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La proprietaria di casa può imporci il suo tecnico della caldaia?

DOMANDA – io e mia moglie siamo inquilini. Nella casa dove viviamo si è rotta la caldaia e la proprietaria deve sostituirla. Abbiamo un dibattito acceso perché il tecnico che lei ha chiamato è lo stesso con il quale noi abbiamo avuto problemi in precedenza per scarsa professionalità quindi gli abbiamo chiesto se il tecnico possiamo indicarlo noi dato che saremo i responsabili della caldaia ma lei si ostina per una questione di risparmio. La proprietaria può imporci il suo tecnico?

— RISPOSTA – Ovviamente sì, la casa è sua ed è suo diritto farla manutenere dalla persona in cui ripone più fiducia.

Purtroppo, e peraltro, l’espressione «problemi in precedenza per scarsa professionalità» è davvero generica e non indica per quali motivi riteniate che questo tecnico non sia in grado di svolgere in modo competente il proprio lavoro.

Questa la situazione in linea di principio. Analizzando i motivi in concreto per cui non ritenete di poter aver fiducia in questo tecnico, si potrebbe valutare di fare un’opposizione, specialmente se la sua eventuale incompetenza potrebbe tradursi in problematiche di sicurezza, ma allo stato non si può dire di più, mancando da parte vostra qualsiasi indicazione più specifica al di là di un generico mancato gradimento.

Non mi sembra una situazione sulla quale possa valer la pena investire in un approfondimento legale, tuttavia, se ugualmente volete procedere, chiamate ora lo studio al numero 059 761926 e prenotate il vostro primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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Naturalmente, se vivi e lavori lontano dalla sede dello studio – che è qui, a Vignola, provincia di Modena, in Emilia – questo primo appuntamento potrà tranquillamente avvenire tramite uno dei sistemi di videoconferenza disponibili, o persino tramite telefono, se lo preferisci; ormai più della metà dei miei appuntamenti quotidiani sono videocall.

Guarda questo video per sapere meglio come funzionerebbe il lavoro con me.

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Ti lascio adesso alcuni consigli e indicazioni finali che, a prescindere dal problema di oggi, ti possono sempre essere utili.

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avvocato risponde

Per valutare portata ed efficacia di un contratto è necessario leggerlo.

DOMANDA – in una locazione commerciale, se il locatore invia una proposta di aumento del canone 8/10 mesi prima della scadenza dei 12 anni (e quindi, non 12 mesi prima) il conduttore può rifiutarla ed andare avanti con la locazione per altri 6 anni? Nel caso che il locatore non sia d’accordo, il locatario può richiedere l’indennità avviamento dato che l’attività è commercio al dettaglio? Inoltre, in mancanza di una comunicazione da parte del locatario 12 mesi prima della scadenza naturale (12 anni), il contratto si rinnova automaticamente senza adempimenti?

— RISPOSTA – Non ti darò una risposta nel merito, ma farò solo qualche osservazione di metodo, che magari potranno esser ugualmente utili, sia a te che ai lettori del blog.

La prima osservazione è che, per quanto potrà sembrarti incredibile, non ha molto senso parlare dell’efficacia e della portata di un contratto in astratto, cioè senza averlo esaminato, visto o letto almeno una volta.

Forse qualcuno pensa che il codice civile e il corpo della legislazione ulteriore siano una sorta di intelligenza artificiale in grado di dare indicazioni di una certa consistenza in ogni caso, ma in realtà non funziona così, bensì piuttosto all’opposto.

Le leggi sono indicazioni a volte intelligenti, a volte stupide che devono essere riempite di contenuto dagli interpreti, che sono i soli che possono dare loro un senso, una direzione.

Peraltro, se guardi la sezione sull’ermeneutica dei contratti nel codice civile, trovi disposizioni, anche piuttosto numerose, su quella stessa attività di interpretazione dei negozi.

