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Eliminare servitù di scarico: come fare?

Nel 2005 ho acquistato una porzione di testa di trifamigliare . Dal progetto risultava che ogni porzione godeva di collegamento autonomo alla rete pubblica per gli scarichi. In occasione di un tracimamento di acque fognarie ho compreso mancare ogni collegamento alla condotta pubblica. Ho provveduto a mie spese ad eseguire il necessario segnalando la difformità rispetto al progetto consegnatomi dall’architetto all’atto di acquisto.Risultato : nel mio fondo convergono ora gli scarichi di tutte le 3 porzioni : acque chiare, scure e cucine,con i disagi del caso . Vorrei vendere la proprieta’ e quindi sgravarla da questa servitù .Come posso procedere per interrompere l’usucapione del diritto di servitù ? Posso in qualche modo indurre i proprietari delle altre porzioni a provvedere ad un intervento utile a sollevarmi da questa servitù?

Per interrompere l’usucapione si può fare una diffida stragiudiziale, meglio se notificata tramite ufficiale giudiziario.

A monte di ciò, tuttavia, bisognerebbe prima considerare la situazione giuridica a riguardo e cioè se l’usucapione non si sia magari già compiuto e, soprattutto, se la servitù non possa esser stata acquistata in altro modo, ad esempio per destinazione del padre di famiglia.

Considera inoltre che quella di scarico è una servitù di cui comunque si può, in alcuni casi, ottenere la costituzione anche in modo coattivo.

Dunque la situazione non è affatto così semplice.

Certo, inviare la diffida rimane comunque il primo passo per aprire la vertenza e vedere quali posizioni a riguardo assumono le parti, iniziando di conseguenza a trattare il problema.

Se vuoi assistenza da parte mia in questa situazione, chiama lo studio al numero 059 761926 e prenota la tua prima riunione con me sul tuo caso, concordando giorno ed ora con la mia assistente, oppure acquista direttamente da qui.

Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede del mio studio, questa prima riunione potrà essere in videoconferenza, come ormai avviene per quasi la metà dei miei appuntamenti, tramite zoom, skype o altro, o, se lo preferisci, anche telefonicamente. Per inviarmi i documenti, potrai poi usare questa semplice guida.

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Recupero credito con compenso sul risultato.

L’inquilino (contratto di locazione, Roma, 20/11/18 – 19/11/21) è fuggito lasciando debiti (13.714 euro complessivi) costituiti da spese condominiali (3.064 euro) e 13 mensilità di affitto (10.650 euro). Lettera di sollecito pagamento e` stata inviata il 02 dicembre 20. Dopo che l’inquilino se ne andato (senza avvisare) nel giugno 2021, la lettera di risoluzione del contratto è stata registrata il prima possibile presso l’Agenzia delle Entrate in data 02 luglio 21. Domanda: visti i debiti che ci sono rimasti non possiamo permetterci un avvocato – ma forse c’è la possibilità di avviare il processo concordando con un avvocato come il suo compenso – una percentuale del 40-50% del debito dopo un esito favorevole della causa?

Per poter valutare se assumere un incarico di questo genere, che è sostanzialmente un recupero credito (la locazione è ormai sullo sfondo), con compenso parametrato al risultato, è indispensabile prima conoscere il grado di solvibilità del debitore, cioè sapere se costui dispone di sostanze aggredibili una volta ottenuto un ordine di condanna al pagamento nei suoi confronti.

Su questo aspetto, non fornisci proprio alcuna informazione, per cui allo stato l’incarico non si può neanche pensare di accettare, con questo modo di tariffazione, perché il rischio di lavorare per anni senza poi prendere nulla è letteralmente altissimo e dunque purtroppo non accettabile.

Se intendi insistere nella ricerca di un legale disposto ad accettare questo incarico con un compenso sul risultato, ti suggerirei quantomeno di svolgere delle indagini sulla persona del debitore, che di solito si fanno tramite agenzia investigativa, per vedere se lo stesso dispone di sostanze aggredibili, in modo che l’avvocato cui proponi di assumere il mandato possa valutare se ve ne sono i presupposti.

Di solito, gli incarichi con compensi su risultato si praticano, in casi piuttosto circoscritti, in situazioni in cui il debitore è certamente solvibile, come ad esempio quando si procede contro un primario ente pubblico, una compagnia di assicurazione oppure una grande società.

Se, invece, vuoi un preventivo con tariffazione ordinaria, per fare ad esempio un ricorso per decreto ingiuntivo, che mi pare il lavoro che ci sia da fare adesso nella tua situazione, puoi chiedermelo cliccando l’apposita voce nel menu principale del blog.

