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Furto al supermercato: come risolvere il problema.

DOMANDA – ho sottratto ad un supermercato una bottiglia di olio del valore di 6€,pagato alla cassa il resto della merce,l addetto mi ha fermato all’ uscita,chiedendomi di seguirlo negli uffici,cosa che non ho fatto andandomene, oggi mentre acquistavo alcune cose lì un responsabile mi ha detto che avevano sporto denuncia alla polizia,mostrandomi un fotogramma delle telecamere,sul suo telefono che mi ritrae con la bottiglia in mano,alla mia risposta che la bottiglia era poi stata riposta su un altro scaffale lui mi ha detto che non l avevano trovata ovviamente,io cmq ho insistito che l avevo posata. A quel punto lui mi ha detto che mi credeva e dopo aver tentato di farmi visionare le telecamere (cosa chiesta da me) lui mi diceva che necessitava di una chiavetta che non aveva dietro.Personalmente mi vergogno tanto dell’ accaduto, ultimamente,l ansia dei problemi economici e la paura di non farcela mi hanno fatto fare cose molto stupide. Le domando un parere.

— RISPOSTA – Conviene che ti rivolgi ad un legale per essere assistito nella conduzione di una trattativa con il supermercato al fine di vedere se possibile arrivare alla remissione di querela, sempre che ovviamente ce ne siano le condizioni.

Se non vuoi procedere in questo senso in modo diretto, puoi anche provare a presentare l’istanza ex art. 335 c.p.p., purtroppo però per esperienza devo dirti che i risultati dell’istanza non sempre sono molto affidabili.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di svolgere la trattativa ed assisterti, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Dimenticanza alla cassa della coop: cosa si rischia oggi?

DOMANDA – oggi sono andata a fare la spesa di corsa, con il salvatempo alla Coop Velocemente ho battuto un solo articolo ma essendo uguali ne ho battuto solo uno, e altri nella fretta si vede che non li ho battuto. Al controllo mi hanno passato tutta la spesa, e ho pagato tutto ciò che avevo acquistato e anche ciò che avevo dimenticato. Nessuno mi ha contestato nulla, mi sono scusata per l’ errore , potrei incappare in una denuncia se non mi hanno chiesto alcun documento o altro?

— RISPOSTA – Una denuncia non si può mai escludere con sicurezza, per questo motivo ti consiglierei di fare comunque l’istanza del 335.

Dopo la riforma Cartabia, peraltro, molti furti o tentativi di furti di questo genere, come ho spiegato in un precedente post, sono divenuti perseguibili a querela, per cui, se anche il supermercato ti avesse mai denunciato o ti denunciasse, sarebbe sempre possibile lavorare – con un bravo avvocato – per il ritiro della denuncia.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di svolgere l’istanza del 335, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Una collega mi denigra: posso denunciarla?

DOMANDA – una mia collega davanti ad altre persone mi ha detto che sono una persona sporca…che non ho igiene personale….che non mi lavo….non è assolutamente così e ora non riesco più avvicinarmi ad altri colleghi….mi ha fatto sentire sporca anche se non lo sono. Ho 6 chihuahua e le sere le metto in doccia per lavarle le zampine sedere viso anche se vivono prevalentemente in casa….figurarsi se non mi lavo io….anche perché se non lo faccio non riesco entrare nel letto. Ci sono gli estremi per una querela?


RISPOSTA – Prima, comunque, di fare una querela, di solito consiglio di fare una diffida, tramite un avvocato, in cui si contestano i comportamenti illeciti di denigrazione, se ne chiede la cessazione e si chiede, inoltre, il risarcimento del danno cagionato con gli stessi.

Una volta inviata la diffida, si valuta il riscontro che se ne ottiene dal responsabile degli illeciti: ad esempio, se tali condotte non cessano, o non vengono risarcite quelle già poste in essere, si può pensare di depositare una querela, per la quale comunque c’è un termine di tre mesi, da computare secondo il calendario comune.

