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Donazione e azione revocatoria

Premetto che nell’ anno 1993, mi suocero ha donato a mia moglie la proprietà di ½  relativa a due appartamenti, l’altra quota di ½ era gia intestata a me, si è riservato il diritto di abitazione su uno di essi, sull’altro abito io con mia moglie e mio figlio e sono liberi da ipoteche, pignoramenti o altro. Dato che mio suocero aveva una azienda artigiana , trovandosi in difficoltà finanziarie ha accumulato parecchi debiti soprattutto con inps per contributi di dipendenti, alcui anche anteriori all’atto di donazione ed  ha subito vari pignoramenti mobiliari, dato che Equitalia gli ha recentemente rinotificato cartelle esattoriali per i vecchi debiti, vorrei sapere se l’atto di donazione fatto quasi diciotto anni fa può essere in qualche modo impugnato da Equitalia o dall’agenzia delle entrate per potersi rivalere  su quegli immobili?

Il terzo creditore, il quale ritiene di essere stato danneggiato da un atto di disposizioni del patrimonio compiuti dal debitore, nel nostro caso una donazione, può tentare di revocare lo stesso atto con un’azione, detta appunto “azione revocatoria”, prevista dall’art. 2901 del cod. civ., che però si prescrive in 5 anni dall’avvenuto compimento del medesimo atto.  Nel caso prospettato dal nostro utente questo termine si è da tempo consumato e l’azione pertanto si è prescritta.

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Sostituzione telefono in garanzia

Ho acquistato presso un negozio Vodafone un iphone nuovo, e dal giorno stesso mi sono accorto che non funziona bene, visto che l’assistenza Apple, mi assicura la sostituzione in 7 gg ma con un “rigenerato” , non mi sembra  corretto,  ne pretenderei uno nuovo, anche il negoziante non mi dà soddisfazione, ne mi vuol rendere i soldi di acquisto. Come posso fare? grazie dell’attenzione?

Salve,
il Codice del Consumo in questi casi, ovverosia in presenza di difetti di “conformità del bene acquistato” riconosce la possibilità al consumatore di richiedere la riparazione o la sostituzione del bene, naturalmente senza aggravio di spese.

Il venditore può esimersi dalla scelta effettuata dal consumatore (sostituzione o riparazione) solamente quando il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso. In questi casi, ovverosia quando la scelta del consumatore sia troppo onerosa o impossibile il venditore può, diciamo, “imporre” al consumatore lla scelta alternativa.
La sostituzione e la riparazione devono avvenire comunque entro un congruo termine, trascorso il quale senza che sia avvenuta la riparazione o la sostituzione l’acquirente può chiedere la risoluzione del contratto.

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Le “sorprese” non finiscono mai!

salve ho ricevuto una telefonata da una signora che si è dichiarata un avvocato di un recuperp crediti che h3g ha dato la pratica di recupero credito di euro991.88 che io a suo tempo anni fa si parla di 2006 circa non avrei pagato due fatture di euro 340.60 l una al che mi risulta un po inprobabile xche io non ho mai ricevuto le suddette fatture io avevo un contratto ricaricabile con obligo di ricarica mensile di 20 euro e basta ho seguito a suo tempo le procedure che la signorina del negozio di 3 mi ha dato quando alla scadenza del contratto ho chiuso un conto corrente tenuto aperto solo xche 3 cosi era stato fatto al momento di sto contratto in comodato d uso la storia sarebbe molto piu lunga ma qui è inposs scriverrla tutta ora mi hanno dato 7 giorni di tempo x pagare cosa posso fare x difendermi da sta truffa ?

Consiglio naturalmente alla cliente di non pagare la somma richiesta e di contestare formalmente – attraverso una raccomandata a/r da inviarsi alla sede della compagnia telefonica in questione e, per conoscenza, al negozio interessato alla vicenda – la richiesta economica della controparte, illustrando tutte le proprie ragioni.

