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Il figlio eredita dal padre che era stato dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale e cioè la vecchia potestà?

se un padre che ha perso la patria potestà nei confronti del proprio figlio muore, la sua eventuale eredità e i suoi debiti vengono ugualmente ereditati dal figlio stesso?

Sì, certo, sono due profili che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro.

La perdita della potestà, che spesso non è nemmeno integrale, ma è solo una limitazione, anche se nella pratica questi tipi di interventi vengono confusi e considerati sempre come una perdita totale, riguarda il potere del padre di poter prendere decisioni nell’interesse del figlio.

Tra l’altro, con il decreto legislativo 154 del 28 dicembre 2013 non si parla nemmeno più di potestà, ma di responsabilità genitoriale.

La perdita di questo «potere» o, meglio, ufficio, non comporta che il genitore non debba continuare a provvedere ai suoi obblighi nei confronti del figlio e ad esempio, segnatamente, deve continuare a pagarne il mantenimento.

La perdita della responsabilità inoltre non fa venir meno il rapporto sia biologico che legale tra il genitore e il figlio con tutto ciò che ne consegue tra cui il fatto per cui il figlio alla morte del padre viene chiamato alla sua eredità.

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Con il divorzio decade automaticamente l’assegnazione della casa coniugale?

Sono in fase di divisione della ex casa coniugale.
La ex afferma di avere tuttora il “diritto di abitazione”.
In sentenza di separazione è detto:”2) L’abitazione familiare, di proprietà comune dei coniugi, è
assegnata alla Signora S.”
Nella sentenza di scioglimento del matrimonio, oltre ai motivi della decisione cita: “Non vi sono
provvedimenti accessori da assumere.”
Vorrei sapere se nel mio caso con lo scioglimento del matrimonio si conserva o meno il diritto di
abitazione della ex.

Bisognerebbe, innanzitutto, esaminare i due provvedimenti, non avendo senso paragonarli per estratto e senza poterli visionare nella loro interezza, probabilmente anche insieme al ricorso introduttivo.

Al di là di questo, bisognerebbe capire soprattutto nel merito se ci sono ancora i presupposti per il mantenimento del diritto di abitazione a suo tempo concesso, cioè se il figlio o i figli a tutela dei quali era stato previsto sono ancora in casa o ne sono usciti.

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I figli maggiorenni non autosufficienti possono chiedere la modifica delle condizioni di separazione?

vorrei sapere se le mie due figlie maggiorenni ma non economicamente indipendenti, possono chiedere con loro azione autonoma, la modifica delle condizioni di separazione consensuale omologata, nelle quali si è stabilito un contributo al mantenimento a carico del padre di €. 150.00, divenuto insufficiente.
Tale richiesta si rende indispensabile infatti, alla luce sia del protrarsi del corso universitario di una delle figlie con conseguente iscrizione come fuoricorso e sia per l’iscrizione al primo anno universitario dell’altra figlia, all’epoca della separazione ancora studentessa liceale. Qualora proponibile, come va proposta l’azione con ricorso o citazione ?

Direi di sì, a prescindere dalla convivenza o meno con l’altro genitore, si tratta se ben ricordo di una ipotesi di legittimazione concorrente in capo sia al figlio non ancora autosufficiente sia al genitore (eventualmente) convivente.

L’atto introduttivo con cui si propone la modifica delle condizioni è solitamente il ricorso, ma questo è un aspetto tecnico che comunque dovrà valutare il legale che si occuperà della vicenda.

Ovviamente, più che questi aspetti, bisognerà valutare la situazione nel merito.

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Per un problema col padre di mio figlio ho bisogno per forza di un avvocato?

mi sono rivolta in passato al tribunale dei minori ( ho un figlio ora 14enne) xchè il padre beveva smodatamente ed era diventato un problema. il tribunale sentenziò la presa in carico del sert ,servizi sociali e NPI. per un paio di anni le cose andarono bene poi ricominciarono come prima ,quando una grave malattia colpì il padre di mio figlio ( un aneurisma a luglio 2012 e poi crisi epilettiche recenti) . appena uscito dall’ospedale lui ha ripreso a bere e con le terapie che fa basta sempre meno . Ora mio figlio nn vuole piu andare da lui ne sentirlo al telefono . E lui ci perseguita per poterlo vedere e sentire. Io non posso permettermi un avvocato ma non rientro nel patrocinio gratuito (reddito netto 13895 €). cosa è in mio potere di fare? posso rivolgermi al tribunale dei minori senza avvocato?i servizi sociali possono fare una segnalazione?

Al tribunale dei minorenni non credo tu possa rivolgerti senza un avvocato, dato che la materia è indisponibile.

Quello che puoi provare a fare è proprio rivolgerti ai servizi sociali, esponendo agli stessi il problema e lasciando che siano loro a fare una relazione al tribunale dei minorenni.

