Sfratto lento come proteggersi con una polizza

Sfratto lento come proteggersi con una polizza

1) La convalida non restituisce subito la casa.

Un inquilino non paga da sedici mesi. Il giudice ha già convalidato lo sfratto e fissato la data del rilascio, ma l’immobile resta occupato; intanto il proprietario continua a sostenere spese condominiali, riscaldamento, imposte e costi legali. È una situazione che può sembrare assurda, ma mostra una distinzione essenziale: ottenere il provvedimento di sfratto e recuperare materialmente l’alloggio sono due risultati diversi.

La prima fase si svolge davanti al giudice e serve a ottenere un titolo esecutivo. Se il conduttore non lascia spontaneamente l’immobile, comincia poi l’esecuzione forzata per rilascio, affidata all’ufficiale giudiziario.

È soprattutto in questa seconda fase che possono accumularsi attese, accessi senza esito e rinvii. Non esiste un tempo nazionale uguale per tutti: incidono il carico dell’ufficio, l’organizzazione locale, la situazione concreta dell’immobile, l’eventuale necessità di forza pubblica, fabbro o altri ausiliari e le fragilità delle persone coinvolte.

2) Come si arriva alla convalida dello sfratto.

Quando il conduttore non paga, il locatore può intimare lo sfratto per morosità e citarlo per la convalida in base all’articolo 658 del codice di procedura civile.

Nelle locazioni abitative, il mancato pagamento del canone decorsi venti giorni dalla scadenza costituisce motivo di risoluzione secondo l’articolo 5 della legge 392/1978. Questo non significa che convenga iniziare una causa per qualsiasi ritardo minimo, ma nemmeno che il proprietario debba aspettare indefinitamente.

Se ricorrono i presupposti, il giudice convalida lo sfratto e fissa la data del rilascio. Il locatore può inoltre chiedere l’ingiunzione per i canoni scaduti e per quelli che matureranno fino al rilascio, come previsto dall’articolo 664 del codice di procedura civile.

Il decreto di pagamento e il provvedimento di rilascio sono però titoli da eseguire. Se l’inquilino non ha redditi o beni aggredibili, anche una condanna al pagamento può rimanere in tutto o in parte insoddisfatta.

3) Perché l’esecuzione può diventare lunga.

Dopo la convalida occorre normalmente notificare il titolo esecutivo e il precetto per rilascio, che deve descrivere sommariamente il bene secondo l’articolo 605 del codice di procedura civile. Esauriti questi adempimenti, l’articolo 608 del codice di procedura civile prevede che l’esecuzione inizi con la notificazione dell’avviso con il quale l’ufficiale giudiziario comunica almeno dieci giorni prima il giorno e l’ora in cui procederà.

La data indicata nel preavviso non garantisce sempre che quel primo accesso si concluda con l’immissione del proprietario nel possesso. L’ufficiale giudiziario può trovare persone che non collaborano, porte chiuse, animali, minori, condizioni sanitarie delicate oppure beni mobili da gestire. Può essere necessario organizzare un nuovo accesso con fabbro, assistenza pubblica o altri ausiliari.

L’articolo 609 del codice di procedura civile disciplina inoltre che cosa accade ai beni mobili rimasti nell’immobile. Se durante l’esecuzione sorgono difficoltà che non ammettono dilazione, ciascuna parte può chiedere provvedimenti temporanei al giudice ai sensi dell’articolo 610 del codice di procedura civile.

Questa struttura spiega perché una pratica possa durare molto più del previsto anche quando il proprietario ha già ottenuto ragione dal giudice. Per un altro quadro pratico puoi leggere il mio precedente articolo sui tempi dello sfratto.

4) Non aspettare che il debito diventi enorme.

Il primo errore è lasciare trascorrere molti mesi sperando che la situazione si sistemi da sola. Un ritardo occasionale può essere gestito con buon senso; una morosità che cresce richiede invece una strategia documentata.

Ai primi segnali seri:

  • ricostruisci canoni, oneri accessori, scadenze e pagamenti ricevuti;
  • conserva contratto registrato, ricevute, estratti conto e comunicazioni;
  • contesta per iscritto la morosità indicando l’importo aggiornato;
  • verifica subito le condizioni della tua eventuale polizza e denuncia il sinistro nei termini;
  • fai valutare all’avvocato se intimare lo sfratto e chiedere contestualmente il pagamento;
  • evita accordi vaghi o proroghe verbali prive di scadenze e conseguenze precise.

