Quando si vuol recedere dall’abbonamento alla palestra dopo appena 7 giorni

Ho appena sottoscritto un contratto di abbonamento annuale con una palestra (esattamente una settimana fa il 21 dicembre 2009)… ho però saputo che la palestra non versa in buone condizioni d’affari e, dato che ho già avuto brutte esperienze con palestre che hanno chiuso e da cui non ho visto restituiti i soldi pagati per la frequentazione delle stesse, vorrei quindi recedere dal contratto. Dato che sono passati solo 7 giorni posso recedere e farmi restituire i soldi?

Purtroppo nel momento in cui hai sottoscritto un accordo hai preso un impegno e salvo vi siano ipotesi di recesso previste dal contratto, o inadempimenti da parte della tua controparte, in questo caso la palestra, sei costretta a rispettarlo. Infatti i semplici “rumors” secondo i quali la palestra dove ti sei iscritta  non navighi in buone acque non equivalgono ad inadempimento da parte della stessa nei tuoi confronti e di conseguenza non ti liberano dall’accordo sottoscritto.

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L’abbonamento con la palestra e l’impossibilità successiva di frequentarla

come altri nel Vostro blog ho una impossibilità lavorativa nel continuare a frequentare una palestra dove ho gia pagato anticipatamente, in contanti l’intero importo del valore dell’abbonamento. La mia domanda è; posso chiedere il rimborso quantificato per i mesi che mi rimangono in quanto non usuifrirò del servizio che ho già pagato? Ecco, specifico che NON voglio vendere ad un terzo il mio abbonamento ma vorrei pretendere il rimborso di un pagamento per un servizio che non usufruirò

Il problema come negli altri casi analoghi sta nel fatto che è vero che tu non vuoi pagare per un servizio del quale non usufruirai, ma è altrettanto vero che hai firmato un contratto, impegnandoti a rispettarlo per un certo numero di mensilità e quindi per un certo valore economico.  Ora non puoi pretendere che la tua controparte rinunci a quanto pattuito per un problema che per quanto sia plausibile è comunque sopraggiunto a te. Infatti l’impossibilità lavorativa in questo caso non è una causa (come ad esempio potrebbe essere quella di forza maggiore) che giustificherebbe il tuo inadempimento.

 Principalmente quando si firmano questi abbonamenti con le palestre bisogna stare attenti e capire che sono dei veri e propri contratti con diritti  e doveri e che quindi ci si obbliga  all’adempimento fino alla scadenza degli stessi.

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il recesso dal contratto con la palestra

Mi sono iscritta in palestra, nel contratto sono vincolata a pagare per 4 mesi a partire da settembre (il pagamento con addebito su cc parte da settembre ma posso già frequentare).. lo stesso giorno che mi sono iscritta ho saputo che non potrò piu frequentarla quindi sono tornata immediatamente per annullare il contratto e la ragazza mi ha detto che aveva già inserito i dati nel computer e che non aveva possibilità di fare niente perche non le compete, e mi ha detto di tornare domani Lunedì per parlare con l’amministrazione e vedere che possono fare.. ho il diritto di recesso?? è successo Venerdì scorso.. non ho frequentato, ho solo pagato una piccola quota di iscrizione di 20 € di cui non pretendo il rimborso.. vorrei solo annullare il contratto e di conseguenza i pagamenti che partiranno da settembre.. grazie!  p.s: nel contratto c’è scritto che il diritto di recesso è valido se il contratto è stato effettuato all’esterno della palestra. Nel mio caso è stato firmato nella palestra..

Purtroppo anche nel tuo caso come in quelli analoghi dopo aver sottoscritto il contratto, se non è previsto diversamente dallo stesso sei vincolata fino al termine della durata dello stesso. Quindi l’unica alternativa rimane il buon senso del proprietario della palestra.