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Denuncia per violenza poi ritirata: ma il procedimento continua.

DOMANDA – ho fatto una denuncia per maltrattamenti schiaffi lividi e minacce al mio ragazzo … è passato un anno e ora hanno chiamato un avvocato di ufficio come difensore per il mio ragazzo… io l’avevo ritirata la querela ma è andata avanti si vede lo stesso… ora va tutto bene siamo tornati assieme e viviamo assieme ancora non è più successo nulla abbiamo pure la bambina che gli assistenti sociali l’hanno vista a casa ecc … secondo lei può rischiare la galera?

— RISPOSTA – Per sapere se c’è il rischio di una pena detentiva, bisogna esaminare i fatti, vedere la tua denuncia, il resto del fascicolo penale e soprattutto se il tuo convivente ha precedenti o meno.

Purtroppo, ci sono dei reati procedibili d’ufficio per cui una volta presentata la denuncia non si può più ritirare.

Anche per questo motivo, è consigliabile, prima di fare qualsiasi querela, sentire un avvocato, anche velocemente, per capire bene che implicazioni può avere un’iniziativa del genere.

Ti consiglierei di prendere appena possibile un difensore di fiducia e di vedere in che stato si trova il procedimento penale, dopodiché valutare se e che cosa si può fare per gestire al meglio la situazione, non solo nell’ottica di evitare una pena detentiva ma anche un precedente penale al padre di tua figlia.

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Offese su playstation network: come procedere?

venerdì sera mi è stato rivolto un messaggio su playstation network da un utente tedesco, il contenuto offende la mia persona e pesantemente la mia famiglia. Ho segnalato il contenuto a sony che non ha preso alcun provvedimento, se non quello di bagnare il mio di profilo. Vorrei capire se posso fare qualcosa, vorrei querelare questo utente e chiedere i danni. Sono in possesso delle immagini che documentano quanto ricevuto

Una querela o un’altra iniziativa legale, anche in ambito civile, si può sicuramente valutare, ovviamente prima di procedere bisogna – ti stupirà molto, ma è così – esaminare accuratamente il testo del messaggio in questione per vedere quali sono i profili di illecito ravvisabili in esso.

«Bagnare il mio profilo» non so cosa significhi, forse hai commesso un errore di digitazione?

Il problema, comunque, in questi casi, è sempre la individuazione del responsabile, che è indispensabile per poter procedere efficacemente. Da quello che scrivi non si capisce se ci sono già abbastanza elementi adesso per poterlo verificare o se, invece, speri che siano le autorità a farlo una volta adottata un’iniziativa nei confronti del responsabile.

Ci sono, insomma, diversi aspetti da chiarire.

Ti consiglierei di acquistare una consulenza in cui approfondire insieme la situazione e vedere se e come può valer la pena procedere.

Se vuoi procedere chiama lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

Puoi anche acquistare on line direttamente da https://blog.solignani.it/assistenza-legale/consulenza/“>qui: in questo secondo caso, sarà lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso. Aprendo questo link, senza obbligo di acquisto, puoi anche visualizzare il costo.

Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è a Vignola, provincia di Modena, in Emilia, questo primo appuntamento potrà avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o anche tramite telefono, se lo preferisci. Per inviarmi i documenti, potrai usare questa semplice https://blog.solignani.it/info/strumenti-di-comunicazione/invio-files-e-documenti/“>guida.

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Iscriviti anche al https://blog.solignani.it/iscriviti-al-podcast/“>podcast e al https://www.youtube.com/@avvocatidalvoltoumano“>canale YouTube, dove trovi altri contenuti, sempre gratuiti e utili per capire come meglio gestire e soprattutto prevenire i problemi legali.

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diritto

Intrusioni del coinquilino: che fare?

