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avvocato risponde

Avvocato che segue causa con «disinteresse»: è responsabile?

DOMANDA – Vorrei chiedere come posso denunciare un avvocato per disinteresse che mi ha fatto perdere l’affidamento in civile

— RISPOSTA – Se c’è responsabilità del tuo precedente legale, è una responsabilità molto probabilmente di natura civile, non anche penale, a meno che non abbia compiuto gesti di gravità tale da rientrare nel delitto di patrocinio infedele, previsto dall’art. 380 del codice penale vigente, che nel testo attuale prevede quanto segue: «Il patrocinatore o il consulente tecnico, che, rendendosi infedele ai suoi doveri professionali, arreca nocumento agli interessi della parte da lui difesa, assistita o rappresentata dinanzi all’Autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa non inferiore a euro 516».

Considerato che parli, genericamente, di disinteresse, non pare che ci siano gli estremi del reato, ma potrebbero esserci, appunto, al massimo quelli della responsabilità professionale.

Dunque, non è corretto parlare di denuncia. Puoi semmai aprire una vertenza contro il tuo precedente avvocato.

Per fare questa cosa, la prima cosa da capire è quella per cui ti serve, necessariamente, un altro avvocato, anche per valutare la situazione e cioè, prima di tutto, esaminare il fascicolo e vedere se la decisione finale del magistrato, a te sgradita, sia effettivamente imputabile ad un comportamento negligente del tuo avvocato.

In mancanza di una valutazione positiva sul punto, è impossibile procedere contro un avvocato, perché mancano in radice i presupposti della responsabilità.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, appunto per vedere se ci può essere questa responsabilità o meno, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

Puoi anche acquistare online direttamente da qui: in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è qui, a Vignola, provincia di Modena, in Emilia – questo primo appuntamento potrà tranquillamente avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o persino tramite telefono, se lo preferisci; ormai più della metà dei miei appuntamenti quotidiani sono videocall.

Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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Ti lascio adesso alcuni consigli e indicazioni finali che, a prescindere dal problema di oggi, ti possono sempre essere utili.

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protocolli

Documenti in arrivo: una nuova cartella speciale.

Recentemente, abbiamo modificato un po’ il sistema per la trasmissione al nostro studio dei documenti, ma soprattutto per la gestione degli invii documentali, per renderlo più efficiente ed evitare perdite di tempo, considerato che la gestione del flusso documentale è uno degli aspetti fondamentali del lavoro di avvocato.

Voglio condividere alcune osservazioni con te perché credo che possa esserti utile, se sei cliente, per capire come trattiamo i documenti in ingresso mentre, se sei avvocato, per avere un modello di organizzazione cui trarre ispirazione (fermo restando che per gli avvocati è a disposizione il diverso blog specifico farelavvocatoebellissimo.it).

Il protocollo di riferimento per inviarci documenti si trova, da anni, qui. L’ho scritto e via via aggiornato nel corso degli anni, alcune cose all’epoca erano innovative, ora sono quasi superate, considerato che le persone sono diventate sempre più tecnologicamente abili, ma in alcune parti che possano sembrare scontate ho deciso comunque di lasciarlo a beneficio di lettori di livello più basso.

La novità di questi giorni è stata la creazione di una cartella apposita, ovviamente sincronizzata con dropbox, in cui verranno inseriti man mano tutti gli invii documentali da parte dei clienti, di solito ad opera della mia assistente che è la prima persona che li raccoglie.

Questa cartella viene poi «attenzionata» da Hazel in un Mac che utilizzo alla bisogna, che ogni volta che viene inserito un nuovo pdf lo passa all’OCR, in modo che poi sia molto più facilmente lavorabile e ricaricabile.

Al momento dell’appuntamento, vado a prendere l’invio documentale e lo inserisco o in una nuova cartella, se appunto la pratica è nuova, o all’interno di una o più cartella esistenti, se appunto l’invio riguarda una o più pratiche già aperte.

Può anche essere che alcuni documenti vadano nella cartella soggetto. Oltre alle cartelle delle pratiche, infatti, abbiamo cartelle «soggetti» dove mettiamo i documenti attinenti alla persona o azienda che possono essere rilevanti per tutte le pratiche che quel cliente ha aperto o aprirà con noi, come ad esempio documenti di identità, tessere del codice fiscale, ma anche polizze di tutela legale.

