danni da sinistro stradale e risarcimento ritenuto iniquio

Nel settembre 2007 (all’epoca avevo 32 anni) ho avuto un brutto incidente in moto seguito da causa alla controparte. Il medico legale mi ha riconosciuto 28 punti di invalidità permanente con ripercussioni sulla vita quotidiana. Oggi è arrivata la sentenza del tribunale di XXX che mi riconosce la colpa al 25% (o ragione al 75%) con un risarcimento di 37500 euro (che includono anche spese mediche e danni materiali). Tale cifra non mi pare equa a fronte di quello che ho passato e al fatto che ho una spalla a mobilità ridotta. Voi che ne pensate? Sono io che vedo le cose in modo poco obiettivo?

Purtroppo, per noi è impossibile fornire una risposta adeguata in quanto sarebbe necessario visionare l’intera documentazione.

Ti conviene valutare il risarcimento anche alla luce di ciò che ti dice il tuo medico legale fiduciario e l’avvocato che ha seguito l’intera vicenda, loro meglio di tutti possono darti un parere.

Alla luce di ciò che ti diranno loro potrai valutare se appellare la sentenza.

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quando un genitore decide di lasciare un immobile ad uno solo dei suoi figli

Sono figlia di una vedova che adoro e con la quale convivo per assisterla in quanto è invalida. Ho 3 fratelli. due hanno figli. Non sono ancora sposata. Mia madre vorrebbe che l’appartamento dove viviamo rimanesse a me, gli altri vivono in altri appartamenti. Siamo tutti eredi degli stessi fabbricati vecchi e di una casa ed una stalla del mio povero padre. Mamma, dice spesso di voler fare testamento e di voler che io sia la sua erede universale. Cosa significa? Cosa succederà? E’ possibile?

L’art. 588 cod. civ., stabilisce che le disposizioni testamentarie, qualunque sia l’espressione o la denominazione usata dal testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualità di erede, se comprendono l’universalità o una quota dei beni del testatore. Le altre disposizioni sono a titolo particolare e attribuiscono la qualità di legatario. Il secondo comma precisa che l’indicazione di beni determinati o di un complesso di beni non esclude che la disposizione sia a titolo universale, quando risulta che il testatore ha inteso assegnare quei beni come quota del patrimonio.

Ad oggi, gli eredi (universali) di tua mamma siete tu e i tuoi tre fratelli (art. 536 cod. civ.).

Se tua mamma viene a mancare senza lasciare alcun testamento, l’art. 566 del cod. civ. dispone che la massa ereditaria dovrà essere ripartita in parti uguali tra di voi.

Tuttavia, tua mamma può decidere di fare testamento (che potrà essere olografo o per atto notarile ai sensi dell’art. 601 cod. civ.) e di lasciare la quota disponibile ad un terzo, estraneo alla famiglia, oppure a uno o più dei suoi figli, quale, ad esempio, tu.

In tal caso, tua mamma non dovrà violare le quote di legittima: ai sensi dell’art. 537 del cod. civ., a voi 4 figli spettano i 2/3 dell’intero patrimonio (che dividerete poi in parti uguali) e la quota disponibile ammonta ad 1/3 della massa ereditaria,.

Pertanto, tua mamma potrà sicuramente lasciare a te la quota disponibile (oltre alla quota di legittima che comunque ti spetta per legge), ma non potrà in alcun modo violare le quote di legittima che spettano ai tuoi fratelli.

Infine, per rispondere alla tua domanda, allo stato non so se tua mamma possa lasciare a te l’intero appartamento in quanto bisognerebbe vedere il valore dell’appartamento e di tutti gli altri beni.

