Categorie
protocolli

Notifica del precetto: e dopo?

L’atto di precetto è quel documento che viene notificato a chi è stato condannato a pagare una determinata somma di denaro o a fare una certa cosa con cui appunto gli si chiede, per l’ultima volta, di pagare o fare quella cosa entro un termine di 10 giorni trascorsi i quali, se non fa quel che deve fare ed è previsto, inizierà un processo esecutivo nei suoi confronti, di solito un pignoramento, ma anche un giudizio per obblighi di fare o non fare, come ad esempio nei casi in cui l’obbligo di fare riguarda l’arretramento di un confine, ad esempio.

Il precetto è previsto dall’art. 480 del codice di procedura civile.

La notifica del precetto deve sempre avvenire a favore della parte personalmente, anche se la parte aveva in precedenza un suo avvocato. Il precetto, infatti, non fa parte del procedimento «a monte», ma ne inizia uno nuovo, appunto di natura esecutiva. Di solito, c’è una causa civile appunto a monte, o un procedimento monitorio, cioè per decreto ingiuntivo, al termine dei quali c’è un titolo, il celebre «titolo esecutivo», che è un provvedimento del giudice divenuto, a volte anche solo temporaneamente, esecutivo e che quindi può appunto essere messo in esecuzione, facendo precedere l’esecuzione dalla notifica del precetto.

La notifica del precetto, inoltre, deve sempre avvenire tramite pec in tutti i casi in cui è possibile; questa è una novità della riforma Cartabia. È fondamentale controllare, il giorno stesso della notifica, che il debitore o comunque il soggetto «precettato», specialmente se non si tratta di un’azienda o libero professionista, che sono obbligati ad avere una pec, non sia iscritto ad INAD, perché se iscritto la notifica deve avvenire via pec e se fatta in modalità cartacea sarebbe invalida.

Dopo la notifica, non c’è ovviamente nessun deposito telematico da fare, dal momento che si tratta di un processo nuovo, appartenente alla fase esecutiva. Al giudice della causa civile o del decreto ingiuntivo a monte non interessa niente, diciamo così, che tu abbia poi fatto o meno un atto di precetto col titolo che ti ha rilasciato. Eventualmente, il precetto sarà depositato in seguito, ma in un altro fascicolo telematico, una volta che sarà iniziato il pignoramento o comunque il processo esecutivo.

Dopo aver inviato la notifica, quello che c’è da fare è innanzitutto controllare la bontà della stessa: se cartacea, bisognerà valutare cosa dice l’avviso di spedizione e gli altri eventuali documenti relativi alla consegna dell’atto; se via pec, bisogna controllare bene le due ricevute di accettazione e consegna: a volte pur nei database ufficiali sono presenti indirizzi che non sono validi o potrebbero esserci altri errori sempre di consegna che impedirebbero di ritenere valida la notifica. 

Ovviamente, tutte le ricevute, sia quelle pec che nascono in origine come documenti digitali, sia quelle cartacee, che noi provvediamo sempre a scandire, vanno conservate con cura nella cartella digitale della pratica e sottoposta a backup e/o sincronizzazione in modo da evitare perdite di dati: noi usiamo come noto Dropbox for business.

Una volta verificata la correttezza della notifica, bisogna annotare – noi a studio usiamo google calendar – la scadenza del termine dei 10 giorni appunto del precetto.

Questo termine dei 10 giorni nel caso di notifica via pec decorre dal giorno stesso della notifica, che è il giorno anche del ricevimento. Nel caso, invece, della notifica cartacea, bisogna esaminare la ricevuta di ritorno della raccomandata e vedere come è avvenuta la consegna.

La scadenza va inserita in google calendar inserendo tra gli «invitati» anche la parte assistita in modo che possa tenere sotto controllo l’andamnto della pratica, sempre – mi raccomando, è molto importante – impostando una notifica via mail il giorno stesso della scadenza, che serve per ricordarsi poi di fare le attività successive.

