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L’anima vuole connessioni, qualsiasi divisio …

L’anima vuole connessioni, qualsiasi divisione è un inconfondibile segno egoico o satanico. Uno dei post per cui ho ricevuto più insulti, ma uno dei più veri e necessari.

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Non dividerti da ciò cui sei connesso.

«L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.» (Matteo 19, 6)

L’insegnamento del Maestro più animico e oggi più disatteso di tutti.

Non ci sono solo le separazioni, ma l’aborto, le disposizioni avanzate di trattamento, l’eutanasia, la costante distrazione digitale, che distoglie l’uomo dal «cuore del suo cuore», e, infine, la separazione dell’uomo da Dio.

Questa è l’epoca più satanica della storia, quella in cui i livelli di divisione sono altissimi, dove sta trionfando il grande divisore, cioè il diavolo stesso.

È il peso più grande per la nostra anima, che vuole connessioni, che è come un bambino che volge il viso e si protende verso chiunque incroci il suo sguardo, perché la vita premia la vita, la creazione, l’amore e tutto ciò si può avere solo tramite le relazioni e non le cesure.

Viceversa, è solo per momenti egoici che prendiamo decisioni che conducono a separazioni o divisioni: da Dio, da un amico, da un compagno di vita, da un figlio, un fratello, un genitore, che lasciamo ammazzare perché tanto sta soffrendo e allora è meglio cosi – ecco il trionfo della «logica» sul cuore.

Io ti dico che Satana non ha mai goduto così tanto e non ha mai avuto così tanti proseliti, spesso inconsapevoli, come oggi.

Ti lascio con queste domande:

  • questo insegnamento del Maestro serve per una ordinata convivenza civile o per la tua felicità, per quella di ogni uomo?
  • quali sono le grandi separazioni, le divisioni della tua vita?
  • cosa puoi fare per prenderti cura della tua anima e renderla ogni giorno più grande?

Un abbraccio.

«Dio ci rende spesso visita, ma noi non siamo quasi mai in casa» – Meister Eckhart

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Auguri a me, auguri a tutti i papà, a tutti q …

Auguri a me, auguri a tutti i papà, a tutti quelli che si chiamano Giuseppe, come uno dei santi più splendenti, forti e necessari.

La figura del padre va letteralmente ricostruita, perché la modernità, con la sua tendenza verso il genere neutro e l’abbandono della famiglia organica, l’ha indebolita eccessivamente, quando invece oggi c’è, per tutti, un bisogno essenziale di veri uomini e di veri padri, oltre che di vere donne.

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? clicca il link per leggere il post…?

https://blog.solignani.it/2020/03/08/ricostruire-la-figura-del-padre/

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Auguri a me, auguri a tutti i papà, a tutti q …

Auguri a me, auguri a tutti i papà, a tutti quelli che si chiamano Giuseppe, come uno dei santi più splendenti, forti e necessari.

La figura del padre va letteralmente ricostruita, perché la modernità, con la sua tendenza verso il genere neutro e l’abbandono della famiglia organica, l’ha indebolita eccessivamente, quando invece oggi c’è, per tutti, un bisogno essenziale di veri uomini e di veri padri, oltre che di vere donne.

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Combattere il male senza farsene contagiare.

«Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due(Matteo 5, 39-41)

Per l’uomo occidentale, il concetto di karma sarebbe solo una forma di vendetta o legge del taglione che l’universo, o Dio, perpetrerebbero al posto di chi è rimasto vittima di qualcuno – naturalmente quando la vittima si era dimenticata le palle a casa per vendicarsi da sé.

In realtà, a parte che il karma non ha nulla a che fare con questo, il desiderio di vendetta è solo uno dei danni fatti dal male che si è ricevuto: significa che non ti sei limitato a restarne vittima, ma hai lasciato che il male ti contagiasse, si propagasse dentro di te.

In altre parole, gli hai aperto la porta e sei diventato anche tu quel male.

Lo strumento più efficace per aprire la porta al male è quello del giudizio, mentre il suo opposto, la compassione, ti consente di restare integro.

All’esatto opposto di quel che pensavi e pensano tutti.

«Porgere l’altra guancia» del nostro Maestro buono significa esattamente questo: combattere sempre il male, senza però mai farsene contagiare, senza diventare parte di quel male.

Il primo modo di combattere il male, la prima linea di difesa è: lasciarlo fuori, non farlo entrare, custodire e proteggere la tua buona anima.

