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Frana che ha rovinato una strada: chi deve ripristinarla?

DOMANDA – sono proprietaria da alcuni anni ( 4?) di un bosco in collina confinante su un lato con una strada vicinale. Il recente disastro ambientale di Romagna ha causato 5 frane dal pendio che insiste sulla vicinale. Liberata la sede stradale nei giorni immediamatntee seguenti all’ evento, resta da ripristinare il fosso di scolo dell’acqua piovana, togliere la terra accumulata a monte e a valle della sede stradale, rimettere in sicurezza il pendio. I vicini coi quali mi sono confrontata mi chiedono di intervenire dando per scontato che sia mia competenza e onere. Non ne sono convinta, perciò chiedo un parere legale

— RISPOSTA – Non ho capito bene la situazione sia dei luoghi, in relazione a te e ai «vicini», sia la natura giuridica degli stessi.

In generale, se la strada attinta dalle frane è di tua proprietà, hai sia il potere che il dovere, ad evitare danni a terzi, di provvedere al ripristino della stessa, almeno per quanto sufficiente ad evitare appunto danni a terzi.

Naturalmente, se, a monte di ciò, il ripristino è stato reso necessario dalle frane, cagionate da altri fondi, di proprietà di altri terzi, hai il diritto di chiedere a questi ultimi il risarcimento del danno.

I responsabili del danno, se vogliono, previo accordo con te, possono fare insieme i lavori di ripristino, in modo da realizzare il risarcimento in modo «reale» e non monetario solo in seguito al ripristino da te realizzato.

Considerati i valori in ballo che sicuramente non sono trascurabili, ti consiglierei comunque di farti seguire da un avvocato.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di assisterti, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è qui, a Vignola, provincia di Modena, in Emilia – questo primo appuntamento potrà tranquillamente avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o persino tramite telefono, se lo preferisci; ormai più della metà dei miei appuntamenti quotidiani sono videocall.

Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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Ti lascio adesso alcuni consigli e indicazioni finali che, a prescindere dal problema di oggi, ti possono sempre essere utili.

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Un anziano si fa male in RSA: di chi è la responsabilità?

DOMANDA – mio papà è un ospite di una rsa, in modo perenne da 7 anni, usa la carrozzina per muoversi e gira per il piano, si spinge da solo, un giorno ha pensato bene e di aprire la porta arrivare alle scale e lanciarsi giu, portato in ospedale, fatto le lastre non risultano fratture ma solo ammaccamenti. La responsabile mi ha detto che la responsabilità non è di nessuno in quanto quel nucleo non è sbarrato e le porte si aprono quindi chiunque puo entrare ed uscire. Io mi chiedo di chi sia e se c’è una responsabilità nel caso ci fossero danni alla sua persona

— RISPOSTA – La responsabilità, tutto al contrario, esiste ed è macroscopica in capo alla struttura e, in aggiunta, agli eventuali sorveglianti e funzionari.

Nel momento in cui un incapace viene affidato alla custodia di una struttura, al responsabilità passa alla struttura stessa, del tutto analogamente a quando si affida un figlio alla baby sitter o alla scuola o ad altro.

Mi è capitato, in passato, di seguire casi analoghi, tra i quali ricordo quello di una paziente che era stata ricoverata perché aveva tentato il suicidio per depressione ed era riuscita, da dentro alla struttura, a lanciarsi dalla finestra, tentando di nuovo di procurarsi al morte. La struttura, agli esiti del giudizio di valutazione del danno riportato dalla signora, che per fortuna era sopravvissuta, ha risarcito regolarmente il danno.

Checché ne dica la persona con cui hai parlato, mi sembra davvero innegabile che in situazioni del genere, salvo circostanze molto particolari, non vi sia la responsabilità della struttura.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi di inviare una diffida alla struttura con la quale richiamare i gestori alle proprie responsabilità, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Una collega mi denigra: posso denunciarla?

DOMANDA – una mia collega davanti ad altre persone mi ha detto che sono una persona sporca…che non ho igiene personale….che non mi lavo….non è assolutamente così e ora non riesco più avvicinarmi ad altri colleghi….mi ha fatto sentire sporca anche se non lo sono. Ho 6 chihuahua e le sere le metto in doccia per lavarle le zampine sedere viso anche se vivono prevalentemente in casa….figurarsi se non mi lavo io….anche perché se non lo faccio non riesco entrare nel letto. Ci sono gli estremi per una querela?


