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Per quanto tempo rimane valido un atto di precetto?

nel giorno dell’11 novembre 2014, mi è stato notificato un precetto su sentenza, ad oggi, non ho avuto nessun’altra comunicazione, sono scaduti i termini?

Il precetto va in perenzione, cioè diventa inefficace, normalmente dopo tre mesi dall’avvenuta notifica se nel frattempo il creditore non ha provveduto ad iniziare il processo esecutivo, di solito richiedendo il pignoramento.

In tali ipotesi, tuttavia, il creditore ovviamente non perde il diritto lui garantito dal titolo esecutivo, ma può procedere ad una rinnovazione dell’atto di precetto, senza, tuttavia, poter chiedere in questo secondo atto le spese legali relative al precedente, che è diventato inefficace per sua inerzia.

L’azione esecutiva si ritiene sottoposta al termine di prescrizione ordinario che è come noto decennale.

Ovviamente, alla scadenza dei tre mesi dalla notifica il debitore non può ancora stare, nemmeno per il momento, tranquillo: il creditore potrebbe avere, proprio per l’imminenza della scadenza, richiesto il pignoramento, ad esempio quello mobiliare, e l’ufficiale giudiziario magari deve ancora iniziarlo. In questi casi, il pignoramento è stato richiesto e quindi il precetto non è diventato invalido, quindi il pignoramento stesso verrà poi eseguito regolarmente.

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Precetto dopo lo sfratto: cosa si può fare?

ho ricevuto l’atto di precetto per lo sfratto dal negozio, di seguito al tribunale il giudice ha convalidato lo sfratto, adesso sono in attesa del ufficiale giudiziario. cosa posso fare? hno bisogno di qualche consiglio

Prima di tutto, si riceve la notifica dello sfratto, che non c’entra niente con il precetto. Dopodiché, lo sfratto, se non ci sono valide forme di opposizione e il giudice lo ritiene fondato, viene convalidato, cioè diventa definitivo.

In quel momento, oppure, nel caso, analogo, in cui venga convalidato nonostante opposizione (nel qual caso, in sostanza l’intimazione di sfratto viene munita di una specie di provvisoria esecutorietà), il padrone di casa può mandare l’atto di precetto.

L’atto di precetto è un documento stragiudiziale, fatto generalmente dall’avvocato del padrone di casa, con cui si preannuncia l’esecuzione dello sfratto, e cioè si richiede all’inquilino di voler rilasciare spontaneamente l’immobile, avvertendo che in difetto vi provvederà l’ufficiale giudiziario assistito, in caso sia necessario, da un fabbro e dalla forza pubblica.

Il termine che deve trascorrere tra la notifica del precetto e l’inizio dell’esecuzione è per legge di 10 giorni.

Arrivati, comunque, alla notifica del precetto, non c’è molto che si possa fare.

Generalmente, è necessario attivarsi prima della convalida, per far valere eventuali ragioni per cui si è accumulata la morosità ovvero, in mancanza, per chiedere il termine di grazia, cosa con la quale si ammette l’inadempimento e ci si impegna a sanarlo entro, appunto, un certo termine concesso dal giudice. In questa fase, ovviamente, il termine di grazia non si può più chiedere.

L’unica cosa che si può fare è cercare di negoziare un accordo con il padrone di casa per ottenere, magari, un rilascio più graduale, con tempi che consentano di recuperare un’altra abitazione. A volte, inoltre, alcuni padroni di casa rinunciano a tutte o ad alcune delle mensilità arretrate, e quindi al relativo recupero del credito, in cambio del rilascio immediato.

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Posso recuperare le rate di mantenimento se non mi sono costituita parte civile?

separata legalmente da Tizio dal 2002, in seguito a mia denuncia querela in data 24/06/2010 a carico di Tizio, ricevo il 27/07/2011 dal Tribunale di Bergamo (sezione del GIP) un avviso ex art. 459, comma 4 CPP datato 16/06/2011, nel quale il cancelliere mi informa che, letti gli atti del procedimento penale n. 1051/11 a carico di Tizio, imputato del reato di cui all’art. 570 comma 2 CP in Bergamo dal mese di luglio 2008, è stato emesso decreto penale n. 1051/11 in data 7 aprile 2011 a carico dell’imputato suindicato.
All’epoca io non mi sono costituita parte civile, ma ora intendo recuperare il più possibile.
Se agissi in giudizio potrei recuperare solo fino a luglio 2009 (stante i 5 anni di prescrizione), previa lettera interruttiva della prescrizione da inviare immediatamente, o il decreto penale mi permette di recuperare da luglio 2008?