Nell’eventualità, poi, che la vicenda non si dovesse concludere in questo modo, consiglio all’utente di procedere al consueto ricorso al CO.RE.COM. competente.

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Contratti fantasma

salve,

ho ricevuto nel luglio dello scorso anno una fattura Tiscali. Non avendo mai sottoscritto un contratto, ho telefonato al servizio clienti, il quale mi ha risposto che probabilmente si trattava di un errore e che al massimo avrei ricevuto un’altra fattura (che era già in spedizione), ma di cestinarle tranquillamente. Così ho fatto e fino ad adesso non avevo avuto problemi. Ricevo invece un mese fa un’altra fattura tiscali seguita dal sollecito di pagamento della fattura del 2007. telefono di nuovo al servizio clienti e mi invitano ad inviare una raccomandata. Così ho fatto, evidenziando il fatto che non ho mai sottoscritto nessun contratto verbale, tantomeno scritto. Sono stata contattata dalla compagnia telefonicamente con la richiesta di inviare nuovamente via fax cosa avevo spedito per posta al fine di chiudere la pratica.Oggi ricevo invece una lettera nella quale tiscali mi comunica che dispone di una registrazione vocale “nella quale l’utente si dice autorizzato dall’intestataria della linea”. Ed in base all’art. 206/2005 il contratto è valido. Preciso di non aver mai usufruito dei servizi tiscali e di non aver mai ricevuto nessuna documentazione scritta. Secondo Lei è regolare tutto ciò? Devo pagare la bolletta dello scorso anno? Ringrazio anticipatamente per l’aiuto

Le pretese di Tiscali sono infondate. Lei non deve assolutamente corrispondere il pagamento della fattura. Tiscali richiede il pagamento di un servizio NON richiesto: oltre ad essere una pretesa illegittima si tratta di una pratica commerciale scorretta e sanzionabile secondo il codice del consumo.

Le consiglio di rivolgersi ad uno studio legale legale che possa far valere le sue ragioni prima avanti al CORECOM, poi, se necessario avanti alla Giustizia ordinaria.

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Questione ereditaria

mio padre è in fase terminale. non è ancora deceduto e sono costretto ad immaginarmi tra qualche tempo quando non ci sarà. costretto dall’atteggiamento di mio fratello che si preoccupa già delle due auto intestate a mio padre e come sistemarle. dice di essersi informato (la verità è che deve rottamare la sua…) e avendo entrambe una assicurazione sul conducente possono essere guidate da chiunque senza alcun problema e poi alla morte sono da considerarsi divise in 4 parti uguali moglie senza patente e tre figli)…mia sorella che presumibilmente prenderà una delle due auto pagherebbe eventuali somme a carico di mia mamma e la compagna di mio fratello che dovrebbe prendere poi l’altra pagherebbe la mia eventuale quota in quanto io ho già un’auto di mia proprietà. dice di essersi informato bene e che poi sono sufficienti le 4 firme degli eredi per le varie procedure (proprietà, etc…). mi chiedo…è così semplice? quali potrebbero essere le somme relative ad eventuali procedure? E’ meglio che venga messo per iscritto qualcosa per limitare il rischio che in futuro mi vengano chieste somme relativamente alle due auto? E relativamente alla casa cointestata con mia madre (devo verificare ma direi che è così) dove lei stessa abita con mia sorella ormai maggiorenne? Credo che oltre al suo 50% abbia diritto ad 1/4 del 50% di mio padre ma oltre a questo avrà diritto di abitarla senza alcun problema e/o scappatoia per cui questo possa essere evitato? Esistono sicuramente dei libretti di risparmio presso operative…dovessero essere intestati a entrambi o solo a lui (anche questo da verificare)…come procedere? E per eventuali debiti? i miei genitori stanno pagando un finanziamento per l’acquisto di alcuni mobili…nel caso in cui mia mamma non dovesse riuscire a pagare le rate? Grazie.