Operando in questo modo, ho scollegato il momento in cui il documento viene ricevuto dallo studio, cosa che può essere gestita dal personale amministrativo, da quello in cui viene inserito all’interno della posizione più appropriata nell’ormai vasto «file system» di tutte le pratiche e delle cartelle soggetti, approfittandone per effettuare alcune operazioni di cura del documento stesso, tra cui il passaggio all’OCR e quindi il riconoscimento del testo, ma anche il raddrizzamento delle pagine, in modo che poi all’appuntamento sia più facile lavorare sui documenti.

Grazie per aver letto il post, ricordati di iscriverti al blog per ricevere periodicamente i nuovi post. Se hai domande, o vuoi comunque dire la tua, lascia un commento qui sotto, risponderò volentieri.

Per qualsiasi problema legale, chiama il numero 059 761926 e prenota il tuo appuntamento, di persona presso lo studio di Vignola o tramite collegamento audiovisivo.

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diritto

Questo é un lavoro per Fleximan 🪓

L’apologia di reato é una figura criminosa creata dai fascisti che la Repubblica, che molti proclamano fondata sull’antifascismo, ha conservato volentieri, come tutte le altre leggi scritte nel ventennio.

Oggi, quelli che negano istericamente e demenzialmente che Mussolini abbia fatto anche cose buone (come se fosse possibile governare vent’anni senza fare nemmeno per sbaglio una cosa azzeccata), usano le cose oggettivamente non condivisibili che sono state fatte durante il fascismo, come l’introduzione dell’apologia di reato, che é un delitto di opinione, definito in maniera eccessivamente incerta e che viola il principio di tipicità dell’illecito penale, per reprimere la tua libertà.

Non solo, ma la Repubblica nel 2005 ha ritoccato l’art. 414 del codice penale, scritto appunto nel 1933 dal ministro della giustizia Rocco del governo Mussolini, aggiungendo che la pena é aumentata «se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici».

Se uno, insomma, guarda il codice penale italiano, che é un documento scritto che ognuno può consultare, la Repubblica sembra molto più costruita sul fascismo, che sull’antifascismo. E, per la precisione, sulle cose peggiori fatte dal fascismo, nemmeno sulle migliori.

Loro però sono «antifascisti».

Fai comunque attenzione ad esaltare il comportamento di quello che taglia gli autovelox sui social: per quanto non condivisibile e ripugnante a livello di civiltà giuridica, ti potrebbero contestare addirittura la forma aggravata di apologia di reato – e nota bene che la prova scritta gliel’avresti fornita tu.

Cerca adesso, subito con gugol il blog degli avvocati dal volto umano e iscriviti oggi stesso per ricevere altri utili consigli
indispensabili come questo dal tuo amichevole avvocato di internet.

Ricordati sempre che Dio ti ha dato dei neuroni e tu non devi mai avere paura di usarli!

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1to1: chiama il numero 059 761926 per prenotare il tuo appuntamento, anche audiovideo a distanza, con me

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avvocato risponde

Voglio fare una casetta per gli attrezzi: come devo procedere?

DOMANDA – Vorrei installare una casetta per gli attrezzi di altezza 1,8 m larghezza 2 m nel mio giardino privato. Quello che mi chiedo è: quanto deve distare dal balcone del piano superiore? La distanza nel caso si intende dalla parte inferiore del balcone di sopra o dalla parte superiore?

— RISPOSTA – Come sempre, on esiste una risposta diretta alla domanda, ma la situazione deve essere approfondita. Condivido con te alcune considerazioni generali che sono rilevanti per chi deve fare opere come la tua.

In situazioni come queste, appunto, c’è innanzitutto da dire che sono rilevanti due profili: quello civilistico, che riguarda i rapporti con i privati, cioè di solito i tuoi vicini, e quello urbanistico, che riguarda più in generale l’interesse pubblico al rispetto delle norme in materia di costruzioni.

In altri termini, chi vuole realizzare un’opera del genere, che rientra sicuramente nella nozione di «costruzione», per fare la cosa in modo legittimo deve essere in regola non solo con le disposizioni civilistiche in materia di distanze ed altro, ma anche con quelle urbanistiche.

