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Un anziano si fa male in RSA: di chi è la responsabilità?

DOMANDA – mio papà è un ospite di una rsa, in modo perenne da 7 anni, usa la carrozzina per muoversi e gira per il piano, si spinge da solo, un giorno ha pensato bene e di aprire la porta arrivare alle scale e lanciarsi giu, portato in ospedale, fatto le lastre non risultano fratture ma solo ammaccamenti. La responsabile mi ha detto che la responsabilità non è di nessuno in quanto quel nucleo non è sbarrato e le porte si aprono quindi chiunque puo entrare ed uscire. Io mi chiedo di chi sia e se c’è una responsabilità nel caso ci fossero danni alla sua persona

— RISPOSTA – La responsabilità, tutto al contrario, esiste ed è macroscopica in capo alla struttura e, in aggiunta, agli eventuali sorveglianti e funzionari.

Nel momento in cui un incapace viene affidato alla custodia di una struttura, al responsabilità passa alla struttura stessa, del tutto analogamente a quando si affida un figlio alla baby sitter o alla scuola o ad altro.

Mi è capitato, in passato, di seguire casi analoghi, tra i quali ricordo quello di una paziente che era stata ricoverata perché aveva tentato il suicidio per depressione ed era riuscita, da dentro alla struttura, a lanciarsi dalla finestra, tentando di nuovo di procurarsi al morte. La struttura, agli esiti del giudizio di valutazione del danno riportato dalla signora, che per fortuna era sopravvissuta, ha risarcito regolarmente il danno.

Checché ne dica la persona con cui hai parlato, mi sembra davvero innegabile che in situazioni del genere, salvo circostanze molto particolari, non vi sia la responsabilità della struttura.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi di inviare una diffida alla struttura con la quale richiamare i gestori alle proprie responsabilità, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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avvocato risponde

Madre accumulatrice seriale: come è possibile gestirla?

DOMANDA – mia madre anziana (77 anni) vive da sola in una casa molto grande e occupata da molti mobili e cose da buttare di ogni tipo( bottiglie, buste etc).. è un’ accumulatrice compulsiva. L’ appartamento va ristrutturato perché le pareti hanno infiltrazioni d’acqua e temo possono causare problemi anche ai condomini. Ma mia madre si rifiuta di sgomberare l’appartamento è di fare i lavori. Come possiamo obbligarla io e mia sorella che siamo comunque in parte proprietarie e quindi perseguibili se succede qualcosa? Posso fare intervenire l’Asl?

— RISPOSTA – Ci sono diversi modi possibili di intervento, ma quello che a mio giudizio è più consigliabile è quello di depositare un ricorso per amministratore di sostegno.

Si tratta tutto sommato della soluzione migliore perché comunque, con alta probabilità, sarà una cosa che tu e tua sorella dovrete arrivare a fare, quindi tanto vale farlo subito, anche perché spesso i tempi non sono così rapidi come servirebbe.

So che non è una decisione facile da prendere, né una situazione gestibile con leggerezza, però direi che tutto sommato non ci sono strategie migliori.

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diritto

Invalido 100%: perché l’amministrazione di sostegno?

anziano pensionato di anni 90 invalido civile 100% riconosciuto da parte di una commissione medica sanitaria il 15/10/2019, vedovo solo senza famiglia autosufficiente dove la mia assistente sociale della mia comune di residenza (Ve) ha ritenuto opportuno di volermi internare presso una casa di riposo per anziani, (perché solo) andato via dopo avere passato il covid con l’intenzione di volermi suicidare, in seguito mi sottopone a un giudice tutelare assieme un amministratore di sostegno dove sono cominciati i miei problemi assai gravi essendo pensionato non sono più padrone del mio denaro perché bloccato in banca, attualmente residente a Catania disgustato de stare nel veneto dove non cambia nulla, il mio amministratore di sostegno si rifiuta di fornire informazione assieme il giudice insistendo di volere il mio denaro che serve per sopravvivere niente nessuna risposta da parte loro, Di recente mi sono rivolto presso un avvocato penalista a Catania la quale spero che faccia qualcosa

Come fai ad essere invalido civile al 100% e, contemporaneamente, autosufficiente?

Questo è un primo aspetto che merita di essere approfondito ben di più.

Per il resto, volendo fare qualche osservazione generica, in attesa di poter eventualmente studiare meglio il caso, la tua è una situazione in cui non è certo inusuale che venga disposta un’amministrazione di sostegno: hai un’invalidità totale e non ci sono familiari in grado di prestarti assistenza.

Per dire di più, purtroppo, bisognerebbe studiare il caso più in particolare.