Le domande e le questioni sono diverse e complesse. Cercherò di dare una risposta generale.  In caso di di successione legittima, ovverosia senza testamento come quella in esame, l’intero asse ereditario verrà distribuito, debiti compresi, alla moglie per 1/3 e ai tre figli per 2/3. Se non si vuole rischiare di accettare un’eredità con patrimonio negativo si può accettare la stessa con beneficio di inventario ma questo istituto apre altre ulteriori questioni.

Per i veicoli citati nella domanda la loro proprietà verrà distribuita come sopra. Trattandosi comunque di “beni indivisi” gli eredi dovranno trovare comunque soluzione: uno ne acquisterà la piena proprietà e liquiderà i coeredi. Attenti però agli eventuali oneri gravanti sugli stessi veicoli fino al decesso che saranno a carico di tutti gli eredi (Es. bolli scaduti)

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Contratto telefonico “inesistente”

Salve,
Nell’Ottobre 2007 ricevo in negozio la visita di un consulente vendite di prodotti telefonici, e mi propone un contratto agevolato confesercenti molto vantaggioso con una compagnia di telefonia fissa. Il contratto consisteva in ADSL+voce al prezzo di 54 € al mese + 4 € per ogni linea (in tutto 4) e 150 € di attivazione. Lo stesso giorno mi faccio lasciare i fogli dell’offerta sopradescritta controfirmati dall’agente, infatti sul contratto non figura nessuna cifra relativa a nessun servizio, e il contratto completamente compilato come dovrebbe essere in tutti i punti. Ci diamo appuntamento dopo 3 giorni per vedere se firmare il contratto oppure no. All’appuntamento viene molto in ritardo, all’ora di pranzo, per cui lo liquido molto velocemente.Mi dice che era meglio compilare un nuovo modello, lo compila e me lo fa firmare, ma non mi faccio la copia xché doveva firmarlo e timbrarlo lui e la copia arriva a casa per posta dopo po chi giorni.
Dopo un mese mi allacciano la linea con relativa adsl. Tutto bene sino alla seconda bolletta di 600 e rotti €uro ( la prima di 60€ pagata x nessun servizio ma solo per un blocco del numero telecom ). Blocco il RID e inizia la contestazione. Prima mi dice che a tutto ci pensava lui e che in pochi giorni risolveva tutti i problemi. Dopo un mese lui mi dice che è tutto ok, hanno fatto fatto un’errore nella fattura e emetteranno nota di credito. Ok, dico che non pago sino a che non ho la nota di credito, così passa un’altro mese e una nuova fattura. Nella nuova mi accorgo che l’importo era il doppio di quello proposto. Allora lo contatto e gli chiedo delucidazioni, dopo tante promesse, e apuntamenti saltati, viene in negozio e si accorge che per errore aveva messo la crocetta su un’opzione che non doveva esserci. Mi ha promesso che visto che l’errore era il suo, avrebbe provveduto a sistemarlo a tutti i costi. Ovviamente non ha sistemato nulla, e furbescam ente il signorino ha mandato una mail dove diceva alla persona che avrebbe potuto risolvere tutto, che c’è stata una incomprensione con il cliente, e che chiedeva la cancellazione di questa opzione che faceva lievitare al doppio le fatture. Appena letta la mail, ho contattato il signore facendogli notare che non è stato leale dicendo che c’è stata una incomprensione, ma che lui ha fatto un’errore. Ovviamente mi dice che era meglio così per accelerare il tutto, di non preoccuparmi. Passa ancora del tempo, e non risolve nulla, allora inizio a spazientirmi e lo contatto, candidamente mi dice che non ci può fare nulla, e che mi porta i soldi in più in fattura ogni mese. Mi tranquillizzo per un attimo ma il signorino non è mai più passato in negozio, e non mi risponde più al telefono. Ho iniziato a contattare la società locale per cui lui lavora, e poi il solito call center, ma senza risultati.
Dopo tante peripezie, e 3 mesi, mi arriva il contratto che loro hanno agli atti. Mi accorgo che la firma non’è la mia. Allora contatto il promotore, e non appena gli dico chi sono, mi dice, non mi rompere il …. se vuoi denunciami, chiudendomi il telefono in faccia.
Alla associazione dei consumatori mi è stato consigliato prima di tentare la via buona con la richiesta di modificare il listino applicato, ma non ha dato frutti, allora la seconda volta mi è stato consigliato di chiedere il disconoscimento della firma e di stipulare un nuovo contratto a condizioni diverse.
A tutt’oggi, dopo mille reclami scritti, pratiche di diconoscimento firme e richieste di correzione per errato listino applicato, tempi bibblici per risposte che non danno mai per iscritto ma solo per voce, NON SI E’ RISOLTO NULLA. Ho pagato solo la prima bolletta, e pochi giorni fa, ho avuto la risposta verbale alla mia lettera del 23/06/2008 che la pratica di disconoscimento firma non è andata a buon fine perché nonostante la firma palesemente non è la mia, è manifesta la volontà di fare un contratto con loro, di sentire chi mi ha fatto il contratto perché se lui si assume le responsabilità non ci sono problemi. Consigliandomi anche di denunciarlo alla polizia postale.
Tenga pure a mente che ho chiesto solo la modifica del listino alle condizioni propostemi, non disdetta per via di penali e disservizi che potrei subire nel caso facessi un contratto con un nuovo operatore. Quindi non devono perdere un cliente, ma se questa sarà la scelta consigliata, la seguirò.

