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Vicino che lascia le scarpe sul pianerottolo: cosa posso fare?

DOMANDA – il mio problema riguarda il mio vicino di casa che lascia abitualmente le scarpe da lavoro sul pianerottolo. A nulla sono valse le mie gentili richieste volte a dissuaderlo da tale comportamento e nemmeno il tentativo verbale dell’amministratore. Non so come comportarmi, di fatto tutto questo mi causa un fastidio enorme. Non so se coinvolgere il padrone di casa o agire in qualche altro modo. La ns. preoccupazione è che ad ogni azione verso di lui ne corrisponda un’altra nei nostri confronti che ne peggiori la situazione e ci renda la vita ancora più difficile. Posso chiedere un risarcimento danni x tale comportamento ?

— RISPOSTA – Si tratta, per quanto da te percepita come fastidiosa, di una microviolazione delle regole sull’uso delle parti comuni, nel novero delle quali rientra certamente il pianerottolo.

Il passo successivo per trattare una situazione di questo genere sarebbe l’invio di una diffida tramite un avvocato, cosa che comporta un certo impegno sia economico che emotivo, che va poi commisurato ad una valutazione di convenienza generale dell’iniziativa, anche perché così facendo i rapporti personali verrebbero non dico definitivamente compromessi, ma sicuramente toccati da un gesto del genere, per quanto legittimo.

Ad ogni modo le ipotesi percorribili sono due, non credo ce ne sia una terza: o valuti, tutto sommato, di accettare un comportamento del genere o fai quello che è previsto per tentare di farlo cessare, iniziando dalla diffida. Restare nella «terra di mezzo» in cui ci se ne lamenta e basta è invece sicuramente la cosa da evitare.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o procedere con la diffida, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

Puoi anche acquistare online direttamente da qui: in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è qui, a Vignola, provincia di Modena, in Emilia – questo primo appuntamento potrà tranquillamente avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o persino tramite telefono, se lo preferisci; ormai più della metà dei miei appuntamenti quotidiani sono videocall.

Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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Amministratore di condominio che paga opere non autorizzate: che fare?

DOMANDA – -Giugno 2022: delibera di opere straordinarie: appalto in base al capitolato. Non viene istituito l’apposito fondo -Luglio/sett. 2022: svolgimento dei lavori: la ditta preventiva e fattura extra costi di un’opera prevista (in violazione del capitolato che esclude in assoluto extra costi per opere previste) e una variante in corso d’opera (in violazione del capitolato che prevede l’autorizzazione in forma scritta del committente). L’amministratore decide in autonomia: autorizza e paga parte di questi extra costi. -Settembre 2022 – assemblea ordinaria: l’amm non dice nulla di tutto ciò. -Settembre 22/maggio 23 – l’amm. salda gli extra costi. -Settembre 2023 – assemblea ordinaria: l’amm. sottopone il consuntivo straordinarie. L’assemblea constesta gli extra costi, non approva il consuntivo e chiede all’amm. di farsi rimborsare quanto da lui pagato, in violazione del capitolato, in assenza di delibere autorizzative. Non pare intenzionato a farlo. Che fare? Grazie!

— RISPOSTA – Il primo passo per trattare una situazione di questo genere è sempre l’invio di una diffida in cui i condomini richiedono all’amministratore di farsi restituire, o restituire in proprio, in caso di impossibilità, le somme che ha pagato in violazione delle disposizioni di legge in materia.

Per far fare questa diffida ad un avvocato, vi conviene, come condominio, nominare subito un nuovo amministratore che sia disposto a rappresentarvi anche in questa posizione nei confronti del vecchio, o, se non fosse possibile, nominare un vostro rappresentante che intrattenga i rapporti con l’avvocato.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di fare la diffida, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Spazzatura lasciata vicino al balcone: come fare?

abito in condominio con il balcone comunicante con il mio vicino e diviso solo da un vetro divisorio e la spazzatura del vicino emana cattivo odore. A volte siamo costretti a chiuderci in casa. Poi volte abbiamo sollecitato il signore a spostare i secchi o a chiudere ermeticamente la spazzatura ma invano! Da noi batte il sole tutto il giorno e i secchi di umido o differenziata diventando tipo una discarica a cielo aperto lui per non tenerla fuori la sua finestra la mette nella.parye finale del suo balcone e che invece è l’uscita principale di casa nostra costringendoci in estate a restare batticati in casa…

Il primo passo per trattare una situazione del genere è spedire una diffida all’altro condomino, mettendo in copia anche l’amministratore.