Non credo che ci siano profili di rilevanza penale nella tua situazione, si tratta di vedere l’operato degli assistenti sociali e degli altri soggetti intervenuti e valutarlo sotto il profilo della opportunità per la tua miglior condizione di vita e di salute.

Se credi la cosa potrebbe essere approfondita, anche se onestamente non so se alla fine si potrà ottenere un risultato come quello che sembri desiderare tu.

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diritto

Rumori e odori dall’unità sottostante: che fare?

sono proprietario di uno stabile che ho adibito a b&b da circa 2 anni e mezzo, al primo piano è rimasta una coppia di anziani che vive lì da tantissimi anni in questa casa che ho acquistato e loro hanno regolare contratto di affitto…. lui ha 89 anni lei 86 con qualche problema fisico .
il problema è che i parenti hanno messo una badante che assiste gli anziani, questa grida ha vocione e spesso risulta volgare con il suo linguaggio…. ho allertato i parenti, ma non è servito a nulla… Altro problema sono gli odori che fuoriescono dall appartamento , alcune volte urina ,altre volte di cibo….
Mi trovo in una situazione tale che non posso mandarli via perchè anziani , i parenti mi pagano regolarmente l affitto, ma il disagio è notevole. Cosa posso fare ?

È un classico problema di immissioni, di base, con in più un aspetto «locatizio» che può in effetti anche essere utile o comunque utilmente sfruttato, secondo le circostanze.

finestra

Come dico sempre, il primo passo per trattare questo tipo di problema è l’invio di una diffida tramite avvocato in cui si chiede, sotto pena, in difetto, di azioni successive più importanti e impegnative, tra cui, al limite, anche una causa giudiziaria, di cessare o far cessare i comportamenti di disturbo.

Oltre a questo aspetto, riguardante appunto le immissioni, nel nostro caso di rumori e odori, che, come tali, possono essere dannose per l’attività economica esercitata nello stesso stabile, c’è il rapporto locatizio, in seno al quale, forse (è un aspetto da valutare con il dovuto approfondimento e la dovuta oculatezza), si può contestare un uso diverso da quello convenuto o contrario a buona fede, tale da determinare, al limite, anche la risoluzione e cioè lo scioglimento del contratto.

Consulta questa pagina per valutare l’acquisto di una diffida.

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cultura

Morte a una certa: tragedia o ciclo naturale?

87 anni lui, 84 lei.

Muoiono.

Per la Gazzetta di Modena é una «tragedia».

É corretta come definizione o non dovremmo piuttosto parlare di un ciclo naturale?

A che età deve morire una persona perché non sia una tragedia, ma il naturale esito della vita di tutti?

La causa del decesso, poi, é il #covid o l’età avanzata o un po’ tutte e due?

PS il primo paragrafo del pezzo é comunque da Pulitzer: «il covid non conosce tregua nel lasciare le sue tragiche conseguenze sulle persone», ma che cazzo…

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diritto

Anziano con demenza senile: come gestirlo?

siamo tre sorelle con una mamma di 88 anni affetta da demenza senile e quindi vive a casa con la badante. Da quando è morto nostro padre tutta la questione economica viene svolta da una delle sorelle che ha il conto cointestato con mamma per il ritiro della pensione ed effettuare tutti i pagamenti. Ma io non conosco l’entità del patrimonio economico, non conosco quanti soldi ci sono nel conto corrente non so le spese non so quanto prende mia madre non so niente, né lei ritiene che lo debba sapere perché quando gliel’ho chiesto si è arrabbiata dicendomi tu non ti fidi. L’altra sorella pur stando nella mia stessa posizione mi ha gridato che voglio depredare i soldi di mamma.Cosa posso fare?

Ci sono due possibili approcci per trattare una situazione del genere, uno più morbido e uno più «pesante».

donna anzianaQuello più morbido consiste nel trattare, rigorosamente tramite un bravo avvocato, con le tue due sorelle per trovare un accordo, da formalizzare poi magari per iscritto, per la gestione di vostra mamma.

Questo può essere un primo modo con cui puoi tentare di lavorare sulla situazione, per poi passare all’altro in caso non sia sufficiente.

L’altro è ovviamente quello di depositare un ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno, con tutto ciò che ne consegue naturalmente.

Se vuoi approfondire, valuta di acquistare una consulenza: clicca qui.

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pillole

I miei genitori a 14 anni non sono mai riusci …

I miei genitori a 14 anni non sono mai riusciti a tenermi in casa, ci stanno riuscendo adesso che ne ho 50.

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counseling

Coronavirus: in UK i più deboli lasciati morire.