Le chiedo quindi un aiuto per capire come veramente mi devo comportare, perché oltre la carenza di avvocati pratici di contratti telefonici, di uffici a tutela del cittadino, e la mancanza dello stesso corerat sostituito dalla camera di commercio, si aggiunge la scarsa preparazione dei suddetti addetti che un giorno mi dicono una versione e dopo un ora è già cambiata.
Visto che la firma non’è la mia, posso comunque fare qualcosa ??? devo denunciare il signore??? Tenga a mente che c’è sempre stata mia moglie con me, quindi siamo testimoni dell’accaduto. Con le bollette che non ho mai pagato, come devo fare??? Il servizio lo sto utilizzando, ma solo perché è essenziale, non posso fare altrimenti.

Distinti Saluti

Il contratto con una firma apocrifa è nullo per non dire inesistente!

Un contratto nullo non produce alcun effetto giuridico. E qualsiasi somma la nostra utente abbia pagato in merito a tale contratto le dovrà essere restituita.

Cosa fare?

Sporgere denuncia e querela per la firma falsa se non sono trascorsi più di 90 giorni dalla scoperta della stessa firma.

In ogni caso impugnare avanti al CORECOM regionale il contratto e nel mentre non pagare assolutamente nulla.

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Problemi operativi con la Banca