La seconda osservazione è che impossibile, ulteriormente, disquisire di cose come l’indennità di avviamento senza, oltre che aver studiato il contratto di locazione, aver studiato anche tutte le altre circostanze della situazione e del caso.

In una situazione come quella che ti riguarda, dove ci sono degli interessi economici di un certo riguardo, credo tu ti debba rassegnare ad andare a parlare con un avvocato, di persona oppure on line, comunque in diretta e sulla base dell’analisi approfondita della situazione stessa.

So che andare da un avvocato non è mai molto piacevole, sia per il denaro che si deve spendere sia per il tempo che si deve impiegare e che si preferirebbe investire diversamente, ma ci sono dei casi in cui è preferibile farlo piuttosto che non farlo: il tuo rientra sicuramente in uno di questi.

Se vuoi approfondire la questione nel merito, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente.

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diritto

Recesso da locazione: se trovo nuovo inquilino pago il preavviso?

il giorno 31/03/23 ho sottoscritto insieme al mio compagno un contratto di locazione uso abitativo 4+4 per immobile sito a Milano, il contratto è stato quindi cointestato ed andrà regolarmente registrato all’AE entro 30 gg data sottoscrizione. Il mio compagno è già intestatario di altro analogo contratto di locazione uso abitativo 4+4 con cedolare secca per immobile sito a Torino, e deve trasferirsi a Milano per lavoro al più presto con la possibilità che non possa rispettare i tempi di preavviso (6 mesi). La domanda è la seguente: per poter essere esentato dall’obbligo di pagare l’affitto fino allo scadere del termine di disdetta, la legge prevede che lui possa trovare un nuovo inquilino e richiedere al locatore il subentro del cessionario nel contratto di locazione ? In questi casi è opportuno comunque inviare AR per disdetta anticipata del contratto 6 mesi prima o è sufficiente attendere di trovare nuovo inquilino e procedere quindi con la richiesta di subentro?

La legge non lo prevede, la legge prevede solo che si possa esercitare il diritto di recesso anticipato per «gravi motivi», che nel vostro caso sembrerebbero proprio sussistere, e che anche in quel caso, comunque, si debba dare un preavviso di sei mesi.

Tuttavia, pur nel silenzio della legge, che non dice niente di espresso sul punto, i giudici hanno dato una lettura favorevole al conduttore, orientandosi per la conclusione per cui se l’immobile poi viene effettivamente occupato, almeno per i mesi in cui c’è un altro inquilino che paga il canone al locatore non debba essere versata un’altra indennità di preavviso.

Secondo la Cassazione, ad esempio, «in tema di locazione di immobile urbano, l’accettazione da parte del locatore della anticipata riconsegna dell’immobile locato con la riserva di ottenere il pagamento dei canoni non ancora scaduti fino al termine del contratto non fa venir meno per il conduttore che esercita il recesso senza il rispetto del previsto termine di preavviso (nel caso, sei mesi) l’obbligo di pagare il canone per tutto tale periodo, ovvero fino al momento in cui l’immobile medesimo venga locato a terzi” (Cass., n° 5841/2004, e Cass., Ordinanza n° 9271 2017 del 11/04/2017).

Per un vero e proprio subentro, peraltro, è necessario il consenso della proprietà, trattandosi di un contratto che non si può cedere unilateralmente.

Quello che suggerirei è di notificare l’interesse e la «disponibilità» di un nuovo conduttore alla proprietà tramite raccomandata a ricevuta di ritorno o posta elettronica certificata, in modo da far risultare ufficiale tale circostanza di fatto che poi potrebbe essere opposta in caso di richiesta successiva delle mensilità di preavviso.

Vi consiglierei di farvi seguire da un avvocato per l’invio di questa diffida e per gestire le operazioni di cessazione del contratto, potrebbe valerne la pena considerando i costi dei servizi legali e i valori in ballo.