Detto questo, c’è poi da dire che la situazione è ulteriormente complicata dal fatto che sia la legislazione civilistica, e in particolare il codice civile, sia quella urbanistica o delegano direttamente alla normativa locale o sono direttamente integrate da strumenti di natura locale.

Basta scorrere le disposizioni del codice civile in materia, ad esempio, di distanze, per vedere come ci sia un pressoché continuo rimando, e una quasi sempre presente «salvezza», alle e delle fonti locali, che poi sono i regolamenti comunali.

Il codice civile, dunque, ha un’efficacia residuale: vale solo quando non esistono regolamenti comunali, cosa abbastanza rara perché ogni municipalità preferisce adottare un suo regolamento in materia, cosa che ha anche un senso perché i comuni italiani si differenziano moltissimo tra loro, pensa solo ad un comune di montagna poco popolato e ad una località turistica di mare al contrario perennemente affollata, almeno durante i mesi estivi.

Sul versante urbanistico, le fonti applicabili sono quasi sempre costituite direttamente da fonti di ambito locale, come il celebre piano regolatore, ma anche tante altre.

Per un profano del diritto che voglia realizzare una costruzione, alla fine, diventa abbastanza difficile poter capire lo stato dell’arte in materia, alla faccia della certezza e della conoscibilità del diritto.

Se non vuoi spendere soldi in incarichi a liberi professionisti, puoi provare a prendere un appuntamento con l’ufficio tecnico del tuo comune per sottoporre loro il tuo «progetto» e sentire che cosa ne pensano.

La cosa migliore, tuttavia, sarebbe incaricare un tecnico, cioè un geometra, un architetto o un ingegnere civile, che possano assisterti e fare questo lavoro di approfondimento almeno per la parte urbanistica, mentre per la parte civilistica sarebbe opportuno sentire un avvocato.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di assisterti in questa situazione, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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avvocato risponde

Fare l’avvocato è bellissimo: il blog specifico per gli avvocati.

DOMANDA – in merito ad un atp per responsabilita’ contrattuale il mio termine prescrizionale per proporre azione di merito e’ quello dell’istituto?

— RISPOSTA – Questo blog è solo per utenti finali, non anche per giuristi.

Per giuristi, ho un gruppo di risorse specifiche, che fanno capo al blog «fare l’avvocato è bellissimo».

Vai sul sito di «fare l’avvocato è bellissimo», dalla pagina principale potrai innanzitutto iscriverti al blog per ricevere il post periodico con utilissimi consigli per tutti gli avvocati. C’è solo un post alla settimana, per cui puoi iscriverti tranquillamente, senza timore di essere inondato di mail indesiderata o che non hai tempo di leggere.

Oltre ad iscriverti, cosa che ti raccomando caldamente per mantenere una connessione con i miei contenuti, potrai vedere, sempre nella pagina principale, tutte le ulteriori risorse di «fare l’avvocato è bellissimo» connesse al blog.

In particolare, per una domanda come la tua, ti consiglierei di iscriverti al gruppo, sempre di «fare l’avvocato è bellissimo», su telegram, che è al momento il più attivo, o ad una delle altre communities, tra cui quella su facebook che ha oltre 20.000 iscritti.

Tra poco, renderò disponibile un form online per fare una domanda gratuita, che non sarà tanto di diritto come la tua quanto relativa a strategie, di marketing ma non solo, per la miglior gestione delle situazioni che un avvocato si trova ad affrontare durante la sua vita professionale.

Mi raccomando di restare iscritto anche a questo blog, per vedere come comunico con la generalità del pubblico e come risolvo i casi le questioni che mi vengono sottoposti.

Se vuoi invece un’ora di coaching con me, chiama il numero 059 761926 e prenota la tua prima ora.

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comunicazioni

Cave canem 🍾

All’inizio di quest’anno 2023, la prima settimana di gennaio, mi sono entrati in studio quattro penali per guida in stato di ebbrezza, di persone fermate tutte durante la celebre notte di San Silvestro.

Tutte le pratiche si sono, in seguito, risolte abbastanza
favorevolmente, con lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, ma restano situazioni piuttosto fastidiose e, per quanto possibile, da evitare.

