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diritto

Vinco la causa ma controparte non paga le spese: che fare?

Ho perso una causa legale in 1 grado contro una mia prozia e, qundi, condannata al pagamento spese legali del suo avvocato, che Nn ho mai saldato x iincapienza. Ho fatto l’appello e L’Ho vinto e quindi in sentenza c’è scritto che il giudice condanna la controparte al risarcimento spese legali. Ma la mia prozia è morta nel frattempo e il mio avvocato che avevo preso d’ufficio, vuole pagate ld spese da me. È corretto? Nn dovrebbe rivalersi sui parenti della defunta?

Ne ho parlato dozzine di volte ormai, se fai una ricerca tra i post precedenti ne dovresti trovare diversi.

Sì, è assolutamente corretto.

Se fai un incidente stradale, vai tu dal carrozzaio per farti riparare la macchina e, quando ti presenta il conto, non puoi dirgli di farsi indennizzare da quelli che ti hanno tamponato: tu l’hai incaricato, tu lo paghi. Sarà poi affar tuo farti rimborsare dal responsabile del sinistro.

Questo vale per qualsiasi transizione della vita: se vai a fare la spesa, non puoi uscire dalla cassa dicendo alla cassiera che la spesa viene pagata dalla tal altra persona che ti deve dei soldi, anche se te li deve veramente. Se ammettessimo questo, è evidente che non si potrebbe realizzare più nessuna transazione e il mondo diventerebbe un grande caos primordiale.

Tornando a noi, tu hai incaricato il tuo avvocato e tu ora devi pagarlo. Sarà poi affar tuo tentare di recuperare quanto ti è dovuto in base alla sentenza da chi ha perso l’appello. Se il debitore non è rintracciabile o è insolvente, la perdita resterà a carico tuo, ma, se pur ingiusto, è più giusto così, perché comunque il tuo avvocato ha lavorato per te e il suo lavoro deve essere compensato, non può essere condizionato all’adempimento della tua controparte.

Non credo, onestamente, che ci sia bisogno di approfondire ulteriormente, ma se vuoi farlo, o se vuoi assistenza sul tuo caso, o per trovare un accordo, ad esempio, con il tuo avvocato, o per vedere se possibile recuperare quanto previsto dalla sentenza di condanna, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo appuntamento, oppure acquista direttamente da qui. Naturalmente, se vivi e lavori lontano dal nostro studio questo primo appuntamento si svolgerà da remoto tramite un programma di videoconferenza, come ultimamente sto facendo sempre più spesso.

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riflessioni

16 cose sulle spese legali.

1) Le spese comprendono il compenso del tuo avvocato ma anche, se perdi la causa, quella del legale avversario.

2) Il tuo avvocato può farti un preventivo per il suo compenso, ma non può prevedere se e quanto il €giudice potrebbe condannarti a rimborsare al tuo avversario.

3) Dopo il primo grado di giudizio potrebbero esserci altri gradi come l’appello e il ricorso in Cassazione e dunque nuove spese.

4) In caso di impugnazione, il giudice del grado successivo può cambiare la ripartizione delle spese anche per le fasi precedenti.

5) Se vinci e il giudice stabilisce che il tuo avversario ti rimborsi le spese, la misura potrebbe essere diversa da quella che hai pagato tu.

6) Potresti anche non riuscire a incassare le spese che il tuo avversario é stato condannato a rimborsarti, ad esempio se é insolvente.

7) Se anche il tuo avversario é stato condannato a rimborsarti, intanto il compenso del tuo avvocato lo devi pagare tu.

8) Se hai un reddito basso puoi chiedere il patrocinio a spese dello Stato, ma poi dovrai scegliere il tuo avvocato in un apposito elenco.

9) Un buon metodo per non pagare spese legali o costi di assistenza professionale é stipulare e mantenere una polizza di tutelalegale.

10) Potresti trovarti a sostenere spese vive molto importanti, come, in alcuni casi, il contributo unificato o il compenso del CTU .

11) Il tuo avvocato é obbligato a farti un preventivo per iscritto per quanto riguarda i suoi compensi.

12) Nel suo preventivo scritto, il tuo avvocato deve, per legge e per obbligo deontologico, indicare la sua compagnia di assicurazione.