Se vuoi approfondire ulteriormente la questione, o incaricarmi già di svolgere questo lavoro, chiama ora lo studio al numero 059 761926 e prenota il tuo primo appuntamento, concordando giorno ed ora con la mia assistente; puoi anche acquistare direttamente da qui: in questo caso, sarà poi lei a chiamarti per concordare giorno ed ora della nostra prima riunione sul tuo caso; a questo link, puoi anche visualizzare il costo.

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diritto

Rumori e odori dall’unità sottostante: che fare?

sono proprietario di uno stabile che ho adibito a b&b da circa 2 anni e mezzo, al primo piano è rimasta una coppia di anziani che vive lì da tantissimi anni in questa casa che ho acquistato e loro hanno regolare contratto di affitto…. lui ha 89 anni lei 86 con qualche problema fisico .
il problema è che i parenti hanno messo una badante che assiste gli anziani, questa grida ha vocione e spesso risulta volgare con il suo linguaggio…. ho allertato i parenti, ma non è servito a nulla… Altro problema sono gli odori che fuoriescono dall appartamento , alcune volte urina ,altre volte di cibo….
Mi trovo in una situazione tale che non posso mandarli via perchè anziani , i parenti mi pagano regolarmente l affitto, ma il disagio è notevole. Cosa posso fare ?

È un classico problema di immissioni, di base, con in più un aspetto «locatizio» che può in effetti anche essere utile o comunque utilmente sfruttato, secondo le circostanze.

finestra

Come dico sempre, il primo passo per trattare questo tipo di problema è l’invio di una diffida tramite avvocato in cui si chiede, sotto pena, in difetto, di azioni successive più importanti e impegnative, tra cui, al limite, anche una causa giudiziaria, di cessare o far cessare i comportamenti di disturbo.

Oltre a questo aspetto, riguardante appunto le immissioni, nel nostro caso di rumori e odori, che, come tali, possono essere dannose per l’attività economica esercitata nello stesso stabile, c’è il rapporto locatizio, in seno al quale, forse (è un aspetto da valutare con il dovuto approfondimento e la dovuta oculatezza), si può contestare un uso diverso da quello convenuto o contrario a buona fede, tale da determinare, al limite, anche la risoluzione e cioè lo scioglimento del contratto.

Consulta questa pagina per valutare l’acquisto di una diffida.

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diritto

Spese legali e diffida stragiudiziale: sono dovute?

la mia compagna causa Covid 19 non lavora e non ha visto un soldo da marzo, nemmeno la Cassa Integrazione. E’ indietro con l’affitto di due mensilità e le spese condominiali per un importo di 1350 euro. I proprietari tramite avvocato hanno inviato lettera di intimazione al pagamento di tale somma. Questo avvocato che considero uno sciacallo, ha chiesto 300 euro di spese come suo onorario per la lettera (15 righe…). Cosa si può fare per contestare tale importo?

Ovviamente il numero di righe della lettera non ha niente a che fare con l’importo che può essere stato chiesto a titolo di spese legali, dipendendo tale aspetto da tutto un insieme di circostanze tra cui la natura della questione, il valore della stessa e così via.

Peraltro, la tua compagna pur versando in una situazione comprensibile, legalmente ha sostanzialmente torto: non è moralmente colpa sua l’inadempimento, ma il contratto rimane valido e vincolante, anche se per il periodo dell’epidemia sono stati sospesi gli sfratti, come ho riportato in questo altro post.

Peraltro, è discusso che in fase stragiudiziale le spese possano essere ripetute, cioè chieste indietro come ha fatto il creditore in questo caso. Inoltre, credo che se riusciste a raggiungere un accordo sul pagamento del capitale questa voce potrebbe esservi abbuonata o scontata, appunto comunque in via negoziale.

Quindi il suggerimento è sicuramente quello di tentare di negoziare con il padrone di casa tramite il suo avvocato; per il momento magari provate a muovervi da soli senza incaricare un altro avvocato, altrimenti per una somma tutto sommato contenuta come questa rischiate di andare a spendere molto appunto in spese legali.

