte della vita, non ti condannare così. Questi soldi, in che forma glieli hai consegnati, in contanti?

      • Giuseppe says:

        Gentile Avv. Solignani,
        La ringrazio per la solidarietà…purtroppo sì, consegnati in contanti…

        • Vedo davvero poche strade. Tentativi che si possono fare sono una diffida stragiudiziale o una causa in cui deferire il giuramento…

          • Giuseppe says:

            Gentile Avv. Solignani,
            mi già risposto varie volte che nega il tutto, non è vero, e addirittura di smetterla, altrimenti andrebbe lui (addirittura..bontà sua) per le vie legali per calunnie e diffamazione! Ma potrebbe farlo veramente?? Alla faccia, sarebbe il massimo..!! Comunque grazie per le risposte e cordiali saluti. Giuseppe

  23. MASSIMO SUZZI says:

    Egregio Avv. ho un credito di circa 6000 Euro relativo ad affitti commerciali non pagati ma regolarmente fatturati, questo signore fra l’altro è un politico che prende i gettoni di presenza dal Comune ecc. ecc. ma è nullatenente, vorrei sapere da Lei cosa posso fare oltre alla solita diffida anche in presenza di un sms nel quale il soggetto si riconosce debitore e mi comunica ce PAGHERA’!!!! Grazie anticipatamente per la risposta MAX

  24. G.le Avv. Solignani, a seguito di sentenza, pignoramento, ecc mi ritrovo a non esser riuscito a recuperare da una ditta di costruzioni il mio credito, sul cantiere in costruzione é presente da parte mia un’ipoteca di 2° poiché prima c’è la banca, ora il mio avv. Pensa di presentare l’istanza di fallimento.
    Mi corregga se sbaglio, ciò comporterà il fallimento definitivo della ditta e conseguente asta del cantiere giusto?avrò in questo modo possibilità di recuperare ciò che mi spetta?
    La ringrazio e saluto

  25. Buonasera, a fronte di un debito con il mio ex fornitore ho ricevuto una lettera di diffida dal suo avvocato in cui mi vengono aggiunte anche le spese legali. Dopo aver concordato verbalmente un piano di rientro con rate mensili, mi si chiede il pagamento della prima rata con l’aggiunta di 150 euro di spese legali. E’ corretto che le spese legali spettino a me?
    Distinti saluti

  26. Avv. Soligniani buonasera, un consiglio per cortesia , tramite il mio legale ,e quello del mio ex compagno , siamo andati dal giudice e abbiamo trovato un accordo , per il mantenimento di nostra figlia di anni 24 ,all’ultimo anno università.
    Gli accordi sottoscritti erano : cinquecento euro mensili per la figlia , e tre rate da seimila ,per spese arretrate a me che avevo sostenuto per la figlia.
    Mentre è puntuale nei riguardi di mia figlia , lo è meno nei miei , avendomi pagato solo la prima rata , dopo di che ha scritto al mio legale dicendo che trovandosi in difficoltà economiche non riusciva più a pagare le due successive ,se non a rate , nel frattempo ha chiuso l’attività in proprio ,venduto l’auto aziendale , ha venduto l’appartamento di sua proprietà, da mie ‘indagini ‘ so che sul suo conto ha solo seicento euro . e un amico in comune ,mi ha detto che è stato invitato da un suo amico a lavorare in Thailandia.
    Premetto che fortunatamente, vivo in casa di mia proprietà, e ho un lavoro , ma per principio volevo i miei denari , gentilmente può darmi un consiglio ?
    Grazie .Barbara.

  27. Buonasera, sono reduce da una sentenza a pieno favore con condanna della controparte , un medico dentista, al risarcimento di 55.000 euro. Il medico che operava senza assicurazione e senza aver alcun bene mobile e immobile intestato, non pagherà.
    Il mio avvocato, chiede le sue spese, anche se non erano quelle concordate ma fa riferimento a quelle scritte nella sentenza. Quello che più mi indigna è il fatto che non ci sia un modo semplice ed efficace per il medico in questione di saldare il suo debito . Premetto che io per pagare la sua parcella mi sono fatta carico di un prestito che ancora sto pagando, perchè non può avvenire la stessa cosa per lui? Inoltre, se proprio non potrò riavere nemmeno una parte di quei soldi che sarebbero necessari per reimpiantarmi i denti che mi ha fatto perdere e per pagare le spese di tutte le figure che hanno seguito la causa, come posso impedire che faccia del male ad altre persone sia dal punto di vista professionale che economico ?

    Grazie per la cortese attenzione,
    e complimenti per l’articolo…..davvero chiaro, come forse doveva esserlo il legale a cui mi sono affidata.