13) Per controllare che la «parcella» di un avvocato sia corretta puoi prendere un altro avvocato, ma devi valutare che ne valga la pena perché bisogna studiare l’intero fascicolo e tutto il lavoro fatto per fare questo controllo.

14) Quando si raggiunge un accordo con gli avversari le spese sono sempre compensate, cioè ognuno si paga il suo avvocato.

15) Anche quando vinci una causa il giudice può stabilire che le spese siano compensate: ognuno si paga il suo avvocato.

16) La valutazione sui costi e sulle spese é una delle valutazioni fondamentali da fare prima di aprire una vertenza o una causa di qualsiasi natura – purtroppo non tutte le voci sono prevedibili e predeterminabili.

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diritto

Termini scaduti: posso fare appello lo stesso?

Note dell’episodio.

Oggi rispondo ad un lettore in materia di termini per l’appello, la domanda che mi ha inviato è la seguente:

«Buongiorno, abbiamo avuto una cause in Provicia di Sondrio. Anche s’è avevamo tutte le carte corrette, perfino delle Foto il CTU mandato del giudice ha dato ragione alla controparte. E adesso dobiamo pagare più di 8500 Euro. Non troviamo giusto questa deccisione del giudice. Il termine di contestare è passato, perchè noi siamo in Svizzera e mia Mamma ed io avevamo dei problemi di salute. E io sono l’unico che guida la machina. C’è una possibilità di fare qualche cosa? Il nostro avocato dice non è più possibile, perchè abbiamo passato il termine per la contestazione.»

Riferimenti.

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diritto

Tutela legale per l’appello? Nope.

mia moglie nel 2014 aveva fatto causa al condominio per via di tabelle millesimali modificate. A ottobre 2021 la sentenza le ha dato torto e l’ha condannata alle spese per circa 6.000 €. Nel 2016, purtroppo, è deceduta e quindi ora dovrei decidere se ricorrere in appello, entro aprile 2022, visto che ci sono grosse possibilità di “rivincita”. Avevo in mente, però, di ripararmi dalle spese legali con un’assicurazione di tutela legale. Secondo lei, trattandosi di altra persona e di altro giudizio può esserci un’assicurazione pronta ad accettare il mio premio?

Mi dispiace: in nessun modo.

Il caso assicurativo è ben anteriore, non è in alcun modo possibile stipulare ora una polizza di tutela legale per un fatto del genere.

Fai molta attenzione anche a «grosse possibilità di rivincita»: è una valutazione estremamente difficile da fare anche per gli addetti ai lavori.

Nella generalità dei casi, l’appello, così come qualsiasi altra forma di impugnazione, è un tentativo che si può fare, a volte anche con scopi conciliativi, ma senza grandi sicurezze.

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Mi fanno appello: che cosa può succedere?

ho vinto una causa di lavoro con un risarcimento di circa €40000 ed adesso l’azienda è andata in appello. Se dovessi vincere anche in appello mi spetterebbe un ulteriore risarcimento oppure confermerebbe i €40000?

L’appello è una forma di impugnazione che comporta l’investitura, in capo al giudice di secondo grado, che nel tuo caso immagino sia la sezione lavoro della corte d’appello del capoluogo, di tutta la materia già decisa in primo grado, nell’ambito dei motivi di impugnazione avanzati dalle parti.

Questo significa che la causa può essere decisa in modo anche completamente diverso da quanto avvenuto nel grado precedente di giudizio.

Il giudice di appello, insomma, non è in alcun modo vincolato da quanto deciso dal giudice precedente e può tanto confermare integralmente la sentenza precedente, quanto modificarla in parte, quanto cambiarla in ogni suo singolo aspetto.

In sostanza, con questo sistema del doppio grado di giudizio, la causa viene «ri-decisa».

Il giudizio di appello di solito avviene «in vitro», cioè sulla base di un fascicolo già cristallizzato, già chiuso, senza che possano essere acquisiti nuovi documenti nè tantomeno dar corso all’acquisizione di prove, come magari avvenuto in primo grado. Ben difficilmente in sede di appello, ad esempio, vengono sentiti testimoni o ammessi nuovi documenti, se avrebbero potuto essere prodotti nel grado precedente.