Una polizza di tutela legale, come sempre, sarebbe stata utile; su questo tema, cui sono come sai molto affezionato, puoi ascoltare anche questa puntata di radio solignani podcast, in cui finalmente posso esprimermi come si deve a riguardo.

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diritto

Locazione e mancato preavviso

Siamo in un appartamento in affitto al primo piano, sotto c’è un bar che al momento della sottoscrizione del contratto era gestito come circolo con orario di chiusura non oltre le 20. Da qualche mese è cambiata la gestione e gli odori di fritto e cucina (non hanno cappa o canna fumaria) e i rumori prodotti sia dal personale poco raccomandabile, che insulta e minaccia, che dalle casse situate in corrispondenza della camera da letto, riducono notevolmente il godimento dell’immobile secondo l’uso convenuto. Siamo venute a conoscenza solo successivamente che questo bar ha sempre avuto delle “cattive” gestioni e non pochi problemi, informazione che non ci è stata fornita all’atto della supervisione dell’immobile. L’immobile è di proprietà di due sorelle che non hanno nessun rapporto e questo ci sta creando non pochi problemi nel cercare un accordo per evitare i 6 mesi di preavviso ma ridurli a 4. Cosa possiamo fare?

Non c’è molto, purtroppo, che si possa fare in una situazione del genere.

Intanto, data la natura temporanea delle locazioni, diventa particolarmente difficile pensare di investire in una pratica legale, dal momento che appunto si va ad intervenire su una situazione comunque temporanea; inoltre i valori in ballo sono molto bassi, parlando ovviamente in generale e senza voler discutere delle tasche di ognuno, ma solo in relazione sempre alla convenienza di un eventuale approfondimento.

L’unico approccio funzionale in una situazione del genere sarebbe quello della trattativa, che però nel vostro caso mi avete già detto essere particolarmente difficile per la presenza di una situazione proprietaria complicata, che rende appunto disagevole qualsiasi negoziazione.

La cosa migliore, naturalmente, sarebbe nominare un avvocato, però vale il discorso di prima, cioè che essendoci valori non molto alti in ballo non so, anzi non credo che possa valere la pena investire parte del vostro denaro per compensare un professionista.

A occhio e croce, direi che vi converrebbe rassegnarvi a pagare il preavviso per intero, però se credete di approfondire valutate l’acquisto di una consulenza.

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Riferimenti.

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Affitti impagati e prescrizione: dopo quanto tempo?

Nel 2012 ho lasciato un appartamento in affitto a Torino e mi sono trasferita in provincia di Asti. Avevo perso il lavoro e avevo 6 canoni di affitto non pagati. Il proprietario mi ha fatto firmare un foglio nel quale mi impegnavo a pagarli. E’ andato in prescrizione o potrebbe ancora chiedermi il dovuto? Tra l’altro contestavo spese condominiali non proprio chiare, forse è per questo che non ha mai chiesto il pagamento. Il secondo problema riguarda l’utenza luce e gas di quell’appartamento. Ho dato disdetta telefonica (prevista dall’ente ) in aprile, inviando anche una mail dicendo che a fine giugno sarei andata via. A distanza di anni mi chiedono le utenze che risultano attive, con importi variabili perchè credo che l’inquilino attuale ogni tanto paghi. Da giugno 2012 non ho più accesso a quei locali. Mi sono rivolta ad un legale che non ha risolto. Cosa posso fare? Quanto mi costerebbe rivolgermi a voi? Posso denunciare l’inquiino? Non dovrebbero staccare la fornitura?

Naturalmente, non ci sono soluzioni magiche per situazioni di questo genere, dove si sono lasciate andare le cose per anni.

Si può solo approfondire la situazione, valutare cosa è meglio fare e iniziare subito a trattarla sulla base, appunto, di quel che si è valutato.

Per questi motivi, è impossibile fare un preventivo diverso da una «ricarica» a tempo o una prima consulenza di base.