Se vuoi approfondire ulteriormente, chiama lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; altrimenti, puoi acquistare direttamente da qui, in questo secondo caso sarà lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della riunione.

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Decreto penale e precedente condanna: come gestirli?

Ho avuto un decreto penale di condanna nel 2013, passato irrevocabile nel 2014
Premetto non ho pagato la multa, era un bancarotta semplice(documentale)
Reato accaduto nel 2012.
E successivamente ho avuto una condanna sospesa art. 163 per un reato del 2010 irreversibile da dicembre 2018 cassazione(ho anche il dubbio che doveva essere prescritto nel mentre, visto che la sentenza in ultimo grado era di novembre 2017), appropriazione indebita riferita al locale che era fallito in quanto avevo preso 2 macchinari comprati da me per sostituire quelli precedenti ma il proprietario non ha ammesso di aver ritirato quelli diffettosi, ma é stata una causa lunga e andata non come speravo.
La domanda é posso chiedere l’estizione del decreto penale?
A breve mi servirà il passaporto e devo capire cosa fare della multa, penso nn me lo diano se non la pago

Al di là degli aspetti relativi al decreto penale, la cui estinzione va ancor prima che verificata valutata nella sua convenienza per te, quand’anche praticabile, ti serve una strategia globale di gestione dei due precedenti che, purtroppo, hai ad oggi ammucchiato.

Per fare questo tipo di lavoro, è assolutamente indispensabile esaminare copia sia del decreto penale che della seconda condanna.

Il mio consiglio sarebbe dunque quello di procurarti copia di questi due provvedimenti, il decreto penale e la sentenza di condanna, dopodiché acquistare un’ora di consulenza in cui iniziare ad esaminare insieme i documenti stessi e la situazione, per valutare che cosa si può fare a tuo vantaggio.

Quando hai i documenti, se vuoi procedere chiama lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; altrimenti, puoi acquistare direttamente da qui, in questo secondo caso sarà lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della riunione.

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Vinco la causa ma controparte non paga le spese: che fare?

Ho perso una causa legale in 1 grado contro una mia prozia e, qundi, condannata al pagamento spese legali del suo avvocato, che Nn ho mai saldato x iincapienza. Ho fatto l’appello e L’Ho vinto e quindi in sentenza c’è scritto che il giudice condanna la controparte al risarcimento spese legali. Ma la mia prozia è morta nel frattempo e il mio avvocato che avevo preso d’ufficio, vuole pagate ld spese da me. È corretto? Nn dovrebbe rivalersi sui parenti della defunta?

Ne ho parlato dozzine di volte ormai, se fai una ricerca tra i post precedenti ne dovresti trovare diversi.

Sì, è assolutamente corretto.

Se fai un incidente stradale, vai tu dal carrozzaio per farti riparare la macchina e, quando ti presenta il conto, non puoi dirgli di farsi indennizzare da quelli che ti hanno tamponato: tu l’hai incaricato, tu lo paghi. Sarà poi affar tuo farti rimborsare dal responsabile del sinistro.

Questo vale per qualsiasi transizione della vita: se vai a fare la spesa, non puoi uscire dalla cassa dicendo alla cassiera che la spesa viene pagata dalla tal altra persona che ti deve dei soldi, anche se te li deve veramente. Se ammettessimo questo, è evidente che non si potrebbe realizzare più nessuna transazione e il mondo diventerebbe un grande caos primordiale.

Tornando a noi, tu hai incaricato il tuo avvocato e tu ora devi pagarlo. Sarà poi affar tuo tentare di recuperare quanto ti è dovuto in base alla sentenza da chi ha perso l’appello. Se il debitore non è rintracciabile o è insolvente, la perdita resterà a carico tuo, ma, se pur ingiusto, è più giusto così, perché comunque il tuo avvocato ha lavorato per te e il suo lavoro deve essere compensato, non può essere condizionato all’adempimento della tua controparte.

Non credo, onestamente, che ci sia bisogno di approfondire ulteriormente, ma se vuoi farlo, o se vuoi assistenza sul tuo caso, o per trovare un accordo, ad esempio, con il tuo avvocato, o per vedere se possibile recuperare quanto previsto dalla sentenza di condanna, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo appuntamento, oppure acquista direttamente da qui. Naturalmente, se vivi e lavori lontano dal nostro studio questo primo appuntamento si svolgerà da remoto tramite un programma di videoconferenza, come ultimamente sto facendo sempre più spesso.

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Divorzio in Tunisia: come farlo?

scrivo per capire se può aiutarci, il mio compagno tunisino residente in Italia da due anni ha iniziato pratica di divorzio da moglie tunisina in tunisia a maggio 2021, ma non riusciamo a cavarci le gambe.
Lui non può rientrare in tunisia perché richiedente asilo

Se l’operazione può avere natura consensuale, si può fare, secondo il diritto italiano, la separazione dapprima e il divorzio poi tramite convenzione di negoziazione assistita da stipulare online, cioè senza bisogno che la moglie venga in Italia, ma facendola collegare tramite webcam e microfono, facendola poi firmare davanti allo schermo.