RISPOSTA – Prima, comunque, di fare una querela, di solito consiglio di fare una diffida, tramite un avvocato, in cui si contestano i comportamenti illeciti di denigrazione, se ne chiede la cessazione e si chiede, inoltre, il risarcimento del danno cagionato con gli stessi.

Una volta inviata la diffida, si valuta il riscontro che se ne ottiene dal responsabile degli illeciti: ad esempio, se tali condotte non cessano, o non vengono risarcite quelle già poste in essere, si può pensare di depositare una querela, per la quale comunque c’è un termine di tre mesi, da computare secondo il calendario comune.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di svolgere la diffida, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Guarda questo https://youtu.be/ksoPba2DM1A“>video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.


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Strada vicinale ad uso pubblico e mezzi pesanti: si possono vietare?

DOMANDA – abito in una strada vicinale ad uso pubblico facente parte del Consorzio Strade Vicinali del Comune di Pianoro. Il tratto terminale della strada, che conduce a 9 proprietà tra le quali la mia, ha una discreta pendenza ed è soggetto a cedimenti a valle, per una lunghezza di circa 50/70 metri, da sempre tanto che ogni due/tre anni viene riasfaltato. Alcuni frontisti vorrebbero limitare la portata dei veicoli a 3,5 tonnellate, nel tratto in questione, sostenendo che il regolamento consorziale lo ammette. La strada è l’unico accesso alle proprietà sopracitate; la mia domanda è: potrebbe essere posto tale limite in considerazione delle necessità dei residenti (fornitura gpl, legna/pellet, pulizia fognature, mezzi di soccorso, di protezione civile, antincendio ecc?)

— RISPOSTA – Il limite potrebbe forse essere posto in ambito privatistico, ma non varrebbe comunque per le forniture di servizi essenziali o pubblici, come quelli dei vigili del fuoco, le ambulanza, ma anche, più banalmente, quelli di servizio di operatori di servizi considerati di pubblica utilità.

Se, inoltre, sulla strada grava una servitù di uso pubblico, la questione diventa una questione relativa al contenuto della servitù, che, in mancanza di indicazioni provenienti dal titolo costitutivo della stessa, che nel caso delle strade vicinali manca quasi sempre, deve essere desunto dal modo in cui il titolo è stato sempre posseduto, cosa che a mio modo di vedere probabilmente depone a favore di un contenuto più largo, non essendosi mai vietata prima la percorrenza a mezzi superiori ad un certo tonnellaggio…

Insomma, la risposta sembra essere più negativa che positiva e l’utilità di fare una mossa del genere sembra dubbia, considerato che, in ogni caso, e qualunque inquadramento della situazione si giungesse ad adottare, ci sarebbero comunque le eccezioni dei servizi pubblici.

Probabilmente è più consigliabile cercare di intervenire a livello strutturale.

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Auto alluvionata in officina: chi paga?

La mia auto era in officina per la revisione quando é venuta l’alluvione in Romagna. É stata sommersa completamente e occorrerebbero oltre 20.000€ per rimetterla in grado di funzionare di nuovo. Posso chiedere i danni a qualcuno o me li devo tenere?

Le officine sono tenute a rispondere dei danni ai mezzi che sono loro affidati, ci mancherebbe altro, ma qui c’è la forza maggiore che esclude la responsabilità.

Nessuna assicurazione, peraltro, copre le calamità naturali, é un rischio troppo diffuso e grave, una compagnia che lo facesse comunque andrebbe in fallimento e non riuscirebbe a pagare nessuno. Le assicurazioni funzionano solo fino a che c’è un determinato rapporto sinistri / premi.

La domanda di risarcimento va indirizzata, e ti consiglio di farlo appena possibile e nel modo giusto, agli enti che avevano obblighi di protezione circa la prevenzione dell’alluvione.

Per questo, una assicurazione di tutela legale come Arag, UCA, Das, che tu molto probabilmente non avrai, avrebbe aiutato molto.

Provo molto dolore a sapere di danni del genere. Durante i giorni dell’alluvione pensavo al mio Volkswagen t5, che ho acquistato da un proprietario di Lugo… Mi piace pensare di averlo in qualche modo «salvato».