Per ulteriori dettagli sulla diffida, ti invito a leggere la nostra scheda pratica, oltre che quella in materia di immissioni.

Purtroppo, non ci sono soluzioni magiche per i problemi legali, soprattutto per uno come questo: l’unico modo per agire è iniziare a lavorarci sopra, come insegna la «filosofia» del mio approccio strategico.

Se vuoi procedere con la diffida, chiama ora lo studio al numero **059 761926** e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; puoi anche acquistare da [qui](https://blog.solignani.it/assistenza-legale/consulenza/): in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

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Guarda questo (https://youtu.be/ksoPba2DM1A) per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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Quelli del piano di sopra fanno rumore: come fare?

Tutti i giorni nel piano di sopra è un continuo di correre e fare rumore ho chiamato anche i carabinieri senza una soluzione . Cosa posso fare altro . ? Sopra i vicinati se ne fregano . Cosa posso fare ?

Abbiamo parlato dozzine di volte di situazioni del genere e abbiamo persino una scheda di approfondimento, che puoi consultare qui.

Ovviamente, i Carabinieri non hanno nessuna competenza, non essendoci alcun reato, ma un problema di vicinato, che ha rilevanza solo civile, almeno al momento.

Ad ogni modo, il primo passo per trattare un problema del genere è quello di inviare, tramite un avvocato, una diffida ai responsabili dei rumori e dei comportamenti illegittimi, in cui tenere in copia, se del caso, l’amministratore del condominio.

Se vuoi procedere con la diffida, chiama subito il numero 059 761926 e concorda data e ora del primo appuntamento, che potrà ben essere anche in videochiamata se vivi e lavori lontano dalla nostra sede principale. Oppure acquista direttamente da qui, in tale secondo caso sarà poi il mio ufficio a chiamarti per concordare il momento del primo appuntamento.

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Condominio non amministrabile: che fare?

Abito in una palazzina di 6 unità abitative 3 di queste sono state affittate. Il problema che sto riscontrando da quando ho acquistato quindi da 4 anni e che non ci sono regole all’interno del condominio e non essendoci un amministratore condominiale si fa molta fatica a farle rispettare, ad esempio lavori urgenti da fare che saltano sempre perché c’è sempre qualcuno contro (fogne, marciapiede, cortile con buche, pulizie extra interne ed esterne del condominio), come si può risolvere la questione?

La situazione in cui ti trovi, di difficoltà ad amministrare il condominio, è prevista dalla legge, che stabilisce in ipotesi del genere si può ricorrere all’autorità giudiziaria per la nomina, appunto da parte del giudice, di un amministratore del condominio, che provveda a fare le opere necessarie o opportune per la conservazione delle cose comuni e il buon andamento del condominio.

Prima di procedere con il deposito del ricorso, tuttavia, è consigliabile inviare una diffida agli altri condomini e/o proprietari, indicando che vi è l’intenzione di richiedere al giudice la nomina di un amministratore, salvo che non si trovi un diverso accordo per la gestione efficiente del condominio.

Purtroppo, un amministratore è sicuramente una spesa in più, anche se divisa in quote, ma a mio giudizio è una spesa che può essere utile decidere di affrontare, se serve per dare finalmente un’amministrazione di tipo efficiente al condominio e ad avere un punto di riferimento per le discussioni interne.

Se vuoi approfondire e magari iniziare a lavorare concretamente sul tuo problema, inviando la diffida o depositando il ricorso, chiama il numero dello studio 059 761926 e prenota il tuo appuntamento, oppure acquista direttamente da qui.

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Rifacimento facciata: chi lo decide?