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cosa succede ai beni del de cuius quando una persona ha una compagna-convivente, un figlio, fratelli e genitori in vita

Salve, vorrei sottoporvi il seguente caso. Mio fratello è tragicamente scomparso lasciando  una compagna con la quale conviveva e dalla quale ha avuto due figli attualmente di 8 e 4 anni, i rapporti con la compagna erano esauriti e ostili da anni  con mio fratello,  con i miei genitori e pure con la sottoscritta. I bambini riusciamo a vederli e siamo riusciti a mantenere con loro un buon rapporto grazie ai nonni materni. A questo punto visto le ostilità passate e presenti con la madre dei piccoli, vorrei sapere, se quando uno dei miei genitori(sposati in comunione dei beni) verrà a mancare, considerato che gli unici eredi sono il coniuge superstite, la sottoscritta ed i figli di mio fratello, c’è una qualche possibilità che si possa vincolare la quota legittima dei minori fino alla loro maggiore età, oppure se tale quota puo’essere amministrata da un tutore per soddisfare SOLO  i bisogni dei minori,  per farsì che la madre non sperperi i  loro soldi (cosa che farà sicuramente) e per ultimo se  c’è una possibilità che impedisca alla madre per conto dei minori di chiedere la parte legittima dei figli fino a che l’altro coniuge superstite è in vita. Premetto che i miei genitori dispongono solo di una casa di proprietà e di un terreno agricolo, papà è disoccupato e vivono con la pensione di mamma. In sostanza quello che sono a chidervi è se c’è una qualche forma di garanzia che tuteli la quota spettante ai minori dallo sperpero sicuro della madre, per cercare di assicurare un futuro ai bimbi e altresì tutelare il coniuge superstite dal momento che per poter dare la quota legittima agli eredi si troverebbe costretto a vendere casa, dal momento che rappresenterebbe l’unico modo per onorare la quota di legittima  dovuta;  il terreno agricolo per come è posizionato non ha alcun valore economico. 

In realtà posso già dirti che la compagna di tuo fratello non erediterà alcunchè dai tuoi genitori.

Infatti, l’art. 467 del cod. civ. stabilisce che la rappresentazione è quell’istituto che fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità o il legato.

Il successivo art. 468 cod. civ. chiarisce chi succede per rappresentazione, ossia i figli del de cuius. Nè la moglie, nè tantomeno la compagna succedono per rappresentazione.

Nel caso siano chiamati all’eredità dei minori, questi possono accettare l’eredità solamente con beneficio di inventario (art. 490 cod. civ.) e solo su autorizzazione del Giudice Tutelare.

Per quanto concerne l’immobile, se questo cade in successione, ti preciso comunque che il coniuge superstite ha il diritto di abitazione (art. 540 cod. civ.), pertanto l’immobile verrà di fatto diviso solo quando anche il coniuge superstite verrà a mancare.

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come potrebbe essere la successione del figlio naturale con la legge Giovanardi?

Sono l’ unico proprietario di un bene immobile dal 1983. Nel 1987 ho contratto matrimonio (con separazione dei beni), per un breve periodo abbiamo vissuto con una figlia della moglie, concepita nel suo precedente matrimonio. Dalla nostra unione è nata una figlia, e successivamente nel 1993 la moglie è deceduta. In riferimento alla revisione della Legge (Giovanardi del 2010) in materia di filiazione; ora supponendo come ipotesi, nel caso di una mia morte, le faccio le seguenti domande: 1. Il diritto d’ eredità sul bene immobile è diventato 50% a favore della figlia naturale? Mentre sarebbe stato del 100%, con la precedente legge. 2. Che diritto d’ eredità sul bene immobile avrebbe la figliastra? Con la nuova legge avrebbe acquisito il 50%? 3. Se io dichiaro, per testamento, oppure faccio un atto di donazione dell’ immobile al 100% a favore della figlia naturale, potrebbe essere fatta una rivalsa di diritto da parte della figliastra?

Credo tu ti faccia più problemi di quelli che in realtà ci sono.

La figlia della tua defunta moglie non è tua erede (salvo che tu non l’abbia adottata, ma non credo visto che non fai riferimento a ciò). Ciò significa che ad oggi tu hai solo un’erede che è tua figlia, legittima o naturale poco importa, infatti l’art. 566 cod. civ. stabilisce che al padre e alla madre succedono i figli legittimi e naturali in parti uguali.

