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Approccio strategico: un post imperdibile domani.

Buongiorno a tutti.

In questi giorni, ho dovuto cambiare di nuovo plugin per la gestione del flusso editoriale, in quanto quello che avevamo adottato aveva purtroppo manifestato alcuni problemi, oltre a non essere purtroppo aggiornato da molto tempo.

Durante la fase di test del nuovo plugin, sfortunatamente è uscito un post che avevamo in coda sabato mattina. Oggi ci ho lavorato di nuovo sopra, dovrei aver capito il problema ed aver sistemato tutto per avere il nostro flusso editoriale solito.

Scusatemi per i disagi, cerco di fare del mio meglio ma nel mondo dell’informatica spesso ci sono ancora meno certezze che in quello del diritto.

Detto questo, volevo preannunciarvi che domani uscirà un post assolutamente fondamentale, in cui ho condensato alcune fondamentali riflessioni riguardo al modo in cui, in generale, si dovrebbero affrontare i problemi legali, codificando un nuovo modo, di tipo strategico, a riguardo.

Si tratta di un post dove c’è molto di me stesso e dei miei 22 anni di professione, dove metto al servizio di tutti la mia esperienza, indicando quali strade e quali modi sono per me da seguire quando si ha un problema legale di qualsiasi tipo.

Grazie per seguirmi sempre con così tanto affetto e considerazione.

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TFR al fondo complementare mai versato: lo posso chiedere?

non è mai stato versato il mio Tfr al f.do complementare da me scelto, ma riportato sul Cud di ogni anno. Ho chiuso il f.do attraverso una lettera di un Legale, e di conseguenza fatto i conteggi per tutto: risultato complessivo (tra TFR- Ferie e permessi) circa 30000.00€ sono in causa. Posso pretendere che il mio TFR mai versato al fondo mi venga erogato anche se non c’è chiusura di rapporto lavorativo?

Se sei in causa, il tuo avvocato dovrebbe avere fatto delle conclusioni precise nell’atto di citazione o nel ricorso, in cui sono contenute le richieste dispiegate e dispiegabili nel tuo caso.

In questo caso, dunque, devi fare riferimento a quelle conclusioni, che saranno state formulate dal tuo legale dopo aver studiato il caso ed aver valutato qual è la cosa da chiedere più conveniente per te.

Se, invece, per «causa» intendi genericamente che è aperta una vertenza, al momento solo stragiudiziale, il problema relativo deve essere ancora affrontato.

Sarà, ovviamente, cura del tuo legale approfondire adeguatamente la questione, in generale posso fare le considerazioni che seguono.

Purtroppo, la conferibilità del trattamento di fine rapporto a fondo complementare non sta dando buona prova nella pratica, come abbiamo già segnalato più volte nel blog (puoi fare una ricerca nei vecchi post), dando luogo ad una serie di problemi pratici e applicativi, in parte legati alla novità dell’istituto e in parte anche alle solite problematiche di ingegnerizzazione del medesimo – purtroppo la tecnica legislativa è sempre più scadente.

A naso direi che tu possa chiedere che questa somma sia versata direttamente a te, anche in considerazione della probabile natura non retributiva dell’istituto, di cui ho parlato in questo precedente post.

A livello strategico, se io fossi il tuo legale comunque, anche a prescindere, chiederei al giudice di condannare il convenuto a pagare questa somma immediatamente al termine della causa, ovviamente in caso di esito positivo, nei tuoi confronti.

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diritto trattare i problemi legali

La trappola del «primo incontro gratuito».

Un avvocato col suo cliente.

Qualcuno ogni tanto ci chiede perché non offriamo un primo incontro gratuito in studio come fanno sempre più avvocati ultimamente.

Come sai, noi siamo sempre molto sensibili all’esigenza di «rompere il ghiaccio» tra utenti e professionisti, tanto che la cifra del nostro lavoro, sin dal blog, è sempre stata quella di mettere tanta umanità in ogni cosa che facciamo.

Ma il primo incontro gratuito è una cosa poco corretta in generale e comunque sbagliata per uno studio come il nostro, che tende a dissuadere più che a persuadere i clienti dal proseguire nelle iniziative giudiziarie.

Infatti, che cosa credi che ti possa consigliare un avvocato, dopo un’ora, o magari di più, che è stato con te gratuitamente: di proseguire o no con la vostra causa?

Lui ci guadagna solo se tu vai avanti…

Anche se gli avete parlato del fatto che volete far causa al fornaio perché il suo pane dopo 3 giorni è diventato vecchio, che cosa credete che vi dirà? Che è normale che il pane faccia così, che avete perso tempo e di tornare a casa, tanti saluti e riverenze, grazie, prego, non c’è di che? O che è contro la legge, da Salomone in poi, vendere pane che dopo alcuni giorni diventa raffermo, e che gli dovete portare un fondo spese per andare avanti?

Noi ti facciamo pagare perché innanzitutto è giusto che, se ti dedichiamo un’ora di tempo di qualità, cosa che per noi rappresenta sia un costo sia un investimento, questo tempo ci sia compensato, anche perché le indicazioni che ti daremo ti saranno utili, quantomeno per capire molto meglio i contorni del vostro problema.

Ma ti facciamo pagare soprattutto perché vogliamo conservare la nostra piena libertà di dirti se, nel tuo caso, un’azione giudiziaria è sconsigliabile o presenta un certo livello di rischio.

Che poi è infatti quello che accade nella pressoché totalità dei casi, dal momento che una certa quota di rischio è ineliminabile in qualsiasi iniziativa e questo bisogna appunto essere pienamente liberi di valutarlo e discuterlo in modo oggettivo e disinteressato, senza invece un interesse particolare alla prosecuzione.

Come avvocati, pensiamo peraltro davvero molto male del sistema giudiziario attuale e diciamo a tutti, e lo scriviamo anche qui, che la regola principale al riguardo è cercare di evitarlo a tutti i costi, provando prima tutte le soluzioni alternative, sia quando si ha torto, che quando si ha ragione, anzi per certi versi soprattutto in questo secondo caso – e sempre ammesso che questi due concetti abbiano una qualche validità.

Spesso il valore del nostro tempo, quello che ci paghi per avere, consiste proprio nello spiegarvi con estrema franchezza come (non) funziona la nostra macchina della giustizia, in modo che possiate prendere le vostre decisioni in modo libero.

Tutto questo, quelle persone che vanno alla ricerca di un avvocato che offre un primo incontro gratuito non l’hanno capito.

Credono di risparmiare, e invece si procurano spesso solo (altri) danni.

La verità è che non di rado il primo incontro gratuito è solo una trappola: ti offro una cosa gratis perché, se sei così sprovveduto da prenderla, poi ti bastonerò 10 volte tanto. Un po’ come con la droga, la cui prima dose è sempre gratis.

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