Una volta scaduto il termine dei 10 giorni e ricevuto il «memo» da google calendar via mail che cosa si fa?

Quasi sempre, si fa l’istanza di cui all’art. 492 bis cod. proc. civ., ma potrebbe esserci anche una situazione diversa, come ad esempio negli obblighi di fare, sopra richiamati, nei quali casi bisogna fare un ricorso al giudice dell’esecuzione.

Di questi ulteriori adempimento ti parlerò in un altro post dedicato.

Per qualsiasi problema legale, chiama il numero 059 761926 e prenota il tuo appuntamento, presso lo studio di Vignola o tramite collegamento audiovisivo.

Iscriviti oggi stesso al blog per non perdere articoli fondamentali per la trattazione dei problemi legali come questo.

Categorie
trattare i problemi legali

La Cartastraccia mantiene le promesse.


La riforma Cartastraccia ™ si sta rivelando giorno per giorno ancor molto peggio di quel che già appariva sin dall’inizio.

Già i giudici mal sopportavano gli scritti degli avvocati, qui poveretti – non solo i giudici, che devono pur fare la fatica di ignorarci, a volte anche riuniti in #collegio, ma anche noi avvocati – si arriva alla prima udienza con già diverse memorie scritte, con un totale, a sommarle, che da oltre 50 pagine alle 100 ed oltre…

È una vera fiera dell’inutilità e del non senso, anche perché una memoria un magistrato la può leggere molto meglio se ha già incontrato almeno una volta le parti e si è già fatto un’idea, sia pur minima, della situazione.

A cosa serve il principio di sintesi se ti fanno scrivere due o tre memorie prima ancora che le parti vedano il giudice? La sintesi sarebbe innanzitutto scrivere un solo atto per parte.

Temo, e un po’ già vedo, che con questa malefica e demenziale riforma andremo ad incontrare in prima udienza giudici ancor più scoglionati di quanto già non fossero prima – e non mi sento nemmeno di dar loro torto a riguardo.

Iscriviti oggi stesso al blog per avere informazioni utili ed autentiche su come meglio trattare i problemi legali: articoli come questi non li trovi da nessuna altra parte!

Categorie
diritto

Riforma Cartabia: come la corazzata Kotiomkin.

Note dell’episodio.

Oggi entra in vigore la riforma Cartabia, una modifica legislativa che non apporterà alcun vantaggio e darà solo problemi a tutti gli operatori per i prossimi mesi ed anni, il cui unico scopo è quello di consentire ai politici di pavoneggiarsi e dire di aver fatto qualcosa per la giustizia, quando invece sarebbe stato molto meglio se non avessero fatto nulla.

Ascolta la puntata o guarda il video qui.

Iscriviti al blog, al podcast e al canale YouTube degli avvocati dal volto umano.

Leggi le indicazioni che seguono: troverai molte risorse utili.

Un abbraccio.

Risorse utili

Per tutti.

Sei un avvocato?

Blog.

I blog utili per ogni avvocato.
fare l’avvocato è bellissimoavvocati dal volto umanoterre dell’anima

Per iscriverti vai alla home page del blog, inserisci la tua mail, poi attendi l’invito che ti arriva per email, che dovrai infine confermare per iniziare a ricevere il post della settimana.

Canali youtube.

I canali youtube imperdibili per ogni avvocato:
fare l’avvocato è bellissimoavvocati dal volto umanoterre dell’anima

Ricordati di fare clic o tap sulla campanellina per ricevere una notifica quano esce un nuovo video.

Podcast.

I podcast che consiglio a tutti gli avvocati:
fare l’avvocato è bellissimoavvocati dal volto umanoterre dell’anima

Per sapere come iscriverti ad un podcast, leggi questo post .

Iscriviti anche alla podcast playlist dove raccolgo tutte le puntate utili per avvocati di qualsiasi podcast:
https://podurama.com/playlist/fare-lavvocato-e-bellissimo-iH6oIDQIjPDpRrr1V6rVw

Community.