Vivo in un condominio di due palazzine otto appartamenti per ognuna in tutto sedici condomini; ieri ho appreso attraverso un foglio appeso sulla parete della scala, che a breve mi comunicheranno i documenti utili da consegnare per restauro facciata, bene, nessuno mi ha comunicato l’intenzione, ne a voce, ne attraverso una riunione condominiale, l’ho appreso attraverso un foglio; funziona così?O dovevamo discuterne con tutti attraverso una riunione condominiale?Visto il periodo Covid-19 sono in cassa integrazione che oltre tutto lo stato non ha elargito, ed io non ho il denaro per affrontare la spesa di restauro, se continua ancora questa situazione cioè senza lavoro ne cassa integrazione io no potrò più pagare il mutuo; come funziona?Posso astenermi dal restauro?

Le spese per le parti comuni dell’immobile toccano a ciascuno dei proprietari delle singole unità immobiliare in base alle tabelle millesimali, non c’è modo di sottrarsi a queste spese se non cedendo l’immobile e anche in questo caso, tra l’altro, persiste, entro certi termini, una responsabilità solidale per le stesse anche dopo la vendita.

condominio casaPiuttosto, le spese devono essere deliberate con le formalità, le procedure e soprattutto la maggioranza prevista dalla legge e cioè nell’Assemblea dei condomini, da tenersi previa convocazione con esplicita indicazione dell’ordine del giorno.

Se intendi opporti a questa spesa, verifica, chiedendo a questo punto all’amministratore, come è stata approvato il rifacimento della facciata.

Ti consiglio di farti assistere da un legale, potrebbe non essere così semplice fare questa verifica.

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Recupero credito condominio in Francia: che posso fare?

vorrei querelare un amministratore di condominio francese .Premesso che possiedo un monolocale a nizza (fr) gia dal 2002 . Per miei motivi ho deciso di venderlo gia’ da qualche tempo .I canoni di affitto li ho sempre pagati ,anche in ritardo con le more che prevedono.Quest’anno perviene allo scrivente una rata condominiale di 359,00 euro a febbraio 2016. Per motivi di crisi non ho potuto adempiere nell’immediato. Mentre ad agosto 2016 perviene l’ingiunzione al tribunale di nizza da parte dell’amministrazione Foncia ….Comunque saro’ molto piu’ chiaro in seguito…….
A mio parere l’amministratore ha abusato del suo “potere” per spillare piu’ quattrini e usurpare anche il monolocale …vorrei intentare causa

Per avere informazioni di prima mano, si dovrebbe interpellare un avvocato francese, con la conoscenza della legislazione e dello stato del diritto di quel Paese.

L’Italia, tuttavia, ha un sistema legislativo di derivazione francese, in cui molte cose sono corrispondenti, a partire dalla struttura dello Stato, del codice e della procedura civile, per cui si può tentare di fare qualche ragionamento in base ai riferimenti «nazionali», anche se ovviamente ne rimane indispensabile una verifica.

Parlando in generale, l’ottenimento di un decreto ingiuntivo da parte dell’amministratore nei confronti di un condomino inadempiente non è solo un diritto dello stesso, ma anche un dovere nei confronti della comunità condominiale, tanto che se l’amministratore non agisce per il recupero dei crediti rimasti insoddisfatti può essere considerato inadempiente e non in regola con lo svolgimento del suo mandato.

Questo è tanto vero che anche in Italia chi agisce per la riscossione dei crediti dopo il primo sollecito procede solitamente con il deposito di un ricorso per ingiunzione di pagamento. È una prassi normale e quotidiana.

Dove possa essere intervenuta una truffa in una cosa del genere, purtroppo non ho modo di saperlo, anche se probabilmente potremmo saperne di più esaminando meglio i contorni e i dettagli della vicenda.

In ogni caso, a parte gli eventuali profili penali, immagino che il provvedimento di ingiunzione vada opposto entro il termine previsto dalla legge francese (solitamente i termini al riguardo sono minori che in Italia, ad esempio in Germania quando me ne sono occupato il termine era di 14 giorni, contro i 40 dell’Italia). Quindi credo che dovresti esaminare per primo questo aspetto, purtroppo necessariamente con un legale francese perché occorre un avvocato abilitato a patrocinare avanti ai tribunali francesi.

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Pozzetto in bifamiliare: posso sistemarlo da solo?