    Cordiali saluti
    Michela Gorini

  28. Alessandro says:

    Egr. Avv. Tiziano Solignani buongiorno,
    tramite il mio legale ho inviato una diffida per riavere un prestito da ma concesso a un mio ex-amico (sono già passati oltre 6 anni). Il prestito consisteva in 20.000 euro senza nessun accordo scritto, e questo “personaggio” “gioca” sul fatto che io il prestito (tramite assegno) gliel’ho regalato. Il mio legale mi dice che: l’assegno è si una traccia importante, ma senza un accordo scritto non mi assicura nulla, non mi può dare nessuna certezza. Vorrei, cortesemente, un Suo parere in merito. Grazie e distinti saluti. Alessandro

    • Alessandro says:

      Riprendendo il mio commento: in pratica il mio legale mi ha detto che dovrei provare il fatto storico del prestito di denaro, il cosiddetto onere della prova. Una tale situazione è capitata ad un mio conoscente, di cui sono venuto a saperlo per puro caso in questi giorni, e l’ho messo come post, sempre in un Suo blog: “LE REGISTRAZIONI AUDIO: NEL CIVILE NON SERVONO A NIENTE”, dove scrivo che gli è accaduto di perdere una causa (dopo 9 anni) per un prestito concesso (30.000 euro), solo perché non aveva formalizzato il tutto con un contratto scritto, nonostante ci fosse anche la tracciabilità dell’assegno. Il giudice aveva deliberato che in pratica mancava l’onere della prova per la domanda di restituzione della somma concessa a mutuo. Grazie ancora per l’attenzione. Distinti saluti. Alessandro

    • Ha ragione il tuo avvocato, puoi fare un tentativo ma dipende moltissimo da come la vedrà il giudice.

  29. Alessandro says:

    Egr. Avv.Tiziano Solignani buongiorno,
    innanzitutto La ringrazio per la Sua risposta. In questi giorni ho parlato ancora di questa faccenda con il mio legale il quale non solo mi ha ribadito le sue perplessità, ma, andando anche contro il suo interesse, mi consigliava (salvo il caso che nel frattempo non riuscissi a fargli sottoscrivere l’ammissione del debito assicurandalo anche che potrei rateizzare il tutto, o comunque come gli è più comodo restituirmelo), di pensarci bene perché comunque i tempi di una eventuale causa sarebbero lunghissimi (parla di 5/7 anni), e secondo perché, appunto, si rischia seriamente di perderla senza prove concrete. Diverso sarebbe stato nel caso avessi fatto un bonifico con causale precisa e chiara del prestito, oppure un contratto scritto formalizzato e firmato da entrambi le parti, ma in questi due ultimi casi, mi dice, sarebbe passato subito a un decreto ingiuntivo. Ma se non riuscissi a farlo rinvenire, devo proprio lasciargliela vinta? Grazie ancora per la Sua disponibilità. Cordiali saluti, Alessandro

  30. Gentile Avv. Dopo lunga battaglia legale per uno sfratto contro un truffatore, finalmente viene riconosciuta la sua morosità per un totale di circa 70000 € ora in attesa della sentenza definitiva in Corte d’Appello, la stessa Corte su nostra istanza ci ha autorizzato un SEQUESTRO CAUTELATIVO PRESSO TERZI del credito vantato, sequestro fatto su un precedente PIGNORAMENTO fatto dal mio DEBITORE ad un suo DEBITORE! Ora molto probabilmente il mio DEBITORE-TRUFFATORE forse non proseguirà nella vendita all’asta dei beni da lui pignorati (perché tanto sa che tutti i soldi sono SEQUESTRATI da me), secondo Lei come mi conviene proseguire, io aspetto comunque la sentenza Corte d ‘Appello ma x cautelarmi affinché non facciano sparire i soldi dell’ eventuale vendita all’asta dei beni pignorati, meglio far fare un’iscrizione alTAVOLARE del sequestro CAUTELATIVO?Grazie per la risposta Max.

  31. Alessandro says:

    Egr. Avv. buongiorno,
    nel caso di una controversia a riguardo di un prestito non restituito, come “funziona” questo discorso dell’”onere della prova”, art.2697 primo comma, cod. civ.? In pratica, se ho ben capito, io nonostante avessi in mano la tracciabilità di un assegno, a riguardo di un prestito elargito da parte mia senza nessuna prova scritta, ma il mio presunto debitore nega che ci sia stato un contratto di mutuo e giustifica la dazione di denaro avvenuta con l’assegno per altri motivi, tocca a me fornire la cosiddetta “prova regina” o “onere della prova”? E se in mano non ho nulla, ma solo la dazione di questo assegno? Grazie per l’eventuale risposta e cordiali saluti. Alessandro

  32. buonasera avvocato solignani sono pietro se può darmi un consiglio ho fatto un prestito con scrittura privata ad un’amico senza interessi di 95.000 euro tramite avvocato per un saldo stralcio alla banca di un suo ‘immobile all’asta con scritto che si obbliga a restituirmi tramite versamenti in banca 500euro al mese più il suo tfs che avrà entro giugno 2019 ma a 10 mesi di distanza mi ha fatto un solo versamento .. da alcuni mesi sto provando a contattarlo ma si rende irreperibile il che mi rende sempre più pessimista..visto che il suo immobile per il momento non ha pendenze e con la cifra che mi sono esposto(ma chi me l’ha fatto fare a dargli tutti quei soldi) può essere consigliabile provare a fare un decreto ingiuntivo e chiedere un’ipoteca giudiziale per cercare di avere un minimo di sicurezza ..la ringrazio infinitamente.

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