Ti prendono la patente e non sai la sospensione quanto durerà: la Prefettura ti manda, di solito (a volte capita anche che se ne dimentichino), un provvedimento che però è solo temporaneo (noi avvocati diciamo cautelare) e che può, poi, essere ridotto o aumentato dal giudice, che in materia ha sempre l’ultima parola.

A volte la tua patente viene materialmente smarrita tra i vari uffici che se ne occupano e può essere problematica da ritrovare una volta che te la devono restituire.

Puoi cavartela bene evitando una condanna svolgendo lavori di pubblica utilità – la maggior parte dei miei assistiti sono andati e vanno, ad esempio, a fare le loro ore al canile di Spilamberto.

Ma i disagi sono tanti per cui meglio evitare. Se devi festeggiare, assicurati di non metterti alla guida, nemmeno se ti accorgi che ti sei dimenticato una cosa e devi scendere “un attimo” in paese: la maggior parte delle persone viene presa in situazioni come queste.

Questo almeno il mio consiglio da amichevole avvocato di quartiere per i tuoi festeggiamenti dell’ultimo dell’anno.

Veniamo adesso a fare qualche altra considerazione.

La mia sensazione è che il 2024 sarà un anno impegnativo e molto particolare, nel corso del quale si verificheranno cambiamenti rilevanti.

La cosa non mi spaventa molto, perché come ben sai, se mi segui, non sono ben allineato col il mondo attuale e tendo pertanto a vedere qualsiasi cambiamento, anche apparentemente spaventoso, come qualcosa che, se ben utilizzato, può aiutarci a migliorare e ad evolvere.

Ti voglio fare dunque tanti auguri, che il tuo 2024 sia pieno di cose belle, ma soprattutto che tu abbia la forza e l’intelligenza di versare le eventuali cose brutte in una tua maggiore evoluzione e in una futura maggior bellezza.

Grazie di cuore per seguirmi sempre con così tanto affetto e considerazione: significa moltissimo per me, é la mia unica motivazione per continuare a testimoniare i miei punti di vista, oggi piuttosto alternativi e originali.

Buon anno 2024, sempre evviva noi.

PS: io e fratellone Ruggeri faremo come di consueto in questi giorni un video con le sue previsioni per il 2024 sul mio canale YouTube “la luce degli arcani“: iscriviti subito per non perdertele, altrimenti ti meriti Paolo Fox!

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trattare i problemi legali

La Cartastraccia mantiene le promesse.


La riforma Cartastraccia ™ si sta rivelando giorno per giorno ancor molto peggio di quel che già appariva sin dall’inizio.

Già i giudici mal sopportavano gli scritti degli avvocati, qui poveretti – non solo i giudici, che devono pur fare la fatica di ignorarci, a volte anche riuniti in #collegio, ma anche noi avvocati – si arriva alla prima udienza con già diverse memorie scritte, con un totale, a sommarle, che da oltre 50 pagine alle 100 ed oltre…

È una vera fiera dell’inutilità e del non senso, anche perché una memoria un magistrato la può leggere molto meglio se ha già incontrato almeno una volta le parti e si è già fatto un’idea, sia pur minima, della situazione.

A cosa serve il principio di sintesi se ti fanno scrivere due o tre memorie prima ancora che le parti vedano il giudice? La sintesi sarebbe innanzitutto scrivere un solo atto per parte.

Temo, e un po’ già vedo, che con questa malefica e demenziale riforma andremo ad incontrare in prima udienza giudici ancor più scoglionati di quanto già non fossero prima – e non mi sento nemmeno di dar loro torto a riguardo.

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diritto

Prima nel q-lo che nella testa?

Come avvocati, il massimo che possiamo fare, cioè quello che raggiungiamo quando le cose vanno bene, e dunque purtroppo non in tutti i casi, é risolvere il problema dei nostri clienti, o con una situazione definitiva e pienamente appagante, oppure con un
compromesso accettabile.

Quello che comunque non possiamo, non potremo mai fare, non sarebbe giusto che facessimo é cambiarli, quei nostri clienti, al di là di quel pochissimo che comunque comporta fare un breve tratto di vita insieme, intenti a curare un problema legale.

