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Cosa faccio se il mio avvocato non ha mai depositato il ricorso che gli avevo dato incarico di fare?

ho dato mandato ad un avvocato in data ottobre 2008 per la revoca dell’assegno di mantenimento che verso mensilmente dal 1990 alla mia ex moglie e figlia, dato che ambedue lavorano a tempo indeterminato. Attualmente ho una nuova famiglia ed un figlio minore, essendomi risposato. A tutt’oggi il mio avvocato non ha ancora depositato i documenti al tribunale per la revoca, come posso tutelarmi? Premetto che ho saldato il mio avvocato di quanto richiesto con due assegni. A chi mi devo rivolgere affinché vengano tutelati i miei diritti?

La cosa migliore è aspettare altri sei anni, sicuramente questo avvocato sta per depositare il ricorso, anzi magari lo ha fatto proprio stamattina.

Scherzi a parte, se il tuo avvocato, questo che avevi incaricato, ha *immotivatamente* omesso di fare il lavoro per cui lo avevi incaricato e per cui ti aveva anche richiesto un anticipo, non solo puoi richiedere la risoluzione dell’incarico ma anche il risarcimento del danno che ti è derivato dal mancato svolgimento dell’opera, anche se in una materia come questa potrebbe essere molto difficile la quantificazione perché bisogna capire che cosa avrebbe potuto potenzialmente decidere il giudice al riguardo.

A chi ti devi rivolgere: ovviamente un altro avvocato, però questa volta cerca di sceglierlo con cura, prendendone uno che, nonostante le difficoltà lavorative quotidiane che abbiamo tutti, comunque *consegna* i servizi per cui è stato incaricato e che ti possa dare garanzie di serietà.

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Cosa posso fare se ebay mi chiude il negozio senza motivo?

l’argomento e’ Ebay.
Dunque,avevo gia’un account privato,da 3 anni,senza mai nessun problema,quando,ad ottobre,ne apro uno venditore pro.
Dall’apertura ed iscrizione al negozio base,ho letteralmente tempestato l’assistenza clienti,una cinquantina di mie email,per chiedere info davvero su tutto,per cercare di procedere il più correttamente possibile.
Invio i doc richiesti (per tre volte,poiche’a mia richiesta di conferma,non li trovavano mai) attivo la PIVA Vies,verifica di paypal…tutto,insomma e continuo a contattarli fino a farmi confermare che fosse tutto ok.
Poi,li avviso che allestiro’il negozio avvalendomi del loro “scambio files”,al quale mi iscrivo.
Allestisco il negozio e,dopo MEZZ’ORA,mi trovo l’account sospeso.
Invio l’ennesima email,ricordando loro di non aver nessun impagato,di aver ottemperato alle loro richieste..etc,allegando anche un paio dei loro messaggi di conferma.
Risposta: sospeso per sempre. Ho chiesto ulteriori info,ancora senza successo.

Non sei il primo, purtroppo, a raccontarmi una storia del genere, e altre storie, sia pure di diverso tipo ma sempre riguardanti ebay, le puoi trovare trattate nel blog facendo una ricerca.

Il problema, tralasciando tutto quello che si potrebbe dire in diritto, è che ebay è una società alla quale è difficilissimo, se non impossibile, mettere il sale sulla coda.

Io potrei anche proporti di fare una diffida, ma so per esperienza personale che non rispondono neanche. Potrei proporti anche un ricorso cautelare ma, a parte i costi non certo trascurabili, non avresti comunque la certezza di risolvere la vertenza o vederti risarcito del danno subito.

Alla fine, credo che la soluzione migliore sia quella adottata da molti utenti che hanno cambiato la piattaforma e si sono messi a ricostruire il loro business su soluzione hostate in privato o presso altri fornitori più affidabili o con cui si può dialogare.

Il discorso sarebbe lunghissimo e pieno di implicazioni, perché siamo completamente in mano di grandi colossi che si sono bene organizzati per sfuggire alle maglie del diritto, oltre a ebay ce ne sono tantissimi altri, ma purtroppo si tratta di un fenomeno mondiale dove noi in Italia, con un sistema giudiziario completamente sfasciato, abbiamo ancora meno speranze di poter fare qualcosa.

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Se la controparte mi fa chiamare da un avvocato devo pagarlo io?

il caso che le espongo è molto semplice.
Per fare un lavoro dovuto ad un signore sono stato contattato dal suo legale con raccomandata invitandomi ad un appuntamento nel suo studio.Presentandomi l’accordo è stato stipulato assumendomi l’impegno di costruire un muro di sostegno entro dicembre.
ora l avvocato vuole un compenso di 300€ da me per il lavoro svolto.
mi spetta pagarlo in quanto io nn ho richiesto il suo intervento e non mi sono mai negato di fare questo lavoro, a mio avviso dovrebbe compensarlo chi l ha chiamato in qnto rappresentava e ha svolto un servizio per lui.

Quando un caso, o una domanda, sono semplici purtroppo non significa affatto che altrettanto siano le risposte.