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Posso trasferirmi all’estero durante la separazione giudiziale?

sono una mamma di una bimba di 4 anni. Due anni fa il mio ex marito mi confessa che non se la sente di essere né marito e né padre decidendo x una separazione consensuale. Dopo vari tentativi di conciliazione da parte mia anche tramite mediazione familiare (lui non è mai venuto agli incontri) e dopo mesi di umiliazioni e offese ricevute decido (e lui era stato avvisato dai legali) di lasciare la casa coniugale. Al tentativo di separazione consensuale, lui la trasforma in giudiziale perché “non gli è andato giù” il fatto che me ne sia andata. Sono due anni che la causa va vanti e presto ci sarà l’ultima udienza x poi la sentenza. Non dà il mantenimento stabilito. Io lavoro saltuariamente e qs nn mi permette di vivere adeguatamente. Adesso ho un compagno il quale per motivi di lavoro si è trasferito all’estero e ho intenzione di seguirlo insieme a mia figlia in modo da vivere e lavorare insieme. Esiste un provvedimento in qs caso? Posso trasferirmi?

Visto che è pendente un procedimento di separazione, la cosa migliore è confezionare un ricorso in corso di causa dove chiedi l’autorizzazione al trasferimento all’estero.

Questo ricorso deve essere molto dettagliato e integrare, in sostanza, un progetto per la vita di tua figlia, teso a comprovare come la nuova situazione sarebbe per lei migliore quanto a condizioni di vita attuali e future prospettiva di crescita e di lavoro.

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Dopo 7 anni che mi sono sposata posso chiedere il mantenimento arretrato a mio padre?

ho un problema e sto gia consultando un avvocato ma vorrei avere più pareri per non intraprendere qualcosa che non e fattibile.praticamente i miei sono divorziati dal 1999 e io sono sempre stata con mia madre.mio padre doveva versarmi mensilmente 400 mila lire ma non me li ha mai dati e mia madre non ha mai fatto nulla per averli perché aveva paura di lui.ora lui e sposato con un altra donna e sta in equador ha un altra figlia e percepisce una pensione italiana perché era finanziere.io ho 26 anni sono sposata da 7 anni e ho 3 figli.io non lavoro e momentaneamente neanche mio marito e vorrei richiedere gli arretrati degli ultimi 5 anni.secondo lei e una cosa fattibile?

Io credo che il tuo credito sia molto probabilmente andato in prescrizione.

Hai cessato di avere diritto al mantenimento quando ti sei sposata, 7 anni fa.

In quel momento, avresti potuto chiedere gli «arretrati» andando indietro di 5 anni.

Adesso quelle rate mensili (12×5) sono andate in prescrizione anch’esse per il decorso di sette anni.

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Posso chiedere una rideterminazione retroattiva dell’assegno di mantenimento per mio figlio?

Ho un ex marito che vive in Danimarca ..molto ricco fa l’avvocato e il Professore all’ Università.
Mi sono sempre accontentata di circa 400 euro al mese per il figlio nato dal nostro matrimonio perchè ho sempre dato la priorità al fatto che lui venisse a trovare il figlio più che poteva e ho prediletto la buona relazione tra noi piuttosto che i soldi..ho fatto molti sacrifici per tirare su lui e gli altri tre figli nati successivamente da un altro matrimonio…adesso mio figlio ha 21 anni e da lui ho saputo che al figlio della sua seconda moglie il mio ex.marito ha comprato una casa….
Adesso con la crisi mi trovo anch’io in difficoltà e la notizia di cui sopra mi ha veramente irritato: io mi sono sacrificata per anni in modo che lui mettesse da parte i soldi per il figlio di un’ altra…( attenzione non è suo figlio nè l’ha adottato…ma il padre di costui non lo mantiene)….cosa posso fare posso chiedere ad un giudice che lui mi dia i soldi che mi avrebbe dovuto dare in passato ?

Non credo onestamente che si possa fare.

A suo tempo, hai fatto una valutazione di congruità dell’assegno di mantenimento, che va calibrato in primo luogo sui bisogni effettivi del figlio, che non puoi cambiare adesso, con effetto per di più retroattivo, solo perché hai saputo che il padre ha «donato» una casa ad un’altra persona.

Un possibile aspetto da approfondire potrebbe essere proprio quello del «titolo» in base al quale è avvenuta la dazione di questa casa, perché in certi casi potrebbe forse venire in considerazione al momento in cui si aprirà la successione del padre.

Capisco la tua amarezza e anche probabilmente l’ingiustizia della situazione, ma credo che a livello legale difficilmente ci possano essere basi per fare qualcosa. Per non dire del fatto che la dimensione internazionale della vicenda complicherebbe sicuramente la sua gestione a livello giudiziario.