Tra la scelta inglese e quella italiana la differenza l’ha fatta la cultura e la civiltà cristiana e cattolica che, in Italia, almeno un po’ è residuata, mentre nei paesi anglosassoni manca, esattamente come si è potuto vedere non molto tempo fa nel caso di Charlie Gard a Alfie Evans, alla lettura del post sul quale ultimo ti rimando.

I neopagani anglosassoni hanno scelto espressamente la rupe Tarpea per i più deboli, limitandosi a dichiararsi, con la celebre espressione di Johnson, dispiaciuti: e non tanto per tutti quelli che moriranno, che quelli muoiono e basta, ma per il dolore della perdita che dovranno sopportare i sopravvissuti, cioè i più forti, i più giovani.

La scelta inglese, insomma, caga letteralmente sul valore della vita e premia l’economia e le casse dello Stato, in perfetto stile rivoluzione industriale, neoliberismo, egoismo e forze sataniche.

Quando tutto sarà finito, naturalmente ci apriranno il culo come burro sui mercati, perché noi Italiani abbiamo pensato agli anziani, ai più deboli, e ne avremo ancora molti da mantenere inattivi, mentre loro avranno usato il virus per liberarsene e diventare economicamente sempre più solidi.

Ma la scelta giusta è la nostra.

Non vorrei mai vivere in un paese dominato dal male, dal profitto, dall’interesse e dalle forze egoiche come il Regno Unito e più in generale il mondo anglosassone.

L’unica cosa che importa nella vita è fare sempre la cosa giusta e noi la stiamo facendo.

Quando dico che l’unico modello di civiltà ancora valido per il mondo occidentale è il cristianesimo di Roma intendo esattamente questo: tra Islam e neoliberismo radicali, che per l’uomo e la tutela della vita sono peggio del socialismo reale.

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Grazie al coronavirus, in Italia si è scoper…

Grazie al coronavirus, in Italia si è scoperto che esistono gli anziani. Cerchiamo di tenere questa consapevolezza anche quando sarà terminata l’emergenza.

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Amministrazione di sostegno: cosa c’è da sapere.

Di Amministrazioni di sostegno si parla molto, forse troppo e spesso nemmeno in modo preciso. Cosa è l’amministrazione di sostegno? Quali sono i presupposti per la sua applicazione? E soprattuto cosa implica nelle vite delle persone che in qualche modo hanno a che fare con questo strumento, ancora oggi non del tutto compreso e “digerito”, come beneficiari, parenti, o anche operatori dei servizi principali di cui tutti usufruiamo come ospedali, banche o uffici postali, solo per fare un esempio?

Definizione: La legge sulle Amministrazioni di sostegno (ADS per brevità) è la n° 6 del 2004, presente nel nostro ordinamento da ormai quattordici anni. Ancora molti però sono i dubbi e le incertezze che ha creato con la sua entrata in vigore.
L’ADS Ha principalmente “la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente (Art 1).La caratteristica fondamentale di questa misura di tutela è la possibilità che possa essere disposta anche in modo temporaneo. L’Ads infatti può essere disposta in modo “elastico” per permettere alla persona di riuscire a recuperare le capacità e le autonomie che avesse temporaneamente perduto (ad esempio a seguito di infortunio).

Presupposti dell’ADS: Necessita dell’ADS La persona che, “per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi (Art 2)” Elemento essenziale è che vi sia un interesse attuale e concreto al compimento di atti per i quali è fondamentale l’amministratore di sostegno e che il soggetto interessato non sarebbe in grado di compiere da solo. (ad esempio, gestione delle pratiche per assunzione di badante, o per inserimento in case di riposo, contratti di utenze o di locazione, gestione quotidiana delle spese per la casa o dei risparmi, qualora ve ne siano). Importante anche è sottolineare che il “sostegno” dato sarà previsto solo per determinate attività. Non si avrà una totale sostituzione del soggetto debole da parte dell’ads in tutte le attività ma un aiuto specifico ove vi sia reale necessità Questa specificità è indicata specificamente nel decreto di nomina di amministratore di sostegno emesso dal giudice tutelare competente per territorio.

Chi può chiedere l’ADS:
1)lo stesso beneficiario, cioè la persona che ne avrà poi bisogno (anche se minore, interdetto o inabilitato); Il coniuge; la persona stabilmente convivente; i parenti entro il 4° grado, che sono poi i genitori, i figli, i fratelli o le sorelle, i nonni, gli zii, i prozii, i nipoti e i cugini; gli affini entro il 2°grado, che sono i cognati, i suoceri, i generi,le nuore;
Possono chiedere l’ADS anche il pubblico ministero; il tutore o il curatore del soggetto fragile.