La fase penale è oramai esaurita e direi che non abbia più alcuna rilevanza per quello che vuoi fare tu.

Avrebbe rilevanza se tu volessi essere risarcita degli ulteriori danni che hai subito a causa dell’inadempimento, in quel caso potresti fare una causa civile a parte, che è poi la stessa «causa» che avresti fatto dentro al processo penale se ti fossi costituita parte civile a suo tempo (parte civile vuol dire proprio questo).

Ma in questi casi di solito si è fortunati se si riescono a recuperare le rate di mantenimento impagate, per cui io onestamente, perso il treno della possibilità di costituirti parte civile, non ci penserei nemmeno a fare una causa a parte ora.

Per recuperare le rate di mantenimento, devi azionare il provvedimento di separazione.

Chiedi un preventivo ad un legale per la notifica, intanto, dell’atto di precetto, a seguito della quale poi si valuterà in base alle reazioni che si manifesteranno.

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Posso ancora chiedere le parti non pagate del mantenimento a mio marito?

Sono divorziata da 16 anni. Il mio ex marito avrebbe dovuto versare per mio figlio un assegno mensile di 850.000 lire indicizzabile secondo gli aumenti ISTAT che però non ha mai dato,e neanche mi ha mai corrisposto gli importi stabiliti in sede legale del 50% su spese scolastiche e mediche e straordinarie.Dal 2008 ha deciso di ridursi l’importo di 50 euro poichè insieme alla nuova moglie ha acquistato una casa con il mutuo e io ho dato l’assenso a questa riduzione perchè mi ha promesso che più in qua parte di quella casa andrà a mio figlio.Tre mesi fa mi ha di nuovo ridotto il mantenimento a 300 euro perchè a suo dire nostro figlio ha finito la scuola e perciò non ha più bisogno di tutti questi soldi anche se non lavora.Premetto che mi occupo io di tutte le spese: spese per la patente per le uscite,per la benzina della macchina.Questo mese ha ridotto di nuovo l’assegno a 250 euro.Posso io denunciarlo e chiedere gli arretrati di tutto?

Puoi chiedere le porzioni non pagate rispetto alla misura del mantenimento prevista dalla sentenza di separazione, più l’aumento ISTAT anno per anno, andando indietro di 5 anni, termine oltre il quale le singole rate sono andate in prescrizione.

Per chiedere le singole parti del mantenimento impagate puoi procedere direttamente con un atto di precetto, contenente tutti i conteggi del caso, e la sentenza di divorzio, che costituisce già titolo esecutivo.

Per chiedere, invece, il rimborso delle spese straordinarie devi presentare, a mio giudizio, un ricorso per decreto ingiuntivo.

Non mi sembra corretto chiedere quelle parti rispetto alle quali avevi acconsentito alla riduzione, ma valuta tu ovviamente, dal punto di vista legale puoi farlo.

Soprattutto, io tenterei anche la strada della mediazione familiare perché anche in queste situazioni conservare o recuperare un po’ di dialogo può essere molto importante.

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Posso andare in tribunale a vedere i documenti delle mie cause senza il mio avvocato?

io ho vinto una causa di lavoro lo scorso giugno,con rientro del posto di lavoro e risarcimento, a novembre e’ partito l’atto di precetto contro terzi, e come riferisce l’avvocato ha avviato un mini processo
per il mancato rientro del posto di lavoro.
Siccome non ho molta fiducia nell’avvocato, nel senso che non è mai chiaro quando mi risponde…
posso andare di persona al tribunale e controllare l’atto di precetto?
l’appello è fissato per il prossimo aprile, se decido di cambiare avvocato a cosa vado incontro?

Il precetto è un atto stragiudiziale, quindi in tribunale non troveresti nessun precetto, se fossimo ancora nella fase stragiudiziale.

Se invece fosse stato fatto un ricorso al giudice dell’esecuzione dovrebbe essere stato aperto il relativo fascicolo al cui interno potrebbe trovarsi anche l’atto di precetto inizialmente notificato.

Ad ogni modo, come «parte interessata» hai tutti i diritti di accedere ai fascicoli delle posizioni, quindi puoi andare alla cancelleria del tribunale competente, munito di un documento di identità, e vedere il fascicolo e fare le copie.