A volte, ho visto ammettere CTU, ma molto raramente.

Dunque, se tu dovessi vincere l’appello, la somma quantificata dal primo giudice a titolo di risarcimento potrebbe essere confermata, ridotta, aumentata, a seconda della discrezionalità del giudice di secondo grado.

Valuta, per casi futuri, di munirti di una forma di tutela legale.

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diritto

Cassazione e appello: che differenze ci sono?

Cassazione e appello sono due impugnazioni molto differenti tra loro, non solo per il fatto che, di solito, in cassazione si può andare solo dopo l’appello, ma proprio per le caratteristiche strutturali di ognuno di essi.

In appello, si chiede al giudice di riesaminare genericamente l’intero caso, quindi l’appello investe il giudice di secondo grado dell’intera materia contenuta nel caso stesso. La cassazione, invece, non ha effetto devolutivo: la cassazione non riesamina tutta la materia, ma verifica se il giudice della sentenza impugnata ha seguito un corretto percorso logico giuridico.

Il giudice d’appello, infatti, di solito fa una sentenza che sostituisce quella precedente, mentre la cassazione, sempre solitamente (fanno eccezione, da qualche tempo, le sentenze di merito ex art. 348 cod. proc. civ.), si limita a cassare appunto, cioè cancellare le sentenze che vengono ritenute viziate, con la conseguenza che poi un altro giudice, di rinvio, deve fare un altro processo per giungere alla sentenza che definisce il caso.

Un’altra importante differenza è che mentre con l’appello le critiche che si possono muovere al provvedimento impugnato sono libere, la cassazione è un mezzo di impugnazione a critica vincolata cioè le sentenza si possono impugnare solo per i motivi previsti dalla legge, che nel caso della cassazione sono dettati dall’art. 360 cod. proc. civ., più volte riformato nel corso del tempo.

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Causa non soddisfacente: che fare?

ho appena terminato una causa civile di danneggiamento dove ero parte offesa, la giudice però non vuole pagarmi nulla se non una somma misera di 50 euro perché dice che alla domanda non sono stati quantificati i danni materiali, oltretutto non mi da neanche il danno morale, il fatto risale a marzo 2014 e poi si era depenalizzato con conseguente causa civile, come posso fare ora per recuperare i danni? Il fatto accaduto in condominio, il vicino di casa si permetteva di entrare nella scala mia per distruggere violenza i vasi e piante, vasi terracotta scaraventandoli da un altezza di 5 /6.metri.

Se hai «appena terminato una causa civile» ci sarà una sentenza che la definisce.

Se l’ipotesi è questa, allora la situazione è, di conseguenza, la seguente:
– l’unico modo per tentare di cambiare quanto deciso nella sentenza è impugnarla, probabilmente con appello;
– nel caso in cui non venga proposto appello, o comunque impugnazione, nei termini previsti dalla legge, la sentenza diventerà per sempre definitiva, a prescindere da qualsiasi questione a riguardo, da chi avesse ragione o torto e in che misura.

A questo va aggiunto che se non hai fornito una idonea dimostrazione del danno nel corso del giudizio di primo grado non potrai farlo in secondo grado, perché in appello è vietato salvo eccezioni di abbastanza rara applicazione introdurre nuove prove.

Per cui, l’appello potrebbe essere valutato solo se tu avessi introdotto prove sufficienti del danno che il giudice di primo grado avrebbe sbagliato a valutare: ad esempio avevi messo una ricevuta che il giudice ha ritenuto prova non valida, ma che puoi chiedere al giudice di secondo grado, cioè di appello, di ritenere, a contrario, prova valida.

Se, invece, le prove non sono proprio state richieste, allora l’appello sarebbe molto probabilmente non solo inutile ma anche controproducente, perché anche in quella sede potresti essere condannato alle spese legali.

Se vuoi farci esaminare le possibilità di impugnazione, il prodotto da valutare sarebbe questo anche se ti consiglio di riflettere bene sulla convenienza di spendere ulteriore denaro e investire ancora sulla vertenza.

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diritto

Causa vinta in primo grado e persa in secondo: che fare?