In sostanza, il tuo attuale compagno, il marito, potrebbe venire presso il mio studio, mentre la moglie appunto parteciperebbe da remoto.

In Italia è previsto un duplice passaggio, prima separazione e poi, a distanza di sei mesi, divorzio, quindi la procedura sarebbe sostanzialmente da ripetere due volte.

Ma sarebbe sicuramente il metodo, nonostante tutto, più veloce e che offrirebbe più garanzie di concludere.

Se, invece, la cosa non può avere natura consensuale, ci sono grossomodo due strade da valutare:
– separazione e/o divorzio diretto giudiziali in Italia, tentando di chiedere al giudice italiano di applicare il diritto tunisino che prevede il divorzio diretto, così come previsto dalle norme di diritto privato in materia internazionale;
– collaborazione con un bravo legale tunisino per cercare di perfezionare la procedura di divorzio in Tunisia, facendo poi riconoscere la sentenza tunisina, previa traduzione, in Italia.

Se vuoi procedere con il lavoro, chiama adesso il numero 059 761926 e concorda il tuo primo appuntamento, che, se vivi e lavori lontano, può essere ovviamente anche in videochiamata; oppure acquista direttamente da qui, in tal caso sarà il mio ufficio a chiamarti per concordare data e ora del primo incontro, in presenza o da remoto.

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Quelli del piano di sopra fanno rumore: come fare?

Tutti i giorni nel piano di sopra è un continuo di correre e fare rumore ho chiamato anche i carabinieri senza una soluzione . Cosa posso fare altro . ? Sopra i vicinati se ne fregano . Cosa posso fare ?

Abbiamo parlato dozzine di volte di situazioni del genere e abbiamo persino una scheda di approfondimento, che puoi consultare qui.

Ovviamente, i Carabinieri non hanno nessuna competenza, non essendoci alcun reato, ma un problema di vicinato, che ha rilevanza solo civile, almeno al momento.

Ad ogni modo, il primo passo per trattare un problema del genere è quello di inviare, tramite un avvocato, una diffida ai responsabili dei rumori e dei comportamenti illegittimi, in cui tenere in copia, se del caso, l’amministratore del condominio.

Se vuoi procedere con la diffida, chiama subito il numero 059 761926 e concorda data e ora del primo appuntamento, che potrà ben essere anche in videochiamata se vivi e lavori lontano dalla nostra sede principale. Oppure acquista direttamente da qui, in tale secondo caso sarà poi il mio ufficio a chiamarti per concordare il momento del primo appuntamento.

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Accordo su servitù col vicino: se poi si tira indietro?

Ho una servitù di scarico fognario più di 50 anni. Mettendomi d’accordo con il proprietario di sotto dove passa il tubo della mia fognatura… abbiamo fatto a sue spese un tratto di tubazione di fognatura sulla mia proprietà per abbandonare la servitù e usufruire della nuova linea. Nel bel mezzo della trattativa il proprietario di sotto dove ho la servitù è venuto meno degli accordi presi. La mia domanda? Perdo la servitù una volta fatto fare a sue spese una linea fognaria nuova ma non allacciata alla fogna comunale sul mio terreno?

Quando si va ad intervenire su valori e consistenze immobiliari, è sempre preferibile fare un accordo scritto, meglio ancora se con l’assistenza di un bravo avvocato. Non so come abbiate proceduto nel tuo caso, ma se ci fosse un accordo scritto, sarebbe il caso di vederlo, anche perché se ben redatto probabilmente ci sarebbe una clausola o due che prevedono cosa succede in caso di inadempimento, ripensamento, recesso e così via.

Ipotizzando che un accordo scritto non ci sia, quello che ti consiglierei di fare è di far scrivere prima possibile ad un avvocato una diffida al vicino con cui ti eri accordato, per ricordare i termini dell’accordo e insistere per il suo inadempimento.

Purtroppo le situazioni immobiliari sono rilevanti e non possono essere trascurate o affrontate con pressappochismo, perché dalla loro risoluzione dipende la conservazione o la perdita del valore del tuo immobile. È preferibile sempre muoversi almeno sentendo il parere di un avvocato, in questo caso, e nella situazione che oramai si è determinata, direi che l’assistenza di un legale sia necessaria.