Iscriviti alle seguenti community, molto utili per ogni avvocato:

Altri account

Altre risorse digitali non giuridiche

Trovi tutte le mie altre risorse digitali, non giuridiche ma di diverso argomento, al sito vienimidietro

Manda la tua domanda

Vuoi mandare anche tu la tua domanda?

Collegati a questa pagina e compila il modulo veloce veloce:

contatto

È completamente gratuito.

Chi sono io.

Tiziano Solignani, avvocato cassazionista, counselor, coach per avvocati, scrittore. Vivo e lavoro a Vignola, provincia di Modena. Puoi vedere tutte le mie risorse digitali e il mio mondo di contenuti qui.

Se ti va, puoi seguirmi sui miei profili social:
facebooktwitterinstragramvklinkedintiktok

👉 Se hai bisogno di assistenza professionale da parte mia, chiama il numero 059 761926 e prenota il tuo appuntamento.

Conclusioni.

👉 iscriviti al blog per ricevere gratuitamente il post della settimana, ogni giovedì alle 7;

👉 iscriviti ai canali di tuo interesse per ricevere gratuitamente tutti i futuri video.

👉 se hai bisogno di assistenza professionale, chiama il numero dello studio 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, in presenza oppure online.

👉 lasciami una recensione sul podcast: clicca qui

Categorie
diritto modello roba per giuristi tutorial

Istanza di visibilità con slpct: come farla.

Un breve tutorial su come fare correttamente l’istanza di visibilità temporanea del fascicolo con slpct, con anche un modello relativo.

Presuppone che slpct sia già stato installato e che ci sia già una conoscenza o almeno una confidenza minima con il programma.

Come tipo di atto, selezionare «atto generico / Istanza generica».

Il nome della busta deve, come sempre, essere compilato automaticamente. Noi a studio, a riguardo, seguiamo questa convenzione: mettiamo i nomi delle parti e, di seguito, separato da un doppio trattino, l’oggetto della busta.

Ad esempio

Pinco – Pallino — istanza di visibilità

A volte può capitare di effettuare uno stesso deposito più volte per fallimento di quello precedente, in questo caso aggiungiamo un numero alla fine

Pinco – Pallino — istanza di visibilità 2

In modo da non confonderci tra le varie buste che rimangono memorizzate in split

Come atto principale, devi mettere la tua istanza di visibilità ovviamente.

Ti metto di seguito un modello in formato word, naturalmente poi una volta compilato devi convertirlo in PDF «leggibile», cioè direttamente dal computer (non stampando e scandendo, insomma).

istanza di visibilita? temporanea fascicolo.docx

Una volta impostato l’atto principale, deve essere allegata la procura.

Allegare la procura

L’allegato deve essere marcato appunto come «procura alle liti» utilizzando l’apposita tendina; non va fatta alcuna dichiarazione di conformità anche perché la procura diventerà subito dopo un originale con l’apposizione della firma digitale. Naturalmente, la procura deve essere firmata sia dal cliente che dall’avvocato; da quest’ultimo viene firmata sia sull’originale cartaceo che, digitalmente, nell’esemplare informatico.

Una volta inseriti i due documenti – istanza di visibilità (atto principale) e procura alle liti – si può procedere alla firma e alla creazione della busta, facendo clic sull’apposito bottone.

bottone firma e crea busta

 

Prima di cliccare questo bottone, se hai, come me, la versione di slpct che consente la firma remota, devi selezionare la modalità di firma che intendi utilizzare: se quella locale, con chiavetta, o quella remota con Namirial. Guarda l’immagine qua sotto, prima di cliccare «firma tutto» a sinistra devi selezionare a destra con l’apposita tendina la modalità di firma. Di default, è impostata la firma in locale con la chiavetta. Questa collocazione a destra, dopo il bottone «firma tutto», è un po’ controintuitiva, ma pazienza. 