Per quanto riguarda la prescrizione, poi, è impossibile pronunciarsi sul punto senza vedere il «foglio» che ti è stato fatto firmare a suo tempo che, ad esempio, potrebbe aver avuto efficacia novativa, costituendo una obbligazione nuova e di diversa natura soggetta a regole diverse, anche quanto alla prescrizione, rispetto a quella originaria.

Se credi, noi siamo a disposizione.

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Contratto di locazione non in regola: che fare?

mi trovo in un appartamento dove, dopo 3 anni ho scoperto di essere in nero,ossia il contratto è stato solo registrato per il primo anno 2016/2017. Contratto oltretutto turistico,FASULLO,simulato e non in regola. Come previsto per legge ,da gennaio 2019 ho smesso di pagare l’affitto,mi sono in seguito rivolto ad un Legale di Bologna,per esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione,evitando di andare in causa. Il mio Avvocato sta “tentando “,finora inutilmente, di mediare da circa un mese con l’avvocato della controparte,il quale ,per tutta risposta,dice che devo liberare l’appartamento a luglio ,a fronte di un esiguo risarcimento. Ora mi chiedo,dopo che il proprietario mi è entrato in casa a mia insaputa,fatto telefonate a terzi violando la privacy,ho fatto un esposto in Procura,devo anche finire per strada ? Quando si scopre un reato,un illecito ,si fa presente,si vuole riparare,ma si viene incolpati pur non avendo colpa…non è un comportamento mafioso?

È impossibile, innanzitutto, dare una valutazione su di una situazione regolata da un contratto senza poterlo leggere almeno una volta.

Analogamente, per quanto riguarda la trattativa – e non mediazione – che il tuo legale sta facendo per tuo conto è impossibile fare una valutazione. In sede di trattative, tutto può far brodo, come ho spiegato già dozzine di volte, a prescindere dal merito della questione.

La maggior parte delle vertenze, anzi, viene definita e composta senza applicare il diritto, e io aggiungo anche «per fortuna», e ciò grazie alla professionalità degli avvocati coinvolti, naturalmente nelle ipotesi più felici, dal momento che questa professionalità non sempre sfortunatamente c’è.

Ovviamente, una persona coinvolta in una questione si chiede sempre quanto le condizioni che le stanno proponendo sono distanti da quella che sarebbe l’applicazione del diritto…

Ma è un discorso che ha poco senso, perché innanzitutto cosa preveda il diritto su di una certa situazione è spesso non ricostruibile con precisione, e a volte nemmeno con approssimazione, inoltre, al di là di questa già difficile ricostruzione sulla carta, è molto difficile che cosa potrebbe prevedere un giudice, al termine magari di una causa di durata poliennale e con costi, intanto, a carico di chi la promuove.

In conclusione, non saprei bene come aiutarti. Potrei proporti una consulenza di approfondimento per capire meglio come potrebbe stare la questione in termini giuridici, ma a mio giudizio butteresti solo via altri soldi. Tutto sommato, credo che sia meglio lasciar lavorare il tuo avvocato e ascoltare le sue valutazioni a riguardo, lui conosce il tuo caso molto meglio di me e sicuramente può dirti se le proposte che pervengono da controparte possono avere un senso, come ipotesi di lavoro, o meno.

Ti raccomando di iscriverti al blog e al podcast, per non perdere altri articoli come questi, utili ad orientarsi nel vasto e variegato mondo dei problemi legali.

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Vasi, piante, stillicidio sull’unità soprastante: che fare?

l’inquilino del 2′ piano del mio condominio, ha collocato sul perimetro esterno del suo balcone delle fioriere in vasi rettangolari. Detiene altresì all’interno del suo balcone una miriade di piante. Io sono al piano terra sottostante con annesso giardino e giornalmente sono alle prese con 2 inconvenienti:
1- il pericolo che qualche fioriera si distacca e mi cade sulla testa altresi il gocciolamento dell’acqua di annaffio.
2- giornalmente dai pluviali di scolo, del suo balcone, cade, in maniera concentrata, l’acqua sporca di annaffio delle altre piante che detiene sul pavimento del balcone.
All’esasperazione per il continuo menefreghismo di costui sono dell’idea di procedere per le vie legali.