Stando così le cose, non è necessario che tu faccia alcuna donazione in vita a favore di tua figlia poichè, ad oggi, è la tua unica erede.

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come dividere l’eredità tra la seconda moglie e i figli nati dal primo e secondo matrimonio

Ho avuto 2 figli del primo matrimonio e uno dal secondo. Io ho un immobile al 50%, in caso di mia morte come deve essere fatta la divisione? E in caso viene a mancare mia moglie? Poi nel 2010 ho ereditato dai miei genitori una casa con 5000mq di frutteto, mia moglie, se io vengo a mancare ha diritto di questa eredità? 

Partiamo dal fondo, certo che i tuoi eredi (tutti insieme) erediteranno anche la casa con frutteto: è un tuo bene e come tale entrerà a far parte della successione.

Per quanto riguarda l’immobile che possiedi al 50%, questo verrà ereditato dai tuoi figli e dal coniuge. Al coniuge spetta 1/3 dell’immobile (oltre al diritto di abitazione se questo è casa coniugale) mentre ai figli i 2/3, che divideranno poi in parti uguali. Questo se non fai testamento.

Se, invece, lasci un testamento, le quote di legittima che non puoi in alcun modo violare sono: 1/4 al coniuge (più il diritto di abitazione se casa coniugale), 1/2 ai figli (perchè sono più di uno), 1/4 di quota disponibile (che puoi lasciare a chi vuoi tu).

Per quanto concerne tua moglie, i tuoi figli non sono suoi eredi, per cui lo siete solo tu e il figlio che avete insieme. In tal caso se non lascia testamento tu e vostro figlio ereditate al 50% ciascuno, mentre se lascia testamento a te spetta 1/3 del suo patrimonio (più il diritto di abitazione della casa coniugale), 1/3 spetta a vostro figlio e 1/3 è la cd. quota disponibile.

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eredità del padre

Salve, ho 26 anni, sono sposata da 4 anni, i miei i sono separati di fatto prima della mia nascita,è stata fatta una prima separazione che prevedeva un assegno nei miei confronti da parte di mio padre di 250.000 lire all’ epoca. Ma non ha dato mai nulla. Hanno divorziato legalmente 5 anni fa, entrambi si sono formati nuove famiglie, volevo sapere,se rientro nell’ eredità di mio padre? Qualora non avesse nulla a suo nome, ma a nome della mamma(Nonna) posso rifarmi su di lei? In che misura mi spetta la mia parte? Lui convive ed a 2 figlie riconosciute. Saluti Grazie

In qualità di figlia, sei certamente erede di tuo papà.

Per quanto concerne la quota, bisogna valutare molte cose tra cui l’esistenza o meno di un testamento, l’esistenza o meno di un coniuge in vita, l’eventuale decisione di tuo papà di lasciare ad altri la quota legittima … In ogni caso avrai sempre diritto alla quota di legittima.

Quanto alla nonna, anche qui bisogna valutare il caso concreto e verificare se i beni a lei intestati sono realmente suoi o di tuo papà.

In ogni caso, posso dirti che in caso di un prematuro decesso di tuo papà, subentrerai per rappresentazione – assieme alle tue sorelle – nell’eredità lasciata da tua nonna.

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può trasferirsi con mio figlio?

Buongiorno. Sono sposato con una donna che ha doppia cittadinanza (ITALIANA, GIORDANA) è nata in Italia, da padre Giordano e mamma Italiana, e si è trasferaita con la famiglia in Giorndania a 5 anni. Ci siamo sposati con rito civile nel 2005 e abbiamo un figlio di 3 anni e mezzo che ha il solo passaporto italiano. Viviamo a Milano e abbiamo tutti la residenza qui, il bimbo va all’asilo. Mia moglie lavora qui ormai da 6 anni ma ha tutti i parenti in Giordania e io non ho più i genitori. Nel caso divorziassimo, visto che le cose non vanno per il meglio, ce il rischio che lei possa trasferisrsi in Giordania senza farmi più vedere il figlio o ho delle possibili soluzioni da percorrere? Distinti Saluti.