selezione modalità firma

 

Clic su «firma tutto», seleziona «solo in necessario» (è indifferente, slpct firmerà comunque entrambi i files, ovviamente), quindi si aprirà la finestra di dialogo obbligatoria per la visualizzazione del confronto

visualizza confronto

Basta fare clic su «visualizza confronto», si aprirà la nostra istanza. A quel punto si deve chiuderla e fare clic su «chiudi», dopo aver messo il segno di spunta a sinistra di «conformità verificata e dati strutturati». È solo una formalità, insomma. 

A questo punto si può procedere con la firma. Non mi dilungo sulla procedura di firma, anche perché esula dallo scopo di questo breve tutorial, ti anticipo solo che a breve pubblicherò un altro post con le procedure specifiche di firma remota, una opportunità interessante fornita da slpct, che può servire sia per comodità che come backup in caso di malfunzionamento di una singola chiavetta.

Una volta firmato, si deve procedere alla creazione e all’invio della busta, cliccando sull’apposito pulsante in basso a destra:

pulsante crea busta

Apparirà una finestra di dialogo di conferma dell’avvenuta creazione corretta della busta. A questo punto, si deve fare clic sul pulsante in basso a destra «invia deposito» 

pulsante invia deposito

Fai attenzione a questo punto a selezionare come account mittente della mail con cui invii il deposito quello di posta certificata – un errore comune è quello di inviare i depositi da un account diverso, cosa che genera inevitabilmente un errore.

Spero che il post ti sia utile.

Iscriviti al blog per non perdere il prezioso post del giorno.

Se sei un avvocato e vuoi diventare sempre più bravo nel tuo lavoro, svolgerlo con soddisfazione e profitto, valuta il mio coaching per avvocati: clicca qui.

Categorie
diritto roba per giuristi

Cassazione in camera di consiglio: come funziona?

La camera di consiglio nuovo rito di default.

Oggi ti parlo di come funziona il procedimento civile in camera di consiglio presso la Cassazione, rimandando per il resto alla mia scheda di base sul ricorso per cassazione che puoi trovare qui.

scrivere in tribunale

È un rito molto importante ormai perché, da fine 2016, la Corte di Cassazione, quando opera a sezioni semplici, decide di default in camera di consiglio, cioè in una udienza privata senza la partecipazione diretta delle parti, e non più in pubblica udienza, appunto con la partecipazione delle parti.

Sostanzialmente, si è passati ad una forma scritta di trattazione del procedimento, sempre alla faccia del principio di oralità del processo, che in realtà è scomparso da decenni anche presso i giudici di merito e forse non è mai stato davvero praticato se non in forma molto limitata.

Per parti, ovviamente, si intendono il ricorrente, la controparte, che può aver presentato controricorso o ricorso incidentale, e il pubblico ministero.

La riforma è stata introdotta dal D.L. 31.8.2016, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla L. 25.10.2016, n. 197, che ha introdotto il nuovo art. 380 bis del codice di procedura civile.

La possibilità per le parti di svolgere le proprie difese avviene, nel meccanismo previsto dalla nuova legge, consentendo alle stesse di depositare delle proprie memorie scritte entro un certo termine anteriore alla data fissata per l’udienza in camera di consiglio.

L’esempio più noto di memorie scritte è quello delle memorie ex art. 183 che vengono utilizzate nel procedimento di primo grado e su cui puoi trovare maggiori informazioni in questo post.

Come funziona.

L’art. 380 bis 1 cod. proc. civ. prevede quanto segue.

Della fissazione del ricorso in camera di consiglio dinanzi alla sezione semplice ai sensi dell’articolo 375, secondo comma, è data comunicazione agli avvocati delle parti e al pubblico ministero almeno quaranta giorni prima. Il pubblico ministero può depositare in cancelleria le sue conclusioni scritte non oltre venti giorni prima dell’adunanza in camera di consiglio. Le parti possono depositare le loro memorie non oltre dieci giorni prima dell’adunanza in camera di consiglio. In camera di consiglio la Corte giudica senza l’intervento del pubblico ministero e delle parti.