Il «pericolo» di caduta è un danno solo potenziale, al momento non concretatosi in nulla, rispetto al quale si può generalmente formulare solo una richiesta o un avvertimento.

Per quanto riguarda invece lo stillicidio, si tratta di un problema, già attuale e fattuale, di immissioni, per maggior approfondimento sulle quali raccomando una attenta lettura della relativa scheda di approfondimento.

Per entrambi gli aspetti, comunque, il primo passo per la trattazione del problema, secondo il mio approccio strategico, è quello dell’invio di una diffida tramite avvocato all’inquilino responsabile, che si potrebbe valutare di spedire in copia anche al proprietario dell’unità, che potrebbe essere tenuto responsabile in caso di danni, e all’amministratore del condominio.

Se vuoi acquistare la diffida, puoi farlo dalla pagina relativa; se vuoi, invece, per il momento solo approfondire il problema, puoi valutare di acquistare una consulenza.

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diritto

Patrocinio gratuito: quanto tempo occorre?

Note dell’episodio.

Oggi, partendo dal caso di una nostra lettrice, vediamo quanto tempo ci
vuole per avere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Riferimenti.


blog.solignani.it/2014/05/09/se-lordine-degli-avvocati-non-mi-ammette-al-patrocinio-gratuito-cosa-posso-fare/
Se l’ordine degli avvocati non mi ammette al patrocinio gratuito …

Trascrizione

La seguente trascrizione dell’episodio é stata realizzata automaticamente
con un software di riconoscimento vocale. Non presenta punteggiatura, può
essere inaccurata in una o più parole essenziali per la comprensione e il
significato, anche giuridico, del testo e viene fornita solo per comodità,
per dare un’idea del contenuto e per consentire a chi cerca con google di
trovare questa puntata, se questa puntata può essergli utile. Ti consiglio
sempre di ascoltare, tuttavia, la puntata in originale.