Agire presto non significa essere insensibili. Se la difficoltà del conduttore è temporanea, si può negoziare un piano sostenibile o una riconsegna concordata. Ma l’accordo deve essere realistico, scritto e compatibile con gli obblighi imposti dall’assicurazione.

5) Non puoi cambiare la serratura o staccare le utenze.

Anche se lo sfratto è stato convalidato, il proprietario non può sostituirsi all’ufficiale giudiziario. Entrare con la forza, cambiare la serratura, portare fuori i mobili o interrompere acqua, luce e riscaldamento per costringere l’occupante ad andarsene può esporre a responsabilità civili e penali.

La frustrazione per i ritardi non autorizza l’autotutela. Devi continuare a utilizzare la procedura legale, sollecitare gli accessi attraverso il difensore e predisporre ciò che l’ufficiale giudiziario richiede.

Sul punto trovi anche la risposta alla domanda se si possano togliere luce e acqua all’inquilino sfrattato che non se ne va.

6) Chi resta nell’immobile continua a dovere somme.

L’articolo 1591 del codice civile stabilisce che il conduttore in ritardo nella restituzione deve corrispondere il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno.

Sul piano giuridico, quindi, il credito non si ferma alla data fissata dal giudice. Sul piano economico, però, un credito contro una persona insolvente può essere difficile da recuperare. È per questo che la protezione non può ridursi alla frase “prima o poi dovrà pagare”: bisogna valutare solvibilità, garanzie e costi delle azioni esecutive.

Per gli immobili abitativi esiste anche una tutela fiscale. L’articolo 26 del testo unico delle imposte sui redditi consente, alle condizioni previste, di non far concorrere al reddito i canoni non percepiti quando il mancato pagamento risulta dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento. Per i periodi precedenti può spettare un credito d’imposta. La disciplina delle locazioni non abitative è diversa: porta provvedimento, contratto e conteggi al commercialista.

7) Che cosa copre davvero la tutela legale.

La polizza di tutela legale serve principalmente a sostenere, entro massimali e condizioni, le spese necessarie per difendere i tuoi interessi. A seconda del contratto può comprendere:

  • consulenza e gestione stragiudiziale della controversia;
  • compenso dell’avvocato per sfratto e recupero dei canoni;
  • contributo unificato, notifiche e altre spese processuali;
  • spese di consulenti e periti;
  • costi della fase esecutiva nei limiti indicati;
  • spese della controparte quando poste a carico dell’assicurato.

Non presumere che qualsiasi polizza casa includa automaticamente gli immobili concessi a terzi o lo sfratto per morosità. Spesso serve una garanzia facoltativa o l’indicazione dell’immobile nella scheda di polizza.

Il Codice delle assicurazioni private definisce la tutela legale come copertura delle spese legali e peritali o di altre prestazioni necessarie in sede giudiziale o stragiudiziale. L’articolo 174 tutela la facoltà di scegliere un professionista abilitato quando serve assistenza in un procedimento o vi è conflitto di interessi, sempre nel rispetto delle modalità operative e dei limiti contrattuali.

8) Tutela legale e rimborso dei canoni non sono la stessa cosa.

Questa distinzione vale più di qualsiasi slogan commerciale:

  • la tutela legale paga o gestisce le spese della controversia;
  • la garanzia perdite pecuniarie può indennizzare alcune mensilità non riscosse;
  • la fideiussione obbliga un garante a pagare secondo le condizioni pattuite;
  • il deposito cauzionale protegge entro il suo importo, ma non sostituisce una copertura assicurativa.

Una polizza può contenere soltanto la prima garanzia oppure affiancarle entrambe. Il rimborso dei canoni, quando previsto, ha normalmente un numero massimo di mensilità, un limite mensile, una carenza, precisi obblighi di denuncia ed esclusioni. Può inoltre interrompersi alla data indicata nel provvedimento, anche se il rilascio materiale avviene più tardi.

Devi quindi chiedere espressamente: “Se l’inquilino non paga e l’esecuzione dura un anno, quali somme ricevo davvero e fino a quale data?”.

9) Le compagnie che consiglio di confrontare.

Come avvocato consiglio ai proprietari che concedono immobili in locazione di valutare seriamente una polizza specifica prima di consegnare le chiavi. Tra gli operatori e le formule che prenderei in considerazione ci sono:

  • UCA, specializzata nella tutela legale e con soluzioni dedicate alla proprietà e alle locazioni;
  • SaraLegal, che nella formula prevista per proprietari e conduttori contempla anche azioni di sfratto contro locatari morosi;
  • DAS, con coperture ed estensioni per controversie relative a immobili dati in locazione, recupero dei canoni e sfratto;
  • ARAG, che prevede formule ed estensioni da verificare per immobili non utilizzati direttamente, azione di sfratto e recupero dei canoni.