Ho un conquilino che mi è entrato in mia camera personale chiusa a chiave e lui a sempre negato adesso o messo una telecamera e lo filmato è registrato posso denunciarlo visto che la stanza è sempre chiusa a chiave e nn so come faccia ad aprire la porta

La domanda è mal formulata e ti spiego perché: una denuncia può sempre essere fatta, il fondamento della stessa si valuta sempre in seguito. La domanda più corretta sarebbe invece «Ci sono adeguate basi legali per presentare una denuncia nel mio caso e, soprattutto, il deposito di una denuncia è il modo migliore per tutelarmi?»

Sulla base della domanda così più correttamente formulata, si può considerare che, specialmente se si tratta di un coinquilino, la presentazione di una querela non sembra essere lo strumento più idoneo per trattare una situazione del genere.

Quello che appare più consigliabile, e che ben potrebbe risolvere il tuo problema, potrebbe essere semplicemente l’invio di una diffida tramite un avvocato, in cui si chiede a questa persona di cessare i suoi comportamenti illegittimi, indicando anche come è riuscito a praticare queste intrusioni, in modo da eliminare la «falla», diciamo così, nel tuo «sistema di sicurezza».

Una volta formata e inviata la diffida, si deve nuovamente valutare il da farsi e lo si deve fare in base a quella che sarà stata o non stata la reazione del responsabile dell’illecito; tale valutazione, ovviamente, non può essere fatta ora.

Se vuoi procedere in questo senso, chiama lo studio al numero 059 761926 per concordare il tuo appuntamento, oppure acquista direttamente da qui: in questo secondo caso, sarà la mia assistente a chiamarti per concordare giorno ed ora dell’appuntamento stesso.

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riflessioni

15 cose sull’aumento ISTAT per separazione, divorzio, affido.

1) L’aumento ISTAT riguarda gli assegni di mantenimento previsti in separazione, divorzio e affido e serve a mantenere il potere di acquisto dell’assegno nonostante l’inflazione.

2) Esso comporta appunto l’aumento dell’assegno o degli assegni ogni anno in dipendenza dell’andamento dell’inflazione calcolato
dall’Istituto di statistica osservando i prezzi di determinati beni e servizi più comuni.

3) La rivalutazione Istat è obbligatoria per legge per gli assegni corrisposti in caso di divorzio, separazione e affido: non è necessario che sia prevista dal titolo, ma si verifica comunque in modo automatico anche appunto dove non prevista.

4) Il soggetto tenuto al pagamento ha dunque l’obbligo di aggiornare l’assegno in modo automatico, senza che la controparte ne faccia richiesta.

5) Può essere escluso dal giudice, l’articolo 5 della legge sul divozio 898/1970 infatti dice: “Il tribunale può, in caso di palese iniquità, escludere la previsione con motivata decisione“. Non mi è mai capitato di vederlo escluso e concettualmente fatico a pensare a situazioni che consentano l’esclusione, ad eccezione di periodi deflattivi, che non ci sono comunque da decenni.

6) Il credito all’aumento ISTAT si prescrive in cinque anni, come i singoli ratei di mantenimento.

7) Per il calcolo dell’importo dell’aumento si può utilizzare una delle tante utility disponibili on line cercandole banalmente con google.

8) Le parti riservano spesso all’aumento ISTAT un’attenzione che sarebbe davvero degna di maggior causa, a volte per 20€ si fanno lettere, ore di lavoro, ecc.

9) É consigliabile, considerando i costi consueti di un intervento legale, che le parti che hanno diritto all’aumento ne facciano richiesta autonomamente, usando le utility disponibili e inviando la richiesta via PEC.

10) In difetto di pagamento, in teoria chi ha diritto all’aumento può notificare un atto di precetto, ma quasi mai ne vale la pena, per ragioni sia di costi sia di opportunità.

11) Se chi deve pagare l’aumento é per il resto un pagatore puntuale, bisogna infatti pensarci due volte prima di mandargli un atto di precetto: per prendere 20€ si potrebbero avere problemi per incassare poi l’intero assegno di importo ben superiore.