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quando si firma un contratto annuale con la palestra e poi si vuole recedere

Sono iscritto ad una palestra di arti-marziali, e i primi giorni di novembre del 2008 ho stipulato un contratto con forma annuale, con pagamento dell’iscrizione all’atto della firma mentre l’importo mensile di 30,00 euro mensile viene versato in via anticipata per ciascun mese. Visto che gia nel mese di giugno ho comunicato verbalmente al titolare di non aver intenzione di continuare a usufruire del servizio gia a partire da settembre, ora mi chiedo, devo fare formale disdetta? Inoltre sono obbligato al pagmanento della quota mensile del mese di settembre e ottobre?  Vi prego di informarmi sul da farsi. Grazie.  Ps. Nel contratto tra le “sanzioni e rivalse” vi è indicata una voce che riporta “che tutte gli inadempimenti subiranno le sanzioni previste dallo statuto”. Ma io lo statuto non l’ho mai visto e ne tantomeno firmato per accettazione e/o presa visione. Ne tantomento è stato affisso in bacheca.

Quando si firma un contratto è necessario sempre essere attenti e consapevoli di ciò che si sottoscrive. Se hai firmato un contratto annuale, sei vincolato a rispettarlo fino alla scadenza salvo che tra le condizioni dello stesso siano previste delle ipotesi di recesso. In quest’ultimo caso potrai recedere a tali condizioni. Diversamente, se la controparte non è inadempiente non vedo come potresti recedere dal tuo contratto.

quando la palestra fallisce ed il cliente ha già pagato

La palestra a cui ero iscritta ha “preteso” per il pagamento che sottoscrivessi un finanziamento; loro hanno avuto i soldi subito e io un addebito rid mensile. Il finanziamento è di 12 mesi per una rata mensile di 52,5 (Taeg 17,73%); questo mi garantiva l’uso della palestra per 13 mesi. La prima rata scadeva il 6/11/08 e l’ultima scadrà il 06/10/09. Ora la titolare mi comunica che venerd’ 10/04/09 chiuderanno perchè dichiarati falliti (o in liquidazione); chiedo, se ho diritto ad avere indietro dalla palestra le mensilità non usurfruite e che io comunque dovrò continuare a pagare causa finanziaria. Preciso che siamo parecchi in questa situazione; vorremo se non altro conoscere l’iter da seguire per essere ammessi come creditori. Preciso che l’immobile non è di proprietà ed il macchinario è tutto in leasing, quindi a conti fatti resta poco da dividere.

Non è semplice risponderti in modo esaustivo in quanto, ci sono molte variabili che andrebbero valutate, come ad esempio, la ragione giuridica della società., anche per capire chie e come risponde del fallimento.

In linea di principio, comunque,  è chiaro che hai diritto ad ottenere,  il compenso pagato per l’equivalente dei servizi non ottenuti dalla palestra. Tuttavia se la stessa è fallità non potrai fare altro che cercare di inserirti nel fallimento. Dovrai poi valutare in che modo farlo e non credo sarà semplice in quanto un eventuale azione legale ti costerebbe più di quello che devi recuperare.

 

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Non posso più andare in palestra, posso chiedere il rimborso?

Dunque intanto buongiorno. Il mio problema riguarda il contratto di iscrizione annuale in palestra o come dite correttamente voi ad una associazione sportiva dilettantistica. In data 01/03/2008 ho stipulato un contratto annuale pagando in anticipo ed in contanti l’intero importo. Il 06/10/2008 dopo aver avuto seri problemi con la schiena ho fatto una visita ortopedica dalla quale si evincono tutta una serie di problemi che mi causano questi frequenti dolori alla schiena, talvolta lancinanti e che talvolta mi rendono impossibile anche il solo camminare. La scelta più ovvia e salutare sarebbe quella di interrompere la palestra ma ho ancora a disposizione la fruizione della bellezza di 7 mesi . Mi chiedo: anche in questo caso la palestra non può effettuare un rimborso? Voglio dire: ho dei problemi di salute non è un capriccio di una ragazzina che si è stancata di andare in palestra….! E se non sono comunque tenuti loro al risarcimento, è prevista la possibilità di poter cedere il mio contratto ad una terza persona? Almeno così potrei recuperare parte dei soldi!! Vi ringrazio in anticipo

Direi che si possa fare riferimento alla figura della cessione del credito. Infatti Lei, come dice, ha già pagato l’abbonamento e deve avere in cambio una prestazione dal gestore della palestra (l’utilizzo della stessa nei termini contrattuali).

L’art. 1260 del codice civile dice che: “Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.
[2] Le parti possono escludere la cedibilità del credito; ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione”
.