Gentile avvocato
sarei interessato ad intraprendere azione legale contro la mia ex banca che, a mio giudizio, mi ha arrecato un danno economico notevole per il suo non adeguato comportamento in più occasioni e applicando al mio conto corrente delle condizioni al di la del limite di usura, tantè che ogni trimestre venivano ridimensionati da loro stessi gli interessi applicatimi per restare al di sotto di tale soglia, in particolare mi veniva applicata la commissione massimo scoperto su degli scoperti meramente “virtuali” in quanto si trattava di somme richieste dalla cassa compensazione e garanzia ( operavo in derivati su questo conto) e che io puntualmente coprivo LO STESSO GIORNO IN CUI LA BANCA MI NOTIFICAVA LA MIA SITUAZIONE CONTABILE, nonostante le mie pressanti proteste, solo alcune volte mi sono state stornate tali cifre, ma il più delle volte, restavano senza risposta.
Vorrei che lei verificasse se reputa corretto il comportamento della mia banca anche in merito ad alcuni episodi.
particolari che le riassumo, operavo con loro perchè convinto da un loro responsabile, con la promessa che avevano interesse ad incrementare e migliorare l’attività nel campo dei derivati, ma le cose invece di migliorare peggioravano sia in termini di servizi che di efficienza, l’operatività? veniva effettuata solo via telefono e non hanno mai mantenuto l’impegno a creare un loro sito di trading on line (tol) adatto ai derivati, ciò nonostante io operavo con loro assicurandomi l’informativa in real time con un altra banca, i problemi sono iniziati quando in presenza di una mia posizione in derivati abbastanza “importante” la banca cominciò a frappormi ostacoli su ostacoli arrivando al punto di bloccarmi l’operatività senza preavviso e convocandomi urgentemente presso la loro sede (io sono di catania…loro di montebelluna!!!) per ovvi motivi ho dovuto lasciare lavoro e quanto altro per correre da loro e chiedere spiegazioni sul blocco operativo, in una riunione si stabilì che io avrei dovuto ridurre la mia esposizione, pian piano, fino a 2,5 milioni di euro e avrei dovuto portare presso il loro istituto obbligazioni per 250.000 euro e altri 150.000 euro di liquidità?, cosa che ho puntualmente fatto, a marzo 2007 ci fu un momento particolare del mercato per cui mi trovai nella necessita? di avere maggiore liquidità sul mio conto operativo e chiesi di immettere le somme disponibili sul mio conto operativo (150.000 euro) e subito dopo diedi disposizioni a vendere le obbligazioni per aumentare tale liquidità?, tale operazione fu ritardata perchè…”chi doveva autorizzare l’operazione” era impegnato nella fusione con un’altra banca e non p oteva essere disturbato!!!!! si aggiunga anche che in quei giorni il loro sistema andò frequentemente in tilt per cui la mia operatività? fu ridotta a zero e dovetti affidarmi alle mani degli operatori del loro back office (tutto risulta dalle registrazioni che la banca effettuava per ogni mio ordine!) non sono in condizione di giudicare se l’operatività degli operatori sia stata buona o meno, nè ho motivo di sospettare che non lo sia stata, ma nonostante le ripetute chiusure di posizioni aperte il mio conto restava in rosso……se invece si fosse immessa liquidità quando da me richiesta, non avrei avuto necessità? di chiudere alcuna posizione e avrei anzi potuto incamerare un notevole guadagno sulle mie posizioni.
in attesa di un suo cortese riscontro, le porgo i miei saluti

La questione è evidentemente complessa.

Tuttavia, a prima vista, si può dire che la banca in questione, a causa dei diversi disservizi in cui è incorsa, si è dimostrata inadempiente nei confronti del proprio correntista.

Pertanto verso la stessa banca è possibile intraprendere un’azione di risarcimento del danno, appunto, per inadempimento contrattuale.

Naturalmente il discorso, nello specifico, andrà doverosamente sviluppato.

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio!