Se vuoi conferire al mio studio l’incarico di intervenire in questa posizione, chiama il numero 059 761926 e concorda data e ora del tuo primo appuntamento, che, se vivi e lavori lontano dalla nostra sede, potrà ovviamente benissimo essere in videoconferenza; oppure acquista direttamente da qui. Se acquisti on line, sarà il mio ufficio a contattarti per concordare giorno ed ora del primo appuntamento.

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Figlio che si fa male all’asilo: che fare?

Buonasera possibile su informazioni per favore mio figlio caduto all’asilo Poi è aperta sopra l’occhio un po’ sono andata al Pronto Soccorso e sono fatto la colla per chiudere la bocca e voler sapere posso prendere la separazione o no

La domanda non è chiara, se intendi dire se puoi richiedere il risarcimento del danno la risposta è probabilmente positiva, anche se bisognerebbe capire meglio come sono avvenuti i fatti.

Di solito, ci sono due polizze assicurative attivabili, una della scuola e e una volontaria che le scuole fanno sottoscrivere ai genitori per avere una tutela in più.

Il primo passo, comunque, è far valutare il danno subito da tuo figlio da un medico legale, che potrà apprezzarlo solo una volta che sarà intervenuta la guarigione: solo in quel momento, infatti, si potrà vedere cosa residua e che cosa no.

Intanto, si può fare la lettera di richiesta danni, anche per conoscere le generalità della o delle compagnie assicurative e iniziare la trattativa con le stesse.

Se vuoi procedere con la richiesta danni, chiama lo studio al numero 059 761926 e concorda il tuo primo appuntamento, che ovviamente potrà essere anche in videochiamata se vivi e lavori lontano dalla nostra sede; oppure acquista direttamente da qui, in questo caso sarà il mio ufficio a contattarti per concordare giorno ed ora dell’appuntamento.

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Cessione di azienda e locazione immobili: cosa comprende?

Abbiamo comprato una licenza de un bar in 2008 il locale diponeva anche de un magazzino incluso in affitto di muri ma non in planetaria del locale …anno scorso e morto il propietario di muri e la Sorela la ereda il magazzino e in questo momento ni ha intimato verbalmente di liberaré magazzino fino al fine di mese ….com’è possibile procedere grazie per la risposta in anticipo

Se ho capito bene, avete acquistato un’azienda e, di conseguenza, siete subentrati nel contratto di locazione dei locali all’interno dei quali si svolge l’attività.

Adesso c’è il problema di capire esattamente quale fosse l’oggetto del contratto di locazione a suo tempo stipulato con la persona successivamente venuta a morire.

Per fare questa indagine, è assolutamente necessario esaminare la documentazione, a partire dalla locazione stessa.

Inoltre bisogna verificare, a monte di ciò, se della cessione dell’azienda era stata fatta adeguata comunicazione al locatore, a suo tempo, dal momento che in caso di contestazione potrebbe essere sollevato anche questo profilo.

Se vuoi procedere con questo lavoro, cosa che, nel caso, ti consiglierei di fare con una certa urgenza, chiama il mio studio al numero 059 761926 e concorda giorno ed ora del tuo primo appuntamento che, se vivi e lavori lontano dal mio ufficio, potrà ovviamente avvenire tramite zoom o altri sistemi di video chiamata; oppure acquista direttamente da qui, nel caso saremo poi noi a chiamarti.

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L’amministratore di condominio risponde per gli errori dell’appaltatore?

L’amministratore il 28 marzo ha organizzato una assemblea condominiale per ristrutturale il palazzo utilizzando il super bonus 110% presentandosi già con l’appaltatore. Le chiedo: nel caso l’impresa commettesse degli errori, l’amministratore è responsabile nei confronti dei condomini?

Purtroppo, è una domanda troppo generica per avere senso.

Posso solo provare a fare qualche ipotesi, ma, se il tema è particolarmente importante per te, ti consiglio di acquistare una consulenza in cui potrai, col mio aiuto, ricostruire la situazione di fatto e fare le valutazioni legali che ti interessano a riguardo.

Immagino che la maggioranza dei condomini abbia approvato il conferito dell’incarico all’impresa indicata dall’amministratore. Sei rimasto dissenziente rispetto a questa indicazione o hai votato a favore o ti sei astenuto? Se dissenziente o astenuto, hai impugnato la delibera nel termine di legge? Per maggiori dettagli, puoi consultare questo post.

Già in relazione alla deliberazione abbiamo molte variabili possibili.

In generale, poi, nel caso di errori da parte dell’azienda non vi è di norma responsabilità dell’amministratore del condominio, salvo che l’errore non sia riconducibile ad un aspetto che l’amministratore stesso avrebbe dovuto curare.

Se, infatti, l’impresa danneggia un’unità immobiliare o una delle parti comuni manovrando con un mezzo, che colpa ne avrebbe l’amministratore?

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