Ciò significa che, a meno che il contratto di abbonamento non lo escluda, Lei può cedere la Sua tessera a un terzo in quanto è da ritenersi indifferente per il debitore (palestra) a chi fornire la prestazione contrattuale.

Se il contratto che Lei ha firmato non prevede rimborsi (anche se ciò sarebbe discutibile, vista la natura dei servizi offerti d una palestra che sono irricevibili in caso di problemi di salute), allora provi questa soluzione discutendone prima con il gestore della palestra.



alcune regole curiose del calcio

Lanci il parastinchi e sulla linea di porta eviti il gol degli avversari? È comunque rigore e vieni punito con il rosso. Dal gol sul rinvio di mano del portiere, ai rigori da ripetere: ecco la rassegna dei casi limite. Tante discussioni sulla convalida del primo gol di Olanda-Italia. Si è trattato di un caso difficile, ma non sarà l’unico perché la storia del calcio giocato è piena di casi limite. Ecco una serie di ipotesi che aiuteranno a capire meglio le decisioni arbitrali.

1) Un giocatore batte un calcio di punizione diretto verso la propria porta, il portiere scivola e non tocca il pallone che va in rete. Il gol è valido?
No, la rete non è valida perché non si può fare un autorete con un calcio di punizione sia diretto che indiretto. In entrambi i casi il gioco riprende col corner per gli avversari.

2) Un portiere lancia il pallone con le mani dalla propria area e segna una rete nella porta avversaria. Il gol è valido?
Sì. Non è possibile invece segnare un gol direttamente dalla rimessa laterale.

3) Un calciatore si toglie la maglia per esultare e subito dopo protesta vivacemente contro l’arbitro che nel frattempo non ha convalidato la rete: dovrà essere espulso per doppia ammonizione?
Sì, perché si tratta di 2 infrazioni di diversa natura (esultanza eccessiva e proteste); nel caso in cui un giocatore si tolga la maglia e, per esultare, spezzi anche la bandierina, la sanzione sarà di sola ammonizione: è di un’infrazione dello stesso tipo (esultanza eccessiva).

4) Chi riceve il pallone direttamente su calcio di rinvio può essere in fuorigioco?
No, in questo caso non c’è infrazione di fuorigioco, stessa cosa su pallone ricevuto direttamente su rimessa laterale.

5) Il pallone sta per entrare in rete, un difensore gli lancia il suo parastinchi ed evita il gol: l’arbitro dovrà concedere un calcio di rigore agli avversari?
Sì, perché considererà il parastinchi come una sorta di «prolungamento» della mano e dovrà anche espellere il difensore perché con l’infrazione evita il gol per gli avversari.

6) Se il portiere fa rimbalzare il pallone, può un avversario giocarlo quando tocca il suolo?
No, è da considerarsi sempre in possesso del portiere.

7) Chi vince il sorteggio con la monetina, prima dell’effettuazione dei tiri di rigore, sceglie la porta verso la quale i rigori devono essere battuti?
No, la porta la sceglie l’arbitro, mentre il capitano che vince il sorteggio decide se effettuare il primo o il secondo tiro.

8 ) Si può segnare una rete direttamente su calcio d’inizio?
Sì e la stessa cosa è possibile anche su calcio di rinvio.

9) Su un calcio di punizione diretto, il pallone sta per entrare in rete; un raccattapalle vicino al palo mette il piede e non fa entrare il pallone. L’arbitro accorderà lo stesso il gol?
No, interromperà il gioco riprendendolo con una rimessa.

10) Su un calcio di rigore il pallone sta per entrare in rete, un raccattapalle vicino al palo mette il piede e non fa entrare il pallone. L’arbitro interromperà il gioco e lo riprenderà con una propria rimessa?
No, farà ripetere il rigore.

11) Se l’arbitro perde il fischietto proprio mentre sta per decretare un rigore, il gioco dovrà comunque proseguire?
No, l’arbitro interromperà il gioco con la voce o i gesti e decreterà il calcio di rigore.

12) Un fischio viene dagli spalti e un difensore ferma il pallone con le mani nella propria area. l’arbitro concederà un calcio di rigore agli avversari?
No, riprenderà il gioco con una propria rimessa.
(Daniele Tombolini, 13.6.2008, Gazzetta dello Sport)