In data odierna, 27 maggio 2008 alle ore 12,10 sono stata contattata da un numero anonimo non identificato presentatosi come “direzione crediti tre”.
Mi e’ stato precisato che in data 02 maggio, c’e’ stato un elevato traffico sul mio telefonino (dovuto a quanto mi e’ stato detto ad un virus ma aggiungendomi che non mi poteva dare nessuna informazione in merito) XXX intestato ad XXX SRL e di cui io sono la legale rappresentante.
Mi e’ stato aggiunto che se non avessi pagato immediatamente mi avrebbero interrotto la linea. Preciso anche che le mie bollette vengono regolarmente addebitate in banca ma che per questo caso mi e’ stato detto che avrei dovuto immediatamente saldare almeno il 50% dell’importo di quella giornata.
Alle mie richiesta di informazioni su chi mi stesse parlando per avere un riferimento di questa chiamata il telefono mi e’ stato riagganciato, senza nemmeno darmi informazioni sulle modalità di pagamento.
Tra l’altro nel giorno in cui mi e’ stato contestato traffico anomalo ero a Dubai per lavoro, per cui non ho nessun problema a pagare la cifra richiestami, seppur ritenevo corretto che mi inviassero prima un documento che attestasse perche’ dovevo pagare una cifra fuori dalle regolari fatture.
Dopo pochi istanti, alle 12.20 mi e’ stata sganciata la linea e in questo momento mi trovo impossibilitata ad effettuare chiamate.
Sottolineo di aver pagato regolarmente tutte le bollette precedenti e di trovarmi impossibilitata a lavorare a causa dell’interruzione linea; ho inviato un fax con reclamo all 800179800, dichiarandomi disponibile anche al pagamento immediato della cifra nel caso in cui mi fossero inviati dati e importo dell’insoluto.
Sono attualmente impossibilitata a chiamare e’ legale questa loro azione? Mi consigliate di pagare comunque l’importo e poi procedere a vie legali oppure di restare in attesa?
Grazie

Oramai sono talmente abituato a parlare con persone che hanno subito degli abusi dalle compagnie telefoniche che non mi stupisco più di nulla.

Anche in questo caso la compagnia telefonica in questione avrebbe dovuto documentare l’anomalo traffico  telefonico al proprio cliente e fornire quindi tutta la documentazione in suo possesso per permettere al cliente, eventualmente, di sporgere denuncia e querela in procura.

In ogni caso non avrebbe dovuto sospendere il servizio telefonico.

Ad ogni modo consiglio al nostro utente di inviare immediatamente alla sede legale della compagnia telefonica H3G, magari tramite un legale di fiducia, una raccomandata a/r con la quale gli si contesta la sospensione illegittima del servizio, gli si chiede la documentazione dell’anomalo consumo e ci si riserva di quantificare il danno dell’illegittima sospensione del servizio telefonico.

A ruota invierei apposito ricorso al CORECOM Regionale per richiedere, appunto, il risarcimento del danno per la sospensione della linea telefonica.

Naturalmente la bolletta contestata non va per il momento pagata.