Non sto dicendo che una compagnia o un prodotto siano sempre migliori degli altri. Nomi commerciali, garanzie e condizioni possono cambiare. Chiedi preventivi comparabili, fatti consegnare il documento informativo e le condizioni complete e verifica che la singola formula copra proprio il tuo immobile e il tipo di locazione che intendi stipulare.

Ho già dedicato un articolo specifico a come funziona la tutela dei locatori di UCA: usalo come introduzione storica, ma per acquistare fai sempre riferimento alla documentazione contrattuale attuale.

10) Le clausole da leggere prima di firmare la polizza.

Non scegliere in base al solo premio annuale. Confronta almeno:

  • immobili, soggetti e tipi di locazione assicurati;
  • azione di sfratto per morosità e per finita locazione;
  • recupero giudiziale e stragiudiziale dei canoni;
  • copertura della fase esecutiva di rilascio;
  • massimale per sinistro e per anno;
  • franchigie, scoperti e minimi di valore della lite;
  • periodo di carenza e momento in cui si considera avvenuto il sinistro;
  • termine e modalità per denunciare la morosità;
  • libertà di scegliere l’avvocato e regole per incaricarlo;
  • spese per ufficiale giudiziario, fabbro, custode, trasloco e deposito dei beni;
  • numero massimo di azioni per immobile o per anno;
  • eventuale rimborso dei canoni e numero massimo di mensilità;
  • esclusioni per morosità già iniziata, contratti irregolari o locazioni tra parenti.

Fai mettere per iscritto le risposte dell’intermediario e conserva fascicolo, preventivo e scheda di polizza. La copertura acquistata quando il mancato pagamento è già iniziato, di regola, non risolve il problema esistente.

11) La prevenzione comincia prima del contratto.

L’assicurazione è una parte della strategia, non l’intera strategia. Prima di firmare:

  • verifica identità, redditi e continuità lavorativa del futuro conduttore nel rispetto della privacy;
  • valuta un garante solvibile o una fideiussione adeguata;
  • usa un contratto coerente con il tipo di locazione e registralo;
  • redigi un verbale di consegna con fotografie e letture dei contatori;
  • individua con chiarezza canone, oneri, scadenze e modalità di pagamento;
  • scegli e attiva la polizza prima che il rischio si manifesti;
  • spiega al tuo avvocato e all’assicuratore ogni anomalia senza ritardi.

Una buona selezione non elimina tutti i problemi e non autorizza discriminazioni, ma riduce il rischio di affidare un bene importante senza informazioni e garanzie proporzionate.

12) Se lo sfratto è già fermo, che cosa puoi fare.

Se hai già la convalida ma il rilascio non avviene, chiedi al tuo avvocato una relazione aggiornata sullo stato della procedura. Devi conoscere l’ultimo accesso, il motivo del rinvio, la nuova data, gli ausiliari richiesti e gli adempimenti rimasti a tuo carico.

In concreto:

  • mantieni un calendario di ogni attività e rinvio;
  • chiedi che ogni accesso abbia un verbale completo;
  • prepara tempestivamente fabbro e altri ausiliari richiesti;
  • valuta con il difensore le istanze possibili in caso di difficoltà esecutive;
  • aggiorna il conteggio di canoni, oneri e danni;
  • denuncia il sinistro alla compagnia senza presumere che lo faccia qualcun altro;
  • evita iniziative autonome contro persone, serrature, mobili o utenze.

La polizza non rende più rapido l’ufficio giudiziario, ma evita che al danno dei canoni perduti si aggiunga anche il peso non programmato delle spese legali e peritali. Se comprende perdite pecuniarie, può inoltre assorbire una parte dell’insoluto nei limiti pattuiti.

13) Passa all’azione.

Se stai per affittare un immobile, questo è il momento giusto per confrontare le coperture; quando la morosità è già iniziata può essere troppo tardi per assicurarla. Se invece hai già ottenuto lo sfratto e l’esecuzione non avanza, raccogli titolo, precetto, preavviso, verbali degli accessi e polizza e fai verificare immediatamente la strategia.

Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.

Non hai una polizza di tutela legale? Rimedia appena puoi.

Hai vissuto un’esecuzione di sfratto particolarmente lenta o stai confrontando una copertura per il tuo immobile? Raccontami la tua esperienza nei commenti, senza dati personali: rispondo volentieri alle domande.

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