Il procedimento per avere un ADS:
L’ads si ottiene sulla base di un ricorso presentato all’Ufficio del giudice tutelare del Tribunale competente per territorio, cioè del luogo in cui la persona è residente.
Per ottenere la nomina di un amministratore di sostegno ci si deve rivolgere quindi al Tribunale competente ma per avere informazioni e maggiori indicazioni si possono contattare senza dubbio i distretti sociali di zona. Infatti i responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, se sono a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a proporre al giudice tutelare il ricorso o a fornirne comunque notizia al pubblico ministero.
Il procedimento vero e proprio viene introdotto con un ricorso, la modulistica può essere reperita presso gli uffici URP dei Tribunali di zona o reperita sui rispettivi siti internet di riferimento sotto la voce “volontaria giurisdizione”. Per la presentazione del ricorso non è necessaria l’assistenza di un avvocato. Il procedimento è esente dal pagamento del contributo unificato ma è richiesto il versamento di una marca da bollo che ad oggi è di 27 euro. L’amministratore di sostegno viene nominato con un decreto del giudice tutelare. Tuttavia in particolari situazioni più complesse in cui vi siano difficoltà trasversali nella gestione dei soggetti, come ad esempio per esposizioni debitorie del beneficiario, dichiarazioni di successione, gestioni di beni immobili o situazioni di carattere di disagio sociale o economico, è bene chiedere consulenza legale per comprendere se lo strumento dell’ads sia quello più idoneo per la propria situazione. Molte amministrazioni di sostegno infatti nascono perchè vengono considerate necessarie ed urgenti in carenza di rete familiare o sociale ma spesso una attivazione di queste reti possono evitare questo strumento che è si di tutela ma anche limitativo delle attività della vita quotidiana del beneficiario, il quale non sempre ha necessità di essere vincolato. L’Ads nominato dal giudice tutelare, infatti, anche se provvisoriamente, ha poteri di fatto concreti della vita del soggetto sottoposto ad amministrazione di sostegno, che vanno dal controllo e gestione del conto corrente bancario e dei risparmi nel precipuo interesse dello stesso, ad esempio scegliendo di assumere una persona che lo aiuti in casa, occupandosi del pagamento delle utenze e delle tasse, delle assemblee di condominio…oppure, ove ve ne siano i presupposti, scegliendo di farlo vivere in una casa di riposo e aiutandolo a fare scelte sulle cure alle quali sottoporsi o sugli specialisti da consultare per le determinate patologie. Tutti i poteri dell’ads su tutto quel che può fare o anche che lo stesso amministrato può fare con l’aiuto dell’amministratore o anche da solo sono espressi chiaramente nel decreto di nomina del giudice tutelare.

Cosa contiene il decreto di nomina?: Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve contenere l’indicazione:
delle generalità della persona beneficiaria e dell’amministratore di sostegno
della durata dell’incarico, che può essere anche a tempo indeterminato
dell’oggetto dell’incarico e degli atti che l’amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario
degli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno
dei limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità
della periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

Quali sono i doveri dell’amministratore di sostegno?: L’Amministratore di sostegno deve rendere conto al giudice tutelare, con la cadenza temporale prevista nel decreto di nomina. Con la stessa relazione e rendiconto con allegata la documentazione relativa alla situazione medica, economica e in generale alla situazione di vita del beneficiario, almeno a seconda delle prassi dei singoli tribunali italiani, l’Ads può richiedere il riconoscimento di una indennità per l’attività svolta in quel periodo, che verrà riconosciuta dal Giudice tutelare ove ne vengano identificati i presupposti e sarà a carico del beneficiario dell’amministrazione di sostegno. Ove l’amministrato non abbia proprie sostanze l’amministratore di sostegno nominato, in linea di massima non potrà ricevere indennità dal giudice e pertanto avrà prestato la sua attività pressochè gratuitamente e spesso anche in perdita data l’impossibilità in determinati casi di poter rientrare delle spese sostenute.

Come si sceglie l’amministratore di sostegno?: La scelta dell’amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario. Qualora vi siano le disponibilità di una rete familiare solida l’incarico può essere assunto da un parente. Ove vi siano contrasti fra le parti o non venga ritenuto nell’interesse del beneficiario che l’ads sia un familiare, l’incarico può essere affidato ad un terzo, anche professionista. La legge dice che, nella scelta della persona da nominare amministratore di sostegno, il giudice tutelare preferisce, se possibile:
il coniuge che non sia separato legalmente
la persona stabilmente convivente
il padre, la madre
il figlio
il fratello o la sorella
il parente entro il quarto grado
il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.