12) Per questo, di solito la questione relativa all’aumento ISTAT viene «infilata» in occasione di altre iniziative, dove non costa niente aggiungerla, mentre se la devi coltivare apposta devi valutarne bene la convenienza.

13) In caso di mancata corresponsione della rivalutazione Istat, non c’è responsabilità penale, quindi non si può mai pensare di fare una querela per mancato pagamento dell’aumento Istat.

14) La rivalutazione opera per ogni assegno e cioè quello di mantenimento per il coniuge separato, quello di divorzio e quello per i figli, sia minorenni sia maggiorenni.

15) Un modo per potersi tutelare nonostante il basso importo potrebbe essere quello di disporre di una polizza di tutela legale con copertura estesa a questo genere di vertenze.

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10 cose sulla malasanità o responsabilità professionale medica.

1) Quando un medico compie un errore, può esserci un illecito sia civile che penale.

2) Chi é rimasto vittima di un errore medico, dunque, può agire sia per il risarcimento del danno (civilmente) che con una querela (penalmente).

3) Di solito é preferibile agire solo in sede civile, riservando la presentazione di una querela solo a ipotesi particolarmente gravi.

4) I medici e le strutture sanitarie sono coperte da assicurazione: é la compagnia a corrispondere il risarcimento del danno, per questi motivi vale quasi sempre la pena di curare la pratica di risarcimento.

5) La pratica inizia con l’invio della richiesta di risarcimento danni da parte dell’avvocato che di solito é una diffida inviata via PEC.

6) La diffida serve, tra le altre cose, ad ottenere una risposta dal responsabile del danno con l’indicazione della compagnia assicurativa con cui trattare il danno, oltre che ad interrompere la prescrizione.

7) O prima o subito dopo l’invio della richiesta danni, il danneggiato deve sottoporsi ad una consulenza medicolegale presso un medico legale di sua fiducia, che valuterà se il danno é risarcibile (an) ed a quanto ammonta (quantum).

8) Non tutte le volte che si subisce un danno a seguito di un trattamento sanitario c’è un danno risarcibile: occorre che ci sia una responsabilità specifica del medico, che ha commesso un errore – fare questo accertamento é compito del medico legale.

9) Una volta acquisita la consulenza medico legale si proverà a trattare il danno con la compagnia di assicurazione: in caso di accordo verrà sottoscritta un’apposita transazione.

10) In mancanza di accordo, i procedimenti più indicati per richiedere il danno in giudizio sono la CTU preventiva ex art. 696 bis cod. proc. civ. e, se non sufficiente, il 702 bis cod. proc. civ.

Per maggiori informazioni, contattami in privato.

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1300€ per una querela: non sono troppi?

Nel 2017 ho incaricato un avvocato per la redazione di una querela a causa di alcune minacce via web da me subite.
Durante questi anni non mi ha quasi mai risposto e le poche volte che replicava mi ripeteva sempre la stessa cosa e poi scompariva nuovamente : “Richiederò in procura”.
Dopo molte mie recenti sollecitazioni è venuto fuori che è stata archiviata nel 2020 (2 anni fa)
Ora io vorrei capire se è possibile chiedere un rimborso all’avvocato per questi motivi:
– Ho scoperto da solo che in caso di omesso avviso il decreto di archiviazione è nullo e lui non mi risponde e non sta facendo nulla.
– Secondo me non ha mai chiesto in procura, a parte l’ultima volta dopo le mie sollecitazioni, vorrei le prove ma non me le da.
– Gli ho pagato 1300€ per la redazione dell’esposto…. Mi sono informato che dovrebbe costare sui 250, se n’è approfittato?
Vorrei scrivere molto altro su di lui ma c’è troppo poco spazio purtroppo.
Come posso agire?