Abito in una bifamigliare in comproprietà al 50% (50% io, 25% mia sorella e 25% mio cognato). Fino a due anni fa andavamo d’accordo ed i lavori di manutenzione si facevano assieme. Ora si è intasato il pozzetto di ispezione scarichi acque bianche con conseguente fuoriuscita di acqua dal coperchio del tombino. Considerato che il precedente lavoro di pulizia l’ho eseguito io ho comunicato che stavolta era compito loro ricevendo una secca risposta negativa. Cosa posso fare? Posso chiamare una ditta di spurghi con addebito al 50% in bolletta dell’acqua sia mia che loro?

Siete in una situazione di condominio minimo, cioè di condominio composto da sole due unità immobiliari.

A questo tipo di condominio, nonostante la sua particolarità, si applicano, secondo gli interpreti le norme previste in generale per la comunione e il condominio, tra cui segnatamente quella che consente, in caso di impasse nell’amministrazione quando è necessario adottare provvedimenti, di ricorrere all’autorità giudiziaria e quindi al tribunale.

Ovviamente non puoi farti giustizia né amministrare il condominio da solo.

Tieni anche presente che questo è un singolo caso che ti rivela tuttavia che se non trovate una soluzione per ristabilire buoni rapporti, cosa che potrebbe avvenire ad esempio tramite una fase di mediazione civile, oppure non provvedete a nominare un amministratore, siete destinati ad incontrare altri problemi qualsiasi altra cosa ci sia poi da fare.

Ti consiglio quindi di affrontare seriamente il problema, andando anche al di là del singolo problema del momento.

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Condominio: come si può spostare una singola porta di ingresso?

Vorrei acquistare un appartamento al piano terra di un condominio composto da 11 unità immobiliari, vorrei peró avere la possibilità di spostare la porta di ingresso in modo da poter meglio distribuire gli spazi interni. Devo avere l’autorizzazione dell’amministratore? Puó negarmi di spostarla? e come posso fare ad essere sicuro di ottenere l’autorizzazione prima di concludere l’affare ?

Chiariamo prima di tutto un concetto fondamentale: l’amministratore non è una sorta di super capo del condominio e non può in alcun modo darti il via libera senza l’autorizzazione dell’assemblea condominiale poiché non ne ha il potere.

Questa autorizzazione dovrebbe darla l’assemblea, ma non a te (per adesso sei solo un eventuale futuro condomino e quindi un estraneo al condominio) bensì all’attuale proprietario della casa, infatti sarà lui che dovrà chiedere con raccomandata all’amministratore un’assemblea condominiale con all’ordine del giorno la richiesta di spostamento della porta, e questo è l’unico modo per poter acquistare sapendo già di poter fare lo spostamento (sempre che la delibera non sia per qualche motivo impugnabile).

Se questo spostamento per te è essenziale alla conclusione dell’affare immobiliare questa è la strada da percorrere.

Il discorso sarebbe diverso e molto più semplice se tu fossi già proprietario; in quel caso sarebbe sufficiente mandare una comunicazione all’amministratore e ai condomini indicando nel dettaglio il cambiamento che sei in procinto di eseguire, garantendo l’esecuzione ad opera d’arte ed il ripristino dell’androne. Anche in questo caso peró potrebbero sorgere contestazioni infatti il tuo diritto di modificare lo spazio comune deve sottostare ai limiti stabiliti dall’art 1102 c.c. e quindi non deve pregiudicare i diritti degli altri condomini di esercitare lo stesso diritto e deve essere rispettato il requisito del decoro architettonico. Quindi il rischio che corri è che il condominio o un singolo condomino introduca una causa costringendoti eventualmente anche ad interrompere i lavori fino all’esito del giudizio.

L’elevato numero di contenziosi tra condomini che ci troviamo a gestire annualmente, mi porta a consigliarti di dotarti in ogni caso della autorizzazione preventiva dell’assemblea, i rapporti tra i condomini sarebbe bello fossero gestiti con il buonsenso, ma purtroppo sono spesso difficili e connotati da forte conflittualità che porta taluni soggetti ad intraprendere cause legali solo per delle prese di posizione.

Ci sarebbero molte altre questioni da considerare come ad esempio il regolamento condominiale ed i dettagli del tipo di intervento che andresti ad eseguire, ma non è questa la sede per farlo, valuta la possibilità di chiedere una consulenza.