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7 cose sugli ordini di protezione.

1) Gli ordini di protezione sono stati introdotti in Italia con la legge n. 154 del 5.4.2001 agli artt. 342 bis e 342 ter del codice civile e 736 bis del c.p.c..

2) Rappresentano un calco dei restraining orders dell’esperienza anglosassone: hai mai sentito, in un film o serie tv USA, che un ex coniuge aveva il divieto di avvicinarsi a meno di tot metri
dall’altro?.

3) Appunto con gli ordini di protezione puoi ottenere che un familiare violento sia allontanato e debba mantenersi sempre ad una certa distanza da te.

4) Dunque gli ordini di protezione servono quando si teme che un familiare possa diventare violento o più violento, col pericolo di gravi danni.

5) Per chiedere un ordine di protezione servono presupposti gravi, seri e ben comprovati, trattandosi di un intervento pesante nella vita delle persone.

6) Purtroppo molti ricorsi di questo genere vengono presentati senza adeguate basi fattuali, istruttorie e giuridiche in situazioni di semplici crisi familiari e relazionali.

7) É evidente che nelle situazioni di crisi familiare c’è sempre tensione e non sono mai gradevoli ma se non c’è una minaccia concreta e grave di violenza non ha senso richiedere un ordine di protezione.

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diritto

Polizza di responsabilità civile del capo famiglia: 10 cose da sapere

1. **Cos’è la polizza responsabilità civile capofamiglia?**\
È una copertura assicurativa che tutela il capofamiglia e i suoi familiari da eventuali danni involontari causati a terzi.

2. **Chi è coperto dalla polizza?**\
La polizza copre il capofamiglia, i familiari conviventi e talvolta anche gli animali domestici.

3. **Cosa copre la polizza?**\
Copre danni involontari a persone, cose o animali causati dal capofamiglia o dai suoi familiari.

4. **Quali danni non sono coperti?**\
La polizza non copre danni volontari, causati da guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

5. **Come funziona il risarcimento?**\
In caso di danno, l’assicurazione provvede al risarcimento del terzo danneggiato, fino al limite massimo stabilito dalla polizza.

6. **Qual è il massimale della polizza?**\
Il massimale è l’importo massimo che l’assicurazione si impegna a pagare in caso di danno. Varia in base alle condizioni contrattuali.

7. **È obbligatoria la polizza responsabilità civile capofamiglia?**\
No, non è obbligatoria, ma è consigliata per proteggere la famiglia e la casa da eventuali richieste di risarcimento.

8. **Come scegliere la migliore polizza?**\
Confronta diverse offerte, valuta i massimali, le franchigie e le esclusioni. Tieni presente anche il costo del premio annuale.

9. **Come funziona la denuncia di un sinistro?**\
In caso di sinistro, bisogna informare tempestivamente l’assicurazione e fornire tutte le informazioni e i documenti necessari.

10. **È possibile ottenere sconti sulla polizza?**\
Sì, alcune assicurazioni offrono sconti in base a particolari condizioni, come l’assenza di sinistri pregressi o l’installazione di sistemi di sicurezza.

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Fatti una assicurazione del capo famiglia.

Da decenni predico la necessità per tutti, specialmente se sono genitori o, più semplicemente, hanno animali, di munirsi di una copertura assicurativa per i danni che possono essere cagionati dai membri della famiglia, animali compresi.

Costa, in media, 150€ all’anno; si tratta dunque di una spesa molto contenuta.

Purtroppo, in Italia questa forma di assicurazione al momento non è obbligatoria, ma riesci a pensare ai danni che può fare un bambino piccolo, che non ha ancora sviluppato la prudenza e l’oculatezza di cui dispone di solito un adulto, o un cane magari di grossa taglia che sfugge al tuo controllo?

In questi giorni purtroppo la cronaca ci offre l’esempio di una persona anziana che sfortunatamente ha perso la vita in seguito ad un incidente in bicicletta causato da un bambino di 5 anni, con conseguente responsabilità del padre, che – si noti bene – non è solo penale, ma anche civile: il padre dovrà risarcire del danno gli eredi della donna.

Se il padre non è munito di assicurazione del capo famiglia, dovrà risarcire il danno con denaro proprio.