Evviva noi.

«Non rendete male per male né ingiuria per ingiuria, ma rispondete augurando il bene

(1 Pietro 3, 9)

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Il narcisismo, come scollegamento empatico d…

Il narcisismo, come scollegamento empatico dalle persone che ti circondano, è un precipitato diretto della mentalizzazione, in cui oggi siamo tutti esperti ed immerso.

Siamo alla continua ricerca di pretesti per non ascoltare il cuore che, innestato nel petto, si sgola come un uccellino nel nido in attesa del cibo.

Noi però non lo ascoltiamo, scegliamo di non ascoltarlo, finendo ogni volta per ritrovarci vuoti e insoddisfatti a ripensare perplessi a quella nostra «logica» che, quando l’abbiamo pensata, sembrava così perfetta e risolutiva… salvo poi scoprire poco dopo che è, tutto al contrario, sterile e non ci nutre.

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Questa cosa per cui se un tuo congiunto ha un…

Questa cosa per cui se un tuo congiunto ha un problema di salute è colpa dei medici che lo curano che devono quindi essere menati è ormai epidemica.

Vittima una giovane dottoressa, E.C., minacciata e insultata dal marito di una paziente, prima al telefono e poi in ambulatorio. Il genitore del medico ha due ?
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Mentalizzazione: il principale ostacolo alla felicità.

Qui a Modena c’è un detto di profonda saggezza: «piú studiano, più diventano ignoranti».

É una considerazione talmente esatta da sembrare quasi una delle svariate leggi dell’anima messe a fuoco dall’uomo nel corso dei secoli, specialmente con il contributo dei più evoluti.

Significa che lo studio, l’applicazione nell’intelletto, determina mentalizzazione: il centro della vita di una persona, la sua angolazione, il punto di vista da cui guarda gli altri e il resto del mondo «sale» dal cuore alla testa, perde gli infiniti cardiaci e si va a incastrare nelle gabbie della mente.

La persona mentalizzata – a star bassi, il 90% di chi vive oggigiorno – perde la compassione, la capacità di perdonare, la gratitudine, la contentezza e la consapevolezza del momento presente, per guadagnare il giudizio, che é un processo altamente tossico per l’anima.

«Il Signore conosce i pensieri dell’uomo: non sono che un soffio

(Salmo 94, 11)

Questa è l’«ignoranza» degli studiati: gente che va in alto, entra nel mondo astratto della mente, diventa brava a progettare e a lavorare, ma perde la capacità di percepire lo stato d’animo di chi le si trova di fronte, pone come obiettivo di fare quel che «é giusto», anche se questo fa sanguinare l’anima, la loro e quella di coloro che gli stanno intorno.

É il paradigma inverso a quello dettato dal maestro Yeshua: sacrifici, non misericordia.

Un tempo le persone così erano poche, ma oggi, con il benessere generalizzato e l’accesso all’istruzione disponibile a tutti, impostato solo sulla mente e non su anima e corpo, che invece sarebbero molto più importanti, più del 90% delle persone sono così, mentalizzate.

Questa è una delle cause principali di sofferenza e insoddisfazione per l’uomo che vive oggi in Occidente.

Clicca di seguito per valutare un percorso di counseling.

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Il papa laico della religione contemporanea d…

Il papa laico della religione contemporanea della scienza stende la mano sul suo popolo, rincoglionito da decenni di televisione, e vi infonde tranquillità con due ragionamenti spicci

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Perché la politica é legata alla crescita pe…

Perché la politica é legata alla crescita personale?

Uno non potrebbe limitarsi a lavorare su se stesso, ignorando la spazzatura che viene quotidianamente riversata sull’uomo contemporaneo dai media e dai social?

Purtroppo no. Esiste un inconscio collettivo dell’epoca neoliberista che rema molto contro ogni processo di vera evoluzione dell’uomo e della donna di oggi.

Ci sono dei veri e propri inquinanti psichici e spirituali dai quali, se non ci si difende, si producono danni reali.

Dopo i commenti estremamente critici ricevuti al mio post sul monologo di Rula a Sanremo2020, devo dire che ho riconsiderato la mia opinione a riguardo. Attualmente penso, molto pianamente, che se fossimo un popolo con le palle organizzeremmo una vera class action contro la Jebreal, la Rai e Sanremo in cui richiedere i danni causati