La doverosa premessa è che è sempre molto difficile fornire pareri legali su questioni astratte in quanto mancano tutti quegli elementi necessari – ovvero la situazione concreta con tutte le sue sfacettature – che permettono di fornire un parere.

Detto ciò, non è possibile che lei si trasferisca dall’oggi al domani – salvo che non lo faccia di nascosto, con documenti falsi, … – all’estero con dei minori in quanto, per fare ciò, è necessario il consenso dell’altro genitore o, in sua mancanza, del Giudice che decide sulla base del solo interesse del minore.

Soluzioni preventive non ce ne sono, tranne essere un buon genitore.

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successione e usucapione

Gentile Avvocato, mi trovo in una situazione molto spiacevole. Da 4 anni è venuta a mancare mia nonna materna, già vedova, e proprietaria di uno stabile con una serie di appartamenti. In tale stabile risiedono da molti anni, con il tacito permesso dei miei nonni, due miei zii. Non essendoci più mia madre, io e le mie sorelle siamo entrati in maniera diretta nell’asse ereditario. Dopo alcuni tentativi bonari di apertura ella successione e divisione dello stabile, tralaltro gravato parzialmente da ipoteca per una garanzia concessa ad uno zio, è stato necessario avviare due azioni giudiziarie (divisione e nomina di un amministratore). A tale azione i miei zii occupanti parte degli immobili hanno risposto con la dichiarazione di usucapione dello stabile. E’ tecnicamente possibile che facciano e venga accolta una simile (ed assurda) richiesta? Grazie

Astrattamente tutto è sempre possibile.

Ciò che non è possibile fare è rispondere ad una domanda di questo genere non avendo a disposizione alcun elemento (e documento) che possa in qualche modo aiutare nel fornire una risposta.

Per poter rispondere, infatti, non bastano queste poche righe che scrivi ma è necessario visionare tutta la documentazione necessaria a formulare un parere.

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mi separo: e il mutuo?

Sono sposata dal 1982 ed ho una figlia maggiorenne. Dal 2005 abbiamo un mutuo ipotecario cointestato sull’abitazione che è di mio marito in quanto eredità (dal 2004) e nel 2008 abbiamo fatto la separazione dei beni. A breve chiederò la separazione legale e mio fratello celibe acquisterà un immobile che sarà intestato a me dove io risiederò. Nel caso mio marito non pagasse più il mutuo sono obbligata ad intervenire e la banca potrebbe rivalersi sulla mia nuova abitazione? Grazie dell’attenzione

Se rimani cointestataria del mutuo ne sei anche responsabile e come tale la banca avrà diritto di chiedere anche a te i soldi nel caso in cui tuo marito non versi quanto dovuto.

Nell’accordo di separazione, è il caso anche di parlare del mutuo andando in banca e facendo in modo che tu non risulti più cointestataria e, di conseguenza, nemmeno responsabile.

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non è suo figlio: lo deve mantenere comunque?

Sono legalmente divorziata e convivo da quasi 5 anni con un nuovo compagno, dal quale non ho avuto figli ma ho un figlio di 16 anni dal mio matrimonio precedente.Essendo in crisi il rapporto e ormai prossimi alla separazione chiedevo se in questo caso posso arrogare dei diritti in termini economici e di mantenimento per me o mio figlio.

A che titolo quest’uomo dovrebbe versare un mantenimento a te o a tuo figlio?

Tieni presente che in caso di separazione di conviventi non c’è alcuna norma giuridica che impone di versare un mantenimento all’ex compagno o compagna.

Quanto a tuo figlio, poi, un padre lui ce l’ha ed è a lui che devi rivolgerti per il mantenimento non certo ad una persona che non ha alcun obbligo nè giuridico nè morale verso un figlio non suo.