Modifica delle condizioni di un contratto telefonico

Ho un contratto di telefonia fissa + ADSL con Wind-Infostrada. Ho chiesto la modifica del contratto, via colloquio telefonico con operatore del 155, per passare dal contratto HAPPY ITALY con LIBERO ADSL FREE (il contratto prevede un contributo di 9.50 euro mensile con la possibilità di effettuare chiamate su tutto il territorio nazionale e di durata illimitata al costo di un solo scatto di 12 cent di euro, più 1.90 euro ad ora per il traffico internet effettuato, cioè “a consumo”) al contratto ABSOLUTE ADSL, che mantiene le stesse caratteristiche per la parte di telefonia, ma che consente la connessione ad internet senza limiti di tempo, opzione tipo “flat”. Il costo di questo abbonamento è di 30 euro mensili, in più viene richiesto un contributo “una tantum” di 10 euro. Sul sito www.155.it , nella sezione relativa alla modifica contrattuale, si fa presente senza enfasi particolare che la conferma dell’avvenuta variazione viene comunicata attraverso una mail all’indirizzo del cliente. Non si evince da quanto scritto che la ricezione della mail costituisce condizione necessaria alla modifica della modalità di tariffazione; non è nemmeno indicato il carattere del contenuto della mail. Niente perciò fa prevedere che il contenuto della comunicazione sia strettamente necessario alla impostazione dei parametri di connessione. Si tratta infatti solo di una modifica su una linea già esistente. La sottoscrizione della modifica del mio contratto è avvenuta via colloquio telefonico con un operatore del 155, anche perché consigliata dall’operatore stesso in quanto, a suo dire, la modifica fai-da-te attraverso il portale Wind è fonte di errori di tariffazione. Contestualmente alla richiesta di modifica ho comunicato all’operatore il mio nuovo indirizzo e-mail, diverso da quello in loro possesso ormai da me inutilizzato, chiedendo di inviarmi la conferma della modifica sul nuovo indirizzo. In quella occasione mi è stato comunicato che mi sarei accorto comunque della variazione del contratto poiché nei giorni successivi alla richiesta di modifica avrei riscontrato problemi di connessione, che puntualmente si sono verificati.
Tuttavia non mi è stata recapitata nessuna mail di conferma. Per accertarmi dell’avvenuta modifica contrattuale mi sono messo in contatto con un operatore del 155 per chiedere la verifica dello stato della mia linea, l’avvenuta variazione, per comunicare il mancato ricevimento della mail di conferma chiedendo con insistenza garanzie circa la corretta tariffazione con il nuovo contratto piuttosto che con il vecchio per la connessione alla rete internet. Per mia sicurezza ho effettuato questo tipo di colloquio con due operatori del 155 attraverso due telefonate successive. Entrambi mi hanno garantito che la modifica al contratto era avvenuta il 9 maggio, che la modalità di tariffazione era stata aggiornata, che dovevo stare tranquillo. Riguardo il mancato ricevimento della mail di conferma nessuno dei due mi ha allarmato, adducendo l’inconveniente con molta probabilità alla variazione contestuale dell’indirizzo e-mail, peraltro comunicato.
Ancora, nessuno dei due operatori mi ha informato circa la necessità stringente di attendere il ricevimento della mail prima di effettuare connessioni alla rete secondo la nuova tariffazione. Inoltre, alla richiesta di un ulteriore invio della stessa mail che avrei dovuto ricevere, mi è stato risposto che non era possibile. Mi è stato consigliato, per maggiore rassicurazione, di consultare il portale di Wind-Infostrada (www.155.it) e di verificare la variazione avvenuta, informazione che risultava essere veritiera. Sul portale, infatti, nella sezione relativa ai miei dati, il nuovo contratto risultava essere attivo dal 9 maggio. Il giorno 11 maggio ho comunque inviato una mail al servizio tecnico di wind, per comunicare il mancato ricevimento di questa mail, pur ignorandone il contenuto. Non è scritto da nessuna parte nel sito, né tanto meno mi è stato comunicato dagli operatori del 155 che questa mail avrebbe riportato gli estremi dei nuovi parametri di connessione, possibilità che ignoravo completamente visto che una connessione dalla mia linea era già esistente, e che si trattava semplicemente di una modifica della modalità di tariffazione. Oggi, 19 maggio 2008, dopo 8 giorni da questa mia ultima comunicazione e dopo aver effettuato un copioso traffico internet, essendo ormai certo della nuova modalità di tariffazione, ho ricevuto una telefonata dal servizio tecnico di Wind nella quale in riferimento alla mia mail mi è stato detto che senza il cambio dei parametri di connessione (pop3 e via dicendo , informazioni contenute nella mail di conferma), nonostante la variazione contrattuale effettuata ed attiva dal 9 maggio, il traffico internet fino ad oggi effettuato è stato sicuramente effettuato secondo la vecchia tariffazione “a consumo”, ovviamente con un dispendio economico notevole da parte mia. Dopo aver fatto presente tutta la procedura da me seguita per la variazione contrattuale, le mie richieste di garanzia e tutto quanto, mi è stato detto di avere la possibilità di fare reclamo sulla prossima bolletta che riceverò, ma che per questo tipo di reclami non esiste nessuna possibilità di rimborso. Perché nessuno degli operatori mi ha informato circa l’assoluta necessità di ricevere la mail e di impostare i nuovi parametri di connessione? Se queste informazioni non vengono comunicate dalla controparte che offre un servizio, un consumatore che nella vita non si occupa di telefonia non è tenuto a conoscerle. Perché nemmeno sul sito viene evidenziata questa necessità visto che la mail cui si fa riferimento sembra avere semplicemente carattere di conferma di avvenuta variazione contrattuale, peraltro desumibile dal portale nella sezione “dati personali” o via colloquio con l’operatore telefonico al 155? Perché il servizio tecnico mi ha comunicato solo dopo 8 giorno che la variazione della modalità di tariffazione non era stata ancora perfezionata? Nel momento in cui un nuovo contratto sostituisce quello esistente, non è ovvio che il vecchio servizio non debba essere fornito? Perché allora la connessione secondo i vecchi parametri ha continuato ad essere attiva anche la modifica del contratto? Il comportamento omertoso degli operatori mi sembra truffaldino. Come devo comportarmi? (Andrea, via mail)