Ad ogni modo, le regole di base, a riguardo, sono le seguenti:

  • innanzitutto, quando la Corte fissa l’udienza in camera di consiglio deve darne avviso alle parti almeno 40 giorni prima; questo avviso, nei procedimenti che ho seguito negli ultimi anni, è sempre arrivato tramite pec sulla mia casella;
  • a quel punto, il pubblico ministero ha 20 giorni per scrivere una propria memoria, che potrà depositare entro 20 giorni prima quello della data dell’udienza in camera di consiglio; nei processi che ho seguito, il pm non ha mai formulato le proprie conclusioni, la cancelleria della corte comunica anche in questi casi un avviso in cui specifica che il pm non ha depositato proprie conclusioni;
  • i difensori delle parti (ricorrente, controricorrente, ricorrente in via incidentale, ecc.) hanno 30 giorni per depositare una loro memoria, che quindi dovrà essere depositata 10 giorni prima quello fissato per l’udienza in camera di consiglio.

I termini cambiano nelle ipotesi in cui il giudizio viene di ritenuto di facile soluzione in un senso o nell’altro. L’art. 380 bis cod. proc. civ. dispone infatti quanto segue:

Nei casi previsti dall’articolo 375, primo comma, numeri 1) e 5), su proposta del relatore della sezione indicata nell’articolo 376, primo comma, il presidente fissa con decreto l’adunanza della Corte indicando se è stata ravvisata un’ipotesi di inammissibilità, di manifesta infondatezza o di manifesta fondatezza del ricorso. || Almeno venti giorni prima della data stabilita per l’adunanza, il decreto è notificato agli avvocati delle parti, i quali hanno facoltà di presentare memorie non oltre cinque giorni prima.

Il termine per i difensori, dunque, può essere di dieci giorni o di cinque, nei casi in cui il giudizio è ritenuto di più semplice soluzione. 

Fare la memoria conviene?

Conviene fare la memoria prevista per i difensori?

In generale, sono più per una risposta negativa, ma c’è da dire che dipende dalla situazione o, in altri termini, bisogna vedere che cosa hanno fatto o scritto le altre parti.

Ad esempio, se ti trovi nella posizione di aver fatto ricorso, le controparti non si sono costituite con controricorso, il pm non ha depositato le proprie conclusioni (ipotesi questa che è probabilmente la più comune), a che cosa servirebbe depositare una ulteriore memoria, che potrebbe solo infastidire i giudici che non amano le ripetizioni fini a loro stesse?

Diverso potrebbe essere invece il caso opposto, in cui le controparti si sono costituite e il pm magari ha depositato conclusioni scritte «contrarie» all’accoglimento del ricorso; in questo caso, il ricorrente potrebbe sfruttare il termine per alcune brevi e sintetiche repliche a quanto sostenuto dalle altre parti.

Ovviamente, nei casi in cui il ricorso sia stato ritenuto di facile soluzione, in senso favorevole al cliente, ci sono meno vantaggi nel depositare la memoria; viceversa nel caso opposto, in cui il giudizio è stato ritenuto di facile soluzione a favore del rigetto: in questo caso la memoria può essere un’opportunità.

La memoria, nei casi in cui viene formata, deve essere la più breve possibile, la sintesi non verrà mai raccomandata abbastanza per gli atti giudiziari e in cassazione vale ancora di più.

Conclusioni.

Iscriviti al blog per non perdere il fondamentale post del giorno.

Se devi valutare un’impugnazione, consulta questa pagina.