la spesa dello Stato e tempi necessari per ottenere l’ammissione al
beneficio sempre a partire dalla domanda di una nostra ascoltatrice che
andiamo subito ad ascoltare e volevo sapere se si richiedono avvocato è
gratuito che paga lo stato non superando gli 11.000 e qualcosa a lui e poi
bisogna presentare una domanda e poi dopo quando tempo ci viene appunto
affidato questo avvocato siccome abbiamo una causa per civile che non
paghiamo un affitto e la proprietaria dobbiamo andare il 29 aprile 3:00 ci
vuole molto per favore se potete comunque rispondete al più presto Grazie
allora qui le osservazioni da fare quali sono innanzitutto il patrocinio a
spese dello Stato ed è liberato civile anche perché civile penale a
riguardo sono differenti ma il quesito della nostra ascoltatrice riguarda
se ho capito bene una pratica civile e deliberato nel civile dall’ordine
degli avvocati territorialmente competente è una deliberazione di tipo
anticipatorio che poi deve essere confermata dal giudice e può anche in
alcuni casi non essere confermata i tempi di esame e di deliberazione sul
ammissione al patrocinio a spese dello Stato sono estremamente variabili a
seconda della sede dell’ordine quindi non secondo dell’ordine territoriale
che deve deliberare Io in passato ho fatto molte pratiche di patrocinio a
spese dello Stato poi ho smesso per i motivi che dirò tra poco e batte un
po’ in tutta Italia e quindi posso proprio dire per certo che i tempi sono
molto variabili mi ricordo in particolare l’ordine di Macerata che per
darmi una ammissione al patrocinio a spese dello Stato per una separazione
e ci ha messo qualche mese non per colpa sua perché ci sono state anche nel
frattempo le elezioni rinnovo del consiglio diciamo mi ricordo questo ma ci
sono stati anche altri casi di ritardi di lungaggini Ecco Poi dipende dal
caso quindi è chiaro che se uno in marzo riceve un atto che che che
comporta un udienza il 29 di aprile mi sembra o comunque in aprile i tempi
possono essere troppo lunghi e questo è uno degli tanti svantaggi che
presenta questo Istituto perché io ho smesso di farlo ma perché è un
istituto che in realtà non garantisce nulla nel senso che intanto tu come
avvocato devi lavorare per anni senza poter nemmeno chiedere il rimborso
delle spese vive che hai affrontato perché quando una persona è ammessa al
gratuito patrocinio diventata book fare qualsiasi richiesta di somme di
denaro e dopo aver lavorato per anni quindi parliamo di 67 anni che magari
la durata di una causa civile in primo grado aspetti un altro hanno due o
tre per ottenere la liquidazione di quello che ti spetta la liquidazione
non è il pagamento è solo un giudice che accerta liquida stabilisce la
somma che ti è dovuta e poi aspetti un altro hanno due o tre per essere
effettivamente pagato la liquidazione per legge è pari alla metà di quello
che tu prenderesti se applicassi i parametri del libero mercato quindi
gratuito patrocinio per un avvocato significa prendere la metà di quello
che prenderebbe sul libero mercato dopo quasi 10 anni e volte più di 10
anni di lavoro un ciclo produttivo che non hanno neanche Quelli che
costruiscono i grattacieli ma nemmeno quelli che praticano la silvicoltura
secondo me hanno dei cicli produttivi così lunghi in 10 anni uno può anche
smettere di fare l’avvocato può può cambiare completamente vita può andare
all’estero in questi dieci anni chiaramente poi tu hai una burocrazia da
tenere sempre attiva quindi prima devi presentare la domanda e sperare che
ti accettino poi una volta accettato devi sperare che questa domanda venga
confermato perché in alcuni casi patrocinio viene poiliquidazione gli
uffici In pratica è che sono spalmate su tempi su su archi temporali così
lunghi spesso si perdono le cose quindi le devi presentare due o tre volte
io parlo per esperienza non parlo per sentito dire per arrivare alla fine
ad avere dopo 10 anni la metà del tuo compenso io sì non lo so che non so
che cosa dire a riguardo non mi sembra un sistema per assicurare
un’assistenza legale non abbienti Io piuttosto ho preso alcune decisioni
riguardo a ciò ed è stato quello di concedere degli sconti anche molto
sostanziosi a chi ha effettivamente un reddito inferiore a €10000 all’anno
ho mandato un codice sconto del 35% anche l’altro giorno a una persona che
vuole fare ricorso CEDU dove tra l’altro il gratuito patrocinio si presenta
come ancora più problematico e quindi gli ho detto io in gratuito
patrocinio non te lo faccio te lo faccio con uno sconto molto forte valuta
tu se lo vuoi considerare o meno quindi la mia politica è stata quella di
dire Pagani mi dai molto meno di quello che mi pagheresti ti faccio un