Le persone, infatti, generalmente non cambiano e, per quel che interessa in questa sede, nemmeno «capiscono» quello che un altro vorrebbe che capissero: hanno i loro punti di vista e spesso li portano avanti per anni e decenni e ad un alto prezzo, non solo in denaro.

La maggior parte delle persone, oggigiorno, arriva ad esprimere una qualche forma di saggezza solo ed esclusivamente per sfinimento, proprio come uno che, dopo aver sbattuto la testa contro un muro per tutto il giorno, verso sera sente che ha mal di testa, il muro é sempre in piedi e forse è meglio smetterla.

In queste circostanze, il nostro ruolo come legali é ancora più importante di quello che sarebbe in una società diversa, ma per svolgerlo in modo corretto occorre distinguere costantemente tra ciò che rientra nella nostra sfera di dominio, ed è quindi lavorabile, se opportuno, e ciò che non vi rientra, e dunque non è lavorabile e provare a lavorarlo causerebbe solo danni.

Non si deve mai convincere nessuno di niente, il massimo che possiamo fare é solo stare accanto ai nostri clienti, prestare loro, anzi diciamo la verità: vendere, i nostri punti di vista che possono essere, come tali, più utili e funzionali per il loro problema, di cui loro, tuttavia, come é giusto che sia, rimangono gli unici padroni.

Ci vuole tanta pazienza, sia da parte degli avvocati che da parte dei clienti, come in tutte le relazioni umane, come é anche quella professionale di assistenza.

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avvocato risponde

Per valutare portata ed efficacia di un contratto è necessario leggerlo.

DOMANDA – in una locazione commerciale, se il locatore invia una proposta di aumento del canone 8/10 mesi prima della scadenza dei 12 anni (e quindi, non 12 mesi prima) il conduttore può rifiutarla ed andare avanti con la locazione per altri 6 anni? Nel caso che il locatore non sia d’accordo, il locatario può richiedere l’indennità avviamento dato che l’attività è commercio al dettaglio? Inoltre, in mancanza di una comunicazione da parte del locatario 12 mesi prima della scadenza naturale (12 anni), il contratto si rinnova automaticamente senza adempimenti?

— RISPOSTA – Non ti darò una risposta nel merito, ma farò solo qualche osservazione di metodo, che magari potranno esser ugualmente utili, sia a te che ai lettori del blog.

La prima osservazione è che, per quanto potrà sembrarti incredibile, non ha molto senso parlare dell’efficacia e della portata di un contratto in astratto, cioè senza averlo esaminato, visto o letto almeno una volta.

Forse qualcuno pensa che il codice civile e il corpo della legislazione ulteriore siano una sorta di intelligenza artificiale in grado di dare indicazioni di una certa consistenza in ogni caso, ma in realtà non funziona così, bensì piuttosto all’opposto.

Le leggi sono indicazioni a volte intelligenti, a volte stupide che devono essere riempite di contenuto dagli interpreti, che sono i soli che possono dare loro un senso, una direzione.

Peraltro, se guardi la sezione sull’ermeneutica dei contratti nel codice civile, trovi disposizioni, anche piuttosto numerose, su quella stessa attività di interpretazione dei negozi.

La seconda osservazione è che impossibile, ulteriormente, disquisire di cose come l’indennità di avviamento senza, oltre che aver studiato il contratto di locazione, aver studiato anche tutte le altre circostanze della situazione e del caso.

In una situazione come quella che ti riguarda, dove ci sono degli interessi economici di un certo riguardo, credo tu ti debba rassegnare ad andare a parlare con un avvocato, di persona oppure on line, comunque in diretta e sulla base dell’analisi approfondita della situazione stessa.

So che andare da un avvocato non è mai molto piacevole, sia per il denaro che si deve spendere sia per il tempo che si deve impiegare e che si preferirebbe investire diversamente, ma ci sono dei casi in cui è preferibile farlo piuttosto che non farlo: il tuo rientra sicuramente in uno di questi.

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diritto

Facciamo il gioco di non capire?

Nella pratica legale, ci sono delle vertenze dove tra il proprio cliente, la controparte e il legale di controparte si instaura una gara informale a chi capisce meno la situazione, a chi riesce a comportarsi in maniera più inopportuna e a chi riesce a sfornare le idee più stupide, sia di metodo che di sostanza.