Non sono in grado di fare una valutazione sulla congruità del corrispettivo richiesto dal tuo avvocato senza vedere il fascicolo, leggere la querela e considerare il lavoro che è stato prodigato per la raccolta documentazione e la compilazione della stessa.

Direi che ti sei informato e che «dovrebbe costare sui 250» ha tanto senso come dire che «un’auto dovrebbe costare sui 10.000»: bisogna vedere quanto lavoro è stato fatto nel caso in questione, quanto lavoro era richiesto (ci sono situazioni molto intricate dove purtroppo sono necessarie molte ore di applicazione).

Oltre a tutto ciò, va comunque segnalato che i compensi degli avvocati sono ormai soggetti al libero mercato, per cui se un avvocato decide ad esempio di lavorare a 500€ all’ora ed ai clienti sta bene…

Un altro aspetto che sarebbe da chiarire prima di tutto è anche vedere se nella querela era stata fatta la richiesta di avviso in caso di richiesta di archiviazione e, ulteriormente, se questo avviso è stato fatto – e magari non comunicato – o meno.

Insomma, potrebbe anche esserci elementi di responsabilità del legale che ha fatto la querela, ma la cosa, come sempre, va esaminata in concreto e non si può desumere solo in generale.

Se vuoi approfondire professionalmente la situazione con la mia assistenza, chiama lo studio al numero 059 761926 oppure acquista direttamente da questa pagina un’ora di consulenza.

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Lap dance e denuncia per molestie: che fare?

mi sono lasciato convincere da una ragazza rumena che prima mi confessa di aver subito sequestro amministrativo vettura, ad appartarmi,per 20 minuti previo pagamento di 100 euro in nero,nella zona prive di un locale lap dance che frequento nel weekend(abitudine che sto tentando di perdere) dove di solito mi limito a bere una Bibita. Nel privé ci siamo scambiati dei baci sulla bocca in modo consenziente ma non oltre, nonostante lei volesse spogliarsi. Prima di congedarci ci scambiamo il numero (sono single) Lasciato il locale, la ballerina mi manda un messaggio WhatsApp nel quale mi ringrazia e mi augura buona domenica. Ricambio.
Durante la settimana successiva,non avendo più sue notizie cancello il suo numero e i suoi messaggi . Il weekend dopo, torno al locale e la ragazza torna alla carica invitandomi a bere. Di fronte al mio rifiuto mi risponde che me l’avrebbe fatta pagare. Ora io temo di essere querelato per molestie: le mie paure sono fondate?

Se anche le troie, in questo paese, smettono di comportarsi seriamente, mi domando dove andremo a finire.

A parte questo, va innanzitutto considerato che una querela può essere sempre presentata, a prescindere dal suo fondamento nel merito, che è una cosa che si può accertare, appunto, solo in seguito.

Quindi è inutile interrogarsi sul fondamento o meno di una ipotesi di reato in relazione ad una querela che, come tale, può essere presentata da chiunque anche quando non c’è nessun reato, tant’è vero che spesso le querele finiscono archiviate o con provvedimenti di assoluzione.

Tutto ciò significa anche che una persona può, con una querela, darti fastidio e danno anche se non c’è nessuno reato, questo è uno degli effetti collaterali di un sistema giudiziario, purtroppo ineliminabile. È pur vero che chi denuncia una persona, sapendola innocente, può essere a sua volta denunciato per un reato piuttosto grave, che è la calunnia, procedibile anzi d’ufficio perché reato contro l’amministrazione della giustizia, ma molte persone, e specialmente gli stranieri, tendono a non considerare tale eventualità.

Su queste premesse, a mio modo di vedere, nei fatti che hai raccontato tu non c’è nessun reato, tantomeno di molestie, che è comunque un reato minore.

Se proprio vuoi lavorare sulla situazione si potrebbe pensare ad una diffida, che sarebbe utile sia per scoraggiare eventuali iniziative sia come principio di prova scritta nel caso in cui poi queste iniziative dovessero malauguratamente essere portate avanti.

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