preventivo di favore però mi paghi subito perché altrimenti io
sostanzialmente essere pagato la metà comunque dopo comunque la metà
intanto dopo 10 anni e nel frattempo dover fare una burocrazia infinita di
domande domande presentate istanze cose che si perdono con rischio poi ti
arrivi un giudice che dica no l’ordine degli avvocati ha ammesso al
patrocinio ma non è corretto non ritengo tengo preferibile fare un bello
sconto subito bello sostanzioso e e andare in giro a libera professione
sembra per non dire di no nessuno sempre per poter aiutare tutti perché
accontentare tutti quindi questo è quello che consiglio anche la nostra
ascoltatrice di chiedere senza perdere troppo tempo col patrocinio a spese
dello stato un preventivo magari di favore agli avvocati che come me
praticano questo tipo di questo tipo di favore verso le persone che hanno
un reddito basso chiaramente se vuole un preventivo anche per lo studio lo
faccio volentieri dipende sempre dal lavoro che c’è da fare se invece
volesse insistere con il patrocinio a spese dello Stato potrebbe fare
questo andare all’ordine degli avvocati di persona e chiedere a loro che
sono quelli competenti quali sono i tempi medi presso la loro sede anche
solo indicativamente per ottenere la deliberazione di ammissione al
patrocinio a spese dello stato ovviamente in quella sede si può parlare con
un impiegata che può una una valutazione così delle cose viste dal di fuori
però non è una cosa su cui si possa fare poi in seguito affidamento al 100%
di solito comunque le indicazioni sono abbastanza verosimili fondate
piuttosto credo che ti dicano che non te la sanno dare piuttosto che darti
un’informazione sbagliata o completamente sballata quindi è comunque un
tentativo che si può fare sempre lì all’Ordine si può sentire come si può
presentare la domanda e quindi presentare immediatamente e poi si può
chiedere anche un elenco degli avvocati che esercitano con il patrocinio a
spese dello Stato tra cui scegliere quello per affrontare questa udienza
dunque l’udienza ultima osservazione che mi sento di fare è un udienza di
sfratto perché sei un udienza di sfratto giuridico probabilmente non c’è
molto da dire nel senso che se l’unica questione che non è stato pagato
direi che sia abbastanza poco utile prendersi un avvocato per sostenere che
cosa No io non so non ricordo adesso sei termine di Grazia può essere
proposto può essere richiesto dalla parte anche personalmente questa è una
cosa che si potrebbe opportunamente verificare se così fosse un ulteriore
motivo magari per non munirsi di un avvocato per andare in udienza
personalmente e richiedere questo termine di Grazia io ovviamente non lo so
se può essere richiesto anche senza l’assistenza di un avvocato perché io
l’ho sempre chiesti io come avvocato è mai capitato di essere sfrattato di
andare a chiedere personalmente In ogni caso sarei comunque sempre stato un
avvocato che comunque si può difendere i propriapprofondire magari anche
velocemente In questo modo non ho in questo momento non ho modo di fare
ricerche nemmeno su Google però magari facendo una ricerca o un
approfondimento su questo si può vedere Ovviamente bisogna stare attenti
alle ricerche che si fanno su Google non è che sia così immediato magari si
trova una sentenza che poi il giudice divide noi non viviamo in un sistema
precedente vincolante questa è una cosa che chi fa ricerche giuridiche su
Google non considera che in realtà invece una cosa molto importante perché
io ho sentito tante volte dire da parte di giudici di merito quindi giudici
di tribunale di bello Ah sì la Cassazione la pensa così benissimo fate
ricorso in Cassazione io la penso diversamente questa è una cosa che ogni
avvocato sostanzialmente sa quindi si portano dei precedenti Con lo scopo
di cercare di giudice ragionare uno stesso modo ma non sempre Anzi non così
spesso devo dire la verità si riesce in questo intento è solo un argomento
che si porta un giudice ma molti giudici su tante questioni hanno già la
loro opinione e non se ne discostano solo perché lo dice la Cassazione ho
un’altra Corte d’Appello un altro tribunale occorrono dei ragionamenti più
approfonditi quindi fare magari questo approfondimento ma con attenzione
per vedere se questa settimana mente una cosa assodata bene per oggi direi
che sia tutto ti ringrazio per avermi ascoltato ti ricordo di iscrivervi al
Podcast per non perdere puntate come queste con consigli utili per saper
trattare i problemi di tipo legale e ti ricordo che puoi mandare anche tu
la tua domanda anche tramite messaggio vocale con la g che non penso
blog.solignani.it e facendo tap sul bottone verde in basso a destra Grazie
e buona giornata

[la risposta è nel podcast]