In quei casi, ovviamente, chi riesce ad avere una visione più lucida deve armarsi di molta pazienza, che é una delle qualità più importanti in un avvocato, all’esatto contrario di quanto ritengono i mitizzatori della nefastissima figura dell'”avvocato con le palle”.

Non è raro in queste ipotesi, dove, proprio per le maggiori difficoltà di trattazione, c’è maggiore sofferenza, che il proprio cliente venga a chiedere due cose.

La prima è ovviamente uno sconto sul compenso professionale richiesto, visto che ormai lui, poverino, sta “spendendo molto” e la cosa non sembra avviarsi verso una risoluzione, almeno in tempi brevi.

La seconda é la richiesta di “velocizzare” la trattazione della vertenza perché lui, il cliente, non ne può più o, magari, in fondo si tratterebbe di una cosa abbastanza semplice.

Queste due richieste, quando vengono manifestate, testimoniano sempre immancabilmente la distanza abissale che a volte c’è tra chi è il protagonista di un conflitto legale, da un lato, e la realtà, dall’altro – distanza che, si noti, é per certo una delle concause del problema legale che si è venuto a determinare.

In questi casi, l’avvocato non deve gettare la spugna, ma continuare a svolgere il suo lavoro di rimettere il proprio cliente contro la realtà finché magari non riesce ad assorbirne un poco, esattamente come fa il prozac con i neuroni e la serotonina.

L’avvocato deve dunque pazientemente spiegare che non può fare nessuno sconto, ma, dei due, considerata la pesantezza della situazione e la difficoltà del lavoro, dovrebbe semmai, tutto al contrario, chiedere dei soldi in più.

Poi deve dire che lui non lavora in una situazione che rientra interamente nella sua sfera di dominio e quindi non può garantire date di consegna del lavoro come può fare ad esempio un progettista, perché ciò dipende anche da quello che faranno o opineranno altre persone dotate di libero arbitrio.

Se poi ci riesce, l’avvocato può provare anche a dire al proprio cliente che, per lui stesso, sarebbe più utile, anziché lambiccarsi con queste idee senza senso, dedicarsi a ciò che davvero potrebbe giovargli, come la raccolta dei documenti e degli altri elementi che servono effettivamente per la conduzione della vertenza.

Il dolore degli assistiti va sempre accolto ed ascoltato, questo è fuori discussione, ma non va mai e poi mai assecondato; anche questo è fondamentale ed è il frutto più fecondo della posizione di alterità dell’avvocato, che gli consente di mantenere una quantomai necessaria visione lucida pur in mezzo a tanta evidente sofferenza.

Come ammonivano, con infinita saggezza, gli antichi: nemo iudex in re sua.

Che poi è il fondamento della necessità di relazionarsi con un avvocato tutte le volte in cui hai un problema legale.

In tutto questo, non mi stancherò mai di ripetere che la crisi della giustizia é la crisi del ceto forense e che la crisi del ceto forense non è economica o di altro tipo, come si vaneggia più volte al giorno da anni, ma quasi esclusivamente cognitiva.

Le vertenze legali non si risolvono perché troppi avvocati ormai non capiscono più niente e così finiscono per non svolgere in modo funzionale il loro lavoro.

Se un assistito, infatti, ha diritto di non capire nulla, specialmente quando é nella sofferenza, il senso della professione di avvocato é solo quello della presenza di un professionista in grado di guardare la situazione del cliente con lucidità e con tutta una serie di qualità dell’essere che sono la compassione, l’ascolto, non solo del proprio cliente, ma anche di tutti gli altri, la diplomazia, la già citata pazienza e così via.

Quando questo viene a mancare e tu ti ritrovi sempre più spesso a leggere lettere e atti in cui é evidente che l’avvocato non ha messo nulla di proprio, ma si è limitato come un cronista malcapitato a raccogliere il maldestro e spesso bacatissimo punto di vista del cliente, allora capisci che ci sono davvero pochi margini di manovra.

Queste sono le realtà con cui i non moltissimi avvocati rimasti con un po’ di sale in zucca devono spesso avere a che fare, la riforma Cartabia da questo punto di vista é il nulla al quadrato, é pura inconsistenza, puro vapore, puro niente.

Ci vediamo lungo la strada.