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Se non mi rassegno al poco tempo che mi rimane con mia figlia cosa posso fare?

io sono un padre che l anno prossimo vedrà andare via sua figlia di casa…… mi sono separato da nove mesi (eravamo conviventi) di comune accordo abbiamo deciso di far finire gli anni di materna nella stessa scuola… ma l anno prossimo ci sara il passaggio alle primarie e la madre la vorrebbe portare piu vicina a dove abita…. premetto che parliamo di 16 km di distanza!!! ma purtroppo aime abbastanza per non vederla crescere…. non riuscirei mai a tenerla e portarla a scuola la mattina ( causa lavoro) pensavo di poterla tenere nel fine settimana ( venerdi sera – domenica sera) ma mi è stato chiesto di fare un weekend a testa…. siccome ritengo queste richieste non giuste nei miei confronti vorrei sapere come poter procedere per tutelare i miei diritti…. io amo mia figlia e non capisco perchè se due persone si lasciano il figlio deve essere affidato alla mamma…..so che siete persone intelligenti e quindi vi chiedo di rispondermi francamente ” avrò mai una speranza”

Per valutare queste situazioni, bisogna partire non dalle previsioni generali ed astratte della legge, che spesso si limitano a vere e proprie dichiarazioni di principio (es.: «tutelare i figli!»), che come tali, sia pur se importanti, danno poche indicazioni di tipo pratico, ma dalla situazione concreta e da un progetto che si deve definire per la vita della famiglia dopo la sua disgregazione.

Questo progetto riguarda la scuola che frequenterà vostra figlia, i luoghi dove andrete ad abitare, dove lavorerete, gli orari che avrete di ingresso e uscita nei luoghi in cui trascorrerete il tempo durante il giorno, la casa di abitazione degli eventuali nonni e tutti gli altri numerosi ma ugualmente importantissimi dettagli destinati a comporre il mosaico che vi interessa.

Ancora prima di vedere questo, bisogna capire se ci sono i presupposti per adottare una situazione di tipo consensuale, dove siete voi due a concordare le condizioni per la vita familiare dopo la crisi, o se invece bisognerà richiedere ad un giudice di farlo, perché questo cambia moltissimo il quadro e il metodo da seguire.

Quindi alla tua onesta e semplice domanda non c’è una risposta o meglio la risposta è tutta da costruire nei prossimi mesi, con l’assistenza di un bravo avvocato e magari qualche seduta da un mediatore familiare.

Prima di parlare di diritti e leggi, parlate di cosa dovrebbe fare, cosa riterreste giusto che facesse, vostra figlia tutti i giorni e tutte le ore della settimana, da lunedì quando si sveglia, alla domenica sera quando va a letto, a partire da quando non vivrete più insieme.

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Si può richiedere il mantenimento per i mesi anteriori all’udienza presidenziale?

vorrei sapere se e’ possibile recuperare gli assegni di mantenimento del periodo antecedente la presidenziale basandosi sulle cifre impostr dal Giudice soprattutto quando il coniuge in tutti i mesi precedenti non ha versato quasi nulla neanche per il mantenimento del figlio. Se si in che sede si puo’ fare? Solo con richiesta in istruttoria?

Se il provvedimento non prevede nulla al riguardo, puoi chiedere una modifica dello stesso, affinché precisi la data di decorrenza dello stesso dal momento della separazione di fatto.

La richiesta deve essere indirizzata al giudice istruttore al quale la causa è stata rimessa dopo la fase presidenziale, dal momento che il presidente, dopo la relativa fase, si spoglia dei relativi poteri a favore dell’istruttore. Ovviamente, a volte capita che il presidente nomini istruttore sé stesso, ma anche in questo caso la domanda bisogna rivolgergliela come istruttore.

È chiaro che sarebbe stato meglio fare questa richiesta nel ricorso originario, o comunque nell’atto di costituzione.

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La mia ex moglie ha diritto di sapere dove lavoro?

ho cambiato lavoro da poco e la mia ex moglie pretende di sapere dove lavoro e mi vuole portare in tribunale..abbiamo un bambino di 6 anni e siamo separati dal 2009,l’anno scorso siamo andati in tribunale per accordarci per il bambino..io per lavoro torno a casa ogni week end e da accordi devo averlo 2 week end consecutivi e uno lei..sono obbligato a dirgli dove lavoro??se lei non mi chiede il consenso di qualsiasi cosa e poi pretende dei soldi,io cosa devo fare??ultima domanda:anni fa prese multe per un totale di 800€ ma la macchina era intestata a me,ora non vuole pagare le multe,come faccio???il mio avvocato ha detto di pagarle e poi faremo il ricorso e pignorano i soldi sul suo conto corrente e se lei toglie i soldi dal conto come faccio?

Come ti dicevo anche tramite il gruppo «avvocati dal volto umano» su facebook, la tua ex moglie non ha lo stretto diritto di sapere dove lavori, a meno che ciò non sia essenziale o anche solo opportuno per la gestione di vostro figlio. Ovviamente, a seconda della vostra situazione particolare, potrebbe anche esserlo, quindi devi valutare con cura l’atteggiamento che devi assumere sul punto.

Per quanto riguarda le multe, non puoi che pagarle intanto perché allo Stato non interessa assolutamente nulla chi fosse alla guida. Dopo aver pagato, dovresti poi fare rivalsa sulla tua ex moglie, ma in questa eventuale causa dovresti dimostrare, per ognuna di esse, che quel giorno era lei alla guida e non tu, prova che secondo me è molto difficile da dare se non impossibile, ragione per cui credo che ti convenga pagarle e basta e che se tu facessi la causa per rivalsa rischieresti fortemente di sprecare altri soldi.