Categorie
tecnologia

Slpct e macOS Big Sur: come installarlo

Come probabilmente sai, per il processo civile telematico utilizzo da anni ormai slpct, un software gratuito che funziona su piattaforma Java che offre alcuni vantaggi per effettuare i depositi telematici rispetto alle piattaforme online, tra cui ad esempio:

  • la possibilità di caricare più documenti contemporaneamente;
  • la possibilità di condividere la cartella dei depositi con altri collaboratori dello studio e tramite dropbox (cosa utile anche per scopi di backup).

Con questo post, voglio darti alcune istruzioni circa l’installazione e il funzionamento sull’ultima versione di macOS, Big Sur, anche perché potresti incontrare un problema a causa di alcune istruzioni diffuse in rete che portano ad installare una versione di java in realtà incompatibile con slpct.

digitale

Slpct, infatti, gira su piattaforma java. Java non è più incluso da diversi anni su macOS, per cui bisogna installarlo a parte.

Cercando con google, uno dei primi risultati di ricerca per installare java su Big Sur è questo: questa pagina sembra ben compilata e azzeccata, purtroppo se si seguono queste indicazioni poi slpct non funziona.

Il link corretto da cui installare Java è invece questo.

Tramite il programma scaricabile da quest’ultimo link si possono rimuovere anche versioni precedenti di java installate sul Mac, cosa che ritengo consigliabile e pratico regolarmente.

Dopo l’installazione, si può verificare la riuscita dell’operazione aprendo una finestra di terminale e digitando al prompt

java -version

Si dovrebbe ottenere un risultato come quello nell’immagine che segue.

java version terminale

A questo punto si può procedere all’installazione di slpct, scaricando l’ultima versione direttamente dal sito.

Iscriviti al blog per non perdere il fondamentale post del giorno.

Se sei un avvocato e vuoi diventare sempre più bravo nell’utilizzo degli strumenti tecnologici oltre che in tutti gli altri ambiti della professione, valuta il mio coaching per avvocati: clicca qui.

Categorie
diritto modello roba per giuristi

Note udienza trattazione scritta: il modello

Premessa.

Oggi sul blog propongo un modello, a beneficio dei colleghi avvocati, per la pratica giudiziaria.

Personalmente, non ho mai capito fino in fondo la mania di molti colleghi di cercare, a tutti i costi, un modello per quello che c’è volta in volta da fare, anche per le cose più semplici.

modello

Probabilmente è dovuta ad una certa insicurezza di base e comunque allo stress di cui soffre la pressoché totalità degli operatori del diritto, che hanno a che fare con un sistema burocratico, da una parte, e con assistiti, dall’altra, con cui è sempre più difficile comunicare.

Fatto sta che i post più cliccati sul blog da parte degli avvocati sono quelli, come ad esempio questo, in cui propongo dei modelli, per cui naturalmente quando posso cerco di condividere tutto quello che metto a punto per la mia stessa pratica.

Il modello di oggi riguarda le note per la trattazione scritta delle udienze, di cui ho parlato anche in questo precedente post e consente appunto, adeguatamente compilato, di formulare note per questo particolare tipo di «udienze», che poi udienze non sono, note che vanno poi naturalmente trasformate in PDF e depositate telematicamente.

Puoi scaricare il modello, in formato Word – successivamente zippato, cliccando qui. Per decomprimerlo, dovrebbe essere sufficiente cliccarlo, una o due volte, da un computer da scrivania, probabilmente funziona anche da cellulare, ma con minor facilità.

Deposito.

Per il deposito, come noto personalmente utilizzo slpct. Di solito, marco le note di trattazione scritta come istanza generica

memoria generica in slpct

Conclusioni

Iscriviti al blog per ricevere il post del giorno, dal lunedì al venerdì, alle 7 del mattino, con informazioni e consigli che non trovi da nessun’altra parte.

Se credi che questo post possa essere utile a qualcun altro, inoltralo o condividilo.

Se vuoi una mano per la tua pratica forense, valuta il mio coaching per avvocati

Un abbraccio.