Dai retta al tuo amichevole avvocato di quartiere:

1) fatti una assicurazione del capo famiglia;

2) fatti una assicurazione di tutela legale (altra polizza non obbligatoria, ma che invece dovrebbero avere tutti);

3) collegati e iscriviti subito al blog degli avvocati dal volto umano per ricevere altri preziosi consigli «salva deretano» come questo, che nessun altro ti dà: 👉 blog▫️solignani ▫️it

4) salva i tuoi amici e i tuoi familiari: manda loro una copia di questo post in modo che possano proteggersi adeguatamente anche loro.

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Commercialista che sbaglia: chi paga?

anni addietro ho effettuato tramite commercialista la compilazione del modello 730
A distanza di 9 anni mi arriva la richiesta di un risarcimento da parte di agenzia delle entrate in quanto il 730 è stato compilato in maniera errata (sul foglio del verbale vi è l’annotazione dello studio che ha effettuato il modulo)
La domanda è……devo pagare io? posso richiedere un risarcimento allo studio? deve pagare direttamente tutto lo studio?
  1. La prima cosa da fare è identificare le responsabilità in merito alla compilazione errata del modello 730.
  2. A tal fine, è necessario prendere visione del verbale e valutare se il commercialista/studio abbia effettuato una compilazione scorretta o se vi siano state indicazioni errate da parte dell’utente.
  3. In caso di compilazione scorretta da parte del commercialista/studio, sarà opportuno valutare la possibilità di avviare un’azione legale per chiedere un risarcimento.
  4. Infatti, l’utente potrebbe aver subito un danno patrimoniale a seguito della compilazione errata del modello 730.
  5. Inoltre, l’utente potrebbe avere diritto ad un risarcimento in caso di responsabilità del commercialista/studio.
  6. Tuttavia, è necessario considerare che la legge potrebbe prevedere un limite massimo di cinque anni per la richiesta di risarcimento del danno.
  7. Pertanto, l’utente potrebbe non avere più diritto al risarcimento a causa del decorso del tempo.
  8. A tal proposito, è opportuno effettuare un’attenta valutazione della situazione, anche in considerazione della possibilità di riapertura dei termini di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
  9. In ogni caso, l’utente potrebbe presentare una richiesta di rimborso allo studio, nella quale indicare la possibilità di un risarcimento in caso di compilazione errata da parte del commercialista/studio.
  10. Infine, l’utente dovrebbe verificare con l’Agenzia delle Entrate la possibilità di una definizione agevolata della controversia in caso di compilazione errata del modello 730.

Quando hai i documenti, se vuoi procedere chiama lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; altrimenti, puoi acquistare direttamente da qui: in questo secondo caso, sarà lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della riunione.

Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio, questo primo appuntamento potrà avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o anche tramite telefono, se lo preferisci. Per inviarmi i documenti, potrai poi usare questa semplice guida.

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Quando il danneggiato temporeggia.

Mio figlio 24 anni l amico 27 scherzando tra ragazzi involontariamente gli ha spezzato mezzo dente . Da subito mio figlio gli ha detto te lo faccio sistemare .ora premetto che il ragazzo essendo figlio del xxx .ha iniziato: vado con mio padre .il dente me lo hanno sistemato però devo fare vari lavori in più può esse fra dieci anni devo rifarlo. Ci senbra che voglia un po’ ” tenerci sulle corde ” anche perché avevamo proposto di andare subito dal nostro dentista. Comunque assolutamente è stato un incidente e come dobbiamo comportarci?

In questo caso, la cosa migliore è parlare con il figlio dell’amico e spiegare loro che l’incidente è stato assolutamente involontario e che si vuole essere pronti a prendersi tutte le responsabilità del caso.

Si dovrebbe poi offrire di pagare le spese mediche dell’amico per curare il dente e risarcirlo per qualsiasi altro danno arrecato.

Se l’amico insiste sull’idea di attendere dieci anni prima di rifare il dente, si dovrebbe essere pronti ad accettare le sue condizioni, ma anche essere aperti al dialogo e a cercare una soluzione più rapida e soddisfacente per entrambe le parti.

Suggerirei di fare seguire la trattativa ad un avvocato.

Se vuoi procedere chiama lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; altrimenti, puoi acquistare direttamente da qui: in questo secondo caso, sarà lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della riunione.

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