E’ proprio il caso di dire che verba volant e scipta manent !

Non si tratta semplicemente di antico proverbio latino ma di un costante monito al quale ogni consumatore dovrebbe fare quotidianamente riferimento.

Detto ciò, per rispondere più compiutamente al quesito del nostro utente sarebbe necessario conoscere le condizioni generali del suo contratto ed in particolar modo le modalità da seguire per modificare le condizioni del suo piano tariffario.

Ad ogni modo allo stesso utente consiglio di:

1) stamparsi la pagina internet dalla quale si desume la modifica del suo piano tariffario sin dal 9 maggio.

2) Inviare alla sede della Wind/Infostrada un racc. a/r con la quale deve raccontare tutta la cronistoria degli eventi che si sono succeduti (telefonate etc.) e con la quale diffidare la stessa Wind/Infostrada dall’applicare al suo traffico internet successivo al 9 maggio la tariffa antecedente alla modifica richiesta.

3) Allagare alla raccomandata la copia della pagina internet di cui al punto 1.

4) Al ricevimento di una fattura con tariffazione errata, iniziare il procedimento al CORECOM della sua regione. Diverse sono le contestazioni da rivolgere alla stessa Wind/Infostrada, prima tra tutte il non avere fornito una corretta e veritiera informazione commerciale, diritto fondamentale di ogni consumatore.

Sospensione e riattivazione di una linea telefonica

Buongiorno, la Telecom mi ha staccato la linea telefonica perchè non ho pagato alcune fatture che ho regolarmente contestato con un paio di raccomandate a/r. Questa cosa del distacco della linea mi sta cagionando moltissimi danni perchè questo numero lo uso anche per lavoro, come posso fare per ottenere il riallaccio immediato senza dover pagare le bollette che secondo me non sono assolutamente dovute?

Nel rispondere al quesito postoci dal nostro utente colgo l’occasione di trattare un “nuovo” argomento, ovverosia l’illegittima sospensione di un’utenza telefonica in caso di mancato pagamento di una fattura contestata.

Precisiamo innanzitutto che risulta scorretta la prassi delle compagnie telefoniche di sospendere il servizio di invio delle chiamate connesso ad un’utenza telefonica, nel caso in cui l’intestatario della stessa utenza contesti una fattura e momentaneamente decida di non pagarla.

Ma cosa può fare l’utente in considerazione del fatto che il ricorso al CORECOM regionale, di cui abbiamo più volte trattato in questo Blog, necessita di alcuni mesi per approdare ad una decisione?

In questi casi al normale ricorso al CORECOM risulta necessario affiancare un altro ricorso, d’urgenza, sempre al CORECOM, per ottenere un provvedimento temporaneo ed urgente volto alla riattivazione immediata del proprio servizio telefonico.

Il CORECOM, ricevuto questo secondo ricorso (l’invio dei due ricorsi può e solitamente è anche contestuale) pur non entrando nel merito della questione, cosa che avverrà in un secondo momento, impone alla compagnia telefonica la riattivazione immediata del servizio, dopodichè con calma si vedrà il merito della questione.