Ho vinto una causa civile in primo grado e il giudice condanna la mia controparte a pagare 3500 + spese. Questi soldi vengono pagati dalla controparte direttamte al mio avvocato il quale se li tiene come da accordi presi. La controparte si appella e io perdo in Secondo Grado. Il giudice sentenzia. CONDANNO MARCO A RIMBORASRE GLI APPELLANTI LE SPESE DI ENTRAMBI I GRADI DI GIUDIZIO CHE LIQUIDA DI 1000+spese PER PRIMO GRADO E 1000+spese PER IL PRESENTE GRADO. L’avvocato della mia controparte mi chiede non solo le 2000 + varie sentenziate in secondo grado ma mi chiede le 3500 + spese che il mio avvocato si e’ preso in primo grado. Mi domando cosa fare, sono rovinato.

Purtroppo il sistema giudiziario, e in particolare l’appello, ma anche altre impugnazioni, funzionano così: il giudice di successiva istanza, in questo caso quello dell’appello, nel decidere la causa in modo diverso, rivedendola, può anche cambiare la statuizione sulle spese.

Questo in fondo è anche normale perché se tendenzialmente le spese seguono la soccombenza nel caso appunto che questa soccombenza «passi di mano» deve passare anche di mano l’onere delle spese.

SpesePer quanto riguarda la misura delle spese, bisogna vedere esattamente che cosa prevede la sentenza di secondo grado che si sostituisce alla prima in toto, a quanto pare sembra che tu debba restituire quanto incassato in base alla sentenza, ormai annullata, di primo grado e corrispondere una minor somma per quel grado alla tua controparte e non invece la somma che la tua controparte aveva pagato a te in dipendenza della prima sentenza – se così fosse stato, avresti dovuto «restituire il doppio».

Non c’è molto che si possa fare nell’immediato.

Ovviamente puoi valutare il ricorso per Cassazione.

La sentenza di secondo grado però frattanto è comunque provvisoriamente esecutiva, questo significa che devi comunque ottemperarla e fare dunque i pagamenti di cui abbiamo detto sino adesso.

Si potrebbe chiedere la sospensione dell’efficacia esecutiva, che, nel caso della Cassazione, va chiesta al giudice «a monte» e cioè sempre alla corte d’appello, ma è estremamente improbabile che venga concessa, specialmente se in punto a spese legali di queste dimensioni e non per altri motivi particolari legati al contenuto della sentenza che potrebbe, se eseguita, determinare situazioni poi in seguito, anche in caso di accoglimento del ricorso in cassazione, non essere reversibili.

Quindi il quadro più probabile è che attualmente devi pagare quanto previsto dalla sentenza. Se credi che ci possano essere chances per un ricorso in cassazione, puoi valutare di farlo ma solo per poterti vedere restituita sia la ragione che le spese legali tra alcuni anni, ovviamente solo in caso di accoglimento.

Se vuoi valutare il ricorso per Cassazione, il prodotto da acquistare lo trovi in questa scheda. Il costo del ricorso, invece, puoi vederlo in questa altra scheda.

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diritto

Gravi ingiustizie dai tribunali: che fare?

Note dell’episodio.

In questa puntata di radio Solignani, rispondo al seguente quesito, inviato al blog da un lettore:

Ho avuto una grave ingiustizia dal tribunale di bergamo.

Riferimenti.

Di seguito, alcuni precedenti post del blog, o puntate del podcast, menzionati durante l’episodio o comunque aventi ad oggetto tematiche collegate a quelle trattate in questa puntata, che ti consiglio di consultare.

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Termini per impugnare scaduti: cosa si può fare?

Note dell’episodio.

In questa puntata, sempre a partire da un messaggio vocale lasciatoci da un ascoltatore, parliamo – affrontando il caso di una persona licenziata per superamento del periodo di comporto – di cosa si può fare quando vengono commessi in primo grado degli errori di conteggio e soprattutto cosa si può fare quando sono scaduti i termini per impugnare.

Riferimenti.

Di seguito, alcuni precedenti post del blog, o puntate del podcast, menzionati durante l’episodio o comunque aventi ad oggetto tematiche collegate a quelle trattate in questa puntata, che ti consiglio di consultare.


[la risposta è nel podcast]