Intanto, per quanto semplice, il caso andrebbe conosciuto più nei dettagli, ad esempio sarebbe fondamentale capire cosa significa quel «dovuto» riferito al lavoro da svolgere: dovuto, cioè, in base a che cosa, in quali termini, circostanze condizioni?

Ad ogni modo, anche chiariti i dettagli essenziali della vicenda, probabilmente una risposta sicura al riguardo non ci sarebbe, dal momento che la ripetibilità (il diritto di chiedere indietro) le spese legali alla controparte è sempre controversa.

È vero che non sei stato tu a incaricare questo legale, quindi tra voi non c’è nessun rapporto contrattuale, ma, ammesso che tu abbia dato luogo ad un inadempimento (per capire la qual cosa sarebbe necessario appunto esaminare i profili sopra indicati) potresti essere tenuto a pagare a livello di risarcimento del danno.

In conclusione, per sapere qual’è il modo migliore di comportarsi bisognerebbe approfondire le circostanze di partenza che hanno determinato l’intervento del legale: se questo è stato necessario, diciamo che la tua controparte ha buoni argomenti per richiederti di rimborsarle le spese, se invece è stata solo una scelta discrezionale della controparte è ovvio che gli argomenti sono molto meno forti.

Nel caso fosse tua intenzione opporti a questa richiesta di pagamento, sarebbe in ogni caso opportuno inviare una lettera o diffida per iscritto tramite un tuo legale di fiducia, in cui spieghi in modo giuridicamente puntuale per quale motivo non ritieni di pagare, al fine di prevenire un’eventuale ulteriore prosecuzione in sede giudiziaria della vicenda o, almeno, con lo scopo di essere tutelato in caso dovesse avvenire.

se l’ospedale smarrisce la cartella clinica si può citarlo in giudizio?

L’ospedale pubblico, dove sono stata ricoverata in seguito ad una rovinosa caduta, ha smarrito la mia cartella clinica e dopo vari e numerosi solleciti nonchè denuncia-querela depositata presso la procura per omissione di atti di ufficio, non riesce a darmi una risposta chiara su che fine abbia fatto la cartella clinica (sono trascorsi già 4 mesi!). Posso citarlo in giudizio? E se si devo citare anche l’ASL? Grazie e complimenti: siete un grande team!

Grazie per i complimenti, anche se proprio recentemente sono rimasto da solo a curare il blog, anche se, ulteriormente, non me ne lamento, anzi, ho sviluppato più produttività e anche qualche progetto nuovo interessante, in parte già messo in pratica.

Per venire al tuo quesito, bisognerebbe per dare una risposta, come sempre, conoscere le circostanze del caso concreto e, più in particolare, capire a che cosa ti serviva la cartella clinica, a parte gli ovvi motivi sanitari. Ad esempio, se la cartella costituiva un documento fondamentale per chiedere un risarcimento a terzi, eventualmente responsabili per la tua caduta anche in virtù di una assicurazione contro gli infortuni, il discorso cambia sensibilmente.

Come dico sempre, è inutile porre quesiti giuridici astratti, quelli li dovete lasciare semmai agli avvocati, voi come utenti dovete descrivere il vostro problema, esattamente come quando andate dal dottore, dove non vi mettere a discutere di medicina ma vi limitate a dire «ho male qui». A parte questo, un conto è presentare una denuncia penale, un conto un’azione civile: nel primo caso, ci si può limitare ad esporre i fatti, lasciando che siano poi le autorità a vagliarli e a decidere come proseguire, mentre le iniziative civili sono lasciate al governo dei privati e quindi vanno studiate bene e preparate nei minimi dettagli. Consultati per bene con il tuo avvocato.

se si «tiene» il cellulare trovato sul posto di lavoro

Ho trovato un cellulare sul posto di lavoro e me lo sono tenuta. dopo 4 mesi sono stata rintracciata dai carabinieri e ho restituito il cell. la proprietaria aveva fatto denuncia x furto e ormai sono passati 90 giorni e il maresciallo mi disse che arriverà comunicazione a casa. volevo sapere cosa rischio come sanzione e se rischio il posto di lavoro. cioè la cosa rimane tra me e la signora, giusto? sono disperata

Come dico sempre, non c’è nessuno che si rivolga ad un essere viscido ed odioso come un avvocato senza essere disperato, potete risparmiarvi di dirlo, lo sappiamo già 😉

A parte questo,  le circostanze del «ritrovamento» non sono chiare, dipende infatti da che tipo di posto di lavoro parliamo. In ogni caso, rubare o trattenere un cellulare è probabilmente il tipo di furto più stupido che esista oggigiorno perchè si tratta di apparecchi tracciati, specialmente in caso d’uso, in quanto identificabili tramite il numero di IMEI e la cella della rete cui sono collegati.

Il furto, purtroppo, è procedibile d’ufficio, anche se tentato, anche se poi la refurtiva viene restituita e magari anche risarcito il danno. Il rischio che corri dipende molto dai tuoi eventuali precedenti, se non ne hai la cosa è gestibile, diciamo che viene considerato un errore che se isolato è in qualche modo concesso. Ti consiglio comunque di rivolgerti prima possibile ad